Riforma catasto – Revisione Catastale per microzone – Istruttiva vicenda – Illuminante il caso di Milano con le sue disparità e sperequazioni

Dichiarazioni del Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Per capire come funziona il Catasto, basta riandare alla vicenda della revisione per microzone attuata in forza della legge 311/2004 art. 1 comma. 335, laddove beninteso essa è stata applicata.

E’ proprio osservando le modalità e la tempistica con le quali il medesimo procedimento catastale di carattere generale, attuativo della revisione per microzone (basato dunque sulla medesima legge), ha prodotto effetti di disparità nei confronti dei singoli contribuenti, che si ha l’idea di quante distorsioni e quante iniquità possano generarsi a carico dei diversi contribuenti.  

Ricordiamo incidentalmente che quella legge prevedeva che, ricorrendo certe condizioni di incremento dei valori immobiliari nelle diverse microzone del proprio territorio,  il Comune potesse decidere facoltativamente di autorizzare l’Agenzia del territorio (alias Catasto) a procedere alla revisione generale catastale.

A parte la discrezionalità del procedimento (solo 17 Comuni in Italia han fatto ricorso alla procedura e Roma stava accingendosi a farlo quando è intervenuta la prospettiva della riforma catastale….) , l’arbitrarietà della soglia di incremento dei valori legittimante la scelta comunale, l’impossibilità di applicare la norma nei comuni con un’unica microzona, rivalutazioni di rendite recentissimamente attribuite o già aggiornate; ragioni tutte che già giustificherebbero un giudizio più che negativo sulla legittimità dell’operazione.

Ma quel che si vuol rilevare è il fatto che, a Milano per esempio, quando si è arrivati alla fase conclusiva di tutto il procedimento, dovendo lo stesso sfociare in un avviso di accertamento da notificarsi ai singoli interessati, l’Agenzia del territorio non ha proceduto a contestuali notificazioni, in modo che tutti gli interessati fossero parificati ai fini degli effetti giuridici (in alcuni casi, addirittura, son state effettuate variazioni, con attribuzione di nuove rendite, senza le conseguenti necessarie notificazioni di accertamento) .

Ma ha compiuto delle notifiche per tranches.

Ad alcuni ha notificato gli accertamenti entro il 31 dicembre del 2008, ad altri entro il 31 dicembre del 2009.

La cosa non è affatto irrilevante: giacché i primi han cominciato a pagare l’Ici maggiorata già dal 2009, mentre gli altri han cominciato a pagarla dal 2010 (dovendosi far riferimento, ai fini impositivi, alle rendite notificate entro il 31 dicembre dell’anno prima).

E pensare che si trattava di contribuenti che si trovavano nelle medesime condizioni di legge.

Ma i primi han dovuto anche pagare maggiori imposte in sede di successione, di donazione, di trasferimento dell’immobile ed ai fini Irpef già da un anno prima. 

Poi sono arrivati i coefficienti moltiplicatori delle rendite, introdotti dal Governo Monti per far pagare i titolari di rendite remote e non congrue, attribuite nel 1939 e nell’immediato secondo Dopoguerra; e ovviamente (ma non troppo!) si son dovuti applicare alle nuove rendite ex revisione per microzone, attribuite l’altro ieri.

Con questi esempi sotto gli occhi, come si fa a fidarsi delle promesse di verifica dell’invarianza del gettito e di abbassamento delle aliquote?

Che dire in conclusione?

– Che se questo è il funzionamento del procedimento catastale, non c’è da stare allegri pensando che la riforma dovrà esser attuata nei confronti di  60 milioni di immobili e nel corso degli anni funzionerà meglio dove ci saranno uffici e comuni più efficienti.

I primi contribuenti che arriveranno al pettine ne faranno le spese: e saranno stritolati.

Ma poi, con gli effetti della riforma dilazionati negli anni per “tranches”, come e quando si potrà mai fare la verifica della invarianza del gettito ai fini della riduzione delle aliquote ?

– E che soprattutto il meccanismo di difesa del contribuente, davanti alla macchina ed all’apparato pubblico, in questa materia presenta aspetti da “processo kafkiano”.

Ma su questo aspetto rimandiamo ad un prossimo appuntamento.”

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