Giancarlo Mazzuca – “Compagno Mussolini” Ed. Rubettino, Libro – Coautore Farrel – Presentazione Vittorio Sgarbi, Palazzo Cusani Milano

Istituto Europa Asia
Europe Asia Institute

Il libro di Mazzuca e Farrel presentato a Milano a Palazzo Cusani 

“IL COMPAGNO MUSSOLINI”, CAPIRE UN UOMO E UN PERIODO STORICO

 Benito Sicchiero

Benito, perché? Questo nome straniero (è la traduzione spagnola dell’italiano Benedetto) venne dato da un sanguigno fabbro romagnolo, Alessandro Mussolini, al figlio neonato in omaggio a Benito Juarez, eroe dell’indipendenza messicana.

Il futuro duce crebbe quindi a pane e socialismo e socialista si ritenne per sempre anche se non più internazionalista ma nazionalista (il nazional-socialismo venne copiato poi da un ben più sinistro personaggio).

Lo scrivono Giancarlo Mazzuca, direttore de “Il Giorno”, e il giornalista anglo-romagnolo Nicholas Farrell nel libro “Il compagno Mussolini” (Rubettino Editore, 350 pagine, 19 euro) presentato a Palazzo Cusani,  Milano, sede del Circolo Unificato di Presidio dell’Esercito.  

Oltre agli autori e ai numerosi invitati c’erano il critico Vittorio Sgarbi e il moderatore Ruben Razzante, docente di Diritto dell’informazione nell’Università Cattolica di Milano.

Gli onori di casa sono stati fatti dal Comandante del CME Lombardia Gen. B. Antonio Pennino.

Il libro, che è anche una sorta di guida alla mostra sul “Giovane Mussolini”, ospitata fino al 31 maggio a Predappio, si sofferma parecchio sul bambino e sull’uomo, ricco di aneddoti poco noti anche nei suoi più intimi rapporti, quelli con le donne.

Dallo stupro commesso da giovane alle muse ispiratrici – Angelica Balabanoff e Margherita Sarfatti – entrambe ebree, infinitamente al di sopra della schiera di adoratrici alle quali il duce riservava pochi minuti nelle alcove di Palazzo Venezia.

Ma di ben maggiore interesse per chi, a distanza di quasi un secolo, vuole capire senza tesi precostituite, è la possibilità di ragionare sull’uomo e sul ventennio.

Se la raffinatezza politica di Mussolini – ispirata da pensatori quali Sorel, Pareto, Nietzsche – giganteggia rispetto a quelli considerati suoi emuli da una superficiale storiografia, Craxi e Berlusconi per citare, nel corso del dibattito si è tentato, talvolta con eccessiva audacia, di fare raffronti tra quel periodo e il ventennio di Berlusconi, tra l’incarico del Re a Mussolini e quello di Napolitano a Renzi.

Resta il fatto che Mussolini fece cose importanti, valide ancor oggi.

Dall’urbanistica alla cultura, al sociale ai Patti Lateranensi,  alle imprese aviatorie che riscossero l’ammirazione del mondo: tra l’altro, evitò al Paese le conseguenze più gravi della crisi americana del ’29 che in Germania portò all’avvento del nazismo.

E’ peraltro vero che, in un crescendo fino al disastroso finale del secondo conflitto mondiale che azzerò quasi tutto il positivo, Mussolini trovò nelle guerre (Spagna ed Etiopia) uno sfogo ai problemi interni: ma, la storia insegna, le crisi del capitalismo vedono nei conflitti la soluzione più semplice.

Non è forse vero che, secondo gli storici, in duecento anni la madre delle democrazie, l’America, ha avuto solo pochi anni di pace?

Sta emergendo, inoltre, il vero rapporto con gli ebrei che vide il fascismo tutt’altro che ostile fino alle leggi razziali: la prima riunione dei fasci di combattimento avvenne nella sede degli industriali di Milano allora presieduta da un ebreo.

L’errore più grave di Mussolini fu di non avere creato una ideologia e la conseguente classe dirigente.

Il grande merito del “Compagno Mussolini” è quindi di dire cose nuove, e rigorosamente storiche, su un uomo e su un’epoca.

Foto: Achille Colombo Clerici con
 – Giancarlo Mazzuca
– Vittorio Sgarbi
– Michele Saponara e Alberto Di Luca
– Antonio Pennino
– Patrizia Signorini

Colombo Clerici con Giancarlo Mazzuca

Colombo Clerici con Vittorio Sgarbi 3

Colombo Clerici con Michele Saponara e Alberto Di Luca

Colombo Clerici con Antonio Pennino

Colombo Clerici con Patrizia Signorini

 

 

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