“Affitto volano dell’agricoltura” Il GIORNO, QN, Resto del Carlino, La Nazione – Rubrica di ASSOEDILIZIA Achille Colombo Clerici – Casa Città Società – pubblicato il 12 luglio 2014

A s s o e d i l i z i a

Con la nuova tassazione dei terreni agricoli potrebbe venire meno l’equilibrio che regola da tempo il rapporto tra proprietari e affittuari con effetti notevolmente negativi per l’economia agricola. Al proposito, non si possono sottovalutare le considerazioni della Proprietà Fondiaria.

Il trattamento fiscale differenziato tra le due categorie di operatori agricoli, per cui l’Imu è pagata dal proprietario che affitta in misura quasi doppia rispetto allo stesso che conduce direttamente il fondo (come coltivatore diretto imprenditore agricolo professionale) suscita notevoli perplessità. La convinzione viene dalla logica. Secondo l’analisi della Proprietà Fondiaria, che ha il polso dei contratti di affitto stipulati in Italia, i rischi sono: o l’aumento del canone dell’affittanza agraria perché il costo dell’Imu finisce per scaricarsi sullo stesso o la decisione, da parte del proprietario, di gestire direttamente la terra. Anche in questo secondo caso l’esito non sarà positivo, perché si toglieranno dal mercato superfici che invece possono contribuire a rafforzare la maglia poderale delle imprese. Il ruolo dell’affitto, come volano dello sviluppo dell’agricoltura italiana, è stato sottolineato anche dall’ultimo censimento Istat che ha certificato una quota di circa il 40% di superficie agricola in affitto, con picchi, per esempio in Lombardia, di oltre il 50 per cento.  Ed è proprio grazie all’affitto che l’agricoltura italiana è riuscita a passare dalla dimensione media di poco più di 5 ettari per azienda ai quasi 8, con una notevole spinta anche alla competitività sul piano internazionale.
In Italia si va riducendo il numero delle aziende agricole di piccole dimensioni. Sopravvivono le aziende di dimensioni medio-grandi, meglio strutturate ed organizzate, che risultano comunque più competitive a livello europeo.
Spesso grandi fondi sono concessi in affitto da generazioni: con interventi, come quello sul trattamento fiscale differenziato, si va a penalizzare lo strumento normativo che ha ridato fiducia al rapporto tra proprietari e affittuari,  svilendo il ruolo di chi la terra la possiede: proprio in una fase storica che vede una forte sinergia tra coloro che concedono la terra in affitto e gli agricoltori, che in tal modo sono in grado di condurre fondi agricoli di adeguata dimensione  fondiaria ed economica.
Tanto da far registrare in questi ultimi anni un incremento dei contratti di affittanza agraria di oltre il 15%.

 

Foto: Achille Colombo Clerici con Ugo Dozzio Cagnoni presidente della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria

Achille Colombo Clerici con Ugo Dozzio Cagnoni Presidente Associazione Proprietà Fondiaria

Giorno Rubrica Agricoltura

 

 

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