Archivio per aprile 2014

Contratto di locazione agevolato a canoni concordati – Commento al DdL 1413 Senato, del Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

aprile 15, 2014

A s s o e d i l i z i a

La locazione agevolata a canoni concordati: misura emergenziale.
Questo rimane un segmento marginale del settore economico immobiliare.

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Nel commentare sul punto il DdL 1413 presentato al Senato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e dai Ministri Lupi, Padoan, Lanzetta, il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha affermato:

“Non possiamo esimerci dal fare qualche considerazione generale sul tema del contratto di locazione a canoni concordati e sulla sua funzione sociale ed economica.

Il testo del Piano-casa attuale, per quanto concerne questo aspetto, per ora va bene: ma si tratta di una misura emergenziale.

Per le future decisioni credo si debba tener conto di queste considerazioni.

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Nel nostro ordinamento sono presenti tre canali operativi dell’edilizia, in relazione alle diverse esigenze abitative e socio-economiche ed alle dinamiche espresse dal Paese.

Il canale sovvenzionato (ERP-Edilizia popolare), l’agevolato-convenzionato (cooperative – imprese), ed il canale libero ( investimenti privati liberamente gestiti): ciascuno con una sua logica, sue finalità e sue funzioni.

Confondere i differenti campi può essere fuorviante e controproducente.

Dal 1999 il nostro Stato non finanzia più l’edilizia residenziale pubblica (nel canale sovvenzionato-case popolari, c’erano i cosiddetti contributi Gescal); sul fronte del canale convenzionato-agevolato concentra l’attenzione sull’housing sociale, che rappresenta un settore di nicchia con pochi episodi significativi, assai sbandierati; e sterilizza l’edilizia libera.
Solo il piano Renzi, sia pure timidamente, ha cominciato a rifinanziare interventi di edilizia popolare ( ERP).

Quando noi chiediamo di alleggerire la pressione fiscale sulla locazione libera, come unico modo per rilanciare il mercato, ci sentiamo rispondere che già si sta facendo nei confronti dei contratti agevolati ai sensi della legge 431, che costituiscono un “segmento intermedio tra l’edilizia residenziale pubblica ed il mercato libero”(Disegno di legge in itinere n. 1413, relazione.)

Tuttavia, quella di usare il patrimonio edilizio abitativo di proprietà privata, come via maestra per tentare di risolvere i problemi del settore, è un’idea fuorviante.

Anche se si tratta di trovar casa alle “famiglie che presentano una bassa capacità di reddito”, può esser solo una misura d’emergenza: ricordiamo gli effetti nefasti dell’equo canone.

Non certo perché sia errato concedere incentivi fiscali a chi tiene bassi gli affitti (come potrebbe sostenersi una tesi del genere?), ma perché questa logica porta a tenere alta la pressione fiscale su chi non li abbassa.

Ciò al fine di creare quel differenziale di condizioni economico-fiscali, senza il quale non scatta nel proprietario l’interesse a ricorrere a forme di locazione “concordate”.

Cosa che peraltro è sistematicamente avvenuta, ed in modo esponenziale, dalla fine del 2011 in poi: quando il Governo, in un sol colpo, ha moltiplicato i coefficienti catastali, ha raddoppiato l’aliquota dell’Imu ed ha ridotto al lumicino le deduzioni forfetarie dai canoni locativi, per spese di produzione del reddito.
Come se ciò non bastasse ha accelerato la riforma catastale.
Introducendo parallelamente una riduzione progressiva dell’aliquota per la cedolare secca, ma solo per i contratti agevolati.

La misura della defiscalizzazione del contratto agevolato non può esser dunque strutturale, ai fini della soluzione dei problemi abitativi dei meno abbienti e non si correla all’esigenza di rivitalizzare il mercato e l’investimento privato immobiliare.

Essa crea, all’interno del mercato stesso, un’area “depressionaria”: non genera investimenti e non produce gettito fiscale, come viceversa il mercato libero.

Ed inoltre non riguarda neppure tutte le locazioni, ma solo quelle stipulate tra persone fisiche e non per usi commerciali.

Le locazioni commerciali, peraltro, subiscono una pressione fiscale inusitata: e pensare che esse rappresentano una forma indiretta di finanziamento delle attività commerciali (pensiamo alle Start-up).

Ecco il motivo per cui andiamo ripetendo che la cedolare secca dovrebbe estendersi a tutte le locazioni indistintamente ad a tutti i soggetti e che l’aliquota Imu dovrebbe esser dimezzata indistintamente per tutti gli immobili in locazione: com’era d’altronde stabilito nella legge istitutiva del federalismo fiscale municipale.

Si innescherebbe un meccanismo economico-fiscale virtuoso che alla fine, con riferimento a tutti i comparti dell’immobiliare (principali ed indotto), produrrebbe persino un gettito tributario maggiore dell’attuale.”

foto presidente 116

 

Catasto, riforma a metà? “Casa Città Società” Il GIORNO, QN, Resto del Carlino, La Nazione – Rubrica di ASSOEDILIZIA Achille Colombo Clerici – Pubblicato il 12 aprile 2014

aprile 14, 2014

Assoedilizia in questo periodo si sta occupando particolarmente di temi che riguardano il rilancio del settore immobiliare: che significano attività costruttiva, investimenti del risparmio negli immobili, mercato dei beni immobili.

Ormai è troppo chiaro che il rilancio della nostra economia passa attraverso la ripresa del settore immobiliare.

E tra tutti i temi, fondamentale è quello della fiscalità immobiliare.

L’Agenzia delle Entrate qualche giorno addietro ha indicato le aree geografiche ad alta pericolosità fiscale: una sorta di mappatura dell’evasione in Italia.

Finalmente si dice in modo ufficiale ciò che in Italia sapevano tutti, ma che nessuna istituzione osava dichiarare.

Bastava considerare l’attuale dato regionalizzato e pro capite del residuo fiscale e del gettito delle imposte per evidenziare le sperequazioni in atto: in alcune aree del Paese il gettito pro capite delle imposte sulla casa è un terzo che in altre zone ed i cittadini ricevono ciascuno dallo Stato più del doppio di quanto pagano allo stesso.
Non è solo questione di dislivelli di ricchezza.

E’ questione che in Italia il fisco funziona a due o tre velocità non solo nella risposta fiscale dei contribuenti, ma, crediamo, anche nel funzionamento delle istituzioni.

Purtroppo, nel nostro Paese si è ricorsi allo storico principio che, a detta mio maestro Enrico Allorio, ha sempre improntato la fiscalità italiana.
Poiché un’elevata quota di evasione è endemica, per ottenere il gettito si tenga alto il carico fiscale.

L’esito è comunque disastroso per i contribuenti a regime.

Oggi per costoro non c’è più neppure una virgola che possa sfuggire al Fisco ed il soggiacere ad un sistema mirato a “compensare l’evasione” produce un effetto stritolante.

Ma c’è anche un altro principio da ricordare. Un principio inespresso e pur tuttavia ispiratore di fatto della politica socio-fiscale italiana: nelle diverse aree del Paese gestiamo il fisco in modo differenziato, per una redistribuzione della ricchezza.

Per inciso, val la pena di ricordare come buona parte della fiscalità immobiliare ora dipenda dalla collaborazione tra Comuni ed Agenzia delle Entrate.

Ma il rilievo della Agenzia delle Entrate genera, oltre che riflessioni, anche preoccupazioni con riferimento alla legge-delega al Governo per la riforma fiscale.

Come si potranno introdurre i correttivi fiscali previsti da quella legge, in relazione ai nuovi valori catastali derivanti della Riforma in atto, in una Italia fiscale che funziona a macchia di leopardo?

Tali correttivi, che verosimilmente potranno consistere in un congruo abbassamento delle aliquote delle diverse imposte interessate, saranno determinati da una legge nazionale, avente come sfera di applicabilità l’intero territorio del nostro Paese, che, come si evidenza nel rilievo dell’Agenzia, vede e vedrà, un fisco a “macchia di leopardo”.

Non sarà mai il momento per ritoccare quelle aliquote per Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia, Toscana quando saranno ancora da mettere a regime aree come la Campania, mezza Puglia e mezzo Lazio, La Calabria e buona parte della Sicilia.  

In questi ultimi tempi alcuni importanti fondi immobiliari tedeschi, che hanno investito in tutti i Paesi d’Europa tranne che in Italia, si stanno affacciando sul mercato italiano.

Quando si informano delle prospettive fiscali che si prefigurano per il nostro mercato, debbono prendere atto che queste non sono affatto prospettive di stabilità fiscale: anzi, proprio con riferimento alla riforma catastale, sono di grande incertezza.

Agli occhi dei fondi non conta tanto il trattamento fiscale loro riservato; che pure è un regime di defiscalizzazione dei redditi assai favorevole.

Conta piuttosto la tenuta dei valori di mercato, che presidiano la validità del loro investimento.

Quando la fiscalità generale è punitiva del risparmio immobiliare diffuso, a rischiare è la tenuta dell’intero sistema di valori di mercato.

Questo sta accadendo in Italia ed i fondi stranieri rimarranno alla finestra.

E le famiglie cosa dovranno fare con i propri risparmi?

Senza dunque una clausola di salvaguardia specifica che, al di là dei buoni ma ingannevoli propositi dell’invarianza di gettito, garantisca il contribuente immobiliare, ligio alle norme, da pesanti inasprimenti della pressione fiscale a suo carico, questa riforma catastale in itinere produrrà immediatamente danni all’economia immobiliare.

foto presidente 116

il giorno

Riforma Catasto – Il Catasto Teresiano MILANO – Assoedilizia Achille Colombo Clerici presidente

aprile 11, 2014

A s s o e d i l i z i a

IL CATASTO TERESIANO

di Benito Sicchiero

E’ NATO A MILANO IL LEGGENDARIO CATASTO DI MARIA TERESA

L’architetto Roberto Revolti, Dirigente del Servizio Catasto di Trento, illustra un aspetto poco noto della storia dell’istituto che ancora oggi fa riferimento alle normative dell’impero austroungarico.

Raramente, come oggi, la parola Catasto è al centro del dibattito e della preoccupazione di milioni di italiani: infatti la sua riforma potrebbe portare a un aumento delle tasse sulla casa dal 60 ad oltre il 200%, anche se il governo si affanna ad assicurare che, alla resa dei conti, ci sarà invarianza del gettito fiscale. Ma alle favole la grande maggioranza non crede più.

L’attenzione accesa sul Catasto da questa infausta circostanza ha portato alla riscoperta che in Italia coesistono attualmente due sistemi di pubblicità immobiliare: da una parte la trascrizione nelle vecchie province, improntata alla legislazione francese; dall’altra il Libro fondiario o Tavolare, in vigore nelle province di Trento, Bolzano, Trieste, Gorizia ed in alcuni comuni delle province di Udine, Brescia, Belluno e Vicenza. Il Libro fondiario si è “impiantato”, vale a dire, è nato sulla scorta dei dati (mappe e protocolli) presenti nel Catasto fondiario di Francesco I° d’Austria, stabilito con patente sovrana nel 1817, successore del leggendario Catasto di Maria Teresa d’Austria o Catasto Carlo VI.

Ne parlo con il Dirigente del Catasto della Provincia Autonoma di Trento arch. Roberto Revolti, fisicamente e culturalmente tutto il contrario del burocrate, così come l’edificio che ospita il Catasto è luminoso e razionale.

Trentino, laureato a Venezia, coniugato e con un figlio ingegnere, sportivo, Revolti riesce a rendere appassionante un tema che, di suo, non fa certo aumentare la pressione: ma da subito fa capire una profonda differenza tra due culture, quella italiana e quella mitteleuropea. Di qua una procedura più semplificata, ma che può, in teoria, prestarsi a possibili irregolarità (come vendere nello stesso giorno un appartamento a due persone diverse, ad esempio); di là una procedura più complessa ma rigorosa che rende impossibili giochetti di qualsiasi tipo.

Una curiosità: questo fondamentale passo verso la modernizzazione ha come prodromo l’esperienza di Catasto “innovativo” che prese avvio quasi tre secoli or sono proprio da Milano.

Il Catasto Teresiano o Catasto “Carlo VI” fu una grandiosa operazione di censimento di tutte le proprietà fondiarie del Ducato di Milano compiuto in quasi cinquant’anni, dal 1718 al 1760.

Carlo VI ancora nel 1718 nominò una commissione di lavoro composta da funzionari di origine non milanese per la costruzione del nuovo sistema. Fino ad allora le rilevazioni dei beni, case, terreni, boschi, eccetera erano affidate agli stessi proprietari, con quali risultati di obiettività è facile immaginare. I rilievi furono in gran parte realizzati tra gli anni 1722 e 1723, ma il complesso lavoro di restituzione grafica e di formazione e correlazione dei registri immobiliari, oltre a successive interruzioni per cause politiche, procrastinarono l’entrata in vigore del Catasto al 1760, sotto il governo dell’Imperatrice Maria Teresa. Esso viene definito Catasto geometrico particellare, fatto che per l’epoca costituì una vera e propria innovazione, grazie anche alle attente misurazioni eseguite anche delle più piccole proprietà, che venivano rappresentate in ogni loro minima parte: per ognuna di esse veniva indicato il proprietario, la destinazione di coltura e la stima. Sulla base di queste valutazioni, veniva stabilito l’imponibile per ogni contribuente.

Come detto, a questo Catasto di portata limitata (il Censo milanese) seguì,  cinquant’anni dopo, la ben più grande opera del Catasto fondiario franceschino. Il rilevamento alla base del Catasto austriaco fu effettuato per triangolazioni in parte basate sulla rete geodetica sviluppata dall’Istituto Geografico dell’esercito imperiale, per un’estensione di circa 300.000 km².  Il Trentino faceva parte di un’area che comprendeva il Tirolo e il Voralberg.  Per compiere i rilevamenti il territorio fu suddiviso in 7 sistemi autonomi zonali, ciascuno con un proprio sistema di coordinate piane ed un suo vertice trigonometrico. La triangolazione nei primi tre ordini raggiunse una densità in foglio di tre vertici per miglio quadrato, mentre la triangolazione in quarto ordine fu eseguita con la tavoletta pretoriana, strumento perfezionato dal matematico di corte Marinoni, graficamente, su fogli a scala 1: 14.400.

Per ognuna delle 20 sezioni di foglio di mappa, furono determinati 3 vertici grafici, raggiungendo i 57 punti di appoggio per miglio quadrato. Il foglio generale era riferito come unità di misura al miglio austriaco (pari a 4.000 Klafter, o in italiano, tese), che equivale a 7.585,94 metri ed ogni foglio di triangolazione aveva l’ampiezza di un miglio austriaco, ma per praticità suddiviso in 20 sezioni. Ciascuna sezione copriva la rappresentazione di una larghezza reale di 1.000 Klafter (1.896,48 m) ed un’altezza reale di 800 Klafter (1.517,19 m), in un piano di proiezione nel quale l’asse delle ascisse ha direzione positiva verso Sud e quello delle ordinate verso Ovest. La scala adottata fu 1:2.880.

Ogni mappa rappresenta una estensione pari a 288 ettari (= 500 jugeri). La si compila col metodo detto “a perimetro aperto”, ma per zone di intenso frazionamento (ad esempio alcuni centri urbani), sono state realizzate “isole” a stralcio in scala 1:1440. Con l’introduzione del sistema metrico decimale tutte le misure ed i riferimenti, in precedenza ordinati sul Klafter, sono stati convertiti.

Dopo il passaggio all’Italia, alla fine della prima Guerra mondiale le città fino ad allora dominate dall’Austria mantennero il vecchio ordinamento tavolare e catastale. Nel 1932, in vigore  si disponeva testualmente: “Poiché nelle Terre Redente vige l’Istituto del Libro Fondiario (Tavolare), che non esiste nelle altre province del Regno e poiché il Catasto vi è strettamente collegato e ne forma anzi un necessario complemento, la conservazione del Catasto, nelle Terre Redente, deve essere fatta seguendo la legislazione ex-austriaca” . 

Ad ogni Ufficio catastale corrisponde un Ufficio del Libro fondiario. Presso ogni tribunale e sezione distaccata di tribunale è costituito un ufficio “tavolare”, incaricato della conservazione dei libri fondiari, cui è preposto un giudice (giudice tavolare) designato dal presidente del tribunale. Ogni ufficio è competente alla conservazione dei libri fondiari riguardanti gli immobili che sono situati, in tutto o nella loro parte preminente, nella rispettiva circoscrizione. Nei territori retti a regime tavolare, la proprietà e gli altri diritti reali sugli immobili si trasferiscono e si costituiscono solo a seguito della loro iscrizione nel Libro fondiario. Dato l’impianto a base reale del sistema tavolare, le iscrizioni dei diritti sugli immobili sono eseguibili solo nei confronti di chi le ha richieste per primo, cosicché a fronte di una doppia alienazione di uno stesso bene solo chi per primo ne richiede l’iscrizione, e la ottiene, risulterà a tutti gli effetti titolare del diritto mentre chi arriva tardi, al pari di chi non arriva mai, non potrà ottenere nessuna iscrizione nel Libro fondiario. Ciò, impedisce possibili atti disonesti (doppia vendita) con effetti propagatori come pur diversamente può avvenire nel sistema nazionale della trascrizione.

Il sistema Catasto/Libro fondiario, ora totalmente informatizzato nella sua gestione, consente di risalire facilmente a tutti gli atti connessi al completo stato giuridico, tecnico, fiscale impostato su una base reale (particelle catastali) e non meramente personali.

Ma – è la domanda – Maria Teresa buonanima farà risparmiare qualcosa ai contribuenti trentini quando arriverà la stangata della riforma del Catasto? “No, è la sconsolante risposta di Revolti, l’Istituto del Catasto fabbricati è tipicamente di provenienza italiana. Anche nella nostra provincia, pur con qualche adattamento per seguire l’impostazione del Catasto fondiario, le regole tecniche della sua formazione e gestione sono simili. La prossima revisione degli estimi catastali, una volta partita da Roma, dovrà essere recepita anche da Trento (la competenza di revisione è rimasta statale in questo caso)”.

Il passaggio da vani a metri consente di andare verso una maggiore equità: c’è però il rischio di pagare molto ma molto di più.

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Milano con il volto pulito per Expo 2015 Campagna di Assoedilizia contro i graffiti selvaggi –INCONTRO IN COMUNE – Lettera del presidente Achille Colombo Clerici all’Assessore ai LL.PP. del Comune di Milano, Carmela Rozza

aprile 11, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Milan Italy

Manca poco più di un anno ad Expo 2015, evento sul quale l’intero Paese ripone grandi speranze ritenendolo lo spartiacque tra recessione e ripresa. Ancora maggiore importanza esso riveste per Milano che si prepara in molti modi ad accoglierlo nella maniera migliore possibile.

Anche presentandosi pulita dai graffiti o dagli imbrattamenti di sorta?

L’intenzione c’è. Le iniziative dei privati pure e per il loro coordinamento e la loro propulsione si muove l’amministrazione pubblica.

L’assessore ai Lavori Pubblici Carmela Rozza ha invitato le categorie maggiormente coinvolte (anche se, va detto, coinvolto in primis è il buon cittadino milanese), cioè proprietari di immobili, amministratori di condominio, commercianti, ad uno scambio di idee e di proposte le migliori delle quali verranno sviluppate nei prossimi mesi.

Assoedilizia ha riassunto la propria posizione in una lettera del presidente Achille Colombo Clerici inviata all’Assessore ai Lavori Pubblici Carmela Rozza:  

Gentile Assessore, 

ringraziandoLa anzitutto per l’invito ad un primo scambio di idee e di proposte sulla questione graffiti alla vigilia di Expo 2015 assieme alle altre categorie interessate alla soluzione dell’annoso problema,  e rispondendo volentieri al Suo appello, ci permettiamo di proporre una campagna di sensibilizzazione rivolta ai milanesi congiuntamente dal Comune di Milano e da Assoedilizia.

L’idea di base è semplice, come spieghiamo in migliaia di manifestini (vedasi l’allegato). Provvedere alla ripulitura dei muri utilizzando una normativa in vigore: quella che consente ai condomini persone fisiche di usufruire, per le opere di ordinaria manutenzione riguardante le parti comuni (quali sono le ripuliture delle facciate dei palazzi) della detrazione del 50% dal reddito dei singoli condomini.

Il tetto massimo è di 96.000 euro per ogni detrazione relativa ad unità abitative o per uso diverso, commerciale, professionisti, artigianale etc.  

Questa agevolazione è stata prorogata fino alla fine del 2014: ma rimane pur sempre una misura non strutturale che potrebbe un domani non essere più prorogata.

Ma dalla pubblica amministrazione Assoedilizia si attende, ove possibile, anche forme di incentivazione collaborativa (ad esempio l’eliminazione della tassa ponteggi e di occupazione di suolo pubblico), la fornitura gratuita del materiale di ripulitura e quant’altro.  

Va tenuto presente che la battaglia contro i graffiti selvaggi non si risolve con una sola ricetta.

Lo sappiamo bene noi, quali protagonisti e testimoni da quasi un terzo di secolo del fenomeno.

Ciò che ci preoccupa è che si tentino di nuovo strade, senza considerare che storicamente esse hanno portato ad un vicolo cieco. 

Assoedilizia ha attivato la concessione di una cinquantina di muri ai graffitisti, l’approvazione di leggi restrittive, organizzato dibattiti e convegni a iosa, coinvolto Comune, Regione, ed altre istituzioni, dato il via a ripuliture pubbliche, ha fatto corsi all’Accademia di Brera (raccolti in un volume) e nelle scuole, nonché periodici monitoraggi sullo stato di imbrattamento. 

Alcune di queste iniziative sono state riproposte nel corso del nostro incontro: temiamo avrebbero lo stesso risultato. 

C’è stata, all’inizio, la sottovalutazione del fenomeno da parte della pubblica amministrazione: poche centinaia di ragazzotti, si diceva.
Quando la moda passerà spariranno anche i graffiti: erano più di venticinque anni fa e siamo ancora allo stesso punto.

In realtà il graffitismo è parte di una cultura autonoma giovanile, o di una sottocultura, se si vuole – l’ha documentato una tesi di laurea da noi propiziata –  che nella musica (rap) e nella danza (break dance) ha le altre fondamentali manifestazioni.  

A Milano i graffitisti sono migliaia, organizzati in crew (bande) collegati in una rete mondiale con giornali, radio, siti.

Fino a pochi anni or sono si riunivano annualmente in un grande albergo cittadino.

Non si elimina una “cultura-sottocultura” solo con le multe.

Poi c’è stata la discussione tra chi distingueva graffiti “buoni” da quelli “cattivi”,  e c’era chi auspicava il dialogo con i graffitisti: senza rendersi conto che gli autori delle tags o scarabocchi che più disturbano intendono aggredire la città di proposito oppure vivono situazioni di disagio.

A New York, con cui Assoedilizia si mise in contatto in teleconferenza attraverso i buoni uffici del Consolato Usa, il sindaco Giuliani non aveva dubbi: i graffiti non autorizzati sono tutti cattivi e si cancellano.

Questa la procedura.

“Graffiti Answers”, una società specializzata, offre alla municipalità apparecchiature (idropulitrici, miscelatori di colore eccetera) al modico costo di 2 milioni di dollari l’anno, pagati dal Governo federale nell’ambito di un programma nazionale antigraffiti: il Comune mette a disposizione camion e personale.

Così ogni giorno, per 8 ore al giorno, dieci di questi mezzi girano per la città – e intervengono su segnalazione dei cittadini a un numero verde – per ripulire in due maniere i muri imbrattati: o con getti di liquido decolorante che cancellano il graffito oppure ricoprendolo con uno strato di pittura uguale alla preesistente grazie alla miscelatura automatica del colore e della tonalità.

Vengono così ripuliti ogni giorno 6.000 metri quadrati di facciate (100 edifici calcolando per ciascun edificio un imbrattamento medio di 20 metri per 3).

Costo zero, quindi, per i privati, e servizio efficiente.
Anche a Milano si potrebbe fare la stessa cosa: ad esempio l’Amsa, assieme allo sgombero delle immondizie, potrebbe provvedere alla ripulitura dei muri.
Se si frappongono problemi giuridici impegnamoci congiuntamente a superarli.

“Da noi – ci aveva detto Bruce Pinkney, presidente di Graffiti Answers – ci sono multe e addirittura pene detentive per i graffitisti, ma questo tipo di repressione ha dato scarsi risultati: molto più efficace è cancellare il graffito dopo poche ore.
E se il graffitista torna a sporcare, nuova immediata ripulitura. In breve il graffitista si scoraggia, perché il suo obiettivo è di mostrare la propria opera alla gente per un lungo periodo di tempo. Senza contare che spende in bombolette un mucchio di soldi per niente”.

Milano deve presentarsi a Expo 2015 con il volto nitido e pulito di una capitale moderna, funzionale, attrattiva e non con il volto dipinto con i colori di Arlecchino o, peggio, imbrattato di sgorbi.

La ringrazio della Sua attenzione e Le porgo i migliori saluti. 

Foto:
– Volantino Assoedilizia
– Achille Colombo Clerici con Carmela Rozza

volantino graffiti0001

Achille Colombo Clerici con Carmela Rozza

Emilio Alemagna a Villa Borromeo Arcore – Architetto Milanese

aprile 10, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Milan Italy
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Istituto Europa Asia
IEA
Europe Asia Institute

EMILIO ALEMAGNA, ARCHITETTO DELLA NOBILTA’
RICORDATO CON UNA RASSEGNA A VILLA BORROMEO DI ARCORE

All’insegna dell’incontro tra arte e nobiltà milanese venerdì 11 aprile alle ore 18  si inaugura ad Arcore, Scuderie di Villa Borromeo, la rassegna sul grande architetto Emilio Alemagna che proseguirà con i convegni: il giorno successivo, sabato, ore 18, titolo “L’intervento di Emilio Alemagna in Villa Borromeo”; il 7 maggio, ore 21, “Dimore d’altri tempi, esperienze di restauro conservativo di ville gentilizie”; a settembre “Lo scultore ticinese Vincenzo Vela ad Arcore”.

Emilio Alemagna nacque a Milano, di nobile famiglia, nel 1833.

Si addottorò in matematica e ingegneria all’università di Pavia e si perfezionò in architettura presso l’Accademia di belle arti di Milano.

Fino al 1862 lavorò per le Ferrovie lombarde.

Dal 1860 fu consigliere dell’Accademia di Brera.

Allievo e collaboratore di G. Balzaretto, ne continuò i lavori ai Giardini, che portò a termine insieme con E. Combi in occasione dell’Esposizione del 1881, per la quale curò anche vari addobbi.

Specializzatosi in dimore per i patrizi milanesi (villino Borghi, palazzo Castelbarco Albani, ora demoliti) e in ordinamento di giardini, nel 1893 compì anche la sistemazione della zona del Parco, dall’Arco della Pace al Castello Sforzesco.

Nel 1883 fu tra i membri del giuri per il concorso per la facciata del duomo.

Nel palazzo Trivulzio in piazza S. Alessandro costruì la scala elicoidale, di stile barocco, che conduce dall’ingresso ai saloni della biblioteca.

Numerosi i suoi lavori nei dintorni di Milano, e specialmente, negli anni tardi della sua vita, nel Varesotto: continuò l’opera del Balzaretto nella villa d’Adda a Arcore, erigendovi tra l’altro la cappella sepolcrale in stile gotico, e quella del Pollack nella villa Andreani-Castelbarco Albani di Casciago; a Blevio (Como) costruì la villa Miglini; a Varese la Villa Esengrini (ora Aletti), con grandioso scalone barocchetto.

Sua è anche la villa Giovanelli a Lonigo (Vicenza)

Foto: Achille Colombo Clerici Presidente di Assoedilizia con l’arch. Ippolito Calvi di Bergolo, ADSI Associazione Dimore Storiche Italiane a Bruxelles

Achille Colombo Clerici con Ippolito Calvi di Bergolo, vicepresidente di AMICI DI MILANO

MILANO CITTÀ NARRATA – Touring Club Italiano – Presentazione libro Aprile 2014

aprile 9, 2014

Associazione “Amici di Milano”
e
Istituto Europa Asia
Europe Asia Institute

Nel ricordo del socio d’onore di “Amici di Milano” Guido Vergani, degli amici scrittori Carlo Castellaneta, Lucio Lami, Giovanni Raboni, il presidente Achille Colombo Clerici

MILANO CITTÀ NARRATA 

“Un libro utilissimo per viaggiatori curiosi, turisti sognatori e milanesi ignari.
Un atto d’amore verso la metropoli meneghina che vi stupirà.” 

Un atto d’amore verso la metropoli meneghina che Vi stupirà, attraverso i contributi di: Pier Luigi Amietta – Daniele Carozzi – Pinin Carpi – Marosia Castaldi – Carlo Castellaneta – Maria Corti – Lella Costa – Anna Crespi Morbio – Franco Della Peruta – Angelo Gaccione – Vivian Lamarque – Lucio Lami – Francesco Leonetti – Grazia Livi – Franco Loi – Giancarlo Maiorino – Cesare Medail – Maurizio Meschia – Morando Morandini – Maurizio Nichetti – Ferruccio Parazzoli – Ottavia Piccolo – Bianca Pitzorno – Roberto Piumini – Oreste Pivetta – Arnaldo Pomodoro – Giò Pomodoro – Alessandro Quasimodo – Giovanni Raboni – Guido Vergani

martedì 15 aprile – ore 18.00
c/o Touring Club Italiano
corso Italia, 10 

Intervengono lo scrittore Angelo Gaccione, curatore e co-autore del volume, e la scrittrice e giornalista Isabella Bossi Fedrigotti.

Foto di archivio : da sin. Anna Crespi Morbio, Achille e Giovanna Colombo Clerici, Livia Pomodoro

Excellent 2013 Da sin. Livia Pomodoro, Giovanna Colombo Clerici, Achille Colombo Clerici, Anna Crespi Morbio

 

Condominio Riforma, Convegno Assoedilizia/Anai – Milano Workshop Aprile 2014 – Achille Colombo Clerici, Maurizio de Tilla

aprile 9, 2014

ASSOEDILIZIA – Property owners’ Association Milan Italy

Due workshop in Assoedilizia con la presenza di 600 operatori del settore immobiliare, proprietari, avvocati e amministratori.

LA RIFORMA DEL CONDOMINIO INTERPRETATA NEI PUNTI NON RISOLTI

I saluti dei presidenti Achille Colombo Clerici (Assoedilizia), Paolo Giuggioli (Ordine degli Avvocati), Renato Laviani (Anai) e le relazioni degli avvocati Maurizio de Tilla, Cesare Rosselli, Augusto Cirla, Paola Di Patrizio, Marco Marchiani

In Italia una riforma, da  quando viene  concepita a quando vede la luce, è oggetto di tanti di quegli interventi del blocco burocratico-corporativo-amministrativo che può uscirne snaturata. Per di più viene presentata con un linguaggio così ermetico da lasciare attoniti.

Intendiamoci, non è questo un fenomeno unico al Belpaese: succede in ogni democrazia, ma certamente da noi assume dimensioni inaccettabili. E tocca alla fine alla magistratura dare interpretazioni, chiarire dubbi, tracciare il solco del diritto aiutata in ciò dagli avvocati. Nel corso degli anni e dei decenni.

E’ successo, in parte, anche con la riforma del Condominio. Per farla ci sono voluti più di 70 anni, ed ha un nome e una data: Legge di Riforma del condominio (11.12.2012 n. 220). Qualche marchiano errore, qualche assurdità, qualche contraddizione sono stati risolti prima della stesura definitiva anche grazie all’intervento dell’associazione della proprietà edilizia (ricordiamo i numerosi convegni, la grande adesione – oltre mille associati in più riprese – la consulenza ai parlamentari, agli organismi tecnici impegnati nella stesura e agli organi  d’informazione). Ma resta ancora molto da chiarire: e soprattutto bisogna essere in grado di sostenere, davanti al magistrato, la versione più corretta della normativa.

Ecco quindi gli incontri organizzati da ASSOEDILIZIA e da ANAI tra gli operatori del settore immobiliare, proprietari di immobili, avvocati e amministratori immobiliari per approfondire e dibattere sugli argomenti non ancora risolti svoltosi nelle sale dell’Associazione, affollate (circa 600 i partecipanti).

Primo workshop

I lavori sono stati moderati dal Giudice del Tribunale di Milano, sezione XIII, dott. Giacomo Rota ed hanno ricevuto i saluti di avvio del Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, dell’avv. Renato Laviani di Anai e del presidente di ASPESI Federico Filippo Oriana.

Con la partecipazione dell’avv. Paolo Giuggioli, Presidente dell’Ordine Avvocati di Milano.

L’avv. Maurizio de Tilla, Presidente Nazionale Anai (Innovazioni e modificazioni d’uso), ha affrontato temi quali la multiproprietà, le modificazioni d’uso, numerosi tipi di innovazione, le tabelle millesimali, il condominio, il supercondominio, la solidarietà passiva. Ma anche il presidente della nuova associazione di legali (costituita da un anno conta 117 sezioni con 5000 iscritti) ritiene che su alcune questioni importanti la riforma abbia lasciato le cose al punto di prima.

Il coordinatore dei corsi di aggiornamento professionale amministratori avv. Cesare Rosselli è intervenuto con una breve relazione su “Oneri e responsabilità dell’amministratore” illustrando le principali novità in materia introdotte dalla legge n.220/2012 di riforma del condominio nonché dal recente Decreto legge 145 del 23/12/13

L’attenzione è stata posta, tra gli altri, sui temi più delicati e controversi riguardanti la nullità della nomina dell’amministratore per mancata indicazione analitica del compenso, la sospensione dell’efficacia della nomina in caso di richiesta assembleare di stipula di polizza assicurativa personale, la durata dell’incarico specialmente sotto il profilo del rinnovo tacito. Sono stati esaminati infine i casi in cui è possibile procedere alla revoca, casi il cui studio fornisce anche utili indicazioni sui doveri dell’amministratore. Si è pure posto in luce che a differenza del sistema previgente la nuova norma in tema di revoca prevede una serie di ipotesi tipiche in riferimento alle quali la valutazione del giudice appare vincolata e, comunque, estremamente limitata.

Secondo l’avv. Augusto Cirla (Supercondominio, condominio parziale e minimo) “con il nuovo art. 1117 bis il supercondominio viene espressamente riconosciuto dal legislatore della riforma nelle sue possibili configurazioni, vale a dire nel caso di più unità immobiliari autonome o più edifici con beni o servizi in comune, oppure di più gruppi di unità immobiliari autonome aventi ciascuna una organizzazione condominiale (definiti condominii di unità immobiliare) o infine di più gruppi di edifici condominiali (definiti condominii di edifici). Il termine supercondominio individua dunque quei complessi immobiliari costituiti da singole unità immobiliari o da edifici, a cui corrispondono  altrettanti condominii, che hanno tra loro alcune cose, impiamti e servizi contestualmente legati dalla relazione di accessorio a principale. Ogni acquirente del singolo appartamento si trova così automaticamente a far parte di due distinte organizzazioni condominiali: di quella riguardante il fabbricato dove è sita la sua singola proprietà e di quella comprendente le aree e i servizi comuni a tutti i partecipanti al più ampio complesso condominiale

Per la consulente di Assoedilizia avv.ssa Paola Di Patrizio (Morosità e solidarietà passiva) la legge di riforma ha aggravato in modo significativo le responsabilità dell’amministratore con riferimento alle morosità in condominio, stabilendo che l’avvio dell’azione giudiziale di recupero del credito debba avvenire, salvo deroga accordata dall’assemblea, entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio in cui il credito esigibile è compreso e stabilendo che l’azione giudiziale intrapresa debba essere curata diligentemente dall’amministratore in ogni sua fase, fino all’esecuzione coattiva, pena la revoca giudiziale dall’incarico. Quanto ai creditori del condominio, le stringate disposizioni che affrontano l’argomento, peraltro senza pronunciarsi esplicitamente sulla dibattuta questione della natura parziaria o solidale della responsabilità dei condomini per le obbligazioni contratte dal Condominio, stabiliscono che il terzo insoddisfatto possa agire esecutivamente nei confronti del condomino in regola con pagamenti solo dopo l’escussione dei condomini morosi; solo dopo, cioè, che, mediante esperimento di azioni esecutive, sia stata accertata l’incapienza (totale o parziale) del patrimonio del moroso. Trattasi di sistema particolarmente gravoso per il terzo sia in termini economici, posto che potrebbe essere costretto a promuovere più azioni esecutive, sia per la tempistica di concreto realizzo del credito. Per arginare il rischio del mancato soddisfacimento del credito del terzo molto potranno fare sia la tempestiva attività di recupero dei contributi condominiali da parte dell’amministratore, senz’altro voluta dalla riforma, e la prevista costituzione del fondo obbligatorio per le manutenzioni straordinarie e le innovazioni.

“Assemblea condominiale e impugnativa” è stato il tema dell’avv. Marco Marchiani, consulente di Assoedilizia.

La materia assembleare, ha detto, non presenta particolari difficoltà interpretative pur nell’ambito delle modificazioni introdotte dalla riforma che hanno riguardato principalmente sia le modalità di convocazione dell’assemblea, che lo svolgimento della stessa e le maggioranze richieste. Sulle modalità di convocazione, ora tipizzate in alcune ipotesi ben individuate, il dubbio che sorge è se tramite il Regolamento di Condominio si possa allargare o meno la loro tipologia; l’interpretazione è a mio parere positiva solo nel senso che il Regolamento possa limitare le modalità di convocazione ad alcuni meccanismi soltanto, ma non ampliarne i generi. Per quanto riguarda invece lo svolgimento vero e proprio dell’assemblea, oltre alla riduzione del numero dei condomini per la partecipazione e la validità delle deliberazioni, per le quali è sempre prevista ora la sola maggioranza dei presenti, (perciò con una certa riduzione dei numeri, ma non delle quote), v’è da precisare che il recente D.L. 145/13 ha attribuito alla competenza dell’assemblea l’applicazione delle sanzioni ai condomini per le violazioni al Regolamento di Condominio, nonché la facoltà di poter dilazionare i tempi di versamento del fondo obbligatorio per opere straordinarie (art.1135 c.c.), nel caso di pagamenti effettivamente dilazionati all’Impresa. Resta da precisare che si deve ritenere tutt’ora esistente la figura del Presidente dell’assemblea, la cui menzione è stata di fatto eliminata, anche in applicazione analogica dell’art. 1371 c.c. e seg.ti; ed al Presidente va attribuito il compito di redigere il verbale, ora allargato al contenuto della riunione e non più alla sola deliberazione, nonché alla verifica della regolarità della convocazione ed all’eventuale riduzione delle deleghe in eccesso.

Numerosi i quesiti cui sono state date risposte. E l’accordo, tra Assoedilizia e Anai, di incontrarsi ancora per ulteriori interventi di chiarimento.

 
Secondo workshop

Infatti il nuovo incontro-seminario ha avuto luogo martedì 8 aprile alle ore 14,30  sempre presso Assoedilizia.  

Moderatore dei lavori il dott. Giacomo Rota, Giudice del Tribunale di Milano, sezione XIII.

Relatori gli avvocati Maurizio de Tilla, presidente nazionale Anai “Innovazioni e modificazioni d’uso”; Marco Carbonari, consulente Assoedilizia “Oneri e responsabilità dell’amministratore”; Augusto Cirla, Foro di Milano “Supercondominio-condominio parziale e minimo”; Paola Di Patrizio, consulente Assoedilizia “Morosità e solidarietà passiva”; Luca Stendardi del Consiglio Direttivo di Assoedilizia “Assemblea condominiale e impugnativa”.

Hanno porto il saluto ai partecipanti Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e Roberto Renzella per Anai.

Foto : Achille Colombo Clerici con Federico Filippo Oriana, con Maurizio De Tilla e Paolo Giuggioli

 Colombo Clerici e Oriana

Achille Colombo Clerici e Maurizio De Tilla 2

Achille Colombo Clerici e Paolo Giuggioli

 

 

 

 

“La Meneghina e Milano, 90 anni di impegno per la cultura milanese” Libro – Famiglia Meneghina – Società del Giardino

aprile 8, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
ISTITUTO EUROPA ASIA – IEA – EUROPE ASIA INSTITUTE

  

I 90 ANNI DE LA MENEGHINA IN UN VOLUME DI ALESSANDRO GERLI

Colombo Clerici: “Una significativa documentazione per comprendere l’evoluzione di Milano, la più europea ed al tempo stessa più italiana città d’Italia”

“La Meneghina e Milano – 90 anni di impegno per la cultura milanese” è il titolo del volume a cura di Alessandro Gerli (Cisalpino-Istituto Editoriale Universitario) che viene presentato con l’introduzione di Gaetano Galeone, Presidente della Società del Giardino e gli interventi di Edoardo Teodoro Brioschi, Salvatore Carrubba, Silvia Morgana, Silvia Donghi e dello stesso autore Alessandro Gerli.  

L’Associazione Culturale Biblioteca Meneghina-Società del Giardino è un’associazione senza fini di lucro che riunisce personalità del mondo culturale e imprenditoriale milanese.

Commenta il volume il socio d’onore della Famiglia Meneghina Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia: “Un importante documento che aiuta, attraverso la descrizione degli eventi,  a comprendere la straordinaria evoluzione della più europea ed al tempo stessa più italiana città d’Italia”.

Scopo principale dell’Associazione è di promuovere ogni iniziativa atta a far conoscere la storia, i costumi, l’arte e tutti gli aspetti della cultura, dell’economia e della vita sociale, civile e religiosa milanese.

Essa ha stabilito una rete di collegamenti, sia per lo scambio di informazioni, sia per elaborare progetti in comune, con altre biblioteche specialistiche milanesi e con associazioni milanesi.

L’Associazione cura e amministra la Biblioteca, già della “Famiglia Meneghina”, presieduta da Alessandro Gerli, riconosciuta come una delle più specialistiche su Milano, con 9000 volumi catalogati con sistema informatico.

Nel 1999 l’Associazione ha ripreso la pubblicazione delle sue strenne, che rappresentano la più significativa continuazione della tradizione editoriale della Famiglia Meneghina

Foto : Achille Colombo Clerici
– con Alessandro Gerli
– con Gaetano Galeone presidente Società del Giardino

Colombo Clerici con Alessandro Gerli

Colombo Clerici con Gaetano Galeone 2

 

Riforma Catasto – Convegno Assoedilizia e Federlombarda Edilizia con patrocinio Sole 24 Ore – 29 Aprile 2014

aprile 7, 2014

logo assoedilizia a colori

 

Con il patrocinio di 
logo gruppo 24 ore

 

CONVEGNO
La Riforma del Catasto

 

Martedì 29 aprile 2014
Ore 15
 Assoedilizia
Via Meravigli 3, Milano – Primo piano

 

Saluto introduttivo
Avv. Achille COLOMBO CLERICI, Presidente Assoedilizia
Moderatore
Dott. Saverio FOSSATI, Il Sole 24 Ore
 
Coordinatrice
Avv. Bruna VANOLI GABARDI
E’ stato invitato il Direttore dell’Ufficio provinciale di Milano-Territorio Agenzia delle Entrate

Relatori

Ing. Antonio IOVINE, esperto in materia catastale ed estimo
“Attuazione della delega governativa alla revisione del catasto fabbricati”
Notaio Dott. Ugo FRIEDMANN, Collegio Notarile Milano
“Rapporti tra valori catastali e transazioni immobiliari”
Geom. Cristiano CREMOLI,  Presidente Collegio Geometri provincia di Milano
“Metodi di definizione delle rendite catastali”
Dott. Massimo DE ANGELIS, Assoedilizia
“Effetti fiscali della revisione del Catasto”
Dott. Antonio PICCOLO, Assoedilizia
“Revisione del catasto e dimore storiche”
 
Tavola Rotonda
Avv. Bruna VANOLI GABARDI, Assoedilizia
Dott. Federico Filippo ORIANA,  Amministratore delegato Aspesi
Ing. Flavio TRESOLDI, Ordine degli Ingegneri
Arch. Enrico VIGANO’, Ordine degli Architetti di Milano
Perito Industriale Edile Federico DOTTI, Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati delle province di Milano e Lodi   

La Legge 11 marzo 2014 n. 23 art 2 ha conferito al Governo la delega ad attuare la revisione del Catasto dei Fabbricati.
L’odierno workshop ha la finalità di promuovere e concretizzare un approfondimento ed una riflessione valutativa sul tema.
 

Segreteria organizzativa: Assoedilizia, Dott.ssa Nicoletta Enrico tel 02.885591
email: segreteria@assoedilizia.mi.it

 

Colombo Clerici con Maurizio Lupi 2

AlpTransit – Terzo Valico – Corridoio 24 Europa – Convegno Rotary Genova Lugano

aprile 7, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
ISTITUTO EUROPA ASIA –   IEA – EUROPE ASIA INSTITUTE

  

A Genova convegno organizzato dai Rotary Club di Genova e di Lugano

 “DALLE ALPI AL MEDITERRANEO”, NUOVO SVILUPPO POSSIBILE

“Dalle Alpi al Mediterraneo” è il titolo del convegno organizzato sabato 12 aprile prossimo alle ore 9,30  dai Rotary Club di Genova e di Lugano con tutti i Rotary Club genovesi e con il patrocinio della Camera di Commercio.

Luogo, la Sala delle Grida dell’ex Borsa Valori di Genova.

Dopo il saluto alla bandiera, interventi dei presidente del R.C. Genova Giovanni B. Varnier e di Lugano Giorgio Grandini.

I lavori, moderati da Fabio Capocaccia, presidente Istituto Italiano Comunicazioni, vedono le relazioni di

Raffaella Paita, assessore regionale alle Infrastrutture;
Stefano Vescovi, consigliere dell’Ambasciata svizzera a Roma;
Walter Lupi, commissario Governo per Terzo Valico;
Alberto Del Col, direttore settore Esecuzioni Progetto AlpTransit e Monte Ceneri;
Luigi Merlo, presidente Autorità Portuale di Genova;
Bernhard Kunz, Direttore Hupac;
Enrico Musso, professore Economia dei Trasporti Università di Genova;
Rico Maggi, Università Svizzera Italiana e Università Zurigo;
Guido Conforti, Confindustria Genova, responsabile area Ambiente Territorio Centro Studi.

Alle ore 12,15 premiazione 3^ edizione del Premio di Laurea Giuseppe Manzitti promosso da Civ in collaborazione con la Scuola Politecnica dell’Università di Genova.

Conclusioni del convegno, Fabio Capocaccia.

Foto d’archivio: Achille Colombo Clerici pres. Istituto Europa Asia e Massimo Baggi Console Generale di Svizzera in Italia

Achille Colombo Clerici presidente dell'Istituto Europa Asia con il Console Generale di Svizzera Massimo Baggi