“SPENDING REVIEW Attendiamo segnali” – Casa Città Società – IL GIORNO, QN, Resto del Carlino, La Nazione – Rubrica di ASSOEDILIZIA Achille Colombo Clerici

La corsa al rialzo del debito pubblico prosegue incessante, isterilendo i sacrifici sostenuti in questi anni dagli italiani in termini di aumento di tasse e tributi, tagli agli stipendi e ai servizi – il cui costo in compenso aumenta – e quant’altro.

Dai 1.906 mld del 2011, ai 1.988 del 2012, ai 2. 076 del 2013; e al momento in cui scriviamo (mattina del 9 maggio) l’orologio del debito pubblico pubblicato da diversi siti (ItaliaOra, Istituto Bruno Leoni ecc.) segnala 2.147 mld.

Né possiamo consolarci con l’aumento del Pil; che pure sarebbe necessario, almeno nella misura dell’1%, per l’equilibrio dei nostri conti e che è invece in calo da anni, compreso il primo trimestre 2014.

Oggi il rapporto debito-pil ha superato il 133%, il secondo in Europa dopo la Grecia.

Con una sensazione di preoccupazione ci si chiede cosa continui ad alimentare la valanga.

Se consideriamo la spesa primaria corrente annua dello Stato vediamo che essa è di 670 mld (56% Pil ), compresi 130 mld di spesa sanitaria.

130 mld vanno ascritti alla spesa per beni e servizi. Al proposito si impone una prima considerazione: è necessario ridurre quantità e prezzi (in Germania la percentuale è del 4,7, in Italia del 5).

E ancora: lo Stato datore di lavoro sborsa per i propri dipendenti (circa 4 milioni) 160/170 mld.
Occorre una decisa operazione di efficientamento articolata secondo lo schema:
– operare il decentramento della spesa;
– rendere più efficienti i servizi;
– sopprimere gli enti inutili

Infine, lo Stato generoso versa sotto voci varie 380 mld di contributi a famiglie ed imprese.

C’è poi il capitolo enti locali (Regioni, Comuni e fino a ieri Province). I vincoli di stabilità di bilancio e di spesa posti dall’Europa obbligano molte pubbliche amministrazioni a dar vita ad una miriade di società controllate, per l’esercizio di attività che diversamente potrebbero esser di diretta competenza di tali enti. Altro spreco di denaro pubblico, quindi. Mentre le stesse amministrazioni, quando sono in attivo, sempre a causa dei vincoli comunitari non possono impiegare le risorse finanziarie pure a disposizione per realizzare, ad esempio, opere pubbliche capaci di contribuire a dar slancio all’economia della zona.

Per un controllo sull’utilità effettiva della spesa pubblica evitando inefficienze e sprechi è stata messa in campo la cosiddetta spending review, oggi guidata da Carlo Cottarelli.
Confidiamo di vedere presto qualche risultato concreto nei singoli campi sopra indicati.

foto presidente

Il Giorno 14.6.2014

 

Annunci
Explore posts in the same categories: Assoedilizia informa

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: