Corpo Consolare Milano Lombardia – Incontro Squinzi Patuelli – Palazzo Cusani 27 marzo 2014

ASSOEDILIZIA
Property Owners’ Association
e
ISTITUTO EUROPA ASIA
EUROPE ASIA INSTITUTE

 

Davanti ai Consoli di Milano i richiami di Squinzi (Confindustria) e Patuelli (Abi)

 ITALIA PIENAMENTE EUROPEA  RIDUCENDO DEBITO PUBBLICO, EVASIONE FISCALE E RIFORMANDO BUROCRAZIA

 Colombo Clerici: Sostegno al mercato immobiliare per avviare la ripresa e fondamentale la spending review

 Redazione

Quella che – speriamo! – sta volgendo al termine non è la crisi del capitalismo, ma nel capitalismo. Perciò, se vogliamo la ripresa, dobbiamo correggere i nostri strutturali difetti e non limitarci ad abbaiare all’Europa, all’euro, ai mercati come fossero i soli responsabili della nostra non felice situazione.

Anche se – va sottolineato con vigore – come non c’è un fosso se non ci sono due rive, l’egoismo e l’ottusità dei tecnocrati e dei neoliberisti ha innalzato una ben alta sponda.

Se ne è parlato all’incontro “Dall’Italia al mondo. Un approccio comune per uscire dalla crisi” organizzato dal Corpo Consolare di Milano – il secondo al mondo sul filo di lana con New York – a Palazzo Cusani di Milano.

Saluti istituzionali del Gen. B. Antonio Pennino, Comandante militare Esercito Lombardia; di Emilio Fernandez-Castagno, Console generale del Regno di Spagna e Decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia; di Giuseppe Priolo, Prefetto vicario di Milano; di Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano.

Interventi di due alti esponenti dell’economia e della finanza: Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria e Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana.

Moderava l’incontro Giancarlo Mazzuca, direttore de Il Giorno (a raccoglierli tutti è stata l’infaticabile Patrizia Signorini, Console generale onorario della Repubblica di Lettonia e vice decano del Corpo Consolare).

Non nuovi, ma sempre interessanti e autorevoli i richiami dei relatori: priorità del pagamento alle imprese dei debiti della pubblica amministrazione (finora solo 20 miliardi su 100); nella giusta direzione il decreto legge sulla flessibilità d’ingresso al lavoro; bene la spending review, ma attenti a tagliare troppo, come l’Ice, che aiuta il 75% delle nostre imprese all’estero; ridurre fortemente le tre grandi anomalie italiane, il debito pubblico, l’evasione fiscale, la burocrazia (“Nel tempo, 8 anni, che ho impiegato ad ampliare il mio stabilimento di  Mediglia ne ho costruiti altri 12 all’estero” Squinzi).

E soprattutto c’è bisogno di un ragionato ottimismo.

Basta attese di stangate, di risorse sotto il materasso per paura, la nostra economia è totalmente integrata con l’Europa, occorrono volontà e responsabilità etica.

Secondo il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici “I reiterati richiami da parte di Patuelli e Squinzi all’esigenza di rilanciare l’’edilizia, che è il motore più diretto ed immediato per il traino dell’economia, devono indurci a riflettere sul fatto che non è sufficiente potenziare l’edilizia pubblica e gli appalti pubblici, trascurando il sostegno al mercato immobiliare, per invertire la tendenza.

Giorgio Squinzi ha citato, come indicatore della profonda crisi del settore, il calo della produzione del cemento da 47 milioni di tonnellate annue agli attuali 20 milioni: con la previsione di un’ulteriore riduzione del 9% .

Vorrei aggiungere che, secondo i dati internazionali in possesso dell’Istituto Europa Asia, in Italia si è avuta, negli ultimi 5 anni, una contrazione degli investimenti fissi (rispetto al dato tendenziale registratosi fino al 2007) che ci ha portati a ben 60 miliardi annui in meno, dei quali 55 per il settore privato e solo 5 per il settore pubblico.

Tale contrazione ha interessato per lo 0,6% del PIL il settore delle costruzioni e del real estate e del 0,5% il settore produttivo industriale.
E questo ulteriormente testimonia della fondatezza della analisi fatta sia da Squinzi, sia da Patuelli.

Il sostegno del mercato è dunque la condizione imprescindibile per rilanciare gli investimenti fissi nel campo edilizio; e la riduzione del carico fiscale sugli investimenti a reddito dei risparmi privati e’ il passaggio obbligato.

Soprattutto considerando che nel nostro Paese ci troviamo in condizioni di totale assenza di investimenti pilotati “strategici” a sostegno del mercato immobiliare: le uniche situazioni protette sono episodiche e di nicchia essendo legate alla gestione dei fondi immobiliari e delle Sgr.

Occorre, dunque, oltre che una moratoria reale anche una moratoria psicologica, come tra l’altro evidenziato da Patuelli; ma nei confronti del risparmio diffuso e non solo di quello amministrato.

La riforma catastale in atto, tuttavia, pur senza produrre attualmente effettivi introiti fiscali, non sapendosi dove ci condurrà, tiene costantemente sotto pressione psicologica negativa i risparmiatori che hanno investito o intendono investire nel mattone.
E’ veramente un bell’affare.

Patuelli ha parlato, più in generale, di masochismo italiano; io parlerei di dabbenaggine e di sciocco e populistico conformismo.”

Allegato: 

DATI – Istituto Europa Asia 

Calo 2012. (percentuali di PIL.) di investimenti fissi nei diversi settori:
Costruzioni e Real Estate -0,6 %
Produzione industriale -0,5                  
Servizi Locali. -0,5 %  
Trasporti.       -0,4 %
Utilities.         -0,3 %
professioni,  finanza,  servizi privati. -0,3 %
salute, educazione, pubblica amministrazione, difesa     -0,2 %
risorse primarie -0,2 %

 Foto: Achille Colombo Clerici con
– Antonio Patuelli
– Giorgio Squinzi
– Benito Benedini
– Rosario Alessandrello
– Giancarlo Mazzuca e Pietro Martello

 

Achille Colombo Clerici con Antonio Patuelli

Achille Colombo Clerici con Giorgio Squinzi

Achille Colombo Clerici con Benito Benedini

Achille Colombo Clerici con Rosario Alessandrello

Colombo Clerici con Giancarlo Mazzuca e Pietro Martello

 

 

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