Angelo Ciocca – Assoedilizia incontro con il Presidente Achille Colombo Clerici

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

INCONTRO COLOMBO CLERICI-CIOCCA (LEGA NORD)
SUL TAVOLO L’EUROPA E L’ECONOMIA IMMOBILIARE ITALIANA

In un incontro tra il presidente della commissione regionale per le Attività produttive Angelo Ciocca  della Lega Nord candidato al Parlamento Europeo per la circoscrizione Nord Ovest  e il Presidente di Assoedilizia  e Vice Presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici, si sono esaminate le conseguenze non positive della politica europea sull’economia immobiliare italiana e lombarda che Colombo Clerici ha così riassunto:

“L’Europa deve fare i conti con l’economia immobiliare italiana, che non può essere misconosciuta al punto di innestare un processo di depauperamento dell’economia generale italiana.

Il nostro Paese presenta:

– La più bassa percentuale europea di immobili che per legge concorrano a formare il gettito delle imposte immobiliari ed a finanziare i servizi locali: il 50% degli immobili ed 1/3 delle abitazioni. I restanti 2/3 delle case non pagano sostanzialmente i servizi comunali (Tasi permettendo) anche se il proprietario è Rockfeller. Tanto che chi è rimasto a pagare paga enormemente.

– Una quota di immobili di edilizia residenziale pubblica tra le più basse d’Europa, il 4% del totale. Dal 1998 si sono bloccati i finanziamenti alle case popolari. Sicché oggi da noi i meno abbienti non trovano più casa.

– La più bassa quota in Europa di abitazioni in locazione: il 18% contro una media europea che è grosso modo  del doppio. Con grave pregiudizio di quella mobilità abitativa che le trasformazioni socio-economiche in atto richiederebbero per le diverse esigenze di lavoro, di studio, di famiglia.

Tutto questo significa che non funziona il sistema abitativo e non funziona il sistema degli investimenti immobiliari. Conseguenza ne è stata la grave crisi del settore immobiliare che ha travolto l’intera economia nazionale.

L’economia immobiliare, sostenuta dal risparmio nell’immobile,  è qualcosa di complesso e in Italia presenta una tipologia tutta propria, molto diversa da quella degli altri principali Paesi europei.

L’Italia, come si distingue per il più alto numero di PMI (in termini relativi, quasi una ogni 10 abitanti), così presenta il più elevato numero di proprietari immobiliari: 46 milioni di soggetti (persone fisiche e persone giuridiche); titolari di proprietà globale (individuale ed esclusiva) o pro quota (in comunione); piena o nuda.  Il valore medio dell’investimenti per ogni soggetto è di circa 170/200.000 euro.

Complessivamente il patrimonio immobiliare italiano è un grande volano dell’economia che  genera una continua attività di manutenzione del patrimonio e tutta una serie di attività complementari “di indotto” volte alla amministrazione, alla gestione, alla valorizzazione/riqualificazione ed alla commercializzazione degli immobili. L’attività immobiliare rappresenta il 20% del PIL ed oltre i 2/3 della ricchezza delle famiglie. 

Ma perché ciò avvenga è necessaria la fiducia in questo “mercato”, non solo dei grandi operatori magari istituzionali, ma anche dei risparmiatori diffusi, cioè delle famiglie.

Ma il nostro Stato penalizza questi risparmiatori privilegiando, in una ottica distorta, che si riduce a puntare su interventi di nicchia per cercare di risolvere i problemi generali, i gestori intermediari del risparmio privato.
Pensiamo ai  500 milioni (Commissione Ceriani) per agevolazioni SIIQ, SIINQ, Fondi immobiliari bancari.

In tutti questi anni mai che l’Europa si sia mossa per richiamare l’Italia all’esigenza di avere più case popolari, più case in affitto, una fiscalità più equilibrata nel settore immobiliare.

Si è limitata a chiedere a gran voce un incremento della crescita del Pil (come può crescere il Pil se rimane depresso un comparto che rappresenta il 20%  dell’economia?), il rispetto del fiscal compact, un maggior gettito fiscale complessivo dagli immobili, la riforma del catasto.
Cosa capisse poi l’Europa del nostro catasto, quando in Italia ne sanno a malapena solo pochi adepti, è tutto da vedere.

Poiché dalla revisione catastale in atto, che durerà anni, dipende la fiducia o meno del mercato e poiché alla fiducia è strettamente legata la ripresa del settore, dall’incertezza nella tassazione deriverà non certo un aiuto, bensì una difficoltà per la ripresa del settore immobiliare.

Viene il sospetto che l’Europa porti avanti un disegno che non è tra i più sensibili ai problemi dell’immobiliare italiano.   

 Foto: Achille Colombo Clerici con Angelo Ciocca

 Achille Colombo Clerici con Angelo Ciocca

 

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