Archivio per marzo 2014

Milano C’entro – Camera di Commercio Palazzo Turati – Convegno sul tema “Servizi commerciali e nuova economia urbana”. – Assoedilizia

marzo 31, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’
Association Milan Italy
e
ISTITUTO EUROPA ASIA. EUROPE ASIA INSTITUTE

Convegno il 3 aprile promosso dalla Camera di Commercio

SERVIZI COMMERCIALI, COME CAMBIA IL CENTRO DI MILANO

“Che c’entro’ a Milano? Servizi commerciali e nuova economia urbana” è il convegno, promosso dalla Camera di Commercio di Milano, in programma giovedì 3 aprile nella sede dell’Ente camerale a Palazzo Turati (via Meravigli 9/B, sala Consiglio, dalle 9.30).

Nel corso dei lavori, aperti dal presidente della Camera di Commercio di Milano (e Confcommercio) Carlo Sangalli, viene presentata la ricerca “Servizi commerciali nella Milano che cambia” realizzata dal professor Luca Tamini.

Il programma vede, dopo i saluti istituzionali di  Carlo Sangalli,  Presidente della Camera di Commercio di Milano, Sviluppo urbano: la rigenerazione delle strutture esistenti di Lucia Ada De Cesaris, Vice Sindaco e Assessore al Comune di Milano per l’Urbanistica, Edilizia privata;  

Una geografia critica dei servizi commerciali di Luca Tamini, Docente presso la Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano;  

Commercio e trasformazioni urbane di Luca Zanderighi, Docente presso l’Università degli Studi di Milano.

Alle ore 11 circa Tavola rotonda: Quale centro per Milano? Introduce e coordina: Antonella Bruzzese, Docente presso la Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano.

Ne discutono Sergio Escobar, Direttore del Piccolo Teatro di Milano; Gabriele Rabaiotti, Presidente Zona 6 Navigli; Lino Stoppani, Presidente Federazione Italiana Pubblici Esercizi;  Manfredi Catella, Chief Executive Officer di Hines Italia SGR spa; Fabio Moroni, Membro Giunta Esecutiva di Unione Confcommercio Milano. Chiusura dei lavori con Franco D’Alfonso, Assessore al Comune di Milano per il Commercio, Attività Produttive, Turismo, Marketing Territoriale.

Gli atti del convegno verranno pubblicati sul sito della Camera di commercio di Milano sezione  “Territorio e Turismo ”- atti convegni e seminari. La partecipazione è gratuita. Le iscrizioni on line – http://servizionline.mi.camcom.it – saranno accettate fino ad esaurimento posti.

Info: tel.02/8515 4471- 4410- 4418 e.mail: territorio.turismo@mi.camcom

Foto Achille Colombo Clerici Presidente Assoedilizia Property Owners’ Association Milan Italy

foto presidente Duomo

Como Primavere LA PROVINCIA “L’ORDINE” – Diego Minonzio – “NON TEMETE” Al Teatro Sociale – Istituto Europa Asia

marzo 31, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
ISTITUTO EUROPA ASIA   EUROPE ASIA INSTITUTE

 

Tornano Le Primavere di Como organizzate da “La Provincia”

NON TEMETE I GRANDI PROBLEMI DELLA NOSTRA SOCIETA’

Il plauso di Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia

Tornano le Primavere di Como, gli incontri promossi dal quotidiano lariano La Provincia e dall’inserto domenicale L’Ordine, giunti alla quarta edizione.
Il tema di quest’anno è “Non temete”, quell’esortazione pronunciata da Dio nella Genesi, la premessa di ogni parola che Dio rivolge all’uomo quando questi è nel suo momento più buio.

Il primo appuntamento, quello introduttivo sul tema con il filosofo Silvano Petrosino, è avvenuto il 26 marzo al Teatro Sociale.

Poi l’otto aprile, sempre al Sociale toccherà al giornalista e storico Paolo Mieli dissertare su “Non temete la politica”.

Il 15 aprile sarà la volta dell’attrice Claudia Koll soffermarsi sul “Non temete lo scandalo della fede”.

Quindi il 23 aprile, ancora al Sociale, sarà la volta di Fabio Peri e i Deproducers affrontare il “Non temete la scienza: Planetario”.

Tutti gli incontri al Teatro Sociale di Como si terranno alle 20,30.

Il 7 maggio, stavolta all’Università dell’Insubria, alle 10 del mattino, il cardinale sudafricano Wilfrid Napier parlerà di “Non temete le differenze”.

Ultimo appuntamento, in data ancora da fissare, è a Palazzo Terragni alle 20,30, con il celebre architetto Daniel Libeskind che affronterà il tema del “Non temete di costruire il futuro”.

L’ingresso a tutti gli incontri è gratuito previa registrazione: tel. 031-582420 mail leprimaveredicomo@laprovinci.it.

Commenta il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici invitato dal direttore del quotidiano Diego Minonzio: “Un plauso sincero all’iniziativa che offre gratuitamente un arricchimento culturale ed etico affrontando alcuni dei temi più sentiti dalla nostra società”.

 foto presidente cernobbio 5

Portofino Parco Chiavari ADSI – Palazzo Ravaschieri – Associazione Dimore Storiche Italiane sez. Liguria – Isabella Lagomarsino – Rapallo, Santa Margherita, San Michele di Pagana, Zoagli

marzo 31, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association
e
Istituto Europa Asia
Europe Asia Institute

 

Giornata di studio per la realizzazione di un interessante progetto

DA CHIAVARI A PORTOFINO VALORIZZAZIONE DEL PERCORSO DI CRINALE

Achille Colombo Clerici Presidente di Assoedilizia e Vicepresidente di Confedilizia: “Gli antichi, affascinanti percorsi che ci proiettano nella bellezza assoluta e nella storia sono la ricchezza ineguagliabile delle nostre terre.
Nel futuro l’immagine attrattiva dei territori si costruirà su valori di questa natura, i soli in grado di determinare la diversità vincente.”

 *   *   *   *  *

“Da Chiavari a Portofino-Valorizzazione del percorso di crinale” è il tema dell’ odierna giornata di studio organizzata da Adsi-Associazione Dimore Storiche Italiane, da Associazione Levante Ligure Cultura e Sviluppo con la promozione del Comune di Chiavari, del Parco di Portofino, di Palazzo Ravaschieri che ospita la giornata stessa.

L’Associazione Levante Ligure, presieduta da Isabella Lagomarsino, per la sua attività legata alla promozione culturale del territorio, ha avviato, con gli enti preposti alla sua tutela, la valorizzazione dell’esistente sentiero sul crinale del Tigullio che parte da Chiavari e arriva a Portofino.

Il progetto prevede anche il collegamento dell’itinerario principale con i sentieri che partono dai comuni di Zoagli, Rapallo, Santa Margherita, Levi, Coreglia Ligure e Camogli.

Per poter fruire di questo straordinario percorso, i sentieri esistenti necessitano di consolidamento, messa in sicurezza, segnaletica e manutenzione.

Il punto sulla realizzazione del progetto viene fatto da Laura Podestà, Associazione Levante Liguria Cultura Sviluppo; Giovanni Gramatica di Bellagio, presidente Adsi sezione Liguria; Daniela Colombo, assessore al Turismo e Sandro Garibaldi, vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici di Chiavari; Francesco Olivieri, presidente Ente Parco Portofino.

Le relazioni sono di: Alberto Girani, direttore Ente Parco Portofino “Aspetti naturalistici, gestionali e di comunicazione”; Roberto Cavagnaro, Ufficio Tecnico Ente Parco di Portofino “Aspetti tecnici e adeguamento alla normativa regionale”; Barbara Bernabò, storica del Comune di Chiavari “Tracce della storia sul territorio; la toponomastica”; Alessandra Molinari,storica dell’arte “Emergenze architettoniche e artistiche (parrocchiali, abbazie, oratori …)”; Marzia Dentone e Ilaria Lanata,   archeologhe Istituto di Storia della cultura materiale (Scum) “I segni di antropizzazione del territorio”; Michele Picco, presidente Fie- Federazione Italiana Escursionismo comitato regionale Liguria “Fruizione e organizzazione dell’escursionismo”; Milena Manzi, presidente CAI – Club Alpino Italiano sezione Chiavari “Attività del Cai nei sentieri del Tigullio”.

foto presidente Chiavari

 

Corpo Consolare Milano Lombardia – Incontro Squinzi Patuelli – Palazzo Cusani 27 marzo 2014

marzo 31, 2014

ASSOEDILIZIA
Property Owners’ Association
e
ISTITUTO EUROPA ASIA
EUROPE ASIA INSTITUTE

 

Davanti ai Consoli di Milano i richiami di Squinzi (Confindustria) e Patuelli (Abi)

 ITALIA PIENAMENTE EUROPEA  RIDUCENDO DEBITO PUBBLICO, EVASIONE FISCALE E RIFORMANDO BUROCRAZIA

 Colombo Clerici: Sostegno al mercato immobiliare per avviare la ripresa e fondamentale la spending review

 Redazione

Quella che – speriamo! – sta volgendo al termine non è la crisi del capitalismo, ma nel capitalismo. Perciò, se vogliamo la ripresa, dobbiamo correggere i nostri strutturali difetti e non limitarci ad abbaiare all’Europa, all’euro, ai mercati come fossero i soli responsabili della nostra non felice situazione.

Anche se – va sottolineato con vigore – come non c’è un fosso se non ci sono due rive, l’egoismo e l’ottusità dei tecnocrati e dei neoliberisti ha innalzato una ben alta sponda.

Se ne è parlato all’incontro “Dall’Italia al mondo. Un approccio comune per uscire dalla crisi” organizzato dal Corpo Consolare di Milano – il secondo al mondo sul filo di lana con New York – a Palazzo Cusani di Milano.

Saluti istituzionali del Gen. B. Antonio Pennino, Comandante militare Esercito Lombardia; di Emilio Fernandez-Castagno, Console generale del Regno di Spagna e Decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia; di Giuseppe Priolo, Prefetto vicario di Milano; di Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano.

Interventi di due alti esponenti dell’economia e della finanza: Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria e Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana.

Moderava l’incontro Giancarlo Mazzuca, direttore de Il Giorno (a raccoglierli tutti è stata l’infaticabile Patrizia Signorini, Console generale onorario della Repubblica di Lettonia e vice decano del Corpo Consolare).

Non nuovi, ma sempre interessanti e autorevoli i richiami dei relatori: priorità del pagamento alle imprese dei debiti della pubblica amministrazione (finora solo 20 miliardi su 100); nella giusta direzione il decreto legge sulla flessibilità d’ingresso al lavoro; bene la spending review, ma attenti a tagliare troppo, come l’Ice, che aiuta il 75% delle nostre imprese all’estero; ridurre fortemente le tre grandi anomalie italiane, il debito pubblico, l’evasione fiscale, la burocrazia (“Nel tempo, 8 anni, che ho impiegato ad ampliare il mio stabilimento di  Mediglia ne ho costruiti altri 12 all’estero” Squinzi).

E soprattutto c’è bisogno di un ragionato ottimismo.

Basta attese di stangate, di risorse sotto il materasso per paura, la nostra economia è totalmente integrata con l’Europa, occorrono volontà e responsabilità etica.

Secondo il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici “I reiterati richiami da parte di Patuelli e Squinzi all’esigenza di rilanciare l’’edilizia, che è il motore più diretto ed immediato per il traino dell’economia, devono indurci a riflettere sul fatto che non è sufficiente potenziare l’edilizia pubblica e gli appalti pubblici, trascurando il sostegno al mercato immobiliare, per invertire la tendenza.

Giorgio Squinzi ha citato, come indicatore della profonda crisi del settore, il calo della produzione del cemento da 47 milioni di tonnellate annue agli attuali 20 milioni: con la previsione di un’ulteriore riduzione del 9% .

Vorrei aggiungere che, secondo i dati internazionali in possesso dell’Istituto Europa Asia, in Italia si è avuta, negli ultimi 5 anni, una contrazione degli investimenti fissi (rispetto al dato tendenziale registratosi fino al 2007) che ci ha portati a ben 60 miliardi annui in meno, dei quali 55 per il settore privato e solo 5 per il settore pubblico.

Tale contrazione ha interessato per lo 0,6% del PIL il settore delle costruzioni e del real estate e del 0,5% il settore produttivo industriale.
E questo ulteriormente testimonia della fondatezza della analisi fatta sia da Squinzi, sia da Patuelli.

Il sostegno del mercato è dunque la condizione imprescindibile per rilanciare gli investimenti fissi nel campo edilizio; e la riduzione del carico fiscale sugli investimenti a reddito dei risparmi privati e’ il passaggio obbligato.

Soprattutto considerando che nel nostro Paese ci troviamo in condizioni di totale assenza di investimenti pilotati “strategici” a sostegno del mercato immobiliare: le uniche situazioni protette sono episodiche e di nicchia essendo legate alla gestione dei fondi immobiliari e delle Sgr.

Occorre, dunque, oltre che una moratoria reale anche una moratoria psicologica, come tra l’altro evidenziato da Patuelli; ma nei confronti del risparmio diffuso e non solo di quello amministrato.

La riforma catastale in atto, tuttavia, pur senza produrre attualmente effettivi introiti fiscali, non sapendosi dove ci condurrà, tiene costantemente sotto pressione psicologica negativa i risparmiatori che hanno investito o intendono investire nel mattone.
E’ veramente un bell’affare.

Patuelli ha parlato, più in generale, di masochismo italiano; io parlerei di dabbenaggine e di sciocco e populistico conformismo.”

Allegato: 

DATI – Istituto Europa Asia 

Calo 2012. (percentuali di PIL.) di investimenti fissi nei diversi settori:
Costruzioni e Real Estate -0,6 %
Produzione industriale -0,5                  
Servizi Locali. -0,5 %  
Trasporti.       -0,4 %
Utilities.         -0,3 %
professioni,  finanza,  servizi privati. -0,3 %
salute, educazione, pubblica amministrazione, difesa     -0,2 %
risorse primarie -0,2 %

 Foto: Achille Colombo Clerici con
– Antonio Patuelli
– Giorgio Squinzi
– Benito Benedini
– Rosario Alessandrello
– Giancarlo Mazzuca e Pietro Martello

 

Achille Colombo Clerici con Antonio Patuelli

Achille Colombo Clerici con Giorgio Squinzi

Achille Colombo Clerici con Benito Benedini

Achille Colombo Clerici con Rosario Alessandrello

Colombo Clerici con Giancarlo Mazzuca e Pietro Martello

 

 

Assicurazione obbligatoria immobili rischio calamità naturali? Aiba Convegno Milano – Relazione Colombo Clerici – 25 marzo 2014

marzo 28, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Milan Italy

Relazione del Presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

“In un contesto economico generale improntato all’esigenza di risparmio della spesa pubblica, trova oggi spazio la questione dei costi per lo Stato della gestione dei danni derivanti da calamità naturali.

Nel bilancio dello Stato Italiano, questa voce pesa mediamente per circa 3,5 miliardi all’anno, comprensivi, oltre che del costo di ricostruzione di strutture ed infrastrutture pubbliche e private, anche delle indennità per danni relative ad attività produttive, sussidi personali, e quant’altro.

In questi ultimi tempi, peraltro, il succedersi a catena di una serie di disastri naturali legati a fenomeni tellurici (ricordiamo l’Abruzzo e l’Emilia) ed alluvionali (l’ Astigiano, la Liguria, la Campania, la Sardegna) ha acuito di molto la sensibilità sulla questione.

La via che taluni ritengono di intravvedere è quella della copertura assicurativa obbligatoria a livello nazionale, a carico dei possessori di immobili, contro il rischio delle calamità naturali.

E’ una soluzione che, a ben considerare, suscita qualche perplessità.

Certo, il fatto che in Italia (secondo il dato che possediamo) solo il 20% (con 2,4 miliardi annui di monte premi sul totale dei 160 miliardi complessivi del settore assicurazioni) degli 11 milioni ed 800 mila edifici civili (destinati a residenza ed a funzioni compatibili ) sia coperto dalla assicurazione volontaria fabbricati (c.d. polizza fabbricati), lascia spazio alla considerazione che nel nostro Paese potrebbe riscontrarsi poca sensibilità a ricorrere allo strumento assicurativo sulla casa.

Anche se va detto che la gran parte della popolazione italiana risiede in piccoli centri ( oltre 6 mila fra gli 8 mila e 100 comuni ) ed in case mono o bifamiliari, dove la tipologia infortunistico-catastrofale è meno avvertita, sotto il profilo sia del danno subito, sia della responsabilità civile verso terzi.

D’altra parte chi vive nelle città si sente spesso pienamente coperto, anche se non lo è, dal fatto di vivere sotto l’ usbergo del condominio, (in Italia ne esistono 1 milione e 180 mila) in cui regna lo spirito del “ci pensi chi ha da pensarci” o, peggio, del “mal comune, mezzo gaudio”.

Ma è altrettanto vero che, se sul piano della volontarietà ci fosse maggior adesione allo strumento assicurativo, magari esteso ai rischi catastrofali, almeno nell’ambito della responsabilità civile verso terzi, per il nostro Paese e per l’economia del settore assicurativo potrebbe esser un gran passo.

Secondo nostre stime, nel campo della assicurazione volontaria ci potrebbe esser un margine di nuova attività dell’ordine di circa 3/4 miliardi di euro.

Questo è il campo di azione cui dovrebbero esser chiamati i brokers italiani.

Ma in questa materia ovviamente ci limitiamo a riflessioni di massima, e rimettiamo naturalmente alle valutazioni dell’ANIA, ogni conclusione che risulterà senz’altro più approfondita ed appropriata.

*     *     *

Quella forma di polizza obbligatoria, suscita dicevo qualche perplessità, perché a ben vedere, sul piano sostanziale risolve ben poco, mentre presenta un costo individuale e sociale molto rilevante.

Caricare i circa 40 milioni di unità residenziali e complementari del costo obbligatorio della assicurazione, significa onerarle in misura dai 5 ai 6 miliardi di premi assicurativi annui, in una fase economica di grave crisi del settore immobiliare ed in una prospettiva di trattamento fiscale non certo favorevole, nella quale qualsiasi previsione d’ incentivazione attraverso forme di defiscalizzazione, seppur auspicabile, potrebbe risultare nell’immediato irrealistica e velleitaria.

Lo abbiamo potuto constatare in particolare in occasione della stretta fiscale sugli immobili intervenuta nel 2011/2012, con la riduzione della deduzione forfetaria dei costi di produzione del reddito locativo.

Quindi, dicevo, una prospettiva di defiscalizzazione, allo stato dei fatti, irrealistica e velleitaria nell’immediato, tanto per il nuovo prodotto edilizio, quanto per il patrimonio immobiliare già destinato a produrre reddito.

Prendere in considerazione, poi, solo il rischio-terremoto e trascurare gli altri rischi legati alle diverse calamità naturali (quali inondazioni, esondazioni, frane, smottamenti) o legati agli eventi catastrofali per l’uso del gas dei quali ricorre una casistica quasi quotidiana, significherebbe lasciare il problema irrisolto.

Per converso, includere questa copertura nella garanzia, a parte la questione del presumibile aumento dei costi, significherebbe fornire allo Stato se non l’alibi, quanto meno una via di uscita per l’allentamento dell’attenzione verso il compito istituzionale legato alla tutela, alla salvaguardia, alla sicurezza del territorio attraverso stanziamenti, come storicamente e’ avvenuto sia pure in maniera disorganica ed insufficiente, di adeguati investimenti.
Sarebbe in altri termini il colpo di grazia al Bel Paese.

D’ altro lato, poiché il sistema assicurativo, soprattutto considerando l’entità delle catastrofi ambientali degli ultimi anni, potrebbe non essere in grado di fronteggiare autonomamente indennizzi di tale portata, lo Stato si ridurrebbe comunque a far da riassicuratore delle compagnie di assicurazione; i costi fatti uscire dalla porta rientrerebbero dalla finestra.

In ogni caso ritengo che, sul piano dell’equità e della ragionevolezza costituzionale, qualsiasi forma di chiamata diretta, in via obbligatoria, dei cittadini a concorrere nell’onere di fronteggiare le calamità naturali (siano esse solo i fenomeni tellurici o anche gli altri fenomeni naturali) rappresenti una forma larvata ed indiretta di ulteriore imposizione tributaria.

 *     *     *

L’occasione di questo discorso mi offre l’opportunità di una riflessione più in generale su tutta la materia assicurativa immobiliare.

Troppo spesso le forme ed i modelli assicurativi proposti nel nostro Paese, indulgono a “distinguo” che fanno intravvedere prospettive di contestazioni e di dinieghi.
Da qui una diffusa diffidenza verso quelle formule assicurative, che prospettano soluzioni troppo legate al tecnicismo giuridico in un Paese in cui oltre alla stratificazione normativa (in essere o in fieri) a tre o quattro o più livelli ( Stato,Regioni, Province, Comuni, Consorzi, Comunità Montane, Enti Parchi ed altro, ma pensiamo in particolare alla interferenza di normative riguardanti il collaudo ex post dell’edificio con il rischio della inagibilità; o riguardanti la dismissione degli immobili, quali sono quelle che il Comune di Milano si appresta ad introdurre nel proprio Regolamento Edilizio).

In presenza dunque di una stratificazione normativa qual e’ quella che disciplina la regolarita’ amministrativa degli immobili, in cui e’ all’ordine del giorno l’abusivismo edilizio formale e quello sostanziale, quello patente e quello latente del quale il proprietario e’ all’oscuro e che il comune o la procura della Repubblica possono contestare in qualsiasi tempo, il prevedere l’esclusione dalla garanzia per gli immobili amministrativamente “irregolari” ( non voglio usare deliberatamente il termine “abusivi”, che ha una connotazione immediatamente deteriore ) come sembra volersi fare, è come dire “indennizzo? si vedrà se e quando”.

              *     *     *

 Occorre dunque a mio avviso, riflettere ulteriormente, magari mettendosi attorno ad un tavolo di lavoro per elaborare linee utilmente presentabili allo Stato: per noi il tema è di grande interesse. »

 Foto: Achille Colombo Clerici con il Presidente AIBA Carlo Marietti Andreani

Achille Colombo Clerici con il Presidente AIBA Carlo Marietti Andreani

 

 

Maurizio Ormas – Umanesimo Cristiano e Modernità – Lateran University Press – Istituto Europa Asia informa

marzo 28, 2014

Istituto Europa Asia
Europe Asia Institute

Maurizio Ormas – “Umanesimo Cristiano e Modernità”- Lateran University Press – LIBRO

Presentazione

Perché i papi, a un certo punto della storia, hanno cominciato a scrivere encicliche sociali? Prima di allora, la Chiesa non aveva un suo insegnamento in materia? È la società che rende cattivo l’uomo, o viceversa?

Per rispondere a queste domande, occorre seguire, enciclica dopo enciclica e senza trascurare il Concilio Vaticano II, il tragitto del magistero pontificio rispetto alle problematiche sociali degli ultimi due secoli: ne emerge un pensiero sempre attuale, capace di interpretare i singoli momenti storici e di proporre risposte che hanno spesso anticipato le migliori acquisizioni della cultura contemporanea.

L’ideale della fraternità e solidarietà tra i singoli e tra i popoli, la pace come frutto della giustizia, i diritti dell’uomo che precedono gli ordinamenti positivi degli stati, l’equità come fondamento della giustizia e della legalità, il valore del lavoro come occasione per la realizzazione di sé in senso personale e sociale, la sussidiarietà orizzontale come condizione di una soggettività sociale più ricca, il prevalere del bene comune rispetto agli interessi di parte, i diritti educativi della famiglia di fronte allo stato e l’impegno delle religioni a favore della pace perché «non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio» (Benedetto XVI): questi ideali fanno ormai parte del patrimonio etico di gran parte dell’umanità e sono spesso sanciti nelle convenzioni internazionali.
Tuttavia è anche grazie al magistero sociale cattolico se oggi vengono indicati come fondamenti del vivere civile e quindi come mete cui aspirare.

Colombo Clerici intervento

Graffiti Selvaggi Milano – CPM Consulta Periferie Milano Convegno Urban Center – “Dar Casa”

marzo 28, 2014

ASSOEDILIZIA
Informa

 

DAR CASA E GRAFFITI, NUOVO INCONTRO DI CONSULTA PERIFERIE MILANO

CPM-Consulta Periferie Milano coordinata da Walter Cherubini organizza un incontro lunedì 14 aprile 2014 – ore 17.30-19.15 all’Urban Center di Milano, Galleria Vittorio Emanuele II° sui temi  “Dar Casa” nei quartieri periferici

– Che città è Milano, che lascia inutilizzati 8.000 appartamenti di proprietà pubblica? Con interi quartieri dove il “male dell’abitare” è palpabile? Un altro abitare è possibile e sui graffiti selvaggi.

Riprendendo il tema dell’abitare: l’intendimento è quello di mettere in connessione una serie di riferimenti che, a vario titolo, sono già ora “parte della soluzione” dell’abitare, anche per proporre alla città, nelle sue varie articolazioni, una proposta positiva – capace anche di un confronto sia dal punto di vista sociale, che da quello economico, i costi di ristrutturazione della cooperazione abitativa sono inferiori del 50% di quelli degli interventi pubblici, quelli delle autogestioni del 30% – e di una relativa assunzione di responsabilità.

A partire dal libro “DAR CASA. Cronaca di un sogno realizzato”, sono previsti i seguenti contributi:

– Piero BASSO, Autore del libro “DAR CASA”
– Sergio D’AGOSTINI, Cooperativa DAR Casa
– Giovanni POLETTI, ABITARE società cooperativa
– Michele VALTORA, Comitato Autogestione ALER Gratosoglio
– Achille COLOMBO CLERICI, ASSOEDILIZIA Milano
– Raffaele PUGLIESE, Politecnico di Milano
– Aldo UGLIANO, Presidente Consiglio di Zona 5
– Paolo LIMONTA, Ufficio Relazioni con la Città del Comune di Milano

Ciò premesso, CPM ritiene che il tema della gestione del patrimonio edilizio pubblico non possa essere esclusivamente di Aler e relativi inquilini, poiché è un bene di tutta la città. Anzi, forse è stata proprio questa sorta di esclusività – con il resto della città un po’ disattento – a portare alla situazione odierna.

Anche l’attuale tema della “governance” non può essere disgiunto dalla necessità di una “rigenerazione socio-abitativa” che, tra l’altro, può avvenire con l’inserimento di popolazione “forte” in un contesto sociale debole, a partire dall’utilizzo di 600 appartamenti “sottosoglia”. (sostanzialmente monolocali) attualmente non utilizzati (v. proposta).
In proposito, ci sono realtà disponibili ad assumere la gestione di significative quote di abitazioni.

Quindi, il percorso avviato intende collegare tutta una serie di realtà che a vario titolo hanno qualcosa da dire sull’ “abitare”, anche nel  tentativo di determinare un’attenzione cittadina sul tema. Tra queste, sicuramente Assoedilizia.

Oltre a ciò, in relazione a quanto espresso dal presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici in tema di graffiti selvaggi, alla luce di tutta una serie di iniziative di cosiddetto “cleaning” promosse da alcune associazioni di cittadini, CPM ha avviato alcune considerazioni ed ipotesi operative che potrebbero affiancarsi in percorsi virtuosi di “progettazione partecipata”, anche in vista di una adeguata presentazione di Milano all’appuntamento dell’Expo.

foto presidente 95

AIBA Associazione Italiana Brokers Assicurazioni, Convegno nazionale di Milano “Brokers e piccole medie imprese – La protezione assicurativa come fattore di sviluppo” – Assoedilizia

marzo 27, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Milan Italy

Dal convegno nazionale di Milano la proposta dei broker di assicurazione alle PMI

AIBA: ASSICURARSI PER AVERE PIU’ CREDITO

 Colombo Clerici: L’idea dell’obbligatorietà dell’assicurazione degli immobili contro il rischio delle calamità naturali non è condivisibile.

 “In un contesto economico generale improntato all’esigenza di risparmio nella spesa pubblica, trova oggi spazio la questione dei costi per lo Stato della gestione dei danni da calamità naturali che pesa per circa 3,5 miliardi all’anno.

In questi ultimi tempi, peraltro, il succedersi a catena di una serie di disastri naturali legati a fenomeni tellurici (l’Abruzzo e l’Emilia) ed alluvionali (l’Astigiano, la Liguria, la Sardegna, la Campania) ha acuito di molto la sensibilità sulla questione. La via che taluni ritengono di intravvedere è quella della copertura assicurativa obbligatoria a livello nazionale, da parte dei possessori di immobili, contro il rischio delle calamità naturali. E’ una soluzione  non accettabile. Caricare i circa 40 milioni di unità residenziali e complementari del costo obbligatorio della assicurazione, significa onerarle in misura dai 5 ai 6 miliardi di premi assicurativi annui, in una fase economica di grave crisi del settore immobiliare ed in una prospettiva di trattamento fiscale non certo favorevole, nella quale qualsiasi previsione d’incentivazione attraverso misure di defiscalizzazione, seppur auspicabile, può risultare irrealistica e velleitaria. Ma è altrettanto vero che, se sul piano della volontarietà ci fosse maggior adesione allo strumento assicurativo, secondo nostre stime ci potrebbe esser un margine di attività dell’ordine di circa 3/4 miliardi di euro.
Questo è il campo di azione cui dovrebbero esser chiamati i brokers italiani.”

L’ ha affermato il presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici invitato al Convegno di AIBA-Associazione italiana broker di assicurazioni dal titolo “Brokers e piccole medie imprese-La protezione assicurativa come fattore di sviluppo” , che ha visto gli interventi del presidente dei brokers Carlo Marietti Andreani, della responsabile del servizio vigilanza Ivass Maria Luisa Cavina, del presidente Ania Aldo Minucci, dell’amministratore delegato Innovation Team Enea Dallaglio, del consigliere della Cciaa di Milano Luigi Amato Molinari, del presidente di Asnacodi Albano Agabiti, del direttore generale Aifi Anna Gervasoni.

La protezione assicurativa vista come investimento in grado di favorire l’accesso al finanziamento della crescita da parte delle imprese minacciate dalla stretta creditizia: “Il credit crunch è la principale minaccia alla sostenibilità delle piccole e medie imprese. E’ urgente – ha affermato Marietti Andreani – un confronto con il sistema bancario per identificare un modello in grado di valorizzare l’investimento in tutela assicurativa delle imprese, garantendo loro condizioni di accesso al credito più favorevoli”.

Negli ultimi tre mesi, secondo uno studio realizzato da AIBA in collaborazione con Innovation Team   il 17,2% delle piccole imprese e il 12,3% delle medie non hanno ottenuto il finanziamento richiesto a banche o società finanziarie (la percentuale si riduce al 7,6% per le grandi imprese). 

La ricerca evidenzia anche la pesante sotto-assicurazione delle Pmi italiane: il 14% non sono assicurate contro gli incendi, addirittura il 31% non si proteggono dai furti. Non più del 28% si tutelano dai rischi tecnologici, il 23% non hanno coperture di responsabilità civile prodotti, ancora meno hanno sottoscritto polizze credito e cauzioni (il 15%) e coperture inquinamento (12%), addirittura soltanto il 3% si assicura contro le interruzioni di attività.

“La scarsa propensione alla protezione delle aziende da una parte, e la rigidità dell’offerta delle compagnie dall’altra – ha sottolineato Andreani – possono trovare un contemperamento nel broker assicurativo: il quale, grazie alla sua posizione di indipendenza e ‘terzietà’, è in grado di individuare il punto di corretto equilibrio tra esigenze di garanzia e sostenibilità finanziaria”. Uno dei motivi per cui brokers e proprietari di casa si incontreranno nuovamente.

Foto: Con il presidente Assoedilizia Achille Colombo Clerici, il presidente dei brokers Carlo Marietti Andreani, Maria Luisa Cavina, Aldo Minucci, Albano Agabiti, Luigi Amato Molinari

AIBA Con il presidente Assoedilizia Achille Colombo Clerici, il presidente dei brokers Carlo Marietti Andreani, Maria Luisa Cavina, Aldo Minucci,  Albano Agabiti, Luigi Amato Molinari

AIBA2 Con il presidente Assoedilizia Achille Colombo Clerici, il presidente dei brokers Carlo Marietti Andreani, Maria Luisa Cavina, Aldo Minucci,  Albano Agabiti  Luigi Amato Molinari

 

 

 

Rogiti Notarili Prezzo – Consiglio Notarile Milano – Riunione 24 marzo

marzo 27, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association

Tavolo di lavoro Consiglio Notarile di Milano

Accompagnati dal Presidente, il Consiglieri Dott. Luigi Arborio Mella e avv. Cesare Rosselli hanno partecipato il 24 marzo nella sala-biblioteca del Consiglio Notarile di Milano al tavolo di lavoro organizzato dal Presidente dell’Ordine dei Notai di Milano, dottor Arrigo Roveda, con l’obiettivo di analizzare le criticità e le opportunità del nuovo sistema introdotto dalla Legge di Stabilità del 27 dicembre 2013 che prevede il deposito del prezzo delle transazioni immobiliari sul conto corrente bancario, a ciò dedicato dal Notaio rogante.

Infatti, affinché le nuove disposizioni entrino in vigore, è necessario attendere il decreto attuativo, che sarà emanato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di stabilità (1 gennaio 2014).

Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sarà adottato su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia, sentito il parere del Consiglio nazionale del Notariato, che ha così convocato le Associazioni rappresentative del settore.
Oltre ad Assoedilizia, erano presenti esponenti di Aspesi, Assimpredil, Assilea, Aici, Anaci, Fimaa Milano e Fiaip Milano.

E’ nota la posizione di Assoedilizia:

Secondo la Legge 147/2013 (SO 87 alla GU 302) il notaio o altro pubblico ufficiale è tenuto  a  versare  su apposito conto corrente dedicato l’intero prezzo o corrispettivo, ovvero il saldo degli stessi, se determinato in denaro, oltre alle somme  destinate  ad  estinzione delle spese condominiali non  pagate  o  di  altri  oneri  dovuti  in occasione del ricevimento  o  all’autenticazione,  di  contratti  di trasferimento della proprietà o di  trasferimento,  costituzione  od estinzione di altro diritto reale su immobili o aziende.

– Eseguita la registrazione e la pubblicità dell’atto  ai  sensi della  normativa  vigente,  e  verificata  l’assenza  di   formalità pregiudizievoli ulteriori  rispetto  a  quelle  esistenti  alla  data dell’atto  e  da  questo  risultanti,  il  notaio  o  altro  pubblico ufficiale provvede senza indugio a disporre lo svincolo degli importi depositati a titolo di prezzo o corrispettivo.

– Gli  interessi sulle  somme  depositate,  al  netto  delle  spese  di  gestione  del servizio,  sono  finalizzati  a  rifinanziare  i  fondi  di   credito agevolato, riducendo i tassi della provvista dedicata,  destinati  ai finanziamenti alle piccole e medie imprese.

*     *     *

 “Si tratta di una normativa del tutto sconcertante.

Le somme di denaro, costituenti corrispettivi a saldo delle compravendite, si trasferiscono nella disponibilità giuridica del notaio (sia pure con gli ovvi correttivi della impignorabilità e non ereditabilità: ci mancherebbe altro!); con l’obbligo, di trasferimento al legittimo avente diritto, sottoposto ad una condizione potestativa dipendente dalla volontà stessa del notaio soggetta, beninteso, al termine di legge per la registrazione dei rogiti.

Se il notaio non ottempera ovvero incorre in errore, risponde sul piano obbligatorio.

Nella smania di reperire fondi per le diverse esigenze il legislatore si dimentica delle più elementari norme di garanzia verso i cittadini.

Queste disposizioni infatti non offrono certezza alcuna per i cedenti-venditori.

Senza dire della possibilità di malversazioni da parte del notaio, che tuttavia non sono da escludersi, va considerato che il notaio purtroppo non è lo Stato, anche se esercita una funzione pubblica.

Egli è pur sempre un professionista persona fisica, soggetta a tutte le manchevolezze ed i limiti della persona fisica.

Consideriamo i casi di impedimento, per morte, incidente, malattia, incapacità fisica o mentale, scomparsa.

Eredi e sostituti, tutori-curatori (sotto il controllo della magistratura) devono comunque agire per disporre la liberazione delle somme dal conto corrente bancario.

E’assurdo, comunque, ed inammissibile che la legge sostituisca al debitore contrattuale un terzo, persona fisica, il quale diviene il debitore del cedente per quanto attiene al prezzo pattuito.

*     *     *

Se la finalità della normativa è quella di garantire il compratore dal rischio di trascrizione di atti successivamente stipulati, e nel contempo quella di procurare un finanziamento di attività ritenute socialmente utili, lo scopo potrebbe esser meglio raggiunto prevedendo la costituzione di uno speciale conto corrente bancario, intestato al cedente-venditore o sotto la responsabilità della banca (con ogni cautela necessaria: impignorabilità, non ereditabilità etc.) sul quale versare le somme rappresentanti il corrispettivo della vendita, senza disponibilità materiale, da parte del cedente, delle stesse sino a benestare liberatorio del notaio.

Altra via potrebbe essere quella della responsabilizzazione della Banca per quanto attiene al versamento della somma al cedente (la banca incassa direttamente il prezzo e resta impegnata verso il cedente): il tutto, beninteso, sempre soggetto al benestare del notaio.

Ovviamente nulla impedisce di vincolare i relativi interessi alla destinazione ritenuta di pubblico interesse.

Foto: Achille Colombo Clerici

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Turismo. Intervista ad Achille Colombo Clerici – Genius-Online.it

marzo 26, 2014

 

 Intervista ad Achille Colombo Clerici

 

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Achille Colombo Clerici, avvocato,  è nato a Milano nel 1941.  E’ sposato, due figlie. E’ impegnato nella vita associativa ricoprendo, tra altre, le cariche di Presidente di Assoedilizia- Property Owners Association-Associazione della proprietà edilizia,  Presidente della Federazione lombarda della proprietà edilizia, Vicepresidente di Confedilizia, membro del Consiglio Direttivo dell’ Ucid-Unione cristiana imprenditori e dirigenti di Milano, membro del Direttivo nazionale della Federazione della Proprietà Fondiaria; è presidente dell’Istituto Europa Asia e fondatore e membro di giunta della Fondazione Carlo Cattaneo di Lugano, vice presidente della Fondazione culturale Vittorino Colombo, presidente dell’associazione Amici di Milano. Molti gli incarichi ricoperti in precedenza, tra cui quello di  componente del Commissariato del Governo per il Controllo della Regione Lombardia e di consigliere della Diocesi di Milano, della Regione Lombardia e del Comune di Milano.

Di recente si è svolto a Trieste il Vertice intergovernativo Italia-Russia 2013 presieduto dal Presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta, e dal Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

– Trieste è la città che tradizionalmente guarda all’Europa orientale e possiede tutti i titoli per essere “La porta dell’Oriente proiettata nel Mediterraneo”.- Dall’incontro l’Italia trae il beneficio di 28 accordi commerciali e sette intergovernativi.

Al Vertice ha partecipato, tra gli altri,  anche il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Massimo Bray.

D.1) –  Può dirci come si pone Trieste , capoluogo della Regione Friuli Venezia Giulia e Porta dell’Oriente nel Mediterraneo?

R.1) – Trieste, Porta dell’Oriente proiettata sul Mediterraneo mi sembra una definizione quanto mai appropriata.
Storicamente è stata questa la sua funzione. Fin dai secoli scorsi crogiuolo delle popolazioni slave, tedesche, italiane.

In particolare, è stato scritto, le  relazioni tra l’Italia e la Russia vantano una storia plurisecolare, fondata sulla base di una solida amicizia, della reciproca comprensione, della vicinanza spirituale e culturale dei popoli di entrambi i Paesi.

A coronamento di tale amicizia, fu designato il 2011 “Anno della cultura e della lingua italiana in Russia e della cultura e della lingua russa in Italia”.
Decisione resa esecutiva con il Protocollo siglato nel Vertice bilaterale il 3 dicembre 2009 a Roma dal ministro della Cultura russo e il ministro dei Beni e delle attività culturali italiano, per lo svolgimento delle iniziative e il piano degli eventi sulla base del principio di reciprocità.

D.2) – Come qualificato conoscitore del Progetto Milano  EXPO 2015 che benefici potrà trarre TRIESTE – come RADIALE verso l’Oriente? e verso il Mediterraneo?

R.2) –E’ stata siglata un’alleanza tra il Salone europeo dell’innovazione e della ricerca scientifica Trieste Next, che ha scelto il tema del cibo per la sua prima edizione e l’Expo 2015, che ha il suo tema chiave proprio nell’alimentazione, come recita lo slogan “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

L’obiettivo dell’accordo è collegare l’Esposizione universale con il Nordest. L’argomento è stato al centro di un incontro fra il sindaco di Milano e commissario straordinario di Expo 2015, Giuliano Pisapia, e il sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, che hanno «posto le basi per una concreta collaborazione».

Da un punto di vista infrastrutturale, la parte terminale del  Corridoio 5, arteria a rete multimodale, uno dei grandi assi ferroviari ed autostradali che l’Unione Europea si è impegnata a realizzare e che collegherà Lisbona a Kiev  – il tratto finale Trieste-Kiev è lungo 1500 km – risponde adeguatamente ad una delle necessità dell’area russa di occidente; quella cioè di avere un facile accesso al mare Adriatico e quindi al Mediterraneo.

Accesso che nei secoli scorsi l’impero zarista aveva cercato con le armi, oggi, per fortuna, con il Corridoio 5.

D.3) – Come Presidente emerito dell’Istituto Italo cinese e Presidente dell’Istituto Europa Asia ritiene che si possa positivamente sperare un ritorno turistico considerevole?

R.3) – Dei dieci primi mercati turistici 2013 è la Federazione Russa che ha registrato il più forte tasso di crescita. Le spese dei viaggiatori all’estero sono aumentate del 29% rispetto all’anno precedente, proseguendo un vigoroso trend di crescita di questi ultimi anni che ha permesso alla Russia di passare, nella classifica dei più importanti mercati del turismo straniero, dal 12° posto che occupava nel 2000 al 5° posto del 2012 (43 miliardi di dollari).

Per quanto riguarda la Cina, si prevede che nel 2015 muoverà all’estero circa 100 milioni di turisti. E’ pur vero che la maggior parte si dirige nei Paesi vicini (Corea, Singapore, meno il Giappone per i noti attriti tra i due Paesi); ma 30 milioni sono in giro per il resto del mondo. Grazie ad Expo l’Italia dovrebbe intercettarne almeno un milione.

D.4) –  Di recente ha rilasciato una intervista a Radio Vaticana, ci può riferire ?

R.4) – Il tema riguardava l’andamento del turismo nel nostro Paese. E’ in crisi il turismo domestico ( che rappresenta il 60 % del bilancio del settore: un rapporto del 40 %  quello del turismo straniero assolutamente carente, che dovrebbe esser invertito ) e trascina al ribasso l’intero comparto economico.

Ciò e’ dovuto, non solo alla riduzione della liquidità in circolazione presso le famiglie italiane, ma al clima di sfiducia e di scoramento che si e’ generato nell’animo della maggior parte dei nostri connazionali, per il modo con cui la crisi economica si presenta ai loro occhi.
Non spendono neppure coloro che potrebbero farlo.
Registriamo un calo generale complessivo del giro d’affari turistico del 2 % tendente al 3 %  rispetto all’anno scorso.
Questo dato tiene conto di tutte le componenti che concorrono a formare il bilancio economico del turismo.

Ad esempio :
-presenze alberghiere
-presenze nelle case ( in locazione o in proprietà; ospiti presso amici )
-presenze B&B ed agriturismi
-spese in negozi ( alimentari, generi vari)
-spese in bar, ristoranti e locali di intrattenimento.
-spese per trasporti e viaggi, crociere
-spese per uso di impianti sportivi
-acquisto e locazione mezzi e natanti da diporto
-porti, spiagge.
Ecc.

Si riducono le presenze turistiche degli italiani. Secondo nostri dati , che sono indicativi di una tendenza, le presenze nelle citta’ nel mese di agosto sono aumentate del 50 % in cinque anni: ciò significa che, rispetto al 2007, il 15 % in più della popolazione passa l’agosto in città
Tenendo presente il fenomeno della tendenza allo scaglionamento ed alla terziarizzazione delle ferie agostane, significa che le vacanze, più gente  in parte le ha già fatte ed in parte non le fa.