Catasto, riforma a metà? “Casa Città Società” Il GIORNO, QN, Resto del Carlino, La Nazione – Rubrica di ASSOEDILIZIA Achille Colombo Clerici – Pubblicato il 12 aprile 2014

Assoedilizia in questo periodo si sta occupando particolarmente di temi che riguardano il rilancio del settore immobiliare: che significano attività costruttiva, investimenti del risparmio negli immobili, mercato dei beni immobili.

Ormai è troppo chiaro che il rilancio della nostra economia passa attraverso la ripresa del settore immobiliare.

E tra tutti i temi, fondamentale è quello della fiscalità immobiliare.

L’Agenzia delle Entrate qualche giorno addietro ha indicato le aree geografiche ad alta pericolosità fiscale: una sorta di mappatura dell’evasione in Italia.

Finalmente si dice in modo ufficiale ciò che in Italia sapevano tutti, ma che nessuna istituzione osava dichiarare.

Bastava considerare l’attuale dato regionalizzato e pro capite del residuo fiscale e del gettito delle imposte per evidenziare le sperequazioni in atto: in alcune aree del Paese il gettito pro capite delle imposte sulla casa è un terzo che in altre zone ed i cittadini ricevono ciascuno dallo Stato più del doppio di quanto pagano allo stesso.
Non è solo questione di dislivelli di ricchezza.

E’ questione che in Italia il fisco funziona a due o tre velocità non solo nella risposta fiscale dei contribuenti, ma, crediamo, anche nel funzionamento delle istituzioni.

Purtroppo, nel nostro Paese si è ricorsi allo storico principio che, a detta mio maestro Enrico Allorio, ha sempre improntato la fiscalità italiana.
Poiché un’elevata quota di evasione è endemica, per ottenere il gettito si tenga alto il carico fiscale.

L’esito è comunque disastroso per i contribuenti a regime.

Oggi per costoro non c’è più neppure una virgola che possa sfuggire al Fisco ed il soggiacere ad un sistema mirato a “compensare l’evasione” produce un effetto stritolante.

Ma c’è anche un altro principio da ricordare. Un principio inespresso e pur tuttavia ispiratore di fatto della politica socio-fiscale italiana: nelle diverse aree del Paese gestiamo il fisco in modo differenziato, per una redistribuzione della ricchezza.

Per inciso, val la pena di ricordare come buona parte della fiscalità immobiliare ora dipenda dalla collaborazione tra Comuni ed Agenzia delle Entrate.

Ma il rilievo della Agenzia delle Entrate genera, oltre che riflessioni, anche preoccupazioni con riferimento alla legge-delega al Governo per la riforma fiscale.

Come si potranno introdurre i correttivi fiscali previsti da quella legge, in relazione ai nuovi valori catastali derivanti della Riforma in atto, in una Italia fiscale che funziona a macchia di leopardo?

Tali correttivi, che verosimilmente potranno consistere in un congruo abbassamento delle aliquote delle diverse imposte interessate, saranno determinati da una legge nazionale, avente come sfera di applicabilità l’intero territorio del nostro Paese, che, come si evidenza nel rilievo dell’Agenzia, vede e vedrà, un fisco a “macchia di leopardo”.

Non sarà mai il momento per ritoccare quelle aliquote per Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia, Toscana quando saranno ancora da mettere a regime aree come la Campania, mezza Puglia e mezzo Lazio, La Calabria e buona parte della Sicilia.  

In questi ultimi tempi alcuni importanti fondi immobiliari tedeschi, che hanno investito in tutti i Paesi d’Europa tranne che in Italia, si stanno affacciando sul mercato italiano.

Quando si informano delle prospettive fiscali che si prefigurano per il nostro mercato, debbono prendere atto che queste non sono affatto prospettive di stabilità fiscale: anzi, proprio con riferimento alla riforma catastale, sono di grande incertezza.

Agli occhi dei fondi non conta tanto il trattamento fiscale loro riservato; che pure è un regime di defiscalizzazione dei redditi assai favorevole.

Conta piuttosto la tenuta dei valori di mercato, che presidiano la validità del loro investimento.

Quando la fiscalità generale è punitiva del risparmio immobiliare diffuso, a rischiare è la tenuta dell’intero sistema di valori di mercato.

Questo sta accadendo in Italia ed i fondi stranieri rimarranno alla finestra.

E le famiglie cosa dovranno fare con i propri risparmi?

Senza dunque una clausola di salvaguardia specifica che, al di là dei buoni ma ingannevoli propositi dell’invarianza di gettito, garantisca il contribuente immobiliare, ligio alle norme, da pesanti inasprimenti della pressione fiscale a suo carico, questa riforma catastale in itinere produrrà immediatamente danni all’economia immobiliare.

foto presidente 116

il giorno

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