Archivio per maggio 2014

Tasi Proroga generale del termine di pagamento – Statuto del contribuente – APPELLO Assoedilizia

maggio 20, 2014

Appello Assoedilizia:

Proroga del termine per il pagamento della Tasi, a settembre per tutti i contribuenti e per tutti i comuni.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Riteniamo che la discriminazione, in sede di pagamento della Tasi, tra contribuenti a seconda del comune in cui sono debitori tributari, derivante dalla proroga del termine di pagamento effettuata in modo differenziato tra i diversi comuni (che abbiano o meno ottemperato alla determinazione delle disposizioni impositive) sia profondamente ingiusta sul piano dell’equità fiscale.

Essa peraltro viola, laddove non ne siano rispettati i termini, lo Statuto del contribuente.

Assoedilizia chiede pertanto lo slittamento a settembre del termine per il pagamento della Tasi per tutti i contribuenti e per tutti i comuni.

“Certezza del diritto, trasparenza e legittimo affidamento sono istituti che ormai da tempo non appartengono più al nostro Paese. Men che meno nel comparto tributario. Eloquente e significativa è la situazione che si è venuta a creare, in vista degli adempimenti per quest’anno, in materia di Imu, Tasi e Tari. Fino a pochi giorni fa, la prima rata della Tasi si versava entro il 16 giugno in tutti i comuni. Ora invece tale termine viene prorogato al 16 settembre, ma soltanto per i comuni che non possono (per le votazioni) o non avranno deliberato le aliquote entro il 23 maggio. In questo modo il governo ritiene di garantire ai contribuenti la “certezza” sugli adempimenti fiscali, ma sembra trascurare che le aliquote e le detrazioni possono essere adottate entro il 31 luglio, termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2014 stabilito (anche) dalla stessa legge 68/2014 che, nel convertire il Dl 16/2014, ha introdotto rilevanti modifiche nelle discipline dei tributi locali. In particolare si ricorda che per quest’anno la Tasi sulle abitazioni principali (e relative pertinenze) va pagata in un’unica rata, entro il termine del 16 dicembre, salvo il caso in cui alla data del 31 maggio sia stata pubblicata la deliberazione di approvazione delle aliquote e delle detrazioni. Per gli immobili diversi dalle abitazioni principali, invece, il versamento della prima rata va eseguito applicando l’aliquota di base pari all’1 per mille, qualora il comune non abbia deliberato un’aliquota diversa entro il 31 maggio. Questa situazione di profonda confusione è iniziata da quando si è concretizzata l’esenzione Imu accompagnata parallelamente dall’istituzione, invece di una vera e propria “service tax”, della Tasi che ha vanificato l’attesa di quanti pensavano che la “certezza” sugli adempimenti della fiscalità locale potesse divenire realtà.

Non è così ed è urgente porre rimedio ricordandosi che lo Statuto dei diritti del contribuente all’articolo 3 dispone fra l’altro che per i “tributi periodici” le modifiche introdotte si applicano soltanto a partire dal periodo di imposta successivo a quello in cui le disposizioni le prevedono. E che, in ogni caso, le disposizioni non possono prevedere “adempimenti” a carico dei contribuenti la cui scadenza sia stabilita prima di 60 giorni dalla data dell’entrata in vigore delle disposizioni stesse o dell’adozione di provvedimenti di attuazione in esse espressamente previste, come le deliberazioni comunali.”                    

Colombo Clerici intervento

 

Angelo Ciocca – Assoedilizia incontro con il Presidente Achille Colombo Clerici

maggio 20, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

INCONTRO COLOMBO CLERICI-CIOCCA (LEGA NORD)
SUL TAVOLO L’EUROPA E L’ECONOMIA IMMOBILIARE ITALIANA

In un incontro tra il presidente della commissione regionale per le Attività produttive Angelo Ciocca  della Lega Nord candidato al Parlamento Europeo per la circoscrizione Nord Ovest  e il Presidente di Assoedilizia  e Vice Presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici, si sono esaminate le conseguenze non positive della politica europea sull’economia immobiliare italiana e lombarda che Colombo Clerici ha così riassunto:

“L’Europa deve fare i conti con l’economia immobiliare italiana, che non può essere misconosciuta al punto di innestare un processo di depauperamento dell’economia generale italiana.

Il nostro Paese presenta:

– La più bassa percentuale europea di immobili che per legge concorrano a formare il gettito delle imposte immobiliari ed a finanziare i servizi locali: il 50% degli immobili ed 1/3 delle abitazioni. I restanti 2/3 delle case non pagano sostanzialmente i servizi comunali (Tasi permettendo) anche se il proprietario è Rockfeller. Tanto che chi è rimasto a pagare paga enormemente.

– Una quota di immobili di edilizia residenziale pubblica tra le più basse d’Europa, il 4% del totale. Dal 1998 si sono bloccati i finanziamenti alle case popolari. Sicché oggi da noi i meno abbienti non trovano più casa.

– La più bassa quota in Europa di abitazioni in locazione: il 18% contro una media europea che è grosso modo  del doppio. Con grave pregiudizio di quella mobilità abitativa che le trasformazioni socio-economiche in atto richiederebbero per le diverse esigenze di lavoro, di studio, di famiglia.

Tutto questo significa che non funziona il sistema abitativo e non funziona il sistema degli investimenti immobiliari. Conseguenza ne è stata la grave crisi del settore immobiliare che ha travolto l’intera economia nazionale.

L’economia immobiliare, sostenuta dal risparmio nell’immobile,  è qualcosa di complesso e in Italia presenta una tipologia tutta propria, molto diversa da quella degli altri principali Paesi europei.

L’Italia, come si distingue per il più alto numero di PMI (in termini relativi, quasi una ogni 10 abitanti), così presenta il più elevato numero di proprietari immobiliari: 46 milioni di soggetti (persone fisiche e persone giuridiche); titolari di proprietà globale (individuale ed esclusiva) o pro quota (in comunione); piena o nuda.  Il valore medio dell’investimenti per ogni soggetto è di circa 170/200.000 euro.

Complessivamente il patrimonio immobiliare italiano è un grande volano dell’economia che  genera una continua attività di manutenzione del patrimonio e tutta una serie di attività complementari “di indotto” volte alla amministrazione, alla gestione, alla valorizzazione/riqualificazione ed alla commercializzazione degli immobili. L’attività immobiliare rappresenta il 20% del PIL ed oltre i 2/3 della ricchezza delle famiglie. 

Ma perché ciò avvenga è necessaria la fiducia in questo “mercato”, non solo dei grandi operatori magari istituzionali, ma anche dei risparmiatori diffusi, cioè delle famiglie.

Ma il nostro Stato penalizza questi risparmiatori privilegiando, in una ottica distorta, che si riduce a puntare su interventi di nicchia per cercare di risolvere i problemi generali, i gestori intermediari del risparmio privato.
Pensiamo ai  500 milioni (Commissione Ceriani) per agevolazioni SIIQ, SIINQ, Fondi immobiliari bancari.

In tutti questi anni mai che l’Europa si sia mossa per richiamare l’Italia all’esigenza di avere più case popolari, più case in affitto, una fiscalità più equilibrata nel settore immobiliare.

Si è limitata a chiedere a gran voce un incremento della crescita del Pil (come può crescere il Pil se rimane depresso un comparto che rappresenta il 20%  dell’economia?), il rispetto del fiscal compact, un maggior gettito fiscale complessivo dagli immobili, la riforma del catasto.
Cosa capisse poi l’Europa del nostro catasto, quando in Italia ne sanno a malapena solo pochi adepti, è tutto da vedere.

Poiché dalla revisione catastale in atto, che durerà anni, dipende la fiducia o meno del mercato e poiché alla fiducia è strettamente legata la ripresa del settore, dall’incertezza nella tassazione deriverà non certo un aiuto, bensì una difficoltà per la ripresa del settore immobiliare.

Viene il sospetto che l’Europa porti avanti un disegno che non è tra i più sensibili ai problemi dell’immobiliare italiano.   

 Foto: Achille Colombo Clerici con Angelo Ciocca

 Achille Colombo Clerici con Angelo Ciocca

 

Ecco perché il fondo gestito dal notaio per le compravendite comporta gravi rischi per il venditore — idealista.it/news

maggio 19, 2014

http://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2014/05/19/108953-il-fondo-gestito-dal-notaio-per-le-compravendite-comporta-gravi-rischi-per-il?xts=402916&xtor=RSS-299

 

 

 

Mostra XIV Architettura internazionale Biennale di Venezia – Triennale di Milano 2014 – Il Grattacielo

maggio 19, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
ISTITUTO EUROPA ASIA – IEA – EUROPE ASIA INSTITUTE

 

Presentazione della XIV Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia

IL GRATTACIELO HA TRASFORMATO LA VITA DEI MILANESI

“Il grattacielo ha trasformato la vita dei milanesi. Misteriose attività si svolgono dentro queste città verticali, che la città orizzontale ignorava, dolcemente stesa nella sua pianura, con i suoi palazzotti bassi e i suoi giardini chiusi” scriveva nel 1944 Alberto Savinio in Ascolto il tuo cuore, città.

Le vicende architettoniche e urbanistiche di Milano negli ultimi cento anni – ma anche alcuni momenti cardine della sua storia passata – costituiscono un esempio tra i più chiari dei tentativi di “modernizzazione” dell’Italia e delle particolari modalità assunte da questi al confronto con la struttura urbana preesistente. La prima sezione del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2014 prenderà in esame alcuni momenti di questa storia complessa, dove in risposta a nuovi bisogni sorgono nuove architetture capaci di adattarsi al contesto, di farlo suo e di trasfigurarlo all’interno di una nuova visione urbana.
Il curatore Cino Zucchi ne parlerà con Ada Lucia De Cesaris, Vice Sindaco di Milano, Fulvio Irace, storico e critico di architettura e Michele Serra, giornalista e scrittore.

La presentazione di “Innesti/Grafting: Milano, laboratorio del moderno”, cui è stato invitato il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achiulle Colombo Clerici, è  alla Triennale di Milano, Salone d’Onore, mercoledì 21 maggio alle ore 18.
In Innesti/Grafting Cino Zucchi parte dall’assunto che “l’architettura italiana dalla prima guerra mondiale a oggi mostra una ‘modernità anomala’, rappresentata dalla grande capacità di interpretare e incorporare gli stati precedenti attraverso metamorfosi continue. Non adattamenti formali a posteriori del nuovo rispetto all’esistente, ma piuttosto ‘innesti’ capaci di trasfigurare le condizioni del contesto in una nuova configurazione: un atteggiamento visto un tempo da alcuni come nostalgico o di compromesso, ma oggi ammirato dall’Europa e dal mondo come il contributo più originale della cultura progettuale italiana”.

Colombo Clerici con Ada Lucia De Cesaris vice Sindaco di Milano

Politica immobiliare errata – IL GIORNO, QN, Resto del Carlino, La Nazione – Rubrica Casa Città Società di ASSOEDILIZIA Achille Colombo Clerici

maggio 19, 2014

Come ho avuto modo di esporre a Venezia, settimana scorsa, al Seminar dell’Aspen Institute, tra i compiti principali dello Stato c’è quello di favorire politiche nei diversi settori economici che rivestono importanza strategica nel Paese.

In Italia, da più di cinquant’anni a questa parte, non si è varata alcuna politica riguardante l’economia immobiliare e della casa.

In tal modo, tra misure di emergenza e normative tampone, tra leggi ideologiche e misure ad effetto elettorale, siamo giunti alla situazione assurda che a pagare le imposte (tra dirette ed indirette, erariali o locali) che concorrono a formare il gettito immobiliare, per legge son rimasti solo metà’ degli immobili e, quanto alle abitazioni, addirittura un terzo delle stesse.

E, quel che è più grave, in definitiva, solo questi concorrono a finanziare il costo dei servizi comunali.

In trent’anni moltissimi immobili italiani sono passati dal regime della tassazione a quello della esenzione fiscale.

Tre i passaggi chiave: primo le dismissioni ed i frazionamenti degli immobili locati, dovuti alla compressione della redditività, causata dal fisco e dagli oneri di socialità; secondo le prime case in proprietà esenti dalle imposte; terzo il federalismo fiscale con la riduzione al lumicino dei trasferimenti statali ed il costo dei servizi comunali a carico della fiscalità immobiliare.

Ci si meravigliava fino a poco tempo fa che, sulla base degli indicatori internazionali (Eurostat, Ocse) il rapporto tra gettito fiscale degli immobili e Pil in Italia non fosse tra i più alti d’Europa, nonostante l’ingente carico tributario individuale gravante sui possessori di questi beni.

Ora, dopo la stretta fiscale del 2011, questo rapporto, con buona pace di tutti, è tra i più alti: ma a formarlo concorre, come abbiamo visto, una quota di immobili inferiore a quella media europea.

Figuriamoci quindi quante imposte si pagano oggi sugli immobili, in Italia.

Il doppio squilibrio descritto è foriero dei gravi danni prodotti all’economia immobiliare.

La crisi che ha investito il settore e di conseguenza l’intera economia del Paese si risolve in una seria perdita di valore degli immobili in generale: il che danneggia, sia coloro che pagano le imposte immobiliari, sia coloro che ne sono stati esentati.

Tartassare i contribuenti per la quadratura dei conti in via compensativa, e produrre il calo dei valori è stato un tutt’uno.

Con questo bell’ esempio di “politica immobiliare” come si può mai pensare di attrarre nel nostro Paese ,nuovi investimenti, anche esteri?

foto presidente Venezia 5

Il Giorno 17.5.2014

“Crescita & Libertà” Associazione Milano – Convegno: Valditara, Carrubba, Bracchi, Azzone, Muscardini

maggio 19, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
ISTITUTO EUROPA ASIA – IEA – EUROPE ASIA INSTITUTE

 

Giuseppe Valditara ha presentata l’Associazione Crescita & Libertà

MILANO APPANNATA CONSERVA TUTTI GLI ELEMENTI PER UNA FORTE RIPRESA

Crescita & Libertà è un gruppo di cittadini nato su Facebook e poi aggregatosi  in Associazione che si è presentato per la prima volta in pubblico a Milano con il tema “Milano città del futuro”: obiettivo, come ha annunciato il già senatore Giuseppe Valditara, riunire cittadini che si riconoscano in valori comuni: no alle ideologie, alle oligarchie, alle lobbies, alle chiacchiere, sì alle iniziative concrete quali la denuncia degli aumenti autostradali e dell’affitto da parte delle pubbliche amministrazioni di immobili privati che costano al contribuente 12 miliardi, e di altro ancora. “Vogliamo rappresentare – ha detto Valditara – quel ceto medio di quadri, professionisti, insegnanti, imprenditori, artigiani, commercianti, impiegati, dirigenti, tutori dell’ordine. Quella maggioranza quasi sempre silenziosa che crede nella proprietà privata, che risparmia per il proprio futuro e quello dei propri figli, che si riconosce nel libero mercato, nei valori della concorrenza e del merito, che vuole opportunità per crescere e migliorare”. 

Alla riunione all’Umanitaria ha aderito la più volte europarlamentare Cristiana Muscardini. 

Sono intervenuti Giovanni Azzone, Rettore del Politecnico di Milano che ha parlato su “Ricerca e innovazione per la Milano del futuro”; prof. Giampio Bracchi, presidente Fondazione Politecnico, presidente Intesa Sanpaolo Private Banking “Rigenerare l’impresa a Milano”; prof. Vittorio Chiesa direttore Energy & Strategy Group Politecnico di Milano “Innovazioni energetiche, ambiente e qualità della vita”; dott. Salvatore Carrubba, presidente Accademia di Brera, editorialista del Sole 24 Ore, “Milano capitale della cultura”; prof. Oliviero Baccelli, direttore master in Trasporti, Logistica, Infrastrutture Università Bocconi di Milano, “Una nuova mobilità per una nuova città”. Moderatore il giornalista Marco Gaiazzi.

Tra gli esponenti della città invitati al convegno il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Un qualificato gruppo  di esperti impegnati a proporre soluzioni per l’ex capitale morale d’Italia che resta comunque, nonostante decenni di appannamento, il punto di riferimento europeo per l’intero Paese; anche se non sa cosa vuole essere, dove vuole andare; anche se il degrado si avverte ad ogni passo, dai graffiti che la deturpano le case alle schiere di mendicanti, ma soprattutto pesa il degrado psicologico.

Una città, una regione – la Lombardia – che hanno risentito più delle altre città e regioni d’Italia della lunga recessione dalla quale non siamo ancora usciti: nel 2003 eravamo al 23° posto in Europa, nel 2011 siamo scesi al 35° e l’avvitamento in basso continua.

Manca una classe dirigente, sostituita da politicanti e da managers che non si curano del territorio.

Quale differenza con la Milano dei Carlo Cattaneo e, più di recente, di sindaci come Virgilio Ferrari che guidò nel dopoguerra la rinascita morale e materiale della città e morì nullatenente alla Baggina; con la Milano che agli inizi del secolo scorso investiva nelle scuole pubbliche e nella cultura.

Eppure non mancano le basi per una solida ripresa: dalle grandi direttrici di traffico nord-sud (basti pensare al collegamento Rotterdam-Genova e Parigi-Venezia via Lione e Val di Susa) ai poli della ricerca, alle sette università, alle eccellenze della moda e della finanza e dell’agroalimentare e del turismo e della piccola e media impresa.

Secondo Crescita & Libertà abbiamo validi motivi per sperare nel futuro: ma solo se si riuscirà ad avviare un progetto che sia di tutti per tutti e non di pochi per pochi.  

foto:
– Colombo Clerici con Giuseppe Valditara
– con Salvatore Carrubba
– con Cristiana Muscardini
– con Giampio Bracchi

Colombo Clerici con Giuseppe Valditara

Colombo Clerici con Salvatore Carrubba

Colombo Clerici con Cristiana Muscardini

Achille Colombo Clerici con Prof. Giampio Bracchi

 

Elezioni Europee 2014 – Assoedilizia e Federlombarda Edilizia, incontri del Presidente Achille Colombo Clerici con i Capilista

maggio 15, 2014

A s s o e d i l i z i a
e
Federlombarda edilizia

Il Presidente Achille Colombo Clerici ha in corso una serie di incontri con i Capilista delle prossime Elezioni Europee.

Tra le varie questioni affrontate, il presidente ha sottolineato:

“L’Europa deve fare i conti con l’economia immobiliare italiana, che non può esser misconosciuta al punto di innestare un processo di depauperamento dell’economia generale del nostro Paese.

L’economia immobiliare sostenuta dal risparmio nell’immobile,  è qualcosa di complesso e in Italia presenta una tipologia tutta propria, molto diversa da quella degli altri principali Paesi europei.

L’Italia, come si distingue per il più alto numero di PMI (in termini relativi, quasi una ogni 10 abitanti), così presenta il più elevato numero di proprietari immobiliari: 46 milioni di soggetti (persone fisiche e persone giuridiche); titolari di proprietà globale (individuale ed esclusiva) o pro quota (in comunione); piena o nuda, così suddivisi: 29 milioni sono i proprietari di fabbricati; 8 milioni proprietari solo di terreni e 9 di terreni e di fabbricati.

Il 96% è costituito da cittadini italiani. Il valore medio dell’investimenti per ogni soggetto è di circa 170/200.000 euro.

Le abitazioni principali in proprietà sono circa il 73%; quelle in locazione il 18% (come la Turchia, il Portogallo, la Grecia); le restanti (per circa l’8-9%) sono abitate a diverso titolo

Complessivamente il patrimonio immobiliare italiano è un grande volano dell’economia che  genera una continua attività di manutenzione del patrimonio e tutta una serie di attività complementari “di indotto” volte alla amministrazione, alla gestione, alla valorizzazione/riqualificazione ed alla commercializzazione degli immobili.

Ma perché ciò avvenga è necessaria la fiducia in questo “mercato”, non solo dei grandi operatori magari istituzionali, ma anche dei risparmiatori diffusi, cioè delle famiglie.

In questi ultimi tempi alcuni importanti fondi immobiliari tedeschi, che hanno investito in tutti i Paesi d’Europa, si stanno affacciando sul mercato italiano: trovandosi di fronte a una grande incertezza della stabilità fiscale dovuta alla riforma del catasto in corso, che durerà anni ed alla fine non si sa dove ci porterà.

Agli occhi dei fondi non conta tanto il trattamento fiscale loro riservato; che pure è un regime di defiscalizzazione dei redditi assai favorevole.
Basti pensare ai 500 MILIONI (Commissione Ceriani) per agevolazioni SIIQ, SIINQ, FONDI IMMOBILIARI BANCARI.

Conta piuttosto, se non la valorizzazione, quanto meno la tenuta dei valori di mercato, che presidiano la validità del loro investimento.

E quando la fiscalità generale è punitiva del risparmio immobiliare diffuso si mette a rischio la tenuta stessa dei valori di mercato. Con questa prospettiva i fondi stranieri rimangono alla finestra. E le famiglie italiane cosa dovranno fare con i propri risparmi?

Senza dunque una norma di salvaguardia specifica che, al di là dei buoni ma inefficaci propositi dell’invarianza di gettito, garantisca il contribuente immobiliare, ligio alle norme, da pesanti inasprimenti della pressione fiscale, la riforma catastale in itinere, voluta a gran voce dall’Europa con la giustificazione formale di introdurre meccanismi di perequazione nella tassazione degli immobili, produrrà immediatamente danni all’economia immobiliare, per l’incertezza che crea negli investitori diffusi e nel mercato”.

foto presidente 121

Giovanni Toti, Assoedilizia incontro con il Presidente Achille Colombo Clerici

maggio 15, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

COLOMBO CLERICI: INCONTRO CON GIOVANNI TOTI CAPOLISTA DI FORZA ITALIA ALLE EUROPEE

“Le incertezze della riforma del Catasto freno agli investimenti e all’economia immobiliare”

Il Presidente di Assoedilizia e Vice Presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici ha incontrato Giovanni Toti, capolista per Forza Italia alle elezioni europee  nel collegio Nord Ovest accompagnato dal consigliere comunale Fabrizio De Pasquale ai quali ha illustrato la difficile situazione del settore immobiliare in Italia e le sue cause. Toti, giornalista e politico,  è stato direttore del Tg4 e di Studio Aperto prima che Silvio Berlusconi gli affidasse importanti incarichi politici, come consulente di Forza Italia.

De Pasquale vanta dal 1997 la presenza al Consiglio comunale di Milano dove ha presieduto diverse Commissioni. E’ stato consigliere di due ministri, Urbani e Bondi.  

Colombo Clerici :“A torto gli economisti e i governanti hanno sempre considerato l’economia immobiliare come una variabile indipendente del sistema economico generale, minore rispetto alla produzione industriale, ai commerci, alla  finanza. Che errore macroscopico!

L’economia immobiliare sostenuta dal risparmio nell’immobile,  è qualcosa di diverso e di più complesso e nel nostro Paese ha una tipologia tutta propria.

L’Italia, come si distingue per il più alto numero di PMI (in termini relativi, quasi una ogni 10 abitanti), così presenta il più elevato numero di proprietari immobiliari: 46 milioni di soggetti (persone fisiche e persone giuridiche); titolari di proprietà globale (individuale ed esclusiva) o pro quota (in comunione); piena o nuda, così suddivisi: 29 milioni sono i proprietari di fabbricati; 8 milioni proprietari solo di terreni e 9 di terreni e di fabbricati.

Il 96% è costituito da cittadini italiani. Il valore medio dell’investimenti per ogni soggetto è di circa 170/200.000 euro.

Un grande volano dell’economia che  genera una continua attività di manutenzione del patrimonio e tutta una serie di attività complementari “di indotto” volte alla amministrazione, alla gestione, alla valorizzazione/riqualificazione ed alla commercializzazione degli immobili.

Ma perché ciò avvenga è necessaria la fiducia in questo “mercato” sia dei grandi operatori magari istituzionali, sia quella dei risparmiatori diffusi, cioè delle famiglie.

In questi ultimi tempi alcuni importanti fondi immobiliari tedeschi, che hanno investito in tutti i Paesi d’Europa, si stanno affacciando sul mercato italiano: trovandosi di fronte a una grande incertezza della stabilità fiscale dovuta alla riforma del catasto in corso, che durerà anni ed alla fine non si sa dove ci porterà.

Agli occhi dei fondi non conta tanto il trattamento fiscale loro riservato; che pure è un regime di defiscalizzazione dei redditi assai favorevole. Conta piuttosto, se non la valorizzazione, quanto meno la tenuta dei valori di mercato, che presidiano la validità del loro investimento.

E quando la fiscalità generale è punitiva del risparmio immobiliare diffuso si mette a rischio la tenuta stessa dei valori di mercato. Con questa prospettiva i fondi stranieri rimangono alla finestra. E le famiglie italiane cosa dovranno fare con i propri risparmi?

Senza dunque una norma di salvaguardia specifica che, al di là dei buoni ma inefficaci propositi dell’invarianza di gettito, garantisca il contribuente immobiliare, ligio alle norme, da pesanti inasprimenti della pressione fiscale, la riforma catastale in itinere produrrà immediatamente danni all’economia immobiliare, per l’incertezza che crea negli investitori diffusi e nel mercato”.

 foto: Achille Colombo Clerici con Giovanni Toti

Achille Colombo Clerici con Giovanni Toti

 

 

Patrizia Toia Riforma Senato – Dibattito Quartiani, Mirabelli, Toia, De Biasi, Fiano, Bussolati, a Milano nella sede di Ismo Spazio Idea – Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici

maggio 12, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
ISTITUTO EUROPA ASIA – IEA – EUROPE ASIA INSTITUTE

Incontro costituzionalisti-politici organizzato dall’Associazione Democratici per Milano

SENATO PUNTO PRIMO, SUPERARE IL BICAMERALISMO PERFETTO

L’Associazione Democratici per Milano è entrata nel vivo del dibattito politico con un incontro sul tema “Riforma del Senato e divisione dei poteri. Modelli europei e bicameralismo” che ha avuto luogo a Milano nella sede di Ismo-Spazio Idea.

La serata ha visto alternarsi relatori accademici e politici, con lo scopo di approfondire i nodi da sciogliere intorno alle ipotesi di riforma proposta dal governo Renzi e di superamento del bicameralismo perfetto, confrontandosi anche con gli altri sistemi europei.

A discutere sono stati Enzo Balboni (Costituzionalista dell’Università Cattolica di Milano), Stefano Ceccanti (Costituzionalista dell’Università La Sapienza di Roma), Andrea Manzella (Presidente del Centro Studi sul Parlamento dell’Università Luiss Roma) per la parte accademica. Mentre per la politica esponenti del PD: Franco Mirabelli (Senatore, membro della Commissione Politiche dell’Unione Europea e Capogruppo PD Commissione Antimafia), Emilia De Biasi (Presidente Commissione Sanità del Senato), Emanuele Fiano (Capogruppo PD Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati), Patrizia Toia (Vicepresidente Gruppo S&D al Parlamento Europeo) e Pietro Bussolati (Segretario PD Metropolitano Milanese). A coordinare l’incontro Erminio Quartiani (Direttivo Nazionale Associazione ex Parlamentari). 

Invitati esponenti dell’imprenditoria, della società civile, della politica: tra questi il Presidente di  Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Il dibattito si è svolto attorno all’impostazione di Erminio Quartiani secondo il quale  la proposta di riforma elettorale, pur costituendo un notevole passo avanti sul piano della fattibilità della riforma, presenta un limite rilevante nel metodo di assegnazione dei seggi, non tanto nel sistema plurinominale che, con liste brevi, consente all’elettore di poter scegliere.

Infatti, il collegio unico nazionale regionalizzato nel computo di assegnazione dei seggi impedisce all’elettore di poter effettivamente sapere per chi vota ed eventualmente chi sarà eletto.  Quanto alla riforma del Senato, finalmente si deve dare compimento al disegno di superare il bicameralismo perfetto, anzitutto affidando a una sola Camera il potere fiduciario verso il Governo; disegno sostenuto da oltre vent’anni dalla stragrande maggioranza delle nostre forze politiche.  

Per motivi diversi però la riforma del Senato va strettamente correlata alla riforma del titolo quinto, abolendo gran parte delle materie concorrenti, la cui definizione attuale è di ostacolo, non solo al buon funzionamento del Parlamento, infrapponendosi ad esso e condizionandone l’esercizio della potestà legislativa propria; ma anche al buon funzionamento dell’economia e dei rapporti di mercato tra soggetti portatori di servizi e di investimenti in infrastrutture strategiche per la modernizzazione del Paese, favorendo il contenzioso e depotenziando la necessaria visione nazionale dell’interesse generale che in queste materie è richiesta.

Serve un Senato rappresentativo della volontà delle autonomie regionali e locali, dunque, ma non un luogo di mediazione di interessi territoriali, bensì espressione dell’insieme degli eletti locali e dunque dotato di poteri di controllo sull’Esecutivo e di proposta legislativa su tutte le materie, non limitato alle sole materie di interesse delle Autonomie.

Ma serve un Senato anche che, alla stregua di quello francese, lavorando per sessioni coordinate con la Camera dei Deputati, dotato di poteri di proposta (e di emendamento) legislativa, pur tuttavia non possa avvalersi della doppia lettura o di poteri di veto o di ostruzione.  

Foto:‎
– Achille Colombo Clerici con Patrizia Toia
– con Franco Mirabelli e Marilisa D’Amico

Achille Colombo Clerici con Patrizia Toia

Achille Colombo Clerici con Franco Mirabelli e Marilisa D'Amico

 

 

Guido Podestà – Assoedilizia incontro con il Presidente Achille Colombo Clerici

maggio 12, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

INCONTRO COLOMBO CLERICI – PODESTA’
SUL TAVOLO L’ECONOMIA IMMOBILIARE

In un incontro tra il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, candidato al Parlamento Europeo, e il Presidente di Assoedilizia  e Vice Presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici si sono esaminati i problemi dell’economia immobiliare italiana e lombarda che Colombo Clerici ha così riassunto:

“A torto gli economisti e i governanti hanno sempre considerato l’economia immobiliare come una variabile indipendente del sistema economico generale, minore rispetto alla produzione industriale, ai commerci, alla  finanza. Che errore macroscopico!

L’economia immobiliare, sostenuta dal risparmio nell’immobile è qualcosa  di complesso e nel nostro Paese ha una tipologia tutta propria.
L’Italia, come si distingue per il più alto numero di PMI (in termini relativi, quasi una ogni 10 abitanti), così presenta il più elevato numero di proprietari immobiliari: 46 milioni di soggetti (persone fisiche e persone giuridiche); titolari di proprietà globale (individuale ed esclusiva) o pro quota (in comunione); piena o nuda. Così suddivisi: 29 milioni sono i proprietari di fabbricati;  8 milioni proprietari solo di terreni e 9 di terreni e di fabbricati. Il 96% è costituito da cittadini italiani. Il valore medio dell’investimento per ogni soggetto è di circa 170/200.000 euro.

Un grande volano dell’economia che  genera una continua attività di manutenzione del patrimonio e tutta una serie di attività complementari “di indotto” volte alla amministrazione, alla gestione, alla valorizzazione/riqualificazione ed alla commercializzazione degli immobili.

Ma perché ciò avvenga è necessaria la fiducia in questo “mercato” sia dei grandi operatori magari istituzionali, sia dei risparmiatori diffusi, cioè delle famiglie.

In questi ultimi tempi alcuni importanti fondi immobiliari tedeschi, che hanno investito in tutti i Paesi d’Europa, si stanno affacciando sul mercato italiano: trovandosi di fronte a una grande incertezza della stabilità fiscale dovuta alla riforma del catasto in corso, che durerà anni ed alla fine non si sa dove ci porterà.

Agli occhi dei fondi non conta tanto il trattamento fiscale loro riservato, che pure è un regime di defiscalizzazione dei redditi assai favorevole. Conta piuttosto, se non la valorizzazione, quanto meno la tenuta dei valori di mercato, che presidiano la validità del loro investimento.

E quando la fiscalità generale è punitiva del risparmio immobiliare diffuso si mette a rischio la tenuta stessa dei valori di mercato. Con questa prospettiva i fondi stranieri rimangono alla finestra. E le famiglie italiane cosa dovranno fare con i propri risparmi?

Senza dunque una norma di salvaguardia specifica che, al di là dei buoni ma inefficaci propositi dell’invarianza di gettito, garantisca il contribuente immobiliare, ligio alle norme, da pesanti inasprimenti della pressione fiscale, la riforma catastale in itinere produrrà immediatamente danni all’economia immobiliare, per l’incertezza che crea negli investitori diffusi e nel mercato”.

Foto: Guido Podestà con Achille Colombo Clerici 

Achille Colombo Clerici con Guido Podestà