Archivio per marzo 2014

Corpo Consolare Milano Lombardia – INCONTRO SQUINZI E PATUELLI “Dall’Italia al Mondo. Un approccio comune per uscire dalla crisi”

marzo 26, 2014

ASSOEDILIZIA Property Owners’ Association Milan Italy
e
ISTITUTO EUROPA ASIA       EUROPE ASIA INSTITUTE

  

MILANO. IL CORPO CONSOLARE INCONTRA SQUINZI E PATUELLI

Il Corpo Consolare di Milano e della Lombardia ha organizzato,  con il sostanziale apporto di Patrizia Signorini console onorario in Milano della Lettonia, l’incontro “Dall’Italia al Mondo. Un approccio comune per uscire dalla crisi”.

Ospiti d’onore Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria e Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana.

Invitato il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

I saluti istituzionali vengono porti dal Gen. B. Antonio Pennino, Comandante Militare Esercito Lombardia; Emilio Fernandez-Castano, Console Generale del Regno di Spagna e Decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia; Francesco Paolo Tronca, Prefetto di Milano.

Modera l’incontro Giancarlo Mazzuca, Direttore de Il Giorno.

Foto: Achille Colombo Clerici con

– Giancarlo Mazzuca
– Patrizia Signorini
– Antonio Pennino

Colombo Clerici con Giancarlo Mazzuca

Colombo Clerici con Patrizia Signorini

Colombo Clerici con Antonio Pennino

 

“Politica abitativa Italia e Milano” Sunia Tavola Rotonda – Interrogazione Sen. Franco Mirabelli: Sindaco Pisapia Commissario per assegnare gli alloggi pubblici sfitti

marzo 25, 2014

ASSOEDILIZIA
Property Owners’ Association

Sunia, a confronto rappresentanti degli inquilini, delle istituzioni e dei proprietari

SETTORE ABITATIVO; LA TENSIONE AUMENTA, LA POLITICA ARRANCA

Interrogazione al Senato del Sen. Franco Mirabelli per la richiesta che il Sidaco di Milano Pisapia sia nominato Commissario per assegnare gli alloggi pubblici sfitti.

Benito Sicchiero

Certo, la problematica nasce dal fatto che a fronte di 600.000 alloggi liberi, di cui decine di migliaia di edilizia residenziale pubblica, ci sono – dati 2013 – molte più domande di assegnazione, nelle varie graduatorie comunali, rispetto alle abitazioni disponibili (molte unità di ERP risultano sfitte) e 68.000 sentenze di sfratto che colpiscono anche soggetti che non riescono a pagare l’affitto: ma, parlando di case quali componenti dei nuclei urbani, a medio-lungo termine bisogna evitare che si creino, nello stesso agglomerato, due città, quella dei ricchi e quella dei poveri.

Come avviene nel secondo e terzo mondo. Se ne è parlato, con specifico riferimento alla situazione di Milano città leader in campo nazionale,  alla tavola rotonda organizzata dal Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari).  

Esponenti delle istituzioni e delle parti sociali coinvolte si sono confrontati sul tema “Un patto per l’affitto sostenibile”, indicando possibili soluzioni.

Sono intervenuti Achille Colombo Clerici (presidente di Assoedilizia), don Virginio Colmegna (Casa della Carità), Daniela Benelli (Assessore alla Casa del Comune di Milano), Onorio Rosati (gruppo Pd Regione Lombardia), Franco Mirabelli (senatore gruppo Pd),  Enrico Galbiati (dirigente di Aler Milano), Gianni Dapri (gruppo ricerca del Politecnico di Milano), Graziano Gorla (segretario generale della Cgil Milano) e Stefano Chiappelli (segretario generale del Sunia Milano).

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a Daniele Barbieri, segretario generale nazionale del Sunia, mentre i lavori sono stati coordinati da Roberto Maggioni, giornalista di Radio Popolare.

Inquilini, amministratori locali, proprietari, tutti insomma hanno denunciato l’assenza pluridecennale di una politica della casa, finita molto tempo fa con gli ultimi stanziamenti Gescal per costruire alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Niente nuove “case popolari” quindi  (il social housing, formula più trendy, è una goccia nel mare delle necessità).

Esemplare la vicenda del fondo sociale affitti: partito con il governo Prodi con l’equivalente, in lire,  di 250 milioni di euro è praticamente sparito e torna oggi alla luce con 50 milioni per il 2014 e 50 milioni per il 2015.

E se in totale il Piano Casa stanzia un miliardo e 741 milioni di euro, bisogna aspettare il 2020 per spenderli tutti.

Nel frattempo tocca al privato rispondere alla domanda sempre più presante di chi, a causa della crisi e del taglio dei mutui, la casa non la può comprare e deve comunque procurarsi un tetto sulla testa.

Il governo Renzi ha avuto il merito di trattare la questione già affrontata dal predecessore Letta.

Ma il problema abitativo in Italia si e’ trasformato nella commedia o, meglio, nella tragedia degli equivoci.

Vedi l’alta tassazione cui è sottoposta la casa e i rari casi di intervento a riduzione (la cedolare secca dal 15 al 10% riguarda i rapporti i locatori-inquilini persone fisiche e non i contratti in cui anche solo una parte è persona giuridica).

Altra realtà poco nota: le abitazioni in locazione sono considerate fiscalmente alla stregua di seconde case tipo ville al mare e in montagna.

Ma c’è di più che testimonia l’impreparazione al problema: non si riesce neppure a sapere quanti sono gli alloggi popolari in Italia.

Bisogna dire che Milano è una delle città più attive nell’impegno per la soluzione del problema abitativo. Va registrata a tal proposito la richiesta, formulata con interrogazione al Senato dal sen. Franco Mirabelli, di nomina a Commissario straordinario, per l’ assegnazione degli alloggi pubblici sfitti, del sindaco Giuliano Pisapia.

Ma se non si procede con la detassazione che avvii la ripresa degli investimenti in edilizia, se non si evitano provvedimenti demagogici e controproducenti, se non si imbriglia la riforma del Catasto che spaventa i potenziali investitori negli immobili; se si continuano a confondere i differenti campi – canale sovvenzionato (Aler), l’agevolato-convenzionato (cooperative – imprese), ed il canale libero (investimenti privati liberamente gestiti) ciascuno di questi canali con la sua logica, le sue finalità e le sue funzioni – gli interventi sulla casa continueranno ad essere insufficienti e contraddittori.

foto:
– Franco Mirabelli, Achille Colombo Clerici, Onorio Rosati, Don Virginio Colmegna
– Tavola Rotonda 

Franco Mirabelli, Achille Colombo Clerici, Onorio Rosati, Don Virginio Colmegna

Politica abitativa  Italia e Milano Sunia Tavola Rotonda

 

Commissione Europea, Confindustria “Un nuovo bilancio Ue per il rinascimento industriale europeo”- Antonio Tajani Milano – Istituto Europa Asia informa

marzo 24, 2014

ASSOEDILIZIA
Property Owners’ Association

e

ISTITUTO EUROPA ASIA
Europe Asia Institute

 

Informa

 Tajani e Squinzi a Milano con i Ministri Guidi e Lanzetta e i presidenti di Lombardia, Campania, Sicilia, Toscana e Puglia

“Un nuovo bilancio Ue per il rinascimento industriale europeo”

150 miliardi da fondi regionali Ue, Orizzonte 2020, e Cosme per la reindustrializzazione

Domani martedì  25 marzo, il Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l’Industria e l’Imprenditoria, Antonio Tajani, aprirà i lavori del convegno “Un nuovo bilancio per il Rinascimento industriale europeo” promosso dalla Commissione europea in collaborazione con Confindustria.

All’apertura interverranno anche il Ministro delle Coesione Territoriale, Carmela Maria Lanzetta, e il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

I lavori proseguiranno con due panel dedicati all’utilizzo del nuovo bilancio Ue 2014-2020 e all’accesso al credito.

Parteciperanno i Presidenti delle Regioni Lombardia, Toscana, Sicilia, Puglia, e Campania, l’assessore alla formazione, ricerca e lavoro dell’Emilia Romagna, oltre ai rappresentanti del mondo imprenditoriale, finanziario e universitario.

Chiuderà i lavori, il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi.

Tra gli imprenditori invitati, il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Al centro del dibattito, l’attuazione da parte di governi e regioni della strategia europea per passare dal 15 al 20% di PIL legato al manifatturiero, con un maggiore utilizzo dei fondi Ue per attirare investimenti per la competitività industriale e accesso al credito e, per migliorare l’accesso ai mercati e il contesto in cui operano le imprese.

Programma dei lavori

Saluti introduttivi: Antonio Tajani, Vice Presidente Commissione Europea; Carmela Maria Lanzetta, Ministro per gli Affari Regionali; Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria.  

Panel I: fondi Ue per attirare investimenti industriali: Roberto Maroni, Presidente regione Lombardia; Enrico Rossi, Presidente regione Toscana; Rosario Crocetta, Presidente regione Sicilia; Nichi Vendola, Presidente regione Puglia; Stefano Caldoro, Presidente regione Campania; Luisa Todini, Presidente Todini Finanziaria e consigliere Salini Costruttori; Pasquale Natuzzi, presidente e AD del Gruppo Natuzzi

Panel II: fondi Ue per accesso al credito e venture capital: Alberto Baban, Presidente Piccola Industria, Confindustria; Antonio Gozzi, Presidente di Federacciai; Patrizio Bianchi, Assessore scuola, formazione, università e ricerca, lavoro, Emilia Romagna; Pier Luigi Gilbert, AD, Fondo Europeo degli Investimenti; Alessandro Cataldo, responsabile Corporate Banking in Italia, Unicredit; Nicola Trevisan, AD di Venetonanotech; Marco Cantamessa, Presidente di I3P, Incubatore di Imprese Innovative, Politecnico di Torino.

Modera: Roberto Napoletano, Direttore del Sole24ore

Conclusioni: Federica Guidi, Ministro dello Sviluppo Economico

Foto : Achille Colombo Clerici con il Governatore Roberto Maroni

 Maroni1

JUS – Università Cattolica Sacro Cuore Milano – Convegno “La persona e il diritto. Dialoghi tra discipline e ordinamenti.” Milano – Comitato Scientifico Internazionale – Istituto Europa Asia informa

marzo 24, 2014

Istituto Europa Asia
Europe Asia Institute

  

Convegno “La persona e il diritto. Dialoghi tra discipline e ordinamenti.” Milano

Insediamento del Comitato Scientifico Internazionale di JUS

Mercoledi 9 aprile 2014 Aula Pio XI ore 10 Largo Gemelli. Milano

Intervengono:

– Franco Anelli Rettore Unicatt
– Gabrio Forte, Preside Giurisprudenza
– Ombretta Fumagalli Carulli Direttore IUS
– Giorgio Pastori Presidente Comitato Scientifico JUS

Ed i Professori:
– Vittorio Colesanti
– Joseph Dimento
– Gabor Hamza
– Giovanni Negri
– Giuseppe Benedetto Portale
– John Vervaele

LA NUOVA STAGIONE DI JUS

Mercoledì 9 aprile 2014 dalle ore 10 alle 13 in Aula Pio XI della Sede di Milano avrà luogo l’insediamento del Comitato Scientifico Internazionale di JUS.

La storica Rivista della Facoltà di Giurisprudenza nasce nel 1940.
Fr. Agostino Gemelli ne è sin dall’inizio Direttore Responsabile.
Nel primo numero una breve Premessa precisa che, come l’Università Cattolica si propone di contribuire alla costruzione di “una sintesi del sapere alla luce del pensiero cristiano”, così JUS “nello studio delle dottrine generali del diritto e di quei problemi più generali che si hanno nei singoli rami di esso” deve cogliere “l’unità essenziale del fenomeno giuridico e del suo svolgimento”, mettendone così in luce “il valore spirituale”. 

Quest’osservazione, se si considerano i molti saggi che saranno via via pubblicati anche di Autori non rappresentativi della cultura cattolica, non significa per nulla confessionalismo, ma apporto della scienza d’ispirazione cristiana all’unità del diritto. La Rivista si caratterizzare per saggistica di assoluta eccellenza. 

Dal 2013 la Rivista si rinnova. L’attuale frangente è caratterizzato dall’idea che la società, ormai liquida, tende a rifiutare le regole. In risposta, in sintonia con gli obiettivi fondativi,  JUS ribadisce che la società senza regole si annienta, crollando rovinosamente sui più deboli. 

La nuova stagione si apre con una forte spinta verso l’internazionalizzazione ed un rafforzamento dei Comitati coadiuvanti la Direzione. Per la prima volta è infatti costituito un Comitato scientifico internazionale di nove membri, del quale fanno parte, insieme ad alcuni Maestri dell’Ateneo, autorevoli docenti stranieri. Al Comitato di direzione, composto da tredici professori ordinari della Facoltà di Giurisprudenza, ognuno rappresentativo di un settore disciplinare, è aggiunto un Comitato di redazione, composto da undici tra docenti e ricercatori di più giovane generazione. Nell’attività di referee sono coinvolti 65 giuristi, italiani e stranieri, scelti tra i migliori di ogni disciplina.
Tra loro due revisori, sorteggiati dalla Direzione, valutano scientificamente ed in forma anonima (“doppiamente cieca”) lo studio da pubblicare.  Intorno ad JUS, insomma, si riunisce un’ampia comunità scientifica, che continua a garantire l’eccellenza della saggistica ospitata, caratterizzante la Rivista sin dalla sua fondazione.

Foto: Achille Colombo Clerici con Ombretta Fumagalli Carulli

Achille Colombo Clerici con Ombretta Fumagalli Carulli 

Sunia Convegno Milano, Camera del Lavoro. – Intervento del Presidente Assoedilizia Colombo Clerici – Moratoria psicologica e reale sul piano della fiscalità immobiliare 2014 marzo

marzo 24, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici :

“Se vogliamo che riprendano gli investimenti nel settore delle costruzioni e del real estate e che il mercato abbia ad imboccare un trend che segni una inversione di tendenza, rispetto all’attuale china discendente, occorre una moratoria psicologica e reale sul piano della fiscalità immobiliare; soprattutto con misure di incentivazione fiscale della locazione tout court, abitativa e non.

E’ questa la condizione per la ripresa di fiducia da parte di consumatori, operatori, investitori del settore.”

Da lunghissimi anni, infatti, l’assenza in Italia di un vero progetto di politica abitativa che ha generato scelte (chiusura del finanziamento di ERP e progressiva stretta fiscale sulla locazione privata) esattamente all’opposto di quelle necessarie, ha provocato due profondi squilibri: il primo tra fabbisogno ed offerta di flessibilità abitativa, cioè di alloggi utilizzati in regime non di proprietà; ed il secondo  tra immobili in regime di soggezione ed Immobili in regime di esenzione fiscale.

In altri termini, sul punto specifico della nostra osservazione, l’assenza di investimenti adeguati di edilizia residenziale pubblica ed gli inasprimenti fiscali verso la locazione privata hanno causato una rarefazione dell’offerta complessiva di abitazioni in regime di flessibilità, che alla fin fine sono quelli che contribuiscono al gettito fiscale, insieme agli immobili commerciali ; affievolendo entrambi i canali di offerta abitativa (quello libero, nelle due forme presenti, e quello “popolare”) ed isterilendo nel contempo i flussi di gettito tributario.”

Foto: ‎Achille Colombo Clerici con Franco Mirabelli e Marilisa D’Amico.

Achille Colombo Clerici con Franco Mirabelli e Marilisa D’Amico

Spending Review – Il GIORNO, QN, Resto del Carlino, La Nazione – Attrattività – Casa Città Società Rubrica di ASSOEDILIZIA Achille Colombo Clerici – Pubblicato il 22 marzo 2014

marzo 24, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Milan Italy

COLPO DI FRUSTA PER SVOLTARE

Taglio draconiano della spesa pubblica, passaggio obbligato e urgentissimo.

Al di là delle misure adottate settimana scorsa dal Governo Renzi, che potrebbero significare un primo passo introduttivo di una linea tendenziale di politica economica per la casa ed il mercato immobiliare, gli italiani si preoccupano sempre più che, non riducendosi le spese pubbliche, le tasse abbiano ad aumentare.

L’economia italiana si trova in una spirale negativa: in piena crisi di fiducia da parte di tutta la popolazione.

Non spende e non investe più nemmeno chi potrebbe farlo.

I consumi e la produzione interni sono in pieno calo: tiene solo la produzione per l’estero, neppure così assistita dal corrente rapporto di cambio euro/dollaro; che tuttavia rappresenta solo il 25% della nostra economia.

E con solo il 25% della produzione che tira non si va da nessuna parte.

In queste condizioni rispettare i vincoli europei di bilancio diventa proibitivo; perché il gettito ordinario delle imposte va riducendosi e per far quadrare i conti non rimane che aumentare la pressione fiscale; il che produce come conseguenza un ulteriore effetto depressivo-recessivo, riducendo investimenti e spese delle famiglie.

Occorre evitare che il Paese imbocchi la pericolosa strada della deflazione.

Riduzione della domanda, calo dei prezzi, riduzione delle entrate fiscali, spirale economica vegetativa e spauracchio di patrimoniali.

In linguaggio allegorico, occorre un colpo di frusta per i cavalli: una immediata iniezione di fiducia per i consumatori e gli investitori.

Combattere l’evasione fiscale e la corruzione (pur essendo un passaggio necessario ed ineludibile) richiede tempo e non produce quegli effetti immediati dei quali il Paese ha bisogno per riprendere fiducia.

Altre riforme strutturali indispensabili, come quelle della burocrazia, della giustizia, del lavoro richiedono anch’esse tempi più lunghi.
Vanno fatte, ma non hanno l’effetto del colpo di frusta.

Di effetto immediato rimane il taglio draconiano  della spesa pubblica (ovviamente non degli investimenti pubblici) a cominciare dagli sprechi e dalle dispersioni delle spese delle pubbliche amministrazioni: per questa ultima voce ce n’è , secondo una stima di Assoedilizia, per circa 35 miliardi all’anno.

In modo tale da pareggiare i conti pubblici, anche in relazione ai vincoli europei, senza dover ricorrere all’aumento della pressione fiscale.

Questo sì genererebbe una immediata ripresa di fiducia da parte di tutti gli italiani ed una inversione di tendenza economica.

– Sulla base di dati diffusi dall’Istituto Europa Asia per il 2013, le entrate generali pubbliche sono pari al 47,5%  del Pil, mentre la spesa complessiva pubblica è pari al 50,6% .

– In Germania il 45,1% contro il 45%

Suggerimento, dunque, per ricreare fiducia e rilanciare i consumi e gli investimenti degli italiani : affamare la bestia della spesa pubblica.”

http://www.ecostampa.net/servizi/imm2pdf/Image.aspx?imgatt=2IH3MM&imganno=2014&isjpeg=S&tiffout=S&imgkey=B1SDSC3Y0YIXX&video=&small=&idart=&pr2k=&rsdoc=0&navimg=1&ricercaparola=ASSOEDILIZIA%20%22ACHILLE%20LINEO%20COLOMBO%20CLERICI%22&ref=www.ecostampa.net

foto presidente 114

 

 

Roberto Maroni – “Dillo alla Lombardia” Stati Generali della Regione Lombardia nel Palazzo regionale – Assessore alla Casa Paola Bulbarelli – Sintesi delle considerazioni di Assoedilizia

marzo 24, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association

Sintesi delle considerazioni del Presidente Achille Colombo Clerici.

Politica della abitazione in Italia? Come possiamo definirla? Leggera, debole, irresponsabile o semplicemente assente?

Oggi riscontriamo un profondo squilibrio tra fabbisogno ed offerta di flessibilità abitativa: in altri termini di alloggi utilizzati in regime non di proprietà.

Da lunghissimi anni, infatti, l’assenza in Italia di un vero progetto di politica abitativa che ha generato scelte esattamente all’opposto di quelle necessarie, ha provocato due profondi squilibri: il primo tra fabbisogno ed offerta di flessibilità abitativa, cioè di alloggi utilizzati in regime non di proprietà; ed il secondo  tra immobili in regime di soggezione ed Immobili in regime di esenzione fiscale.

In altri termini, sul punto specifico della nostra osservazione, l’assenza di investimenti adeguati di edilizia residenziale pubblica ed i disincentivi fiscali alla locazione privata hanno causato una rarefazione dell’offerta complessiva di abitazioni in regime di flessibilità.

 *     *     *

Sul versante privato, per affrontare compiutamente il problema abitativo, anche a livello locale, poiché la soluzione si pone prevalentemente sul piano economico generale, non si può prescindere dal riferimento alla normativa fiscale nazionale, che risulta determinante, e d’altro lato non si possono trascurare alcune dinamiche  economiche.

Da alcuni osservatori nel nostro Paese si è continuato a dire che, sulla base degli indicatori internazionali (Eurostat, Ocse)  il gettito del settore immobiliare in Italia è inferiore alla media.

E’ una indicazione erronea e sommaria. Ma soprattutto in tutti i rilievi internazionali  non si evidenzia mai il livello di imposizione, di incidenza fiscale sugli immobili, ma si indica solo il rapporto tra gettito del settore e Pil.

Da qui l’equivoco sulla pressione fiscale: non si ragiona mai su quanto e come le varie categorie di contribuenti concorrano a formare quel gettito e su quale sia il grado di carico fiscale gravante su chi paga.

Si genera così una distorsione nell`osservazione del fenomeno, che si ripercuote poi sulla normativa. 

E infatti.
I vari Governi non si sono mai preoccupati di andare a vedere il perché di questa situazione.

Non si sono mai preoccupati di capire che con una pressione fiscale altissima sugli immobili locati,in tanti anni, la maggiorparte delle case italiane è passata dal regime della imposizione fiscale (immobili a reddito, alias locazione) a quello di una sostanziale esenzione (immobili occupati in regime di proprietà).

Il dato è sotto gli occhi di tutti: in Italia la locazione abitativa è ad un livello notevolmente inferiore rispetto alla media europea (contro una media europea del 40%, l’Italia è al 18%; più o meno come la Turchia o l’Irlanda. Non che il raffronto sia in sé disdicevole, ma si tratta di economie e di società notevolmente meno dinamiche delle nostre).

In Italia, dunque,  le imposte sulla casa, che son poi quelle che finanziano i servizi comunali, son pagate di fatto dalla metà degli immobili presenti nel nostro Paese.

Da noi le politiche governative hanno fatto esattamente l’opposto di ciò che sarebbe stato necessario fare.

Invece di incentivare l’investimento del risparmio negli immobili a reddito, per ottenerne un maggior gettito fiscale, si è aggravato aggrava pesantemente e progressivamente il carico  fiscale di tutti gli immobili che pagan le tasse.

Questa manovra ha avuto un effetto disastroso perché’, incidendo come deterrente sui nuovi investimenti ha provocato il crollo della domanda.

La domanda esprime il flottante (passato in pochi anni da 800 mila operazioni di 4 o 5 anni fa, alle attuali 400 mila) che a sua volta determina i valori di mercato. 

Tale crollo ha prodotto un grave calo di tutti i prezzi, e quindi un grave danno anche per i possessori della prima casa, che hanno visto pesantemente  ridimensionati i valori dei propri risparmi.

Ma l’effetto che a noi preme rilevare è nel complesso una ulteriore spinta alla dismissione degli immobili locati che, ripetiamo, son alla fine quelli che pagano tutte le imposte e che finanziano, insieme agli immobili commerciali, i servizi comunali.

Ai fini della nostra riflessione, riduzione della offerta in locazione significa oggettivamente diminuzione della disponibilità di alloggi in regime di flessibilità abitativa.

Quarant’anni fa gli alloggi in locazione in Italia eran il 40% del totale (8 milioni); oggi sono quasi ridotti a meno del 20% (circa 5 milioni)

 *   *   *

Nel nostro ordinamento, che rispetta e si conforma al sistema ed alle dinamiche della nostra economia e del nostro assetto sociale, sono presenti tre canali di operatività dell’edilizia in relazione alle esigenze abitative espresse dal Paese.

Il canale sovvenzionato (Aler), l’agevolato-convenzionato (cooperative – imprese), ed il canale libero (investimenti privati liberamente gestiti).

Ciascuno di questi canali ha una sua logica, sue finalità e sue funzioni.

Confondere i differenti campi può essere fuorviante e controproducente.

Quando noi chiediamo di alleggerire la pressione fiscale sulla locazione libera ci sentiamo rispondere che già si sta facendo nei confronti dei contratti agevolati.

Come se non fosse che la maggiorparte dei contratti locativi in Italia è rappresentata dai contratti ordinari e dalle locazioni commerciali e non dagli agevolati.
Parlo delle locazioni commerciali e della incentivazione necessaria alla loro sopravvivenza, perché sono consapevole che l’investimento immobiliare abitativo ed il commerciale, nell’economia dei soggetti risparmiatori, non sono due compartimenti stagni.

Ma vi è una sostanziale osmosi economica tra l’uno e l’altro: sicché agevolare l’uno significa rafforzare l’altro.

Voglio ricordare che molto correttamente la legge del 2011 istitutiva del federalismo fiscale municipale, ai fini della determinazione dell’aliquota IMU (4 per mille), considerava unitariamente tutta la categoria degli immobili locati.

Le specificazioni e le suddivisioni concettuali successive appaion dunque velleitarie, pretestuose e finalizzate a mascherare una sostanziale incapacità di intervenire utilmente per tutto il settore.

Finché non si uscirà dall’equivoco di ritenere la via dei contratti agevolati (che allo stato dei fatti non interessano, né ai privati, né al Fisco) come la via maestra per il rilancio delle locazioni, il problema dell’investimento immobiliare e conseguentemente del mercato, non sarà adeguatamente affrontato.

Ci rendiamo conto che la misura della riduzione dell’aliquota della cedolare secca,introdotta dal Governo (per la combinazione dei due regimi) non riguarda nemmeno tutti i contratti agevolati?

Ma solo quelli delle persone fisiche? Come dire, una parte di una minoranza? 
E stiamo parlando solo degli abitativi…

Rimangono, in altri termini, escluse dalla “attenzione” del Governo i contratti di locazione abitativa liberi da chiunque stipulati, quelli agevolati stipulati dalle persone giuridiche e tutti quelli ad uso commerciale, professionale, produttivo: per i quali permane un regime fiscale “proibitivo.”

Non è con le ristrettezze economiche, né con la redistribuzione forzosa della ricchezza che si affrontano e si risolvono i problemi; ma con la prosperità economica diffusa che sostenga ed alimenti un efficiente ed efficace welfare.

Foto: Achille Colombo Clerici con l’Assessore Paola Bulbarelli

Achille Colombo Clerici con l'Assessore Paola Bulbarelli

 

 

“Dillo alla Lombardia” Stati Generali della Regione Lombardia nel Palazzo regionale – Presidente Roberto Maroni – Assoedilizia

marzo 21, 2014

A s s o e d i l i z i a

Il presidente Achille Colombo Clerici partecipa oggi agli Stati Generali della Regione Lombardia.

 *     *     *

Ad un anno dall’insediamento della Giunta Regionale, il Presidente Roberto Maroni ha deciso di organizzare “Dillo alla Lombardia”, un momento di lavoro dedicato alla verifica degli obiettivi raggiunti e dei prossimi passi da compiere.

L’evento si svolge oggi a Palazzo Lombardia e si divide in due sessioni.

Preliminarmente si terranno i lavori dei Tavoli tematici di approfondimento sui più importanti aspetti inerenti l’attività dei singoli Assessorati, con la partecipazione attiva dei principali stakeholders dei vari settori.

Il presidente Colombo Clerici prenderà parte al Tavolo tematico “Politiche abitative e per le Pari Opportunità: quali prospettive?”, accompagnato dal vice presidente di Federlombarda Edilizia Ivo Amendolagine e da una delegazione della Organizzazione.

Successivamente si svolgerà la sessione plenaria con il Presidente Maroni,  in Sala Marco Biagi,  e sarà l’occasione per una sintesi degli spunti emersi durante i tavoli d’approfondimento e per un più ampio dibattito.

 Foto: Achille Colombo Clerici con Roberto Maroni Foto archivio

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Giancarlo Mazzuca – “Compagno Mussolini” Ed. Rubettino, Libro – Coautore Farrel – Presentazione Vittorio Sgarbi, Palazzo Cusani Milano

marzo 18, 2014

Istituto Europa Asia
Europe Asia Institute

Il libro di Mazzuca e Farrel presentato a Milano a Palazzo Cusani 

“IL COMPAGNO MUSSOLINI”, CAPIRE UN UOMO E UN PERIODO STORICO

 Benito Sicchiero

Benito, perché? Questo nome straniero (è la traduzione spagnola dell’italiano Benedetto) venne dato da un sanguigno fabbro romagnolo, Alessandro Mussolini, al figlio neonato in omaggio a Benito Juarez, eroe dell’indipendenza messicana.

Il futuro duce crebbe quindi a pane e socialismo e socialista si ritenne per sempre anche se non più internazionalista ma nazionalista (il nazional-socialismo venne copiato poi da un ben più sinistro personaggio).

Lo scrivono Giancarlo Mazzuca, direttore de “Il Giorno”, e il giornalista anglo-romagnolo Nicholas Farrell nel libro “Il compagno Mussolini” (Rubettino Editore, 350 pagine, 19 euro) presentato a Palazzo Cusani,  Milano, sede del Circolo Unificato di Presidio dell’Esercito.  

Oltre agli autori e ai numerosi invitati c’erano il critico Vittorio Sgarbi e il moderatore Ruben Razzante, docente di Diritto dell’informazione nell’Università Cattolica di Milano.

Gli onori di casa sono stati fatti dal Comandante del CME Lombardia Gen. B. Antonio Pennino.

Il libro, che è anche una sorta di guida alla mostra sul “Giovane Mussolini”, ospitata fino al 31 maggio a Predappio, si sofferma parecchio sul bambino e sull’uomo, ricco di aneddoti poco noti anche nei suoi più intimi rapporti, quelli con le donne.

Dallo stupro commesso da giovane alle muse ispiratrici – Angelica Balabanoff e Margherita Sarfatti – entrambe ebree, infinitamente al di sopra della schiera di adoratrici alle quali il duce riservava pochi minuti nelle alcove di Palazzo Venezia.

Ma di ben maggiore interesse per chi, a distanza di quasi un secolo, vuole capire senza tesi precostituite, è la possibilità di ragionare sull’uomo e sul ventennio.

Se la raffinatezza politica di Mussolini – ispirata da pensatori quali Sorel, Pareto, Nietzsche – giganteggia rispetto a quelli considerati suoi emuli da una superficiale storiografia, Craxi e Berlusconi per citare, nel corso del dibattito si è tentato, talvolta con eccessiva audacia, di fare raffronti tra quel periodo e il ventennio di Berlusconi, tra l’incarico del Re a Mussolini e quello di Napolitano a Renzi.

Resta il fatto che Mussolini fece cose importanti, valide ancor oggi.

Dall’urbanistica alla cultura, al sociale ai Patti Lateranensi,  alle imprese aviatorie che riscossero l’ammirazione del mondo: tra l’altro, evitò al Paese le conseguenze più gravi della crisi americana del ’29 che in Germania portò all’avvento del nazismo.

E’ peraltro vero che, in un crescendo fino al disastroso finale del secondo conflitto mondiale che azzerò quasi tutto il positivo, Mussolini trovò nelle guerre (Spagna ed Etiopia) uno sfogo ai problemi interni: ma, la storia insegna, le crisi del capitalismo vedono nei conflitti la soluzione più semplice.

Non è forse vero che, secondo gli storici, in duecento anni la madre delle democrazie, l’America, ha avuto solo pochi anni di pace?

Sta emergendo, inoltre, il vero rapporto con gli ebrei che vide il fascismo tutt’altro che ostile fino alle leggi razziali: la prima riunione dei fasci di combattimento avvenne nella sede degli industriali di Milano allora presieduta da un ebreo.

L’errore più grave di Mussolini fu di non avere creato una ideologia e la conseguente classe dirigente.

Il grande merito del “Compagno Mussolini” è quindi di dire cose nuove, e rigorosamente storiche, su un uomo e su un’epoca.

Foto: Achille Colombo Clerici con
 – Giancarlo Mazzuca
– Vittorio Sgarbi
– Michele Saponara e Alberto Di Luca
– Antonio Pennino
– Patrizia Signorini

Colombo Clerici con Giancarlo Mazzuca

Colombo Clerici con Vittorio Sgarbi 3

Colombo Clerici con Michele Saponara e Alberto Di Luca

Colombo Clerici con Antonio Pennino

Colombo Clerici con Patrizia Signorini

 

 

CINA ECONOMIA – China Economy – ISPI, Conferenza Annuale sulla Cina – Dati interscambio commerciale 2013 – Istituto Europa Asia informa

marzo 17, 2014

Istituto Europa Asia
                   e
    Europe Asia Institute

 

All’ISPI  di Milano la quarta Conferenza annuale, sugli obiettivi della Cina al 2022

STABILITA’, SVILUPPO, RIFORME. E SU TUTTO IL PARTITO

Colombo Clerici: “Il confronto culturale resta la nostra migliore chiave di collaborazione”

I dati dell’interscambio commerciale 2013 con USA, UE, RUSSIA, UK, ITALIA, FRANCIA, GERMANIA, OLANDA

 Benito Sicchiero

Se l’economia è un uccello e il partito è una gabbia, lasciare aperta la gabbia vuol dire far scappare l’uccello; una gabbia troppo piccola significa ucciderlo.

La Cina, primo esportatore e secondo importatore al mondo,  da oggi al 2022, quando Xi Jinping, segretario generale del Partito comunista e presidente della Repubblica popolare concluderà il mandato decennale, vedrà il rafforzamento controllato del partito su tutte le infrastrutture del grande Paese i cui vertici sono terrorizzati da quanto successe all’Urss di Gorbaciov: riforme radicali in una realtà impreparata ad accoglierle e dissoluzione dell’ Unione.

Stabilità interna a tutti i costi, quindi, anche usando il pugno di ferro nei confronti dei dissidenti e delle minoranze ostili.

Se aggiungiamo  che i cinesi soffrono la sindrome dell’accerchiamento (prodromo dell’allargamento della seconda guerra mondiale fu la cintura di basi americane per fermare l’espansionismo economico e militare del Giappone) comprendiamo bene che la democrazia – come da noi occidentali viene intesa – sia in Cina di là da venire.

Mentre l’economia, fermamente guidata, non presenta problemi: e i nostri uomini d’affari capitalisti possono continuare ad operare alla grande facendo finta che il comunismo sia soltanto il rosso della bandiera. 

Ma non soltanto dell’ulteriore sviluppo dell’ economia si interesserà il partito con il suo segretario Xi: altri importanti obiettivi sono l’abbattimento dell’inquinamento, la lotta alla corruzione,  il rallentamento dell’inurbamento (ogni anno 15-16 milioni di cinesi lasciano le campagne per le città), la modernizzazione dell’agricoltura, la fine della politica del figlio unico, l’allargamento del welfare a platee più numerose: ed anche confronto culturale.

Se gli Usa limitano l’apertura di Istituti Confucio nel loro territorio, la Cina è aperta perché sicura di essere, sotto questo aspetto, più forte.

Cultura che si accompagna alla riscoperta dell’orgoglio nazionale di cui Xi è alfiere: “E proprio il confronto tra le due civiltà  millenarie di Italia e Cina  – afferma il presidente dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici – rimane la chiave più importante per lo sviluppo dei rapporti, anche economici, tra i due Paesi”.

Xi,  pur dotato di grande potere, non intende imporre il proprio pensiero, ma utilizzare le strutture della politica per ottenere consenso e quindi realizzare gli obiettivi che si prefigge.

Efficace propaganda e pragmatismo economico, quindi. 

Se ne è parlato nella sede Ispi di Milano alla quarta edizione della Conferenza annuale sulla Cina dedicata alla memoria di Maria Weber docente all’ Università Bocconi, autrice di importanti saggi sulla Cina, responsabile dell’ Istituto italiano di cultura di Pechino, studiosa di grandi qualità umane e di capacità scientifiche non comuni.

Apertura dei lavori affidata a Franco Bruni, vicepresidente di ISPI e professore di Teoria e Politica monetaria internazionale nell’Università Bocconi di Milano; e a Cesare Romiti, presidente della Fondazione Italia Cina che ha promosso l’iniziativa con ISPI,  AgiChina24, Mandarin Capital Partners.

Quindi interventi di Steve Tsang, professore di Studi contemporanei cinesi e direttore di China Policy Institute dell’Università di Nottingham; di Axel Berkofsky, associate senior research fellow dell’ISPI e docente nell’Università di Pavia; Thomas Rosenthal, direttore CeSIF, Centro studi per l’impresa Fondazione Italia Cina; Alessandra Spalletta, giornalista AgiChina24, sinologa; Marco del Corona, giornalista del Corriere della Sera, moderatore; Davide Cucino, presidente della Camera di Commercio dell’Unione Europea in Cina; Lorenzo Stanca, vicepresidente Dagong Europe; Umberto Angeloni, presidente e amministratore delegato della Caruso;  Jenny Gao, managing partner di Mandarin Capital Partners; Marcello Sala, vicepresidente esecutivo del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo; Zhemin Zhu, amministratore delegato Genertech Italia; moderatore Giuliano Noci,  prorettore del Polo Territoriale Cinese del Politecnico di Milano.

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I rapporti con Usa, Europa e potenze dell’area del Pacifico, tra cui Giappone e Filippine rispecchiano la forza militare dei protagonisti: primari con gli Usa, meno rilevanti con l’Europa – che non riesce a dotarsi di forze armate comuni ed appare troppo adagiata sulle posizioni americane -, tesi con Filippine e soprattutto Giappone per via delle contese isole Diaoyutai o Senkaku: ma, è parere degli esperti, nessun pericolo di conflitto.

Il mercato resta la migliore garanzia di cannoni silenti.
Anche se una guerra ci sarà, ma sarà condotta negli ultramoderni uffici delle borse e delle finanziarie di Wall Street e di Shanghai.

Un cenno di cronaca di questi giorni: la Cina non appoggerà la Russia sulla questione Crimea, l’indipendenza della penisola ucraina sarebbe una tentazione troppo forte per Hong Kong.

L’interscambio con l’Italia e il suo confronto con l’Unione Europea.  L’export italiano in Cina è cresciuto nel 2013 rispetto al 2012 di oltre 1,3 miliardi di dollari (+8,13%), recuperando così quasi interamente il calo del 2012 rispetto al 2011.

Anche l’import italiano dalla Cina è tornato a crescere l’anno scorso dopo il calo di 8 miliardi registrato nel 2012.

Il disavanzo della bilancia commerciale è sceso a 8,17 miliardi di dollari con un calo del 13,04% rispetto al 2012 e del 49,27% nel 2011.

Tuttavia il saldo della bilancia resta negativo per l’Italia.

L’anno appena chiuso segna, dunque, una ripresa dell’interscambio tra i due Paesi che passa così dai 41,91 ai 43,33 miliardi di dollari (+3,38%), sebbene al di sotto dei 51,3 miliardi di dollari del 2011. 

In crescita anche l’interscambio Ue-Cina con un import dalla Cina a quota 338,27 miliardi di dollari (+1,24%) e un export a quota 220,06 miliardi (+3,42%).

Il Centro Studi per l’Impresa segnala, inoltre, tassi di crescita in entrambe le direzioni anche in Regno Unito (export in Cina a + 13,52% rispetto al 2012, import a +10,04%, quasi il doppio di quello italiano); e in Olanda (import dalla Cina a  +2,37%, export cresce del 12,8%).

Caso a parte per la Germania dove calano le importazioni (-2,63%) e cresce l’export (+2,38%): “La bilancia commerciale – si legge nello studio –  è dunque ancor più in positivo, con un import pari a 2,5 volte quello italiano, ma un export di oltre cinque volte superiore”.

Segni contrari per la Russia, che ha un interscambio pari all’incirca al doppio di quello italiano: calo dell’export (-9,96%) e crescita dell’import (+12,55%), dati che vanno a modificare una bilancia commerciale in sostanziale parità negli ultimi due anni.

Doppio segno negativo, invece, per la Francia che chiude il 2013 con un import a -0,69% (valori assoluti  simili a quelli italiani), e un export a -4,64% (circa un quarto superiore a quello italiano).

 Foto: Achille Colombo Clerici con il Console Generale di Cina Signora Liang Hui

 Colombo Clerici con il Console generale di Cina signora Liang Hui