Archivio per luglio 2013

Mediazione Conciliazione obbligatoria dal settembre prossimo – Organismo di Assoedilizia già operativo

luglio 15, 2013

ASSOEDILIZIA

COMUNICATO STAMPA

RITORNA OBBLIGATORIA LA MEDIAZIONE PER IL CONDOMINIO E LA LOCAZIONE

Da 60 euro la spesa fissata dalla legge per il primo incontro tra le parti

              *      *      *

La mediazione per le controversie che riguardano il condominio, la locazione, i diritti reali, le divisioni, le successioni ereditarie, i patti di famiglia, il comodato, l’affitto di aziende, è nuovamente obbligatoria, come previsto dal D.L. (decreto del fare) del 21/6/2013 n. 69, pubblicato lo stesso giorno sulla Gazzetta Ufficiale.

I tempi tecnici prevedono che il provvedimento entrerà in vigore entro il prossimo settembre.

Scopo della mediazione, permettere di  trovare rapidamente ed economicamente un accordo tra le parti.

Verrà così alleggerito anche il carico di procedimenti, circa 850.000, che grava sui tribunali civili.

In Assoedilizia è già da tempo operante, presso gli uffici di via Meravigli 3 a Milano, l’Organismo di Mediazione (che conta circa 80 esperti) iscritto al n. 846 presso il Ministero della Giustizia.

Una delle novità stabilisce un primo incontro di programmazione dove le parti potranno decidere, con il mediatore, la eventualità di proseguire o meno nel tentativo di mediazione con una spesa per parte molto contenuta per questa prima fase.

– 60 € per le liti di valore sino a 1.000€;
– 100 € per le liti di valore sino a 10.000€;
– 180 € per le liti di valore sino a 50.000€;
– 200 € per le liti di valore superiore.

Assoedilizia assiste in maniera totalmente gratuita i soggetti non abbienti, quelli che nel procedimento giudiziario avrebbero diritto al gratuito patrocinio.

Le spese previste dal Ministero della Giustizia, nel caso di prosieguo del procedimento di mediazione, rivestono un carattere economico e non dovrebbero essere variate rispetto al passato.

Assoedilizia stemma alta risoluzione colori vers. definitiva

Giornale e Libero – Interviste al Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, sulle novità del Regolamento Edilizio di Milano

luglio 15, 2013

Da Venezia, dove partecipa ai lavori del 33^ Seminar dell’ Aspen Institute il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha reso le seguenti dichiarazioni riprese in due interviste pubblicate il 14 luglio 2013 rispettivamente dal Giornale e da Libero:

“Alcune novità contenute nelle norme di revisione del Regolamento edilizio presentate l’altro giorno dall’Assessore al territorio Ada Lucia De Cesaris, ad un primo esame destano perplessità.

Mi riferisco in particolare alla prescrizione riguardante  ‘aree ed edifici abbandonati, dismessi, in disuso. L’Amministrazione comunale considera abbandonati gli edifici che non sono utilizzati per almeno il 90% della superficie e di cui non è stata curata la manutenzione da più di 5 anni. Accertato lo stato di abbandono e di dismissione delle aree e/o degli edifici, il Comune può diffidare le proprietà ad eseguire interventi di ripristino e messa in sicurezza delle aree, nonché di recupero degli edifici.  Qualora il proprietario non intervenga, l’Amministrazione provvederà in via sostitutiva, addebitandone il costo e applicando una sanzione, e potrà attribuire a tali beni un uso pubblico o recuperare le aree (ai sensi dell’art. 97 bis della LR 12/2005). Inoltre, se un richiedente di nuovi interventi su aree libere fosse titolare di beni immobili in disuso e/o abbandonati, l’avvio degli interventi sull’area libera sarà condizionato alla presentazione di una proposta di intervento dell’immobile in disuso e/o abbandonato e all’avvio dei lavori relativi.’

Si riconnettono conseguenze giuridiche, che incidono sensibilmente sul contenuto del diritto di proprietà, a un obbligo di fare al quale il proprietario, titolare di un diritto soggettivo, non  ottemperi; obbligo che solo una legge nazionale sembrerebbe poter introdurre.

Vi potrebbe essere dunque un problema di legittimità della prescrizione normativa.

E sotto questo profilo non sembra possano escludersi impugnazioni della norma, una volta definitiva, da parte di soggetti che si ritengano lesi dalla medesima.

Ma v’è senz’altro un aspetto di merito che mi preme sottolineare.

Questa prescrizione interviene in un momento di grave difficoltà del settore immobiliare e di seria sofferenza dell’investimento del risparmio collocato nello stesso.

Un obbligo di tale natura e portata può costituire un serio handicap per il proprietario, sia a fronte dell’ impossibilità di utilizzare l’ immobile direttamente o attraverso la locazione, sia in caso di destinazione dell’immobile a vendita.

Esamineremo comunque più approfonditamente le diverse problematiche e presenteremo le osservazioni di rito.”

foto presidente venezia 3

foto presidente venezia 4

Aspen Venezia Politica Immobiliare – Locazione disincentivata, Effetti fiscali negativi: Perdita di 10 miliardi di introiti fiscali – Assoedilizia Centro Cittadino Fisco

luglio 12, 2013

Negli ultimi decenni, nel nostro Paese si è perseguita una politica disincentivante l’investimento privato in immobili destinati alla locazione; politica attuata attraverso vincoli e blocchi (dei contratti e degli sfratti), equo canone, espropriazioni, requisizioni, occupazioni, misure fiscali a carattere confiscatorio (incongrue, irragionevoli, non proporzionali) nei confronti della locazione ed in particolare della locazione abitativa; obblighi vessatori di esecuzione di opere edilizie, di adeguamento tecnologico, energetico e di attività tecniche ed amministrative onerose e defatiganti (imposti da leggi nazionali, regionali, regolamenti, atti amministrativi) .

Tutto ciò è stato conseguenza della sostanziale mancanza di una qualsivoglia visione chiara degli obiettivi da perseguirsi e degli strumenti da utilizzarsi.

In teoria tutti concordano sulla finalità di mantenere e potenziare la locazione abitativa in Italia; in pratica si introducono le più disparate misure di senso opposto.

Abbiamo assistito conseguentemente ad un vasto e progressivo fenomeno di abbandono  della locazione come forma di investimento, con il conseguente  spostamento della gran parte del patrimonio immobiliare residenziale da un regime di rilevanza fiscale ad un regime di irrilevanza fiscale.

Quarant’anni fa in Italia le abitazioni in locazione erano circa il 40% del totale; oggi sono scese a meno del 17% (una situazione di tipo mediterraneo, lontana dal parametro medio europeo che si attesta attorno al 35/40 %).
E, con le attuali prospettive tale quota è destinata a ridursi ulteriormente.

Oltre 19 milioni e mezzo di famiglie italiane abitano in casa di proprietà: immobili per i quali la tendenza legislativa è quella di arrivare ad una sorta di immunità fiscale.

Non pagano le imposte dirette sui redditi locativi che ovviamente non esistono (Irpef ed Ires), non pagano l’Irpef fondiaria assorbita dall’Imu, non pagano l’imposta di registro.

In questi giorni si sta discutendo anche dell’introduzione della esenzione per l’Imu.

L’ ingessatura della maggior parte dello stock immobiliare residenziale nelle mani delle famiglie che vi risiedono produce un ulteriore effetto negativo sul piano economico e fiscale: ci riferiamo all’indotto della locazione in termini di opere manutentive e di adeguamento tecnologico, ed al relativo gettito fiscale.

Come è noto, nelle case abitate dalle famiglie proprietarie c’e’ un ben minor turn over abitativo, rispetto alle case locate.

Ciò significa che non vengono effettuate con altrettanta frequenza tutte quelle opere che il proprietario locatore deve affrontare per affittare gli immobili alle migliori condizioni  e nel rispetto della legge.

Se nel nostro Paese la quota degli immobili locati fosse in linea con la media europea, si avrebbero 10/12 milioni di abitazioni locate, invece delle attuali 4 milioni.

Assoedilizia ha calcolato che, come effetto del solo assoggettamento al regime impositivo, vi potrebbe essere un maggior gettito fiscale (diretto e prodotto dall’indotto) dell’ordine di circa 9/10 miliardi  {Irpef/Ires ( canoni di locazione ed opere edilizie) – Imu – Registro – Iva}.

             *      *      *

Il presidente di Assoedilizia e del Centro Cittadino Fisco Achille Colombo Clerici, che partecipa ai lavori di Aspen Institute Seminars 33^ Edition, che si svolgono a Venezia, così commenta:

“Il maggior dinamismo del rapporto conduttore/immobile rispetto al rapporto proprietario/immobile (senz’altro più statico, anzi improntato ad uno spiccato immobilismo; non parliamo del condominio che, fra tutti, è il soggetto meno reattivo di fronte alle esigenze di rinnovamento urbano) può dunque dar luogo ad un sostanziale incremento degli interventi di manutenzione e di riqualificazione del patrimonio edilizio: con evidenti ricadute vantaggiose a favore di costruttori, professionisti, impiantisti, ed installatori. Il che non guasta in questo periodo di crisi.

Il “turn over” delle case in locazione implica un costante adeguamento del patrimonio edilizio.

Insomma, rispetto alla situazione della casa in proprietà, se siamo in presenza di una locazione economicamente conveniente (altrimenti c’è il degrado, come avveniva con l’equo canone) la manutenzione degli immobili e la loro riqualificazione sul piano edilizio/urbanistico ne guadagnano indubbiamente.

In prospettiva dunque l’azione di governo dovrebbe esser rivolta a mobilitare nell’edilizia in locazione investimenti di risorse finanziarie, da parte non solo delle famiglie (persone fisiche), ma anche delle persone giuridiche (società di gestione immobiliare, fondi di investimento, enti) alla ricerca di collocazioni economicamente interessanti.

Effetto positivo dell’incremento dell’investimento negli immobili in locazione abitativa sarebbe costituito da un aumento del PIL, e  da maggiori introiti fiscali  connessi ai redditi locativi ed all’attività edilizia (Irpef-Ires-Registro-Iva).”

            *    *    *  

Foto: Colombo Clerici con il Primo Ministro Enrico Letta

Achille Colombo Clerici con Enrico Letta

foto presidente Venezia 2

 

 

Aspen Institute, Seminars for Leaders Venezia 33^ Edizione – Turismo Mondiale – Istituto Europa Asia, RICERCA – Italia arranca

luglio 11, 2013

CESCAT-ASSOEDILIZIA
                   e
ISTITUTO EUROPA ASIA

A margine del Seminar di Aspen Institute 33^ Edition, che si tiene da domani a Venezia,  presentata una RICERCA condotta da Istituto Europa Asia e Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia

TURISMO MONDIALE, OLTRE UN MILIARDO DI VIAGGIATORI NEL 2012, MA L’ITALIA ARRANCA: -5,4%

Colombo Clerici, invitato ai lavori di Aspen: “Dobbiamo razionalizzare e potenziare l’industria del turismo in Italia, che in prospettiva dovrà assumere una primaria importanza nella nostra economia, anche se il nostro Paese resta la seconda potenza manifatturiera d’Europa.

Non dobbiamo trascurare le storiche eccellenze del nostro artigianato locale, legate alle antiche tradizioni culturali del Paese, plusvalore esclusivo della nostra Italia e grande attrazione del turismo.
Bellezze naturali e paesistiche, arte, storia, cultura, ma anche artigianato e tradizioni locali.
La diversità, con una eccellenza espressa dunque a livello qualitativo, deve continuare a rappresentare lo “stellone” del nostro Paese.
Occorre soprattutto puntare sulla affidabilità economica degli investimenti in Italia per salvaguardare le aziende nazionali e potenziare anche gli Ide ( Investimenti diretti esteri ), oggi ridottisi al lumicino.”    

 *     *     *

Qual è la più grande industria del nostro pianeta?
Il turismo. Con 260 milioni di addetti ai lavori nel mondo genera il 10,7% del prodotto lordo mondiale ed è anche l’industria che sta crescendo più rapidamente, sull’onda della globalizzazione.
Il settore europeo del turismo ha ottenuto buoni risultati, registrando addirittura una crescita nel 2012 che si aggiunge agli incrementi del 2011.

Da ciò viene la conferma che i viaggi e il turismo sono fattori economici trainanti per la ripresa in Europa. 

Per contro l’Italia nel 2012 ha registrato il quinto anno consecutivo di recessione a causa del minor numero di turisti italiani che il ridottissimo aumento degli stranieri non è riuscito a compensare:  rispetto allo stesso periodo del non brillante 2011, cali del 5,4% per quanto riguarda il numero di turisti e del 6,4% per quanto riguarda le presenze.

I primi mesi del 2013 si muovono nella stessa direzione.

E’ il risultato di una ricerca condotta da Istituto  Europa Asia e Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia elaborando dati internazionali, presentata a margine del meeting annuale Aspen Institute a Venezia.

Ricerca che pone in rilievo due elementi-base:  anche se il turismo e le vacanze sono ormai considerati nel mondo beni di prima necessità ed il settore è in crescita (con “mercati” come quelli asiatici e cinese, in particolare, dalle enormi potenzialità) il turismo in Italia è in recessione a causa della crisi economica: ma non solo.

Se il brand Italia vede la nostra attrattività turistica al 2° posto su 113 Paesi, esso scende al 10° se si considerano altri fattori quali sistema di valori, qualità della vita, affari.

Sconcerta inoltre il raffronto con altri Paesi per numero di visitatori: siamo scesi al quinto posto in pochi decenni.

Il Mediterraneo resta il centro mondiale del turismo, nonostante le tensioni in diversi Paesi che vi si affacciano, registrando il 26% del giro d’affari mondiale.

Secondo il WTTC nel 2012 il turismo in Italia ha generato 50,5 mld € di contributo diretto al Pil (3,3%) che con l’indotto e l’indiretto diventano 136 mld (8,6% del Pil).  Gli occupati diretti, 850.000 nel 2012.

Il settore viaggi e turismo nel complesso occupa 2.175.000 persone (9,6% del totale). 

Chi spende di più in Italia sono, nell’ordine, i turisti di Germania (il 20% del totale), Usa, Francia, Regno Unito, Svizzera.
Ma ci si deve soffermare su due Paesi-novità, relativamente parlando, Cina e Russia.

Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, nel 2012 la Repubblica Popolare ha inviato all’estero 80 mln di turisti (+17% rispetto al 2011, terzo posto nella classifica mondiale), che hanno speso 80 mld di dollari.
Saranno 200 mln  nel 2020.
Riuscire ad attrarre questo flusso rappresenta  una sfida e un’opportunità per gli operatori di tutto il mondo.

Ma come si sta preparando l’Italia?

Il numero di turisti cinesi che visita il Belpaese è in aumento, ma rimane basso rispetto al numero complessivo – 2 milioni di pernottamenti – anche se siamo tra le prime 10 mete mondiali, con una spesa di 245 mln di euro.

Le potenzialità di sviluppo sono notevoli perché i cinesi preferiscono mare e città d’arte.  

Per quanto riguarda i turisti russi in Italia, sono passati da 315 mila nel 2009 a 650 mila nel 2012, con una previsione di un milione circa nel 2013: spesa pro capite di circa 200 euro al giorno.

L’Ocse ha bocciato l’Italia in vari ambiti a seguito della ricerca “Oecd Italy tourism policiy review 2011”, un’analisi della gestione del Turismo in Italia commissionata per valutare lo stato delle cose e capire come muoversi.

I risultati appaiono scontatissimi.

Inutile continuare a sperare nella crescita del turismo dai Paesi Bric se l’Italia non sarà pronta ad accoglierli con nuove infrastrutture e un nuovo approccio nella gestione, nella comunicazione e nella promozione del Paese.

È tempo però di intervenire concretamente: l’Ocse ha rilevato ovviamente problemi legati alla governance, alle infrastrutture, con le strategie di promozione del Paese e persino con la redazione delle statistiche. C’è bisogno subito di una strategia a livello nazionale, mentre intanto le Regioni continuano a utilizzare nei modi più disparati i propri fondi senza una direzione univoca, che promuova il “brand Italia” al meglio, soprattutto all’estero.

Fare in modo che il turismo rimanga uno dei pilastri del nostro Pil non sarà semplice perché ci sono alcune carenze in Italia difficilmente colmabili nel breve termine: citiamo l’assenza di grandi tour operator nazionali e di grandi catene alberghiere italiane; mentre le nostre compagnie aeree coprono un numero di tratte ancora troppo esiguo.

Non parliamo poi dei trasporti: dai treni agli autobus, in Italia non ci distinguiamo di certo per efficienza e puntualità.

Commenta Achille Colombo Clerici, presidente dell’Istituto Europa Asia e del Cescat:

“Maggiore impegno di tutti – dal governo agli enti locali, agli operatori del settore – per potenziare l’industria turistica, quindi. Ma per l’Italia si impone un discorso particolare:  è la seconda potenza manifatturiera europea, e abbandonarsi quasi esclusivamente al turismo come hanno fatto Grecia e Spagna può essere molto pericoloso.

Industria hi tech con un rafforzamento dello stile del Made in Italy, e turismo di alta qualità sono il vero binomio vincente su cui puntare.

In questo obiettivo bene si inserisce anche la salvaguardia e la tutela delle storiche eccellenze del nostro artigianato locale, legate alle antiche tradizioni culturali del Paese, che costituiscono un plusvalore esclusivo della nostra Italia.

Motivo per il quale occorre stare molto attenti al processo di omologazione qualitativa dell’offerta culturale, con un livellamento al basso, in atto su scala globale, che rischia di privare l’Italia della sua carta vincente .

La diversità, con una eccellenza espressa dunque a livello qualitativo, deve continuare a rappresentare lo “stellone” del nostro Paese.

Ed occorre infine ridare slancio alla affidabilità economica degli investimenti in Italia per salvaguardare le aziende nazionali e potenziare anche gli Ide (Investimenti diretti esteri), oggi ridottisi al lumicino.”    

foto presidente 92

Tares: in vista rincari fino al 30% – Ipotesi di riforma con abbinamento all’Imu: iniqua ed incostituzionale – Contrarietà dei Proprietari Locatori – Assoedilizia

luglio 8, 2013

SULLA PIU’ GRAVOSA TARES – L’ IPOTESI DI ABBINAMENTO ALL’IMU: CONTRARIETA’ DI ASSOEDILIZIA

Da notizie di stampa si apprende che allo studio del Governo ci potrebbe essere un’ ipotesi di abbinamento della Tares all’Imu.

Tale impostazione costituisce un “ibrido fiscale”, iniquo ed incostituzionale.

L’Imu, un’imposta patrimoniale a carico del proprietario dell’immobile e la Tares, una tariffa, a carico del residente, utilizzatore dei servizi comunali.

Diversi i presupposti e la natura delle diverse imposte, le basi impositive, i criteri di calcolo.

             *      *      * 

Preoccupa l’idea di abbinare la Tares all’Imu, se ne viene posta a carico dei proprietari locatori la riscossione, sia pure con diritto di rivalsa verso i propri inquilini per quanto riguarda la prima.

Come è noto l’IMU è una imposta patrimoniale calcolata sul valore dell’immobile desunto dalla rendita catastale rivalutata a mezzo coefficienti, mentre la TARES rappresenta una tassa, anzi una tariffa vera e propria (cioè il corrispettivo di un servizio erogato dal Comune a favore dei cittadini, residenti e non) calcolata sulle dimensioni e sul numero di occupanti dell’immobile: le basi impositive sono quindi nettamente diverse e difficilmente potranno essere ricondotte ad unità al fine di un loro abbinamento.  

Se l’idea è quella di scaricare sui locatori l’onere del pagamento e quindi della riscossione verso i diretti fruitori del servizio comunale, ciò significherebbe addossare agli stessi i costi di riscossione e l’alea di eventuali insolvenze (nel Comune di Milano tale quota è del 17% annuo: e si scarica sull’anno successivo) .

Questa impostazione avrebbe potuto esser concepibile solo ove l’Ici-Imu avesse visto la luce secondo la sua originaria concezione, come imposta sui servizi comunali a carico degli abitanti.
Ma così non è stato.

             *      *      *

Non solo, ma la rivalsa verso l’obbligato finale potrebbe presentare difficoltà connesse all’addebito di contestazioni non sollevate dal primo obbligato circa l’entità o la natura del tributo per ciò che attiene alla posizione soggettiva dell’obbligato finale stesso (ad esempio coefficienti legati al suo stato di famiglia o alle sue condizioni economiche) .

In altri termini potrebbe risultar violato il principio per cui ciascun contribuente è direttamente responsabile dell’obbligo tributario nella esistenza, entità e consistenza:  nessuno può veder violato, da atti o fatti altrui, il diritto di autodeterminare la propria obbligazione fiscale.

La Tares inoltre non è una semplice tassa per la raccolta dei rifiuti, ma presenta anche aspetti di tassa per la pulizia urbana.

Il che porta a ritenere che sotto un altro profilo si possa delineare una grave stortura ed iniquità nell’accollarne il pagamento al locatore, attraverso il suo abbinamento all’IMU.

Già oggi i servizi di raccolta rifiuti e nettezza urbana sono pagati dai residenti, che si accollano anche la quota di pendolari e city users.

Solo l’istituzione della Città Metropolitana, come ambito unitario di organizzazione e di gestione dei servizi, potrebbe permettere di affrontare congruamente questa problematica.

Non solo, ma occorrerebbe pervenire ad una Città Metropolitana in cui fosse anzitutto razionalizzato, (alla luce della unitarietà delle funzioni, dei compiti e quindi dei servizi erogati) il sistema della fiscalità locale.

Oggi, nulla di tutto ciò è previsto a livello legislativo, per le costituende città metropolitane: mentre si dovrebbe trattare proprio del primo passo.

Orbene, si deve ritenere che il problema sopra rappresentato amplifichi notevolmente la sperequazione a danno dei locatori ove si introduca l’abbinamento della Tares all’Imu.  

Una riforma di tal genere, pur prescindendo da considerazioni e rilievi relativi alla sua indubbia incostituzionalità, non potrà comunque esser attuata prima di una riforma della fiscalità locale che prenda in considerazione le Città Metropolitane laddove esistenti.

            *     *     *   

Osservazioni sulla Tares:     

La Tares presenta due nuovi parametri, che ne aggravano il peso sulle tasche dei contribuenti, con un previsto aumento medio per famiglia del 20%.

Anzitutto la componente “Tares rifiuti” dovrà coprire il 100% del costo del servizio sostenuto dai 6.700 Comuni italiani (su oltre 8000) che adottavano la Tarsu, la quale si fermava però, mediamente, all’80% del costo del servizio.

A questo si aggiunga che la componente “Tares servizi” deve finanziare anche i “servizi indivisibili” forniti dall’ente locale come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale, le aree verdi.

Le risorse necessarie per coprire tali spese verranno da un aumento dell’onere per metro quadro.

Inoltre si va nella direzione contraria a quella stabilita dalla tariffa d’igiene ambientale (Tia)  e della Tarsu, con un prelievo proporzionale alla quantità del servizio reso, in base al principio europeo del “chi più inquina più paga”. 

Foto: Colombo Clerici con il Premier Enrico Letta
Achille Colombo Clerici con Enrico Letta

 

Riforma del Condominio – CORSI ASSOEDILIZIA – LIBRO Wolters Kluwer/Assoedilizia – Quesiti – Gli autori Achille Colombo Clerici, Nicola Assini, Marco Marchiani

luglio 8, 2013

Domanda – Sono spesso assente dall’Italia, non conosco molto i miei condomini e ho contatti solo con l’amministratore; quando si tiene l’assemblea annuale posso mandargli la delega e dirgli le cose su cui sono d’accordo e quelle che non approvo?

Risposta – La legge di riforma del condominio ha stabilito (art. 67 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile) che l’amministratore non può ricevere delega da alcun condomino; quindi non può essere incaricato a rappresentarla.
Se vuole può incaricare un altro condomino, ed anche fornirgli delle istruzioni; tuttavia l’assemblea dovrà attenersi solo a quanto farà il suo delegato perché il potere di delega non può essere limitato.
Tuttavia se il suo delegato non rispetterà le sue volontà Lei potrà agire nei suoi confronti per il risarcimento di eventuali danni.

foto presidente 94

Viviana Beccalossi – Legge Urbanistica Regione Lombardia – Aspesi – Assoedilizia informa

luglio 5, 2013

ASSESSORE BECCALOSSI – LEGGE URBANISTICA REGIONE LOMBARDIA

L’Assessore al Territorio e all’Urbanistica della Regione Lombardia Viviana Beccalossi è intervenuta al Consiglio Direttivo di Aspesi, l’Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare, per aprire un rapporto di collaborazione finalizzato alla revisione condivisa della normativa urbanistica lombarda.

Beccalossi ha illustrato il Progetto di legge che riguarda i Comuni della Lombardia che si trovano nella situazione di aver solo avviato (218) o adottato (337) il Piano di governo del territorio (Pgt).

Il documento prevede che questi Comuni regolarizzino la loro situazione e indica nella data del 30 giugno 2014 il termine ultimativo per concludere le procedure.

Il Progetto di legge prevede altresì che, qualora lo ritengano necessario, i Comuni possano contare sul sostegno e la collaborazione dei tecnici della Regione o della loro Provincia per redigere il Pgt.

Si prevede che il provvedimento porti all’apertura di 3000 cantieri.

Introducendo il confronto, l’Avv. Oriana, amministratore delegato, ha sottolineato l’urgenza di una profonda revisione della legge regionale urbanistica, la n.12 del 2005, apripista sul piano nazionale, ma ormai obsoleta in alcune parti.

Il nuovo Presidente di Aspesi Milano Antonio Anzani, Presidente della Commissione Urbanistica e Territorio di Aspesi, ha comunicato la disponibilità e l’interesse di Aspesi Milano a partecipare a questo processo per rendere più funzionale ed efficace la nuova normativa nell’interesse sia pubblico sia degli operatori, essendo il settore immobiliare e delle costruzioni il primo per prodotto ed occupazione della Lombardia.

L’Assessore Beccalossi ha assicurato la costituzione a breve termine di un tavolo tecnico-operativo finalizzato a tale obiettivo.

Infine, su proposta del Presidente, Franco Minardi de Michetti, Paolo Manzoni è stato nominato Vice-Presidente Nazionale.

Il Dr. Manzoni, titolare della Gespi Spa,  è stato dal 2010 ad oggi il primo Presidente di Aspesi Milano, incarico che lascia per compiuto triennio.

Foto: Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici con l’Assessore Viviana Beccalossi 

Colombo Clerici con Assessore Regione Lombardia Viviana Beccalossi

 

Independence Day – Festa Nazionale USA al Castello Sforzesco di Milano – Statua della Libertà – Console Generale Usa e Sindaco di Milano Giuliano Pisapia

luglio 4, 2013

COLOMBO CLERICI ALLA FESTA DELL’INDIPENDENZA USA

La festa a stelle e strisce si è svolta quest’anno al Castello Sforzesco di Milano, che ha ospitato le celebrazioni per il giorno dell’Indipendenza (4 luglio 1776),”The Anniversary of the Independence of the Unites States”, la festa nazionale degli Stati Uniti.

Invitato dal Console Generale a Milano Kyle Scott,che ha tenuto il discorso di cerimonia, il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che era accompagnato dalla Consorte, ha portato il saluto della Città.

Presenti, tra gli altri i genn.  Marco Scursatone e Antonio Pennino, il procuratore della Repubblica Nicola Cerrato, il vice sindaco di Milano Ada Lucia De Cesaris, il vice decano del Corpo Consolare Patrizia Signorini, Roberto Jarach,  Giampio Bracchi, Adriano Teso, Gaetano Galeone, e molti rappresentanti delle diverse comunità presenti a Milano.

Per l’occasione il Consolato ha realizzato un video, protagonista la Statua della Libertà, alla vigilia della sua riapertura al pubblico.

Il Console Scott e l’Ambasciatore Thorne, oltre a tutto lo staff del Consolato di Milano, hanno partecipato alle riprese.

Il video è stato lanciato sul canale YouTube del Consolato. 

Foto: Colombo Clerici con il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia
Colombo Clerici con Pisapia 2

 

Valentina Aprea – Incontro in Regione Lombardia con il Pres. di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

luglio 3, 2013

INCONTRO ASSESSORE REGIONALE APREA E COLOMBO CLERICI

ASSOEDILIZIA E FEDERLOMBARDA OFFRONO LA PROPRIA COLLABORAZIONE

In un incontro di cortesia avvenuto in Regione Lombardia il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha esposto all’Assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea l’analisi sulla situazione del comparto immobiliare in Lombardia, in particolare delle locazioni, inserita nel contesto più generale dell’ economia regionale; che non induce per ora all’ottimismo, pur mantenendosi, la Lombardia, saldamente al primo posto in Italia e al vertice delle regioni europee.

Colombo Clerici ha offerto all’Assessore Aprea la completa collaborazione di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia, nei settori di reciproca competenza.

L’ Assessore ha apprezzato l’offerta.

Foto: Colombo Clerici con l’Assessore Valentina Aprea

Colombo Clerici con Valentina Aprea

Colombo Clerici con Valentina Aprea 2

 

Corpo consolare Milano, Lombardia: incontro con Governatore Roberto Maroni – EXPO 2015, IL MODELLO LOMBARDIA DA PROPORRE AL MONDO – Palazzo Cusani Milano

luglio 2, 2013

Annunciato dal Governatore Roberto Maroni all’incontro con il Corpo Consolare:

EXPO 2015, IL MODELLO LOMBARDIA DA PROPORRE AL MONDO

Colombo Clerici: “La nostra regione non è l’Eden, ma riconosciamole i molti meriti e cerchiamo di metterli a profitto.”
 
Benito Sicchiero

Il modello di vita lombardo – basato su una buona alimentazione e sul benessere psicofisico – da esportare in tutti i Paesi, facendo leva su Expo 2015 che ha quale tema Nutrire il pianeta energia per la vita: è il progetto esposto dal Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni incontrando il Corpo Consolare di Milano, il più numeroso al mondo dopo quello di Nuova York.

Perché la Lombardia ha le carte in regole per fare da maestra: prima delle quattro regioni-motore europee, 10 milioni di abitanti più di quanti ne conti la maggior parte dei dei Paesi Ue,  aspettativa di vita seconda solo al Giappone; seconda regione agricola d’Europa (questa sì una sorpresa!), eccellenza in sanità, moda, finanza, commercio, industria, ricerca.

“Noi lombardi – commenta il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici – non viviamo certo in un Eden, basti pensare all’inquinamento dell’aria,al congestionamento del traffico stradale: ma rendiamoci conto che sia per il cittadino, sia per la comunità il saldo fra vantaggi e criticità è nettamente positivo.

Opportunità di conoscenze, di lavoro, di socializzazione, e di godimento dei servizi alle persone ed alle imprese; ma anche vantaggi di una collocazione geograficamente strategica, tra montagne e mare, tra nord e sud, tra oriente ed occidente, e culturalmente ottimale, tra campagna e città, tra monumentalità storica ed efficienza tecnologica; insomma tra passato e futuro.”.

L’incontro è avvenuto a Palazzo Cusani, sempre più aperto all’interscambio corpo militare-società civile, alla presenza delle autorità e di una folta rappresentanza del mondo imprenditoriale e delle professioni.

Oltre al Decano del Corpo Consolare Ambasciatore Emilio Fernández-Castaño Console Generale del Regno di Spagna, al Vice Decano Patrizia Signorini Console Generale Onorario della Repubblica di Lettonia e organizzatrice dell’evento, hanno partecipato per un saluto istituzionale: Lucia De Cesaris Vice Sindaco di Milano (“grazie ai Consoli di Milano per avere raccolto l’appello rivolto loro lo scorso anno dal Sindaco Pisapia di promuovere la partecipazione dei rispettivi Paesi a Expo. Benvenuti i nuovi consoli del Canada e degli Emirati Arabi”); Guido Podestà Presidente della Provincia di Milano (“Milano, tra pochi mesi la Grande Milano con 4 milioni di abitanti, è capitale economica e culturale d’Italia e può ridiventarne la capitale morale”); Giuseppe Sala Commissario Unico Expo 2015 (“andiamo avanti con passo non veloce ma deciso. L’obiettivo di Expo è raccogliere 20 milioni di visitatori di cui 13-14 milioni italiani, il resto suddiviso all’incirca a metà tra europei ed extraeuropei, 100 capi di Stato, 6-700 ministri, molte delegazioni.
Dieci miliardi il valore aggiunto dei lavori, dal turismo 5 mld e dai Paesi partecipanti – finora 129 – oltre un miliardo”).

Maroni, annunciando per il 7 luglio alla Villa Reale di Monza, luogo di rappresentanza di Expo, presente il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il lancio dell’iniziativa “Worldwide Expo Tour” nelle principali capitali del mondo non solo per promuovere Expo, ma anche per rafforzare l’impegno dei Paesi sul tema dell’esposizione, ha indicato i punti principali della sua attività.

Oltre al citato progetto food-wellness, lotta alla contraffazione, in particolare alimentare.

Ma anche uno stimolo all’Europa che deve vedere un cambiamento nella funzione di governance.

Secondo Maroni, il Parlamento che non fa le leggi e un Governo Ue fatto di commissari che non vengono eletti “non rafforzano le Istituzioni europee.
Infatti in tutto il Continente stanno nascendo formazioni politiche euro-critiche ed euroscettiche. L’anno prossimo ci saranno le elezioni per il Parlamento europeo: è una grande occasione, che potrebbe essere sfruttata per abbinarvi un referendum consultivo, come nel 1989, quando venne chiesto al popolo italiano se era d’accordo nell’attribuire al Parlamento europeo dei poteri costituenti.
Il mio modello è l’Europa delle Regioni, dove c’è il superamento degli Stati nazionali, per riaggregare il territorio sulla base delle affinità culturali ed economiche, oltre i confini amministrativi e burocratici”.

Presenti tra gli altri : l’ex prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, il gen.Antonio Pennino, il gen. Marco Scursatone, Mario Boselli, Mario Blandini, Bona Borromeo Arese, Cesare Castelbarco Albani, Mons. Franco Buzzi, Salvatore Messina, ed una vasta rappresentanza del Corpo Consolare a Milano.

Castono Signorini Buzzi

Scursatone

Podestà

Maroni1

Maroni2

Maroni3

De Cesaris

Borromeo