Archivio per novembre 2013

Living Art Progetto Italia Russia a Mosca / Krost KPOCT – Dante O. Benini – Mario Arlati – presentazione a Palazzo Mezzanotte Milano

novembre 26, 2013

ASSOEDILIZIA – Property owners’ Association Milan-Italy
                  e
ISTITUTO EUROPA ASIA

Presentata a Palazzo Mezzanotte di Milano lunedì 25 novembre

LIVING ART, L’OPERA D’ARTE ABITABILE PIU’ GRANDE DEL MONDO

Living Art è l’opera d’arte abitabile più grande al mondo e candidata al Guinnes dei primati, realizzata dall’architetto Dante Oscar Benini in collaborazione con l’artista materista Mario Arlati e KROST, una delle imprese di costruzione russe più importanti, rappresentata per l’occasione dal presidente mr. Alexey Dobashin.  

A Mosca, cinque grattacieli di oltre 100 mt. di altezza, su un’ area di 10 ettari, costruiti a costo contenuto, con facciate ed interni ricoperti da materiali colorati, che verranno ultimati entro il 2016.

Con la partecipazione di Rosario Alessandrello, presidente della Camera di Commercio Italo Russa,  nonché di esponenti  delle istituzioni, dell’economia, della cultura, se ne è parlato lunedì 25 novembre a Palazzo Mezzanotte in Milano.

E’ seguita anche una performance di ballo di una artista del Cirque Du Soleil, Erika Lemay.

Presenti, tra gli altri, Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia Association of property owners in Milan-Italy nonché dell’Istituto Europa Asia; l’Assessore provinciale Franco De Angelis, Carlo Capria rappresentante del Consiglio dei Ministri, Francesco Rutelli, Andrey Kiparov, Elio Fiorucci, Bruno Ermolli, Ernesto Guzzini.

Foto: da sin. Rosario e Anna Maria Alessandrello, Giovanna e Achille Colombo Clerici

Rosario e Anna Maria Alessandrello, Giovanna e Achille Colombo Clerici

Corruzione e illegalità. No delle Donne – Convegno Università Studi Milano

novembre 25, 2013

CORRUZIONE E ILLEGALITA’, IL NO DELLE DONNE

Corruzione e illegalità, il NO delle donne.

Testimonianze e riflessioni per una etica pubblica e nella politica è il titolo del convegno che si tiene mercoledì 27 novembre 2012 dalle ore 14,30 presso l’Università degli Studi di Milano, via Festa del Perdono (Aula Scienze)

Introduce Ada Lucia De Cesaris Vice Sindaco del Comune di Milano.

Ne discutono:  

Marilisa D’Amico, Ordinario di Diritto costituzionale e Vice Presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa;

Tiziana Bartolini, Giornalista e Direttora di “Noidonne” e www.noidonne.org;

Daniela Carlà, Presidente del Consiglio dei Sindaci Inps e membro dell’associazione “Noi Rete Donne”;

Jole Garuti, Direttora dell’Associazione e del Centro Studi SAO;

David  Gentili, Presidente della Commissione Antimafia del Consiglio Comunale di Milano;

Ombretta Ingrasci, Componente del Comitato Antimafia del Comune di Milano;

Maria Carmela Lanzetta, già Sindaca di Monasterace.

Conclude Francesca Zajczyk, Ordinario di Sociologia  nell’Università Bicocca e Delegata del Sindaco di Milano per le pari opportunità.

Foto: Marilisa D’Amico, Susanna Camusso, Achille Colombo Clerici, Francesca Zajczyck

 Marilisa D'Amico, Susanna Camusso, Achille Colombo Clerici, Francesca Zajczyck

 

Immobili Fisco – Confedilizia Roma Manifestazione Pubblica Al Tempio Di Adriano Piazza Di Pietra. Assoedilizia

novembre 22, 2013

Immobili Fisco – Confedilizia Affollatissimo incontro a Roma organizzato da Confedilizia

CHI AFFITTA LAVORA PER IL FISCO 288 GIORNI L’ANNO

Il proprietario che lochi una unità immobiliare finisce di pagare le imposte in autunno. Il suo giorno di liberazione fiscale è il 16 ottobre. Fino ad allora, e cioè il 79% del canone, se ne va in tasse. La denuncia è di Confedilizia che ha organizzato a Roma un evento-dibattito con istituzioni, organizzazioni e cittadini per parlare delle tasse sulla casa ed in particolare per chiedere un riduzione dell’ esorbitante carico fiscale sull’investimento immobiliare.

Secondo l’ufficio studi di Confedilizia la nuova Tasi porterebbe nel 2014 un aumento delle imposte di 14,6 miliardi con l’aliquota minima (+159% rispetto al 2011) e di 19,9 miliardi con l’aliquota massima (+216% rispetto al 2011).  

Sommando gli aumenti avvenuti dopo le riforme introdotte dal governo Monti nel 2012 e nel 2013, sempre secondo lo studio, gli aumenti l’anno prossimo potranno arrivare a 39,9 miliardi nell’ipotesi migliore e a 45,2 nell’ipotesi peggiore. Confedilizia mette in evidenza come nel 2011 il gettito Ici fosse di 9,2 miliardi, per passare nel 2012, con l’Imu, a 23,7 miliardi e a 20 miliardi nel 2013. Nel 2014 il gettito sarebbe di 29,1 miliardi con l’aliquota massima e di 23,8 con l’aliquota minima. “Abbiamo bisogno di far sentire la nostra voce in modo civile – ha detto il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani – e soprattutto di confrontare le nostre proposte con i decisori. Una delle proposte era relativa alla service tax ma è improvvisamente scomparsa dalla legge di stabilità.  Temiamo che sia stato il partito della spesa pubblica perché la service tax avrebbe avuto un tetto massimo nelle spese dei servizi.”  

Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri ha ricordato come nel “collegato” alla Legge di Stabilità ci sia l’importante norma della liberalizzazione delle locazioni  non abitative, impegnandosi a introdurre alcune altre norme.

Alla manifestazione intitolata “Home Day” sono intervenuti anche il presidente nazionale della Fiaip Paolo Righi e il presidente nazionale dell’Ance Paolo Buzzetti che hanno bocciato totalmente l’assurdo limite all’uso della cedolare per affitti ammessa solo per le persone fisiche privati e non per le persone giuridiche e per gli usi diversi dall’abitativo.

Ma si può tranquillamente affermare che non una sola voce si è levata a criticare le ragioni elencate dai risparmiatori proprietari di casa.     

Nel suo interessante intervento l’ex ministro Giuseppe Guarino ha sostenuto che le norme europee del fiscal compact non sono vincolanti per l’Italia nei termini oggi imposti dall’Europa, in quanto discendono non dal Trattato entrato in vigore il 1 gennaio del 1999, ( ratificato dal nostro Paese ), ma dal Regolamento approvato successivamente e surrettiziamente dopo lo scrutinio della votazione del Trattato.

Sulla base del Trattato l’Italia sarebbe tenuta al rispetto del pareggio del bilancio, non in termini assoluti, bensi’ compatibilmente con esigenze eccezionali e temporanee di crescita economica che potrebbero giustificare una deroga.

Francesco Forte, ex ministro delle Finanze, ha denunciato quanto l’Imu versione Monti abbia causato un calo di gettito globale.

Sono intervenuti, tra gli altri: il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri; on. Daniele Capezzone, presidente Commissione Finanze della Camera; on. Antonio Martino; on. Alfredo Zagatti; sen. Vincenzo Gibilino; on. Causi; Vittorio Sgarbi; il segretario generale di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa; i vice presidenti Confedilizia e rappresentanti delle Associazioni locali  Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia, Prospero Pizzolla, Paolo Scalettaris, Nino Scripelliti, Michele Vigne, Paolo Pietrolucci, Vincenzo Nasini, Armando Fronduti, Giovanni Bertolani, Pier Paolo Bosso, Salvatore Bentivegna, Carlo Del Torre,  Ivo Amendolagine, Mario Del Chicca, Giuseppe Gambini, Lamberto Londini.

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici delinea il quadro delle richieste più urgenti:

« 1)- Riportare la tassazione della patrimoniale Imu alla originaria impostazione contenuta nella legge istitutiva (legge 2011 sul federalismo fiscale municipale ) che prevedeva il dimezzamento dell’aliquota base per gli immobili locati.
In considerazione del fatto che il locatore corrisponde a parte imposte reddituali  quali IRE, IRES IRAP o cedolare secca.

2)- Ripristinare la deduzione forfetaria delle spese di produzione del reddito locativo, nella misura del 15 % dei canoni di locazione.
Ciò in quanto trattasi di spese afferenti la produzione del reddito e non, come surrettiziamente negli ultimi anni si è tentato di affermare, di agevolazioni fiscali.

3)- Eliminare o rettificare i coefficienti moltiplicatori introdotti dal decreto “Salva Italia” per tutte le rendite catastali attribuite o rivedute successivamente all’anno 1999.

4)- Facoltà per le persone fisiche di applicare la cedolare secca a tutte le tipologie contrattuali locative.

5)- Esenzione dall’Imu relativamente agli immobili sfitti, che siano stati rilasciati a seguito di intervenuta insolvenza o richiesta di recesso per difficoltà economiche del conduttore , ovvero dopo almeno 5 anni di locazione ininterrotta, attestata da regolari registrazioni dei contratti.
– Esenzione dall’imposta sui redditi per gli immobili sfitti.

6)- Chiarire che le TASI TARI (componenti il TRISE) sono tasse/imposte a copertura generica e forfetaria (TASI) o specifica (TARI) del costo di servizi erogati dai comuni e quindi competono al fruitore di tali servizi ( dunque al residente, all’ esercente l’ attività etc.)
L’ impostazione attuale consistente nell’ addebitarle in parte ai proprietari, non utilizzatori diretti dei servizi, distorce palesemente la natura del tributo e la finalità impositiva.»

Sforza Fogliani e Colombo Clerici

foto: Sforza Fogliani e Colombo Clerici

Confedilizia Roma Incontro Tempio di Adriano piazza di Pietra – Assoedilizia Achille Colombo Clerici – 21 Nov. 2013

novembre 21, 2013

DETASSARE LO SFITTO “INCOLPEVOLE”

Presidente di Assoedilizia e vice Presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“La crisi economica sta demolendo il risparmio investito negli immobili: ma non e’ la sola responsabile.

Le famiglie italiane che abitano nella propria residenza, i proprietari che locano i propri immobili, gli imprenditori e gli operatori, sia finanziari, sia commerciali, sia industriali del settore, hanno visto già una pesante riduzione (per oltre 1000 miliardi di perdita di ricchezza nazionale in due anni: Centro studi Assoedilizia) del valore degli immobili in portafoglio: ed un ulteriore peggioramento della situazione si profila all’orizzonte se si andrà avanti di questo passo.

Le prospettive infatti non sono delle più rosee.

Gli investitori nell’edilizia si dibattono, infatti, da un lato premuti dall’incudine della crisi economica che ha  prodotto una serie di effetti negativi concomitanti: la riduzione della domanda, che ha generato un notevole incremento dello sfitto incolpevole, l’aumento vertiginoso delle morosità e delle insolvenze nelle locazioni e delle giacenze dell’ invenduto nelle compravendite, con una conseguente sensibile riduzione della redditività.
In molti casi addirittura, parlare di riduzione della redditività è un eufemismo: perché bisognerebbe parlare di investimenti in perdita.

D’altro lato si trovano sotto il martello dell’aumento del carico di oneri fiscali, gestionali e manutentivi degli immobili, che hanno aumentato a dismisura i costi.

Perché in definitiva lo Stato, a fronte delle difficoltà del settore, invece di andare incontro ai risparmiatori dell’ immobiliare, ha in tutti i modi inasprito il carico fiscale sugli immobili, ed ha aggravato i costi di produzione del reddito immobiliare (riducendo le deduzioni forfetarie, tassando il cosiddetto reddito fondiario, bloccando gli sfratti, aumentando il carico dei lavori obbligatori per le riqualificazioni edilizio/energetiche degli edifici).

D’altra parte, le poche misure di alleggerimento fiscale introdotte, spiace dirlo, non sono di alcuna efficacia e portata in termini anticiclici sotto l’aspetto economico, perché riguardano situazioni di nicchia dal punto di vista sociale ed economico; mentre viceversa appaiono “coprire” l’adozione di una generalità di misure assai penalizzanti il risparmio immobiliare  e conseguentemente   depressive del mercato.

Non parliamo, poi del susseguirsi giornaliero della ridda di proposte provenienti dal mondo politico e di governo, aventi ad oggetto le innovazioni  nella fiscalità immobiliare: getta i risparmiatori nello sgomento e rinfocola la sfiducia.

I cittadini hanno l’impressione di assistere ad un annaspare dello Stato che, oberato da uno smisurato carico di spese superflue ed eccessive, (incapace di ridurle), e di fronte a compiti e funzioni istituzionali non più in grado di esser svolti in modo sufficientemente efficace ed economicamente sostenibile, da un lato cerca di scaricarli sulle spalle dei cittadini (in particolare dei proprietari di casa).

E d’altro lato ricorre ad un progressivo innalzamento del prelievo fiscale a carico dei contribuenti a regime; gli unici chiamati a pagare il conto della situazione di squilibrio creatasi.

Si ha l’impressione che il Paese si trovi in una situazione, non solo di stallo, ma addirittura di avvitamento su se stesso: l’aumento della pressione e dei carichi fiscali ha effetti depressivi sulla crescita economica, la quale e’ condizione indefettibile per uscire dalla crisi e quindi per diminuire il carico fiscale.

Le nostre coscienze sono sgomente e si ribellano a tale malandare generale.

Assoedilizia ha delineato sinteticamente un quadro di misure indispensabili ed urgenti per porre, quanto meno, un punto fermo allo scivolamento progressivo verso l’annientamento del risparmio investito negli immobili, e per cercare di rilanciare il settore:

Delineiamo il quadro di queste misure :

1)- Riportare la tassazione della patrimoniale Imu alla originaria impostazione contenuta nella legge istitutiva (legge 2011 sul federalismo fiscale municipale ) che prevedeva il dimezzamento dell’aliquota base per gli immobili locati.
In considerazione del fatto che il locatore corrisponde a parte imposte reddituali  quali IRE, IRES IRAP o cedolare secca.

2)- Ripristinare la deduzione forfetaria delle spese di produzione del reddito locativo, nella misura del 15 % dei canoni di locazione.
Ciò in quanto trattasi di spese afferenti la produzione del reddito e non, come surrettiziamente negli ultimi anni si è tentato di affermare, di agevolazioni fiscali.

3)- Eliminare o rettificare i coefficienti moltiplicatori introdotti dal decreto “Salva Italia” per tutte le rendite catastali attribuite o rivedute successivamente all’anno 1999.

4)- Facoltà per le persone fisiche di applicare la cedolare secca a tutte le tipologie contrattuali locative.

5)- Esenzione dall’Imu relativamente agli immobili sfitti, che siano stati rilasciati a seguito di intervenuta insolvenza o richiesta di recesso per difficoltà economiche del conduttore , ovvero dopo almeno 5 anni di locazione ininterrotta, attestata da regolari registrazioni dei contratti.
– Esenzione dall’imposta sui redditi per gli immobili sfitti.

6)- Chiarire che le TASI TARI (componenti il TRISE) sono tasse/imposte a copertura generica e forfetaria (TASI) o specifica (TARI) del costo di servizi erogati dai comuni e quindi competono al fruitore di tali servizi ( dunque al residente, all’ esercente l’ attività etc.)
L’ impostazione attuale consistente nell’ addebitarle in parte ai proprietari, non utilizzatori diretti dei servizi, distorce palesemente la natura del tributo e la finalità impositiva.”

Sforza Fogliani e Colombo Clerici 2 

Confedilizia Roma – Fisco Immobili – Incontro Proprietà Edilizia – Tempio di Adriano piazza di Pietra – Assoedilizia

novembre 20, 2013

Organizzato da Confedilizia un incontro tra istituzioni, organizzazioni e cittadini

DOMANI A ROMA IL POPOLO DELLA PROPRIETA’ EDILIZIA

Il popolo dei Risparmiatori della casa – oltre 18 milioni di cittadini, di gran lunga il più grande partito italiano – si riunisce idealmente domani 21 novembre a Roma a partire dalle ore 11 presso la Sala del Tempio di Adriano in Piazza di Pietra per far sentire la propria voce di protesta, ma anche di proposta sui temi di attualità, anche per via della discussione in corso in Senato della legge di stabilità: dalla patrimoniale Imu, all’Imu-bis, al Trise, dagli obblighi ed oneri relativi alla certificazione energetica a quelli concernenti le locazioni.

Si parlerà inoltre degli eccessi di tassazione che hanno colpito il settore immobiliare in questi ultimi anni, e pure di tutte le iniquità, le distorsioni e persino delle assurdità che caratterizzano la legislazione sulla casa.

E si ascolteranno le voci delle istituzioni e degli esponenti degli altri settori complementari e collaterali.

Per tale data, infatti, la Confedilizia ha organizzato un incontro nel corso del quale si alterneranno al microfono esponenti del Parlamento, del Governo e di organizzazioni di categoria nonché della Confederazione e singoli proprietari di casa.

Secondo Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia, “Stiamo assistendo ad un annaspare dello Stato, oberato da uno smisurato carico di spese superflue ed eccessive, di fronte a compiti e funzioni istituzionali non più in grado di esser svolti in modo sufficientemente efficace ed economicamente sostenibile e che sono scaricati sulle spalle dei cittadini, in particolare dei proprietari di casa.

Nell’incapacità degli enti pubblici (Stato ed enti pubblici territoriali e non) di ridurre quelle spese e quei costi, si ricorre ad un progressivo innalzamento del prelievo fiscale a carico dei contribuenti a regime; gli unici chiamati a pagare il conto della situazione di squilibrio creatasi.

Si ha l’impressione che il Paese si trovi in una situazione, non solo di stallo, ma addirittura di avvitamento su se stesso: l’aumento della pressione fiscale ha effetti depressivi sulla crescita economica; condizione quest’ultima indefettibile per uscire dalla crisi, il che a sua volta è condizione imprescindibile per diminuire la pressione fiscale in generale ed, in particolare, il carico fiscale gravante su talune categorie di contribuenti, fra le quali anzitutto quella dei risparmiatori del settore immobiliare.

Le nostre coscienze sono sgomente e si ribellano a tale malandare generale.”

Foto: Sforza Fogliani e Colombo Clerici

Sforza Fogliani e Colombo Clerici 2

Sforza Fogliani e Colombo Clerici

Immobili Fisco, Misure Urgenti per la ripresa del settore immobiliare –Suggerimenti di Assoedilizia AGENDA DEL GOVERNO

novembre 19, 2013

MISURE URGENTI PER IL SETTORE IMMOBILIARE

Suggerimenti di Assoedilizia

Dichiarazione del presidente Achille Colombo Clerici:

“Nel fornire indicazioni al Governo circa la linea da seguire se si mira alla ripresa del settore immobiliare, occorre distinguere fra misure vitali ai fini della sopravvivenza dell’investimento immobiliare in Italia, quindi improrogabili ed urgenti, e misure semplicemente migliorative dell’attuale situazione.

E’ necessario, tuttavia, doverosamente premettere che alla base della ripresa sta comunque la certezza del diritto e della entità dell’ imposizione tributaria a carico degli immobili.

E’ questa la condizione imprescindibile per rilanciare il settore.

Finché si continuerà a parlare di revisioni del sistema fiscale, di riforme ventilate o pendenti, di nuove formule impositive, di nuove sigle di tributi, non c’e’ da sperare che si possa ricreare quella fiducia generale e diffusa negli investitori, senza la quale non ci sono antidoti per vincere la paralisi e la recessione del comparto.

Senza dimenticare che a creare incertezza c’è già pendente la riforma catastale, che durerà anni, e che non si sa alla fine a quale livello innalzerà la patrimoniale Imu, la Tasi (ci sarà ancora o cambierà sigla), l’Irpef-Ires, le imposte di registro e di successione.

Un appello preliminare dunque  al Governo di non modificare giornalmente l’imposizione fiscale immobiliare; fattore che genera sgomento tra gli investitori.

           *     *     *

Veniamo a delineare il quadro delle misure indispensabili nell’immediato:

1) Riportare la tassazione della patrimoniale Imu alla originaria impostazione contenuta nella legge istitutiva (legge 2011 sul federalismo fiscale municipale ) che prevedeva il dimezzamento dell’aliquota base per gli immobili locati.
In considerazione del fatto che il locatore corrisponde a parte imposte reddituali  quali IRE, IRES IRAP o cedolare secca.

2) Ripristinare la deduzione forfetaria delle spese di produzione del reddito locativo, nella misura del 15 % dei canoni di locazione.
Ciò in quanto trattasi di spese afferenti la produzione del reddito e non, come surrettiziamente negli ultimi anni si è tentato di affermare, di agevolazioni fiscali.

3) Eliminare o rettificare i coefficienti moltiplicatori introdotti dal decreto “Salva Italia” per tutte le rendite catastali attribuite o rivedute successivamente all’anno 1999.

4) Facoltà per le persone fisiche di applicare la cedolare secca a tutte le tipologie contrattuali locative.

5) Esenzione dall’Imu relativamente agli immobili sfitti, che siano stati rilasciati a seguito di intervenuta insolvenza o richiesta di recesso per difficoltà economiche del conduttore , ovvero dopo almeno 5 anni di locazione ininterrotta, attestata da regolari registrazioni dei contratti.

– Esenzione dall’imposta sui redditi per gli immobili sfitti.

6) Chiarire che le TASI TARI (componenti il TRISE) sono tasse/imposte a copertura generica e forfetaria (TASI) o specifica (TARI) del costo di servizi erogati dai comuni e quindi competono al fruitore di tali servizi ( dunque al residente, all’ esercente l’ attività etc.).
L’ impostazione attuale consistente nell’ addebitarle in parte ai proprietari, non utilizzatori diretti dei servizi, distorce palesemente la natura del tributo e la finalità impositiva.”

Sforza Fogliani e Colombo Clerici 2 

Stefano Simontacchi – Corriere della Sera pag. 3 – Intervista in data 12 novembre 2013 – Titolo “Gli istituti elvetici perseguibili. Rischio denuncia”

novembre 19, 2013

“Gli istituti elvetici perseguibili, rischio denuncia”

Milano – “Siamo di fronte a una svolta epocale. La proposta Greco di voluntary disclosure è l’occasione per avviare un circolo virtuoso”. Stefano Simontacchi è direttore del Transfer Pricing Research Center dell’Università di Leiden in Olanda, tra le più autorevoli al mondo in materia di diritto tributario internazionale, ed è un sostenitore del voluntary disclosure, cioè dell’auto-denuncia da parte di chi ha portato i soldi all’estero, nella formula della proposta Greco, che vorrebbe adottare il governo.

Cosa sta succedendo in Svizzera? Gli italiani che hanno portato i soldi oltreconfine rischiano di essere acciuffati dal Fisco?

“E’ solo questione di tempo, ma in Svizzera il segreto bancario è destinato a scomparire nel giro di due anni. E questo non tanto perché il governo elvetico ha firmato la convenzione sullo scambio spontaneo di informazioni tra autorità fiscali – tappa importante che però richiederà molto tempo per tradursi in pratica – ma perché, su pressione del Gafi (Gruppo d’azione finanziaria internazionale, ndr) e del G20, c’è una proposta di legge che introdurrà i reati fiscali qualificati come reati presupposto del reato di riciclaggio. Il rischio per i Paesi che non si adeguano è l’inserimento nella black list”.

Questo cosa comporta per le banche svizzere?

“A breve, tra il 2014 e il 2016, diventerà un reato avere il conto di un evasore italiano; la banca potrà essere perseguibile dalla procura svizzera con l’accusa di riciclaggio. Per questo gli istituti di credito elvetici stanno avvertendo i clienti che prima o poi arriverà loro una lettera, quando la legge sul reato fiscale sarà approvata, in cui si chiederà di scegliere se chiudere il conto o emergere dall’anonimato perché in caso contrario la banca sarà costretta a denunciarlo. Sta accadendo anche allo Ior, con la differenza che l’istituto vaticano ha indicato una scadenza perentoria a fine novembre”.

La proposta Greco non è un altro scudo?

“No, è la risposta perfetta. Prevede l’integrale pagamento delle imposte evase e l’assenza di anonimato. Il premio sta nella depenalizzazione del reato, che però consente al “pentito” di reintegrarsi a pieno titolo nell’economia del Paese, massimizzando così gli interessi erariali. In più introduce anche il reato di auto-riciclaggio, che renderà molto più difficile per il futuro fare i furbi”.

Stefano Simontacchi