Guido Podestà – Assoedilizia incontro con il Presidente Achille Colombo Clerici

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

INCONTRO COLOMBO CLERICI – PODESTA’
SUL TAVOLO L’ECONOMIA IMMOBILIARE

In un incontro tra il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, candidato al Parlamento Europeo, e il Presidente di Assoedilizia  e Vice Presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici si sono esaminati i problemi dell’economia immobiliare italiana e lombarda che Colombo Clerici ha così riassunto:

“A torto gli economisti e i governanti hanno sempre considerato l’economia immobiliare come una variabile indipendente del sistema economico generale, minore rispetto alla produzione industriale, ai commerci, alla  finanza. Che errore macroscopico!

L’economia immobiliare, sostenuta dal risparmio nell’immobile è qualcosa  di complesso e nel nostro Paese ha una tipologia tutta propria.
L’Italia, come si distingue per il più alto numero di PMI (in termini relativi, quasi una ogni 10 abitanti), così presenta il più elevato numero di proprietari immobiliari: 46 milioni di soggetti (persone fisiche e persone giuridiche); titolari di proprietà globale (individuale ed esclusiva) o pro quota (in comunione); piena o nuda. Così suddivisi: 29 milioni sono i proprietari di fabbricati;  8 milioni proprietari solo di terreni e 9 di terreni e di fabbricati. Il 96% è costituito da cittadini italiani. Il valore medio dell’investimento per ogni soggetto è di circa 170/200.000 euro.

Un grande volano dell’economia che  genera una continua attività di manutenzione del patrimonio e tutta una serie di attività complementari “di indotto” volte alla amministrazione, alla gestione, alla valorizzazione/riqualificazione ed alla commercializzazione degli immobili.

Ma perché ciò avvenga è necessaria la fiducia in questo “mercato” sia dei grandi operatori magari istituzionali, sia dei risparmiatori diffusi, cioè delle famiglie.

In questi ultimi tempi alcuni importanti fondi immobiliari tedeschi, che hanno investito in tutti i Paesi d’Europa, si stanno affacciando sul mercato italiano: trovandosi di fronte a una grande incertezza della stabilità fiscale dovuta alla riforma del catasto in corso, che durerà anni ed alla fine non si sa dove ci porterà.

Agli occhi dei fondi non conta tanto il trattamento fiscale loro riservato, che pure è un regime di defiscalizzazione dei redditi assai favorevole. Conta piuttosto, se non la valorizzazione, quanto meno la tenuta dei valori di mercato, che presidiano la validità del loro investimento.

E quando la fiscalità generale è punitiva del risparmio immobiliare diffuso si mette a rischio la tenuta stessa dei valori di mercato. Con questa prospettiva i fondi stranieri rimangono alla finestra. E le famiglie italiane cosa dovranno fare con i propri risparmi?

Senza dunque una norma di salvaguardia specifica che, al di là dei buoni ma inefficaci propositi dell’invarianza di gettito, garantisca il contribuente immobiliare, ligio alle norme, da pesanti inasprimenti della pressione fiscale, la riforma catastale in itinere produrrà immediatamente danni all’economia immobiliare, per l’incertezza che crea negli investitori diffusi e nel mercato”.

Foto: Guido Podestà con Achille Colombo Clerici 

Achille Colombo Clerici con Guido Podestà

 

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