Evasione Fiscale – Mappa, Zone “Alta pericolosità fiscale”- Analisi della Agenzia delle Entrate – Commento del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

Milano, 6 aprile 2014

“Finalmente si dice in modo ufficiale ciò che in Italia sapevano tutti, ma che nessuna istituzione osava dichiarare.

Ma il rilievo della Agenzia delle Entrate genera, oltre che riflessioni, anche preoccupazioni.

Come si potranno introdurre i correttivi fiscali previsti dalle Legge delega al Governo sulla riforma fiscale, in relazione ai nuovi valori catastali derivanti della Riforma in atto, in una Italia a due o tre velocità non solo nella risposta fiscale dei contribuenti, ma anche nel funzionamento delle istituzioni?

Tali correttivi, che verosimilmente potranno consistere in un congruo abbassamento delle aliquote delle diverse imposte interessate, saranno determinati da una legge nazionale, avente come sfera di applicabilità l’intero territorio del nostro Paese, che, come si evidenza nel rilievo dell’ Agenzia, vede e vedrà, un fisco a “macchia di leopardo”.

Non sarà mai il momento per ritoccare quelle aliquote per Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia, Toscana quando saranno ancora da mettere a regime aree come la Campania, mezza Puglia e mezzo Lazio, La Calabria e buona parte della Sicilia.  

Purtroppo, nel nostro Paese si è ricorsi allo storico principio che, a detta mio maestro Enrico Allorio, ha sempre improntato la fiscalità italiana.
Poiché un’elevata quota di evasione è endemica, per ottenere il gettito si tenga alto il carico fiscale.

L’esito è comunque disastroso per i contribuenti a regime.

Oggi per costoro non sfugge più una virgola al Fisco ed il soggiacere ad un sistema mirato a “compensare l’evasione” produce un effetto stritolante.

Ma c’è anche un altro principio da ricordare. Un principio inespresso e pur tuttavia ispiratore di fatto della politica socio-fiscale italiana: in alcune aree del Paese gestione del fisco per una redistribuzione della ricchezza.

Per inciso, buona parte della fiscalità immobiliare dipende ora dalla collaborazione tra Comuni ed Agenzia delle Entrate.

Un principio quest’ultimo di comodo ed assolutamente errato e fuorviante.

Basta considerare l’attuale dato regionalizzato del residuo fiscale pro capite per evidenziare le sperequazioni in atto: in alcune aree del Paese il gettito pro capite delle imposte sulla casa è un terzo che in altre zone ed i cittadini ricevono ciascuno dallo Stato più del doppio di quanto pagano allo stesso.

Non è solo questione di dislivelli di ricchezza.”

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