Attrattività delle città italiane legata anche alla varietà ed alla ricchezza dell’offerta artigianale – Artigianato bene da tutelare e difendere

Istituto Europa Asia
Europe Asia Institute

L’attrattività delle città italiane è legata anche alla varietà ed alla ricchezza dell’offerta artigianale.

            *      *      *

Salvaguardia negozi, artigianato, tradizioni

Le piccole e piccolissime imprese – negozi, laboratori, botteghe di artigianato – rappresentano non solo il più importante settore di produzione e occupazione della Lombardia e del Paese, ma anche il mezzo di mantenimento di una tradizione di mestieri trasmessi da padre a figlio, da anziano a giovane,  e quindi di cultura, fonte di attrattività per gli stranieri. 

Non crediamo che i milioni di visitatori attesi per Expo esauriranno il loro interesse con la visita agli orti e facendo il giro in barca sulla, ridotta, via d’acqua.

Intenderanno soprattutto ammirare l’enorme patrimonio artistico-museale-monumentale e accorrere nei punti vendita della produzione artigianale, dalla moda agli alimenti,  disseminati nei cento e cento negozi delle nostre città, che ancora resistono alla macchina stritolatrice dei super e degli ipermercati.

E’ quindi nell’interesse generale opporsi a un sistema burocratico e ottuso che penalizza le piccole attività e non favorisce l’attività artigianal-commerciale legata alla logica dell’economia della famiglia.

Dalle miriadi di permessi necessari per aprire un’attività commerciale alle penalizzazioni degli operatori tributari dei quali, se pure è accettabile ed anzi auspicabile un sempre maggior impegno contro l’evasione, diventa difficile capire certe logiche.

Ma non solo.

Si registra una crisi in particolare per i settori ristorazione, moda e turismo.

Nel 2013 si è avuto un saldo negativo di 30.000 esercizi, con la perdita di almeno 90mila posti di lavoro.

Per crearsi un posto di lavoro i giovani diventano imprenditori.   

Però durano poco: dopo 3 anni si è chiuso il 30% delle imprese del commercio, il 40% nel turismo.

Secondo l’Istat, nel 2013 la riduzione delle vendite a valore è stata la più grave da quando è disponibile l’indice.

Considerando i dati al netto dell’inflazione, per quanto riguarda i consumi commercializzabili, il 2013 appare negativo almeno quanto il 2012, che fu l’anno del record storico del crollo dei consumi nel Paese.

E’ la combinazione di questi due dati consecutivi che fa del passato biennio lo spartiacque tra la grande crisi, che speriamo stia finendo, e un periodo di faticosa risalita che può essere messa da subito in discussione dall’assenza di provvedimenti incisivi sul fronte fiscale .

E’ assolutamente prioritario intraprendere un’azione di riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese utilizzando una frazione rilevante delle risorse derivanti, tanto dalla lotta all’evasione, quanto dalla riduzione dei costi e degli sprechi nella pubblica amministrazione, per il taglio delle aliquote dell’Irpef. 

Foto: Achille Colombo Clerici pres. Istituto Europa Asia
foto presidente 111

 

Annunci
Explore posts in the same categories: Istituto Europa Asia

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: