Piano Casa Governo Renzi, giudizio di Assoedilizia – Pubblicato su Giorno, Resto del Carlino, Nazione QN del 15 marzo 2014

IL PIANO CASA NON BASTA

Le misure strutturali a sostegno dell’investimento immobiliare adottate dal governo Renzi  sono insufficienti se si vogliono risultati concreti e relativamente rapidi.
Riassumiamo per comodità le cifre contenute nel Piano Casa:

STANZIAMENTI PER L’AFFITTO (686 milioni di euro)

Inquilini  (537,6 milioni)

  §  Fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione = 100 milioni
  §  Fondo per gli inquilini “morosi incolpevoli” = 241,4 milioni
  §  Fondo per la concessione di mutui per l’acquisto di alloggi ex Iacp = 132,6 milioni
  §  Detrazione Irpef per inquilini housing sociale = 63,6 milioni

 Proprietari (148 milioni)

  §  Riduzione al 10% cedolare per immobili locati con contratti agevolati = 135,2 milioni
  §  Estensione cedolare per locazioni con inquilini cooperative e enti non profit = 12,8 milioni

STANZIAMENTI PER NUOVE COSTRUZIONI O RIATTAMENTO IMMOBILI (1.041 milioni di euro)

  §  Piano di recupero immobili di edilizia residenziale pubblica = 567,9 milioni
  §  Creazione servizi complementari ad alloggi sociali nonché di quote di alloggi sociali = 300 milioni
  §  Agevolazioni fiscali per costruzione o ristrutturazione straordinaria su alloggi sociali = 173,4 milioni (Fonte Confedilizia)

Da un lato vanno salutati con favore gli stanziamenti per gli interventi di edilizia residenziale pubblica, che presentano la duplice valenza di incrementare nell’immediato l’attività produttiva edilizia e di approntare in prospettiva una disponibilità di alloggi per soddisfare il fabbisogno abitativo dei meno abbienti.

D’altro lato, l’alleggerimento della pressione fiscale sui contratti di locazione agevolati (cedolare secca al 10% ) è un provvedimento che riguarda una nicchia del settore: non certo in grado di rilanciare gli investimenti negli immobili a reddito. Anzi preoccupa che si stia, da parte di qualcuno, parallelamente pensando di innalzare l’aliquota della cedolare per i contratti liberi al 23% .

Finché non si uscirà dall’equivoco di ritenere la via dei contratti agevolati, come la via maestra per il rilancio delle locazioni, il problema dell’investimento immobiliare e conseguentemente del mercato, non sarà adeguatamente affrontato.

Ci rendiamo conto che la misura della riduzione dell’aliquota della cedolare secca, introdotta dal Governo, riguarda solo alcuni tipi di contratti agevolati, cioè  solo quelli delle persone fisiche? Come dire, una parte di una minoranza. E stiamo parlando solo delle locazioni abitative… Rimangono, in altri termini, escluse dalla “attenzione” del Governo i contratti di locazione abitativa liberi da chiunque stipulati, quelli agevolati stipulati dalle persone giuridiche e tutti quelli ad uso commerciale, professionale, produttivo: per i quali permane un regime fiscale “proibitivo .”

LINK: 

http://www.ecostampa.net/servizi/imm2pdf/Image.aspx?imgatt=2HXW8P&imganno=2014&isjpeg=S&tiffout=S&imgkey=B1SDEQ3Y0YIXX&video=&small=&idart=&pr2k=&rsdoc=&navimg=1&ricercaparola=&ref=www.ecostampa.net

foto presidente 103

 

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