Archivio per agosto 2013

Graffiti Selvaggi – Corriere della Sera intervista a Colombo Clerici pubblicata il 20 Agosto 2013

agosto 20, 2013

Colombo Clerici intervistato dal Corriere della Sera sul problema dei graffiti selvaggi.

BONUS AI CONDOMINI CHE RIPULISCONO LE SCRITTE
DIVIETO DI DETENERE BOMBOLETTE  DURANTE I CORTEI

Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici è stato intervistato sul problema degli imbrattamenti delle facciate dei palazzi milanesi, i cosiddetti graffiti selvaggi, da Gianni Santucci e Armando Stella  del Corriere della Sera.

“Per presentare ad Expo 2015 una città ripulita – ha  detto Colombo Clerici – bisognerà spendere almeno 50 milioni di euro”.

Onde contenere se non eliminare il fenomeno, Colombo Clerici avanza due proposte: stanziare piccoli bonus, ovvero contributi economici, per i condomini che liberino tempestivamente le facciate dalle scritte, in modo da produrre un effetto moltiplicatore delle iniziative private.

Vietare la detenzione di vernici e di bombolette spray durante i cortei.

Foto: Colombo Clerici con Vittorio Sgarbi Assessore a Milano visionano i graffiti selvaggi della città

Colombo Clerici con Vittorio Sgarbi 2

Engadina, Svizzera – Luigi Caccia Dominioni – Cronache dall’Engadina – Achille Colombo Clerici in visita all’Amico maestro di architettura e di vita, a Celerina

agosto 17, 2013

Il suo obiettivo l’armonia, il rispetto del delicato rapporto tra il nuovo manufatto e l’ambiente circostante

COMPIE 100 ANNI LUIGI CACCIA DOMINIONI
IL GRANDE MAESTRO DELL’ARCHITETTURA ITALIANA

Benito Sicchiero

Luigi Caccia Dominioni, il “grande vecchio” dell’architettura e del design italiani, compie quest’anno il secolo di vita, forte nel corpo come nello spirito. Un traguardo invidiabile dovuto, afferma l’antico amico Achille Colombo Clerici, al rigore, all’autocontrollo, al socratico esercizio fisico e mentale, alla fede. Come sono invidiabili i tanti successi professionali testimoniati dagli edifici e dagli oggetti realizzati in Milano, la “sua” città; in Valtellina, dove è nato a Morbegno; nei Grigioni dove, a Celerina, possiede una bella dimora settecentesca; a Montecarlo; ed altrove.

Non intendo, con questo articolo-omaggio, dilungarmi nell’elenco delle sue opere, né cimentarmi in analisi critiche per le quali non ho la minima preparazione. Ma scoprire, per quanto mi è possibile, la kultur, la natura del protagonista, la sua intelligenza, la profonda conoscenza del mondo e degli uomini, l’amore per il prossimo, la religiosità.  In una delle rare interviste concesse a un giornalista (correva il 1999) mi disse: “Ho sempre inteso questa professione come un servizio, non come una palestra per le proprie esibizioni. Quando progetto un edificio, recepisco il desiderio del committente e ne traduco l’aspirazione. E lavorando bene per gli altri, lavoro bene per me stesso”.

Il colloquio avvenne nello studio del palazzo di famiglia di piazza Sant’Ambrogio a Milano e vi partecipò da coprotagonista la figlia Lavinia. Caccia Dominioni ha altri due figli, Daria e Antonio, pure architetto, tutti collaboratori di cotanto padre ed oggi sempre vicini.

L’armonia è il suo fine. L’ambiente è fondamentale perché si tratta di inserirvi senza contrasti il nuovo manufatto, che ha oltretutto l’obiettivo di valorizzare gli edifici circostanti. E’ un delicato rapporto tra colori, forme, materie, dimensioni, rientranze e sporgenze. E’ l’opposto delle costruzioni figlie di una cultura globalizzata, buone per Porta Garibaldi come per Dubai: “Nella mia vita non sono riuscito a fare due edifici uguali proprio perché gli elementi attorno sono sempre diversi: il sole, le vie di accesso, il quartiere, la veduta, gli alberi, il vento …”.

A cent’anni bisogna contare anche molte delusioni “di una società che assembla pacchianamente valori immortali con le minutaglie del quotidiano”. Ma permane l’attenzione critica a quanto succede nel Paese e soprattutto a Milano, in Lombardia: “La migliore borghesia, ben rappresentata, con altri personaggi, da Achille Colombo Clerici che impegna Assoedilizia sui temi fondamentali del territorio e che ha costituito l’associazione Amici di Milano, ha tentato altre volte di dare il proprio contributo allo sviluppo collettivo trovando forti ostacoli se non veri e propri tranelli. Ma bisogna vincere le delusioni e riprendere a fare vera politica, senza puntare esclusivamente all’affermazione professionale. Forse è proprio per questo che Milano, città delle professioni, non esprime nella classe politica  i valori quantitativi e qualitativi che le sarebbero propri”.

In questi giorni Luigi Caccia Dominioni è in vacanza a Celerina,dove Colombo Clerici gli ha fatto visita.

Un cenno dunque all’attività in Valtellina e nei Grigioni, recentemente oggetto di due mostre a Morbegno,  argomento nel suo complesso ancora poco noto, se pure importante per approfondire in modo esaustivo l’opera di questo grande protagonista dell’architettura del Novecento.

Foto:
– Colombo Clerici con Luigi Caccia Dominioni
– Sankt Moritz estate 2013

 Colombo Clerici con Luigi Caccia Dominioni

Sankt Moritz estate 2013

 

Riforma catasto, Appello di Assoedilizia – Intervista a Colombo Clerici pubblicata su Italia Oggi 17 agosto 2013

agosto 17, 2013

Protesta di Assoedilizia.

Per esigenze di equità fiscale occorre eliminare ai fini Imu tutti i coefficienti moltiplicatori per le rendite catastali recentemente rivedute o attribuite.

Dichiarazioni del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici in sede di intervista pubblicata da Italia Oggi del 17 agosto 2013:

“Mentre si continua a parlare di Imu che è un’imposta comunale (computata sulla base di rendite catastali rivalutate mediante appositi moltiplicatori)  la revisione catastale interesserà anche i valori impositivi ai fini di tutta una serie di imposte erariali (registro – successione – donazioni – congruità dell’Irpef – Irpef fondiaria); e in questo caso, figuriamoci cosa succederà per la verifica di invarianza (a livello comunale o nazionale?), con tutti i problemi di evasione fiscale presenti in Italia.

Ma, anche a livello comunale (per quanto riguarda l’Imu) tale verifica sarà compiuta al netto o al lordo del recupero dell’evasione fiscale ?

Se vien fatta “al netto” sono avvantaggiati i contribuenti regolari che si trovano in comuni con un alto tasso di evasione fiscale.

Se vien fatta “al lordo” saranno questi comuni ad esser danneggiati.

La verità è che, fin tanto che non si parlerà di invarianza del prelievo a carico del contribuente regolare e non di invarianza del gettito fiscale (perché in questo caso c’è di mezzo la questione della media di trilussiana memoria) , si continuerà a cercare di far quadrare un cerchio: e nessun contribuente onesto potrà star sicuro di non esser stangato.

Potrebbe verificarsi, nel corso dell’attuazione della riforma, una provvisoria coesistenza e sovrapposizione di rendite nuove con rendite vecchie, con conseguenza sfasatura temporale nella rimodulazione delle aliquote: con esiti nefasti per molti contribuenti. 

E’ già avvenuto.

Ne vogliamo una prova ?

In Italia ci sono milioni di immobili per i quali l’Agenzia del Territorio, in collaborazione con i Comuni, ha proceduto in tempi recentissimi alla revisione o alla nuova attribuzione delle rendite catastali attualizzando le classificazioni ed i valori con riferimento a quelli di mercato.

Sono tutte le unità immobiliari oggetto di interventi edilizi che hanno comportato una denuncia di variazione catastale (legge 311/20004 art. 1 comma 336), nonché tutte le unità interessate dalle revisioni generali per microzone varate, in forza della “n. 311/2004, finanziaria 2005, art. 1 comma 335”, in 17 città italiane (tra cui Milano) e tutti gli immobili con rendite attribuite ex novo .

Il governo Monti aveva introdotto in via provvisoria, ai fini Imu, alcuni coefficienti moltiplicatori delle rendite (ad esempio del 60% per gli immobili residenziali) per elevare a valori più congrui le basi imponibili relative alle vecchie rendite mai aggiornate, pensiamo a quelle attribuite negli anni dell’immediato secondo Dopoguerra.

Questi moltiplicatori generali, introdotti in via provvisoria, ma che si avviano a diventare definitivi, si applicano ovviamente (perché nessuno si è ricordato o si è voluto ricordare del problema) anche a tutte rendite di recente attribuzione  cui si e’ fatto cenno sopra, procurando in alcuni casi l’effetto perverso di far pagare l’imposta addirittura su valori superiori a quelli di mercato.

Abbiamo sollevato la questione: nessun esito.

Altro che invarianza: abbiamo l’ iniquità del “chi ha avuto ha avuto”.

Assoedilizia fa un appello affinché, per coerenza, ed al fine di parificare tutti i contribuenti – in questa fase di revisione che si preannuncia transitoria – eliminando storture e sperequazioni, si aboliscano immediatamente i coefficienti moltiplicatori previsti ai fini Imu, in tutti i casi di rendite catastali recentemente rivedute, aggiornate o comunque attribuite.”

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Riforma Catasto – Eliminazione dei coefficienti moltiplicatori ai fini IMU per le rendite recenti: Iniquità – Protesta di Assoedilizia

agosto 16, 2013

Protesta di Assoedilizia.

Per esigenze di equità fiscale occorre eliminare ai fini Imu tutti i coefficienti moltiplicatori delle rendite catastali recentemente rivedute o attribuite.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

“In questi giorni stiamo parlando di una riforma catastale che, basata com’è sulla parametrazione ai valori di mercato, porterà con sé inevitabilmente un innalzamento delle basi imponibili relative a tutte le imposte che gravano sugli immobili.

Abbasseremo le aliquote sulla base del principio dell’invarianza del gettito – si dice per non creare allarme.

Anche se anche la verifica dell’invarianza del gettito delle imposte sarà effettuata a livello comunale (a maggior ragione se la verifica si farà a livello nazionale) non saranno risolti tutti i problemi.

Innanzitutto occorre specificare, per chi non lo avesse ancora inteso, che, mentre si continua a concentrare l’attenzione sull’ Imu che è un’imposta sostanzialmente comunale (computata sulla base di rendite catastali rivalutate mediante appositi moltiplicatori)  la revisione catastale interesserà anche i valori impositivi ai fini di tutta una serie di imposte erariali ( registro – successione – donazioni – congruità dell’Irpef – Irpef fondiaria); e in questo caso, figuriamoci cosa succederà per la verifica di invarianza (a livello comunale o nazionale?), con tutti i problemi di evasione fiscale presenti in Italia.

Ma, anche a livello comunale (per quanto riguarda l’Imu) tale verifica sarà compiuta al netto o al lordo del recupero dell’evasione fiscale?

Se vien fatta “al netto” sono avvantaggiati i contribuenti regolari che si trovano in comuni con un alto tasso di evasione fiscale.

Se vien fatta “al lordo” saranno questi comuni ad esser danneggiati.

La verità è che, fin tanto che non si parlerà di invarianza del prelievo a carico del contribuente regolare e non di invarianza del gettito fiscale (perché in questo caso c’è di mezzo la questione della media di trilussiana memoria) , si continuerà a cercare di far quadrare un cerchio: e nessun contribuente onesto potrà star sicuro di non esser stangato.

Potrebbe verificarsi, nel corso dell’attuazione della riforma, una provvisoria coesistenza e sovrapposizione di rendite nuove con rendite vecchie, con conseguenza sfasatura temporale nella rimodulazione delle aliquote:  con esiti nefasti per molti contribuenti. 

Ne vogliamo una prova?

In Italia ci sono milioni di immobili per i quali l’Agenzia del Territorio, in collaborazione con i Comuni, ha proceduto in tempi recentissimi alla revisione o alla nuova attribuzione delle rendite catastali attualizzando le classificazioni ed i valori con riferimento a quelli di mercato.

Sono tutte le unità immobiliari oggetto di interventi edilizi che hanno comportato una denuncia di variazione catastale, nonché tutte le unità interessate dalle revisioni generali per microzone varate, in forza della “finanziaria 2005”, in 17 città italiane (tra cui Milano) e tutti gli immobili con rendite attribuite ex novo .

Il governo Monti aveva introdotto in via provvisoria, ai fini Imu, alcuni coefficienti moltiplicatori delle rendite (ad esempio del 60% per gli immobili residenziali) per portare a valori più congrui le basi imponibili relative alle vecchie rendite mai aggiornate.

Questi moltiplicatori generali, che si avviano a diventare definitivi, si applicano ovviamente (perché nessuno si è ricordato o si è voluto ricordare del problema) anche a tutte rendite di recente attribuzione  cui si è fatto cenno sopra, procurando in alcuni casi l’effetto perverso di far pagare l’imposta addirittura su valori superiori a quelli di mercato.

Abbiamo sollevato la questione: nessun esito.

Altro che invarianza: abbiamo l’ iniquità del “chi ha avuto ha avuto”.

Assoedilizia chiede dunque che, per coerenza, prima di parlar d’altro, ed al fine di parificare tutti i contribuenti – in questa fase di revisione che si preannuncia transitoria – eliminando storture e sperequazioni, si aboliscano immediatamente i coefficienti moltiplicatori previsti ai fini Imu, in tutti i casi di rendite catastali recentemente rivedute, aggiornate o comunque attribuite.”

foto presidente 95

 

Presenze d’agosto: abitanti nelle Città, Record – Cescat Assoedilizia

agosto 13, 2013

A  S  S  O  E  D  I  L  I  Z  I  A

CESCAT-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio

 COMUNICATO STAMPA

Ricerca del CESCAT-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia, sulle presenze di abitanti in agosto a Milano, Torino, Genova, nella conurbazione Verona-Vicenza-Padova, a Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo

DAGLI ANNI ’60 RECORD DI PRESENZE A MILANO E NELLE CITTA’

Anche alla vigilia di Ferragosto Milano è viva.
Negozi ed esercizi pubblici aperti, e più abitanti, quasi 800.000 la media mensile di presenze.

Il record, per la città di Milano, è in termini relativi e proporzionali, poiché negli anni ’70 la popolazione era di 1.750 mila abitanti: quasi 400 mila in più degli attuali.

Più numerosi i turisti stranieri.  

Dati analoghi in tutte le grandi città che Cescat-Assoedilizia ha preso in esame.

Un record dagli anni ’60, inizio delle vacanze di massa concentrate in agosto per la chiusura contemporanea delle grandi fabbriche.Si conferma così un trend in corso da tempo, che vede le grandi città, soprattutto del Nord – cui il CESCAT ha aggiunto la conurbazione Verona-Vicenza-Padova – allinearsi rapidamente alle consuetudini agostane delle metropoli europee.

Altro importante fattore delle più numerose presenze in città in agosto è la crisi, che ha obbligato un certo numero di persone a non andare in vacanza.

Ecco le presenze previste per l’intero agosto (media tra i diversi periodi del mese).

Milano
780.000

Torino
600.000

Genova
430.000

Conurbazione VR-VC-PD
360.000

Bologna
230.000

Firenze
240.000

Roma*
1.850.000

Napoli*
920.000

Bari*
275.000

Palermo*
620.000

* Città con un pendolarismo per vacanze fuori porta più alto della media nazionale. 

Gli abitanti sono meno portati alle vacanze tradizionali con pernottamenti al di fuori del luogo di residenza.

foto presidente venezia 3

Biblioteca Ambrosiana – Prefetto Mons. Franco Buzzi: le iniziative nel mondo – IEA Istituto Europa Asia, informa

agosto 12, 2013

Il notevole successo dell’attività di promozione del Prefetto Mons. Franco Buzzi.

PINACOTECA AMBROSIANA, DALL’ ATLANTICO AL PACIFICO

L’obiettivo di promuovere nel mondo la Pinacoteca Ambrosiana di Milano (faro della cultura globale, come la definisce il presidente dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici)  è stato raggiunto.

Non che l’istituzione – realizzata nel 1618 dal fondatore cardinale Federico Borromeo per modellare al bello il gusto di una società alla ricerca di nuovi canoni, anche estetici, dopo l’epica  stagione creativa del rinascimento e in previsione delle più acute  crisi che l’avrebbero squassata – fosse misconosciuta, tutt’altro.

Ma è indubbio che la regia del Prefetto mons. Franco Buzzi ha ottenuto risultati notevoli, come testimoniano i dati (novembre 2012-giugno 2013) raccolti dal curatore prof. Fabio Trazza con la collaborazione del Collegio dei Dottori.

Ecco le iniziative più significative che hanno avuto eco nel mondo, senza dimenticare quelle radicate nella città di Milano e nella Regione Lombardia.

Il radicamento rimane uno  dei tratti distintivi: il recupero di antichi reperti rinascimentali lombardi, sapientemente restaurati nella stessa Lombardia, ha  costituito l’avvio della stagione espositiva ambrosiana, chiusa poi,  proprio a Milano, con l’ultima donazione di un’opera giunta sulla scia di Leonardo ad arricchire la celebre Pinacoteca.

Ma centrali restano due eventi che, preparati silenziosamente negli  anni, sono maturati contemporaneamente.

 Dall’Università dell’Indiana-Usa, giunge notizia di un avanzamento strepitoso di tutto il Catalogo–Inventario dei Disegni dell’Ambrosiana, ormai quasi vicino al completamento e alla libera disponibilità visiva per tutti.

Un sogno borromaico, si potrebbe dire.

Ma, se si considera che a gettare il seme per questo frutto fu l’Arcivescovo di Milano Montini, allora la  continuità di un’opera per la diffusione del bello nel mondo risulta evidente.

Dall’Università di Tokyo giunge poi l’altra notizia, di grande risonanza, della mostra di Leonardo e la sua cerchia, portata in  Giappone dalla Biblioteca–Pinacoteca–Accademia Ambrosiana e sostenuta  con forza ancora dall’Arcivescovo di Milano Angelo Scola.

Stampa e televisione giapponesi hanno diffuso la presenza di Leonardo a Tokyo e il pubblico non si è fatto attendere: 261.819 visitatori.

La stessa stampa italiana si è aperta a considerare l’evento degno della massima nota: per citare, tra altri, gli  articoli del Direttore della  Pinacoteca, Marco Navoni, e del Vice Prefetto dell’Ambrosiana, Pier  Francesco Fumagalli (L’Osservatore Romano).

Ma ci sono altri fatti degni di nota.  

Ad esempio, la visita di una folta delegazione della stampa cinese, venuta a conoscere l’Ambrosiana, per poterne poi riferire al proprio pubblico.

E la sedicesima Mostra dei Fogli del Codice Atlantico di Leonardo, quindi  Volarte,  un gruppo di persone proprio votato a rendere ogni visita, specie se collettiva, la più efficace possibile.

Foto: Colombo Clerici con Mons. Franco Buzzi

Achille Colombo Clerici presidente dell'Istituto IEA con mons. Franco Buzzi, Prefetto della Ambrosiana

 

AlpTransit – “Giornale del Popolo” di Lugano 9 agosto 2013. – Intervista a Colombo Clerici: “Si straparla della Torino Lione e ci si dimentica di AlpTransit”

agosto 11, 2013

Dichiarazioni del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici in sede di intervista pubblicata in data 9 agosto 2013 dal Giornale del Popolo di Lugano.

“Mentre l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica è tutta concentrata sulla Val di Susa e sui suoi problemi di ordine pubblico, si è dimenticato che parte cospicua dello sviluppo economico del Nord Italia e in particolare della Lombardia dipende dal completamento di Alptransit, il nuovo collegamento ferroviario Rotterdam-Genova, uno dei progetti prioritari dell’Unione Europea.

In sintesi. Circa 20 anni fa la Svizzera diede il via ad un imponente programma di nuovi trafori ferroviari per l’attraversamento delle Alpi,  di alta capacità e di alta velocità, in direzione nord-sud chiamato AlpTransit, del costo di 20 miliardi di euro.

Convinzione generale di governanti ed esperti europei è che: lo sviluppo si consegua con il più rapido trasferimento di merci e persone; che nella parte centrale del Continente, quella di gran lunga più avanzata e produttiva (uno dei cardini è la Lombardia) l’asse Rotterdam-Genova destinato a mettere in più efficace contatto i due mari – del Nord e   Mediterraneo – sarà quello che registrerà il maggiore sviluppo.

A fronte di una riduzione del traffico merci transalpino pari a 650.000 Tir l’anno si prevede che già nel 2019 l’infrastruttura ferroviaria sarà in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato, in aggiunta alle 900.000 dell’anno pre-crisi, il 2008.

Naturalmente la nuova linea ferroviaria, per essere completata, necessita di grandi opere in Italia: altrimenti, fermandosi l’infrastrutturazione a Lugano, si ridurrebbe grandemente il suo effetto, ma soprattutto si perderebbero i notevoli benefici che l’opera stessa potrebbe arrecare a Lombardia e Liguria e, per esteso, all’intero Paese.

Infatti i governi italiani e quelli regionali si erano espressi nel tempo con entusiasmo, promettendo i necessari finanziamenti.

Ma, mentre la Svizzera si metteva al lavoro (realizzando nel 2007 il nuovo traforo del Loetschberg sulla linea del Sempione e prossimo completamento del Gottardo – la più lunga galleria ferrovia del mondo, 57 chilometri – e del Monte Ceneri, 17 chilometri); da parte italiana si sono prodotti quintali di carta di progetti e qualche opera minore.

Fondamentale invece sarebbe provvedere all’adeguamento della linea Chiasso Milano (quadruplicamento dei binari fino a Monza),  ed alla realizzazione di interporti, di scali merci, di collegamenti minori e di quant’altro.

I governi italiani hanno assicurato miliardi di euro di finanziamenti (in parte europei) per lo sviluppo del Brennero e della Torino-Lione, la cui utilità viene messa sempre più in discussione.

Per la linea del Gottardo silenzio, tanto che si teme un tacito abbandono del progetto, almeno per i prossimi anni.

Nonostante il 26% del commercio estero italiano, pari a 186 miliardi, riguardi scambi con quattro paesi lungo quest’asse, Belgio, Germania, Olanda e Svizzera.”

Foto: Colombo Clerici con il Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi

Colombo Clerici con Maurizio Lupi

 

AlpTransit Svizzera – “L’Italia lo sta mettendo nel dimenticatoio?” Achille Colombo Clerici, Istituto Europa Asia

agosto 8, 2013

ASSOEDILIZIA
                  e
ISTITUTO EUROPA ASIA

Richiamo del Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici

TUTTI PARLANO DELLA TAV TORINO-LIONE  E CI SI DIMENTICA DEL PIU’ IMPORTANTE CORRIDOIO GENOVA-ROTTERDAM: il Progetto AlpTransit

Quest’opera imponente darebbe un notevole impulso allo sviluppo di Lombardia, Liguria, Piemonte e Veneto, quindi dell’intero Paese.

Benito Sicchiero

“Mentre l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica è tutta concentrata sulla Val di Susa e sui suoi problemi di ordine pubblico, si è dimenticato che parte cospicua dello sviluppo economico del Nord Italia e in particolare della Lombardia dipende dal completamento di Alptransit, il nuovo collegamento ferroviario Rotterdam-Genova, uno dei progetti prioritari dell’Unione Europea” afferma il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici che riprende l’allarme lanciato dalla Svizzera sul prossimo futuro della grande opera, per la parte italiana.

In sintesi. Circa 20 anni fa la Svizzera diede il via ad un imponente programma di nuovi trafori ferroviari per l’attraversamento delle Alpi,  di alta capacità e di alta velocità, in direzione nord-sud chiamato AlpTransit, del costo di 20.000 miliardi di euro.

Convinzione generale di governanti ed esperti europei è che lo sviluppo si consegua con il più rapido trasferimento di merci e persone; che nella parte centrale del Continente, quella di gran lunga più avanzata e produttiva (uno dei cardini è la Lombardia) l’asse Rotterdam-Genova destinato a mettere in più efficace contatto i due mari – del Nord e   Mediterraneo – sarà quello che registrerà il maggiore sviluppo.

A fronte di una riduzione del traffico merci transalpino pari a 650.000 Tir l’anno si prevede che già nel 2019 l’infrastruttura ferroviaria sarà in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato, in aggiunta alle 900.000 dell’anno pre-crisi, il 2008.

Naturalmente la nuova linea ferroviaria, per essere completata, necessita di grandi opere in Italia: altrimenti, fermandosi l’infrastrutturazione a Lugano, si ridurrebbe grandemente il suo effetto, ma soprattutto si perderebbero i notevoli benefici che l’opera stessa potrebbe arrecare a Lombardia e Liguria e, per esteso, all’intero Paese.

Infatti i governi italiani e quelli regionali si erano espressi nel tempo con entusiasmo, promettendo i necessari finanziamenti.

Ma, mentre la Svizzera si metteva al lavoro (realizzando nel 2007 il nuovo traforo del Loetschberg sulla linea del Sempione e prossimo completamento del Gottardo – la più lunga galleria ferrovia del mondo, 57 chilometri – e del Monte Ceneri, 17 chilometri); da parte italiana si sono prodotti quintali di carta di progetti e qualche opera minore.

Fondamentale invece sarebbe provvedere all’adeguamento della linea Chiasso Milano (quadruplicamento dei binari fino a Monza),  ed alla realizzazione di interporti, di scali merci, di collegamenti minori e di quant’altro.

I governi italiani hanno assicurato miliardi di euro di finanziamenti (in parte europei) per lo sviluppo del Brennero e della Torino-Lione, la cui utilità viene messa sempre più in discussione.

Per la linea del Gottardo silenzio, tanto che si teme un tacito abbandono del progetto, almeno per i prossimi anni.

Nonostante il 26% del commercio estero italiano, pari a 186 miliardi, riguardi scambi con quattro paesi lungo quest’asse, Belgio, Germania, Olanda e Svizzera.

 Foto : Colombo Clerici con il Console Generale di Svizzera Massimo Baggi

Colombo Clerici con Console Massimo Baggi

Riforma del Catasto – Intervista “La Padania” al presidente Assoedilizia Achillle Colombo Clerici pubblicata in data 6 agosto 2013

agosto 6, 2013

Dichiarazioni del Presidente Achille Colombo Clerici  nel corso di una   intervista rilasciata a La Padania, pubblicata in data 6 agosto 2013.

La riforma catastale, di cui tanto si parla in questi mesi, è la scusa, anzi l’alibi (che muove dal pretesto di realizzare la perequazione dei valori catastali) per far pagare più tasse sugli immobili a chi già le paga.

Per la ripresa del settore edilizio, trainante tutta la nostra economia, occorre una ripresa di fiducia, che si basa anzitutto sulla certezza del regime fiscale: ma la prospettiva di questa riforma catastale fatta in modo da atterrire investitori ed operatori, sta generando, più che sfiducia, una vera psicosi negativa.

Quanto, poi alla proclamata invarianza del gettito (con correlativa riduzione delle aliquote) che dovrebbe tranquillizzare i contribuenti va anzitutto precisato che agli stessi poco importa dell’invarianza del gettito che risponde alla logica  del pollo trilussiano, interessando piuttosto l’invarianza del prelievo a loro carico (e questo effetto certamente non è comportato dal sistema). 

Inoltre c’è da dire che, se quell’invarianza è verificata a livello nazionale, essendo alta in alcune aree l’evasione fiscale, si potrà sempre dire che l’incremento che si produrrà nel gettito delle diverse imposte è la conseguenza del recupero dell’ evasione e non di un aggravio fiscale e conseguentemente non ridurre le aliquote.

E, se poi il Catasto continuerà a funzionare o non funzionare, come succede già ora a seconda di fattori contingenti o locali, avverrà quello che è già  avvenuto laddove si è realizzata una revisione generale per microzone.

I valori imponibili sono stati aumentati, ma le aliquote son rimaste inalterate: quelle stabilite cioè per far pagare congruamente gli immobili che presentano valori non congrui.

E così sarà : i valori non congrui inevitabilmente nel nostro Paese continueranno ad esistere e le aliquote fissate a scala nazionale non saranno mai abbassate.

Per avere idea delle sperequazioni derivanti dal Catasto occorre rifarsi al dato relativo al gettito Imu “pro capite”: in alcune regioni del nord è oltre due volte quello che si registra in alcune regioni del sud.

E non è solo questione di differenza di valori di mercato dei singoli immobili o ovvero di redditività degli stessi.

Se alcune istituzioni europee, con giudizio sommario, insistono per indurre l’Italia a percorrere la via di questa riforma, bisogna avere la forza di spiegare loro che per la ripresa economica del nostro Paese è ormai vitale una ripresa di fiducia del settore immobiliare, legato alla economia delle famiglie; e che il Catasto non dev’essere necessariamente un sistema di determinazione di valori di mercato ai fini fiscali, bensì solo di perequazione dei valori convenzionalmente assunti ai fini della tassazione.

Gettito ed equità sono i due obiettivi che il fisco deve perseguire: per ottenere il primo basta che le aliquote siano tarate sui valori in modo tale per cui se questi sono bassi le aliquote saranno elevate. E così è sempre avvenuto.

Ai fini dell’equità è necessario che tutti i valori imponibili presentino il medesimo rapporto con il valore di mercato del bene. Se per alcuni immobili questo rapporto è di un terzo, per altri non può essere di due terzi: è il problema della perequazione.

 Per entrambe le finalità non è dunque affatto ineluttabile che il Catasto si riporti ai valore di mercato degli immobili.

Il Catasto attuale, peraltro, se c’è la volontà di farlo funzionare, permette di intervenire per l’eliminazione delle sperequazioni esistenti e per l’adeguamento dei valori; come è avvenuto nel caso delle revisioni all’interno delle microzone.

La riforma catastale, viceversa, così come viene concepita e realizzata, è una cappa di piombo che graverà per anni, come una spada di Damocle, su questo disastrato settore, dandogli il colpo di grazia.

foto presidente Venezia 2

Biblioteca Ambrosiana di Milano e Costantino – Newsletter: Libertà religiosa – Istituto Europa Asia informa

agosto 6, 2013

Istituto Europa Asia

La Newsletter dell’Ambrosiana sulle iniziative del XVII° Centenario dell’Editto di Costantino contiene importanti moniti

LIBERTA’ RELIGIOSA NELL’OCCIDENTE DI OGGI: LIMITI E PARADOSSI

L’eccezionale ricorrenza dell’Editto di Costantino, che sancì la libertà religiosa nel mondo occidentale, è stata oggetto di una newsletter che riassume le iniziative svolte dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano nelle celebrazioni a più voci del XVII° Centenario dell’Editto di Milano (Direttore responsabile Franco Buzzi, Prefetto – Curatore Fabio Trazza, Giornalista, con la collaborazione del Collegio dei Dottori).

Il ruolo dell’Ambrosiana è stato quello di cogliere la portata di quell’evento e codificarlo in sede scientifica alla luce dei dati e delle ricerche sin qui condotte.

La Newsletter, però, non ha compiti scientifici. Si limita ad informare sui passi che si fanno per realizzare un risultato, in questo caso non solo scientifico, ma con ricadute essenziali per la comunità tutta, per i risvolti sociali e politici, religiosi e culturali.

Per offrire il contributo di studio e di raccordo tra le università, i consigli, gli enti coinvolti, la Veneranda Biblioteca ha finalizzato a questo evento l’attività scientifica di cinque delle sette classi di studio che costituiscono l’Accademia Ambrosiana.

La documentazione che qui si raccoglie costituisce un semplice strumento divulgativo, disponibile solo in rete internet, quindi rivolto ad un pubblico potenzialmente sterminato e culturalmente eterogeneo.

Con la divulgazione e con il supporto scientifico l’Ambrosiana farà focalizzare meglio le ragioni che hanno spinto il Cardinale di Milano, Angelo Scola, a definire l’Editto di Milano “Initium libertatis”, l’inizio della libertà.

Molti organi di stampa si sono interrogati su questa affermazione. Qualcuno ha immaginato fosse utile commentare il più rapidamente possibile questa definizione.

Ma non sempre le decisioni più rapide si rivelano le più sagge.  

Il rapporto che si vive nella società tra politica e religione dovrebbe edificare la pace, ma è un rapporto ancora incandescente in ogni parte del mondo, dalle persecuzioni aperte e disumane in Oriente, alle limitazioni anche subdole in Occidente.

In ogni luogo c’è bisogno di riflessioni responsabili per diminuire il grado di fragilità che la coscienza religiosa patisce.

E non si tratta solo di luoghi geografici. Il luogo della coscienza individuale e quello del potere statale sono i luoghi concreti in cui precipita o si esalta il bisogno umano di ricercare la verità.

La Newsletter ha la pretesa di preparare il terreno alla considerazione che alcuni elementi di libertà andrebbero rivisitati. Ad esempio, e per gli Stati: non si può procedere alla depenalizzazione, anche se graduale, di quei reati, che, connessi alla religione, offendono la civiltà di una determinata comunità, ma non hanno come corrispettivo una sanzione solo civile, sconfinando nella sanzione penale, fino alla morte del corpo?

Altro esempio, e per i singoli: non si potrebbe aver coscienza che qualche capanna di una setta o di un gruppo ateo, ha costitutivamente una diversità radicale con un edificio sacro e un tempio e, che se lo Stato ne compie l’equiparazione, produce un paradosso violento,sino alla morte dell’anima?

Semplici interrogativi, per suscitare l’attenzione e la curiosità alla lettura.                                                           

Foto : Achille Colombo Clerici presidente dell’Istituto IEA con mons. Franco Buzzi, Prefetto della Ambrosiana

Achille Colombo Clerici presidente dell'Istituto IEA con mons. Franco Buzzi, Prefetto della Ambrosiana