Cina Cultura China – “Pionieri Italiani in Cina – Giganti della fede e della scienza” libro di Antonio Airò e Gilberto Perego – Istituto Europa Asia IEA Europe Asia Institute

ISTITUTO EUROPA ASIA
IEA
EUROPE ASIA INSTITUTE

  

Presentato a Sua Santità Papa Francesco 

“PIONIERI ITALIANI IN CINA – Giganti della fede e della scienza”. Un libro di Gilberto Perego e di Antonio Airò

Accanto alle grandi figure di Marco Polo e Matteo Ricci spicca il Senatore Vittorino Colombo tessitore di rapporti fondamentali tra Italia, Vaticano e Repubblica Popolare

Achille Colombo Clerici:
“L’Italia può diventare sempre più un interlocutore privilegiato, in campo culturale, sociale ed economico, con il mondo cinese ed un ponte naturale tra Cina, Europa e Mondo occidentale intero, seguendo la via tracciata dal Sen. Vittorino Colombo”  

 *    *    *

E’ in libreria l’ultimo volume di Gilberto Perego e Antonio Airò dal titolo “Pionieri Italiani in Cina-Giganti della fede e della scienza” edito da Il Portolano di Genova.

– Presentazione di Cesare Romiti presidente della Fondazione Italia Cina;
– Prefazione di Monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali;
– Postfazione del Sen. Franco Marini presidente del Senato Italiano e discorso del Ministro  Andrea Riccardi.

I due autori che già ebbero a pubblicare “Sulle orme di Matteo Ricci” nel 2007 con le edizioni  “Aracne”, hanno inteso con questo nuovo lavoro approfondire i rapporti tra Vaticano e Governo Cinese di questi ultimi decenni, mettendo in risalto il significato particolare del messaggio personale che Giovanni Paolo II  fece avere a Deng Xiaoping, per tramite del senatore Vittorino Colombo, fondatore e primo presidente dell’Istituto Italo-Cinese, già  presieduto dall’avvocato Achille Colombo Clerici che oggi è al vertice dell’Istituto Europa Asia.

L’intendimento di Airò e di Perego, nell’elaborare questo libro, dopo quello del febbraio 2007 che si concentrava maggiormente sulla figura del “politico” Vittorino Colombo, è stato quello di valorizzare il messaggio – cioè la lettera – di Giovanni Paolo II del 1983, al leader comunista Deng Xiaoping, affidando la missione ad un ambasciatore sui generis e per di più laico e per niente inserito nelle sfere del Vaticano: lo stesso Sen. Colombo.

Scrive tra l’altro Giovanni Paolo II al Presidente Deng Xiaoping: “…E’ con questo atteggiamento di fiducia che vorrei pregare Vostra Eccellenza di consentire al Senatore Vittorino Colombo nello spirito di amicizia che egli porta alla grande Nazione cinese e per la conoscenza che ha della Santa Sede e della Chiesa….di poter esporre a fondo tutte le considerazioni …Egli ne ha da me un espresso incarico”.

Un incarico straordinario che meritava un approfondimento. Ed è per questo che gli autori hanno inteso inserirlo nei principali rapporti tra Italia, Vaticano e Cina tessuti da uomini straordinari: dal coraggioso perugino Giovanni Pian del Carpine a Giovanni da Montecorvino che avviò la prima missione cattolica in Cina nel 1300 convertendo dal nestorianesimo al cattolicesimo il Principe Giorgio di Tenduc che divenne il primo Arcivescovo di Pechino e Patriarca di tutto l’Oriente, oggi considerato santo dai cattolici cinesi.

E poi Fra Giovanni Marignolli che portò in Cina ben 50 religiosi; Odorico da Pordenone che si spinse fino al regno dei Ciampa, l’attuale Vietnam; il bresciano Giulio Aleni, il trentino Martino Martini il milanese Giuseppe Castiglioni, il friulano Celso Costantini e tanti altri.

Un intero capitolo è dedicato alla meravigliosa avventura di Marco Polo, il più grande esploratore terrestre di tutti i tempi e di tutti i Paesi, che con “Il Milione” fece conoscere nel Medioevo la Cina e i confinanti territori dell’Asia a tutte le genti d’Europa; ed un capitolo è dedicato a Matteo Ricci, gigante della fede e della scienza che comprese il Confucianesimo non essere una religione bensì una filosofia di vita.

Nella prima parte del libro, Perego e Airò sostengono come l’Italia – almeno sino alla metà del XVII secolo – sia stata l’attore principale in Occidente dei rapporti con l’impero Cina.

Dopo la rivolta dei Boxer del 1899 che portò sette potenze mondiali, tra cui l’Italia, a mettere sotto tutela Pechino e ampie zone del Paese, la Chiesa cattolica cinese riprese con slancio la propria missione: nel 1920 i cattolici erano saliti a 2 milioni e i sacerdoti a quasi 1000, venne fondata l’università Aurora a Shanghai e pubblicato il primo quotidiano cattolico.
Le strutture sociali della Chiesa – scuole, ospedali, orfanotrofi, lebbrosari ecc. – erano quasi 4.000. Ma la grande, vera svolta avvenne nel 1922 con la nomina a Delegato apostolico di Mons. Celso Costantini che portò le diocesi da 57 a 121. 

Nel 1946 Pio XII sanciva la costituzione della gerarchia in tutta la Cina e assegnava la porpora cardinalizia per la diocesi di Pechino ad un cinese, Mons. Tommaso Tian Gengxin.

L’avvento della Repubblica Popolare di Mao Zedong con la proclamazione dello Stato ateo portò all’espulsione di tutti i vescovi e dei missionari, e talvolta a condanne a morte e lunghi periodi di detenzione.

La Rivoluzione Culturale sradicò in modo totale la presenza cristiana distruggendo le innumerevoli opere che ne avevano segnato il cammino.

In Italia e in Occidente si diceva “La Cina è vicina” e i giovani erano sempre più affascinati dai pensieri del Grande Timoniere contenuti nel famoso “libretto rosso” che veniva agitato nei cortei, prima che quella rivoluzione risultasse un gigantesco fallimento sotto il profilo politico, sociale, economico.

Successivamente, nel 1971, la Cina aderì all’Onu sostituendo Taiwan, un’apertura della politica occidentale caldeggiata dal Governo italiano di centrosinistra e, primo tra tutti nel nostro Paese, dal Ministro Vittorino Colombo che per l’occasione fondò l’Istituto Italo Cinese; che ha contribuito in modo assai rilevante a migliorare le relazioni ed i rapporti economico-sociali e culturali tra l’Italia, l’Europa e la Cina. 

Alla sua scomparsa, l’Istituto è stato presieduto da personalità quali Cesare Romiti e Achille Colombo Clerici, oggi a capo dell’Istituto Europa Asia.

Nella seconda parte del libro gli autori si soffermano sul lavoro di Vittorino Colombo in un quarto di secolo di incontri con il popolo cinese e i suoi massimi rappresentanti.

Egli fece riaprire la chiesa di Matteo Ricci a Pechino, discusse con il premier Zhouenlai di problemi universali compresa la pace mondiale, la fraternità tra i popoli e- probabilmente, dei rapporti con il Vaticano.

E sottolineano la missione, precedentemente citata, che Papa Giovanni Paolo II gli affidò nel 1983.

La parte finale del libro sintetizza i rapporti tra il Vaticano e Pechino degli ultimi venti anni e prefigura quali potranno essere gli scenari del futuro prossimo in un mondo globalizzato dove la Cina, come scandito ogni giorno, sta prendendo il sopravvento sugli altri Paesi soprattutto in termini di sviluppo economico.

Commento del presidente dell’Istituto Europa Asia IEA Europe Asia Institute Achille Colombo Clerici :

“In questo momento storico agli amici cinesi dobbiamo confermare, con il nostro operato, che l’Italia può diventare sempre più un interlocutore, un partner privilegiato in campo culturale, sociale ed economico, con il mondo cinese, ed un ponte naturale tra la Cina e , non solo la vecchia Europa, ma il mondo occidentale tutto. 

Questo è il compito ideale che ci si prospetta.

E dovremo operare, avendo sempre presente e rispettando il pensiero e l’insegnamento morale (che possiamo sintetizzare nei principi dell’onestà degli intenti, della ricerca del bene comune, della fermezza d’animo), sociale, culturale e politico dell’Amico Vittorino, per raggiungere, se possibile, nuovi importanti risultati sulla via da Lui tracciata.”   

Foto:
– Achille Colombo Clerici presidente dell’Istituto Italo Cinese con il direttore Pang Kapang, e la celebre solista di erhu Jiang Kemei, durante la tournee del 2011 in Europa, con oltre 100 “elementi”, della China Broadcasting Chinese Orchestra (CBCO),
– nella stessa occasione con  il Consigliere culturale dell’Ambasciata Cinese in Italia Zhang Jianda

Colombo Clerici con Jian Kemei e Kapang

Colombo Clerici con Jian Kemei e direttore

 

 

 

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