Spending Review, taglio della spesa pubblica, passaggio obbligato e urgentissimo. Suggerimento di Assoedilizia al Premier Matteo Renzi

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Milan Italy

Taglio della spesa pubblica, passaggio obbligato e urgentissimo. Suggerimento di Assoedilizia al Premier Matteo Renzi

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Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

L’economia italiana si trova in una spirale negativa: in piena crisi di fiducia da parte di tutta la popolazione.

Non spende e non investe più nemmeno chi potrebbe farlo.

I consumi e la produzione interni sono in pieno calo: tiene solo la produzione per l’estero che tuttavia rappresenta solo il 25% della nostra economia.
E con solo il 25% della produzione che tira non si va da nessuna parte.

In queste condizioni rispettare i vincoli europei di bilancio diventa proibitivo; perché il gettito ordinario delle imposte va riducendosi e per far quadrare i conti non rimane che aumentare la pressione fiscale; il che produce come conseguenza un ulteriore effetto depressivo-recessivo, riducendo investimenti e spese delle famiglie.

Occorre evitare che il Paese imbocchi la pericolosa strada della deflazione.

Riduzione della domanda, calo dei prezzi, riduzione delle entrate fiscali, spirale economica vegetativa e spauracchio di patrimoniali.

In linguaggio allegorico, occorre un colpo di frusta per i cavalli: una immediata iniezione di fiducia per i consumatori e gli investitori.

Combattere l’evasione fiscale e la corruzione (pur essendo un passaggio necessario ed ineludibile) richiede tempo e non produce quegli effetti immediati dei quali il Paese ha bisogno per riprendere fiducia.

Altre riforme strutturali indispensabili, come quelle della burocrazia, della giustizia, del lavoro richiedono anch’esse tempi più lunghi.
Vanno fatte, ma non hanno l’effetto del colpo di frusta.

Di effetto immediato rimane il taglio deciso  della spesa pubblica (non certo degli investimenti pubblici) a cominciare dagli sprechi e dalle dispersioni delle spese delle pubbliche amministrazioni: per questa ultima voce ce n’è , secondo una stima di Assoedilizia, per circa 35 miliardi all’anno.

In modo tale da pareggiare i conti pubblici, anche in relazione ai vincoli europei, senza dover ricorrere all’aumento della pressione fiscale.

Questo sì genererebbe una immediata ripresa di fiducia da parte di tutti gli italiani ed una inversione di tendenza economica.

– Sulla base di dati riferiti dall’Istituto Europa Asia relativamente al 2013, le entrate generali pubbliche sono pari al 47,5%  del Pil, mentre la spesa complessiva pubblica è pari al 50,6%.

– In Germania il 45,1% contro il 45%

Suggerimento, dunque, per ricreare fiducia e rilanciare i consumi e gli investimenti degli italiani: affamare la bestia della spesa pubblica, e dare in tal modo il colpo di frusta ai cavalli dell’economia.”

Colombo Clerici intervento

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