“Delega Fiscale, le novità della legge” – “Le reazioni degli addetti ai lavori dopo l’approvazione definitiva da parte della Camera” – Articoli pubblicati su TGcom24 il 28.2.2014

28 febbraio 2014

Delega fiscale, le novità della legge 

Dalla riforma del catasto alla compensazione dei debiti-crediti P.a.

 Arriva il via libera definitivo alla Delega Fiscale, che incassa il voto favorevole dell’Aula di Montecitorio. Dopo l’approvazione del 26 febbraio della Commissione Finanze della Camera, che ha infatti messo fine al tortuoso iter parlamentare del provvedimento, ora è legge. Adesso si passa alla “fase 2”, ossia all’elaborazione e all’emanazione dei decreti attuativi che permetteranno alla delega di diventare concretamente operativa. Il governo ha un anno di tempo.

 Dalla riforma del catasto al contrasto al gioco d’azzardo patologico, dalla revisione degli sconti fiscali alla compensazione tra debiti e crediti ecco una mappa delle principali misure:

Riforma del catasto – E’ uno dei punti centrali del provvedimento, anche se ne sono gettate solo le fondamenta. Per arrivare a una vera e propria rivalutazione degli immobili, più vicina alla realtà, ci vorranno infatti circa 5 anni. La revisione proposta nella delega prevede che il valore e la categoria non si basi più sul numero delle stanze, ma sui metri quadrati. La rendita finale sarà poi determinata da una formula matematica che metterà in relazione tutte le caratteristiche, dal valore di mercato alla posizione.

Stop alla pubblicità di giochi con vincite – Viene stabilito il divieto degli spot pubblicitari nelle trasmissioni radio e tv per i giochi che prevedono vincite in denaro che inducono comportamenti compulsivi. L’obiettivo è contrastare il gioco d’azzardo patologico.

Riforma dell’8 per mille dell’Irpef – Viene indicata la strada, ma le modalità sono rimandate ai decreti delegati.

Riordino degli sconti fiscali – L’obiettivo è la revisione di più di 700 voci che riguardano sia le famiglie sia le imprese.

Lotta all’evasione – Viene rafforzata grazie ai limiti al pagamento in contante, a vantaggio dei metodi di pagamento tracciabili, nonché alla fatturazione elettronica, a cui si aggiunge il confronto tra le informazioni di contabilità nazionale e quelle acquisiti tramite l’anagrafe tributaria. Le maggiori entrate “al netto di quelle necessarie al mantenimento dell’equilibrio di bilancio e alla riduzione del rapporto tra il debito e il pil” devono essere trasferite al Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale.

Compensazione debiti-crediti – Il meccanismo, già introdotto con il decreto sui Debiti P.a. e con il Destinazione Italia, viene generalizzato per quanto riguarda i crediti di imposta spettanti al contribuente e i debiti di imposta a suo carico.

Razionalizzazione delle spese fiscali – Annualmente il governo dovrà stilare un rapporto, da allegare alla Legge di Stabilità, relativo alla razionalizzazione delle spese fiscali, al fine di riformare o eliminare le esenzioni, nonché i regimi fiscali di favore, considerati inadeguati al contesto socioeconomico di riferimento.

Pacchetto imprese – Per le aziende è prevista l’istituzione di sistemi di controlli e prevenzione del rischio fiscale. Le piccole imprese potranno ricevere una riduzione degli adempimenti fiscali, aderendo a programmi di tutoraggio. Saranno previste maggiori possibilità di rateazione per i debiti tributari e nuove forme di tassazione per i redditi di impresa.

Bonus ristrutturazioni – Previsti sgravi sugli immobili per messa a punto di opere di adeguamento alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica.

 

ItaliaOggi
Numero 050  pag. 30 del 28/2/2014

La delega fiscale diventa legge

IMPOSTE E TASSE
Di Beatrice Migliorini

Le reazioni degli addetti ai lavori dopo l’approvazione definitiva da parte della Camera

Entro quattro mesi il primo decreto. Priorità al catasto
Dopo quasi due anni di lavoro la delega fiscale è legge. Ieri, infatti, la Camera ha dato il via libera definitivo al testo senza apportare modifiche rispetto all’impianto uscito, poco più di due settimane fa, dal senato. Una terza lettura, quella avvenuta a Montecitorio, che ha rispettato i pronostici fatti quando ancora il testo era all’attenzione di palazzo Madama. Nessuna modifica, respinti tutti gli emendamenti in Commissione finanze prima e, in Aula, dopo. Ora sarà il governo a dovere prestare fede all’impegno preso circa l’emanazione dei decreti legislativi.

Soddisfazione per il lavoro svolto su tutti i fronti. Occhi puntati, però, sulla riforma del catasto e sull’abuso di diritto. Questo il sentimento che ha accomunato tutti i parlamentari che, in questi mesi, hanno contribuito alla stesura del testo. E mentre per il presidente della Commissione finanze di Montecitorio, Daniele Capezzone (Fi), quello sul testo «è stato un lavoro svolto con molta attenzione e con l’obiettivo di instaurare un sistema fiscale che sia quanto più possibile a favore dei contribuenti», per Mauro Maria Marino (Pd), presidente della VI Commissione del Senato, «è un traguardo raggiunto grazie a un lavoro meticoloso svolto con una buona dose di collaborazione anche tra camera e senato». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepresidente della Commissione finanze della camera, Enrico Zanetti (Sc) e Salvatore Sciascia (Fi) relatore alla delega fiscale al senato. Per il primo, infatti, «la delega prevede una manutenzione straordinaria del sistema, nella speranza di migliorare i rapporti tra contribuenti e fisco», per il secondo, invece, l’approvazione del testo «è la conclusione di un lavoro portato avanti per più di due anni, grazie al quale troveranno spazio delle norme per disciplinare l’abuso di diritto e contro il gioco d’azzardo». Parere positivo sul lavoro svolto anche da parte di Marco Causi (Pd) e Daniele Pesco (M5s), membri della Commissione finanze della Camera, secondo cui «l’approvazione delle delega è l’ultimo atto di un lavoro improntato sulla collaborazione reciproca e la comunione di intenti». Ad accomunare, infine, tutti i soggetti coinvolti, anche l’idea in base alla quale la priorità deve essere data alla riforma del catasto. Parere, quest’ultimo, che però, non trova l’unanimità da parte delle associazioni di categoria. Infatti, mentre per il presidente della Confedilizia (Confederazione dei grandi proprietari immobiliari), Corrado Sforza Fogliani, «l’impianto della riforma è valido e porterà a dei miglioramenti a meno che i decreti attuativi non vanifichino i buoni propositi», per il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, «il nuovo catasto porterà a un aumento della base imponibile grazie alla quale i proprietari immobiliari dovranno pagare ancora di più». Concentrato, invece, sulla riduzione della pressione fiscale sulle imprese, Marco Venturi, presidente di turno di Rete Imprese Italia, secondo cui «alla riforma del catasto dovrà necessariamente far seguito, una volta per tutte, la riduzione della tassazione sulle imprese e sugli immobili produttivi». Ad oggi, però, l’unico punto fermo è che il primo decreto legislativo dovrà essere emanato, al massimo, entro quattro mesi dalla pubblicazione in G.U. della delega. A vigilare affinché questo accada, però, ci saranno le Commissioni finanze di Camera e Senato. Nel corso delle votazioni finali, infatti, è stato approvato un ordine del giorno che ha trovato l’appoggio di tutti gli schieramenti politici, in base al quale il governo si impegna a consultare, nel corso della stesura dei decreti, le commissioni che, in questi mesi, si sono occupate dei contenuti del testo. Infine, a trovare accoglimento, anche l’ordine del giorno proposto da Mario Sberna (Gruppo per l’Italia) che impegna il governo, nell’emanazione dei decreti, a prestare particolare attenzione alla pressione fiscale gravante sulle famiglie numerose.

 

 

 

 

 

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