Archivio per luglio 2014

Turismo, un treno da non perdere – IL GIORNO, QN, Resto del Carlino, La Nazione – Rubrica di ASSOEDILIZIA Achille Colombo Clerici – pubblicato il 19 luglio 2014

luglio 21, 2014

A s s o e d i l i z i a

 

Dopo cinque anni di segno negativo, ci auguriamo che nel 2014 il turismo in Italia registri una ripresa. Grazie soprattutto agli stranieri (4%), ma anche agli italiani che dovrebbero aver invertito la rotta (1%). Una inversione di tendenza si è già riscontrata nell’anticipazione delle vacanze vista nel periodo pasquale. Qualche altro dato cautamente ottimistico: le prenotazioni alberghiere si sono incrementate del 2,5%, i viaggi ferroviari del 10% (da 21 a 23 milioni); bene anche il turismo del lusso, da 5.000 a 10.000 euro a persona la spesa.

E’ da anni che la locomotiva è il turismo straniero. Quello tedesco per primo (il 22% del totale); ma anche qualche “new entry” fa registrare percentuali di tutto rispetto, pur se i valori assoluti restano lontani da quelli espressi dalla potenza teutonica. Per citare, la Cina farà segnare un aumento di presenze del 20%; buono anche l’incremento della Svizzera, della Russia, dei Paesi del Medio Oriente e latino-americani. L’Italia resta infatti il Paese prediletto dai turisti internazionali – per paesaggi, cultura, enogastronomia, moda – anche se in parte però non arrivano in Italia per colpa nostra.

Scontiamo l’insipienza privata e quella pubblica; nel complesso quello che si definisce “sistema Paese”: dai privati prezzi alti, servizio spesso non adeguato (esemplare, ma non unico caso: la bottiglietta da mezzo litro d’acqua venduta a 4 euro nei baracchini dei Fori Imperiali di Roma); dal pubblico, l’incapacità in sede locale di ridurre a sistema il ricchissimo asset del patrimonio turistico, nonché gli effetti di una miope politica centrale di promozione nell’ambito internazionale.

Così dal primo posto al mondo quale meta turistica di 50 anni fa siamo scivolati al quinto, e presto saremo al sesto; mentre, nello stesso mezzo secolo, le presenze straniere in Italia si sono decuplicate, nel resto del mondo sono aumentate di 43 volte.

Turismo, da quest’anno tutto volgerà al meglio? Non è detto.  Secondo i sindacati rispetto al 2013 si è perso il 25% dei posti di lavoro. Ci auguriamo che Expo 2015, con la sferzata produttiva che comporterà per tutto il Paese, collochi il turismo nel ruolo che gli spetta. Sarebbe ora che questo vitale settore anticiclico diventasse sul serio, per la politica, uno dei temi per uscire da questi anni bui.

foto presidente Ambrosetti 2013

Il Giorno 19.7.2014

 

Aspesi, Assemblea Nazionale annuale 2014 – Assoedilizia e Federlombarda Edilizia informano

luglio 18, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
Federlombarda Edilizia
Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia

Assemblea generale di Aspesi a Milano

MONDO IMMOBILIARE, DOPO SETTE ANNI PROSPETTIVE DI RIPRESA

Colombo Clerici (Assoedilizia) con il presidente Minardi de Michetti: “Maggiore forza al settore sviluppando la collaborazione interassociativa”

“Il mondo immobiliare davanti a sé non ha più prospettive di recessione, ma prospettive di ripresa”. Lo ha detto Gualtiero Tamburini, presidente di Federimmobiliare e già presidente di Nomisma intervenendo a Milano all’assemblea annuale di Aspesi (Promotori Immobiliari) che riunisce numerose associazioni del comparto.

Dopo sette anni diversi segnali – dal ritorno degli investitori internazionali alla ripresa delle compravendite specie nelle grandi città all’allentamento della stretta sui mutui – fanno sperare in una fine della crisi che ha colpito il settore portante dell’economia italiana.

Ma la ripresa non si consoliderà prima del 2016 e difficilmente si potrà ritornare al periodo d’oro finito nel 2007.

Molte sono infatti le variabili in campo: la ripresa generale dell’economia (occupazione e produttività), la volatilità dei citati investimenti internazionali (gli operatori comprano quando i valori sono più bassi, ma sono pronti a rivendere per la presa di beneficio se ritengono di avere guadagnato a sufficienza), la fiscalità sulla casa che rappresenta l’87% dell’immobiliare (e la riforma del Catasto fa presagire nulla di buono mentre in tre anni le tasse sono triplicate), in una certa misura anche un cambiamento culturale che sta allentando la propensione dei risparmiatori ad investire nel mattone, allentamento favorito in ogni modo sia dallo Stato che dall’Unione Europea i quali evidentemente intendono utilizzare tali risparmi per altri fini.

Ultima, ma non per importanza, la capacità degli operatori del settore – proprietari, costruttori, agenti immobiliari eccetera – talvolta in tenace lotta a difesa di interessi corporativi contrastanti, a fare fronte comune nei confronti dei decisori di qua e di là delle Alpi e far valere con la forza dei numeri e della ragione interessi più generali, che sono in definitiva quelli del Paese e di chi ci risiede. Modificando nel contempo l’immagine non propriamente positiva che l’opinione pubblica ha, in generale, di chi opera nell’immobiliare.

E’ la sintesi di quanto espresso nell’assemblea Aspesi, coordinata dall’amministratore delegato Filippo Oriana e tracciato nella relazione del presidente Federico Minardi de Michetti.

Se il 2013 è stato, nel complesso, l’anno nero degli investimenti in nuove abitazioni – la metà del 2000 – le ristrutturazioni hanno continuato con il segno più.

Meno case mentre il saldo tra nuove famiglie e nuove abitazioni è di circa 100.000 l’anno: ciò significa che la crisi economica e il taglio dei mutui hanno costretto a sistemare quanto già posseduto, magari costruendo una stanza in più per il figlio o addirittura per una nuova coppia.

Secondo diversi osservatori, nel primo trimestre 2014 il numero delle compravendite residenziali è salito del 4,1% sul primo trimestre del 2013 e nei comuni capoluogo dell’8%, percentuale che, secondo le previsioni, dovrebbe essere quest’anno la media nazionale. Caso particolare Milano dove l’imminente Expo genera qualche effervescenza.

Nell’ambito associativo, giusto rilievo è stato dato al lavoro svolto per l’abolizione dell’Imu sugli appartamenti costruiti e non venduti e sui terreni agricoli e in favore dei mutui per casa mentre Aspesi si sta impegnando su tre importanti obiettivi: favorire le permute tra usto e nuovo; favorire gli investimenti esteri; ridurre, con formule varie, l’Imu.
Impegno anche sul versante dell’urbanistica con l’obiettivo di “ricentralizzare” a livello statale i 20 e più modi di costruire suddivisi tra Regioni ed enti locali (progetto governativo della nuova Legge Urbanistica Nazionale, la prima dopo oltre 70 anni).

Un riconoscimento particolare all’attività di Aspesi Milano, presieduta da Antonio Anzani, che sta seguendo – tra l’altro – la revisione della Legge urbanistica della Regione Lombardia, il nuovo Regolamento edilizio del Comune di Milano, partecipando alla redazione del Piano Ptcp della Provincia di Milano, oltre ad effettuare una intensa attività di convegnistica, di relazioni e di comunicazione

L’obiettivo finale dell’associazione nazionale, sul quale concorda il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, è di anticipare e rafforzare la ripresa del settore immobiliare operando sul versante della collaborazione interassociativa, l’unica che può assicurare il salto di qualità.

Foto : Colombo Clerici con Federico Filippo Oriana

Achille Colombo Clerici, Federico Filippo Oriana

Morosità Incolpevole – Il Decreto del 14 luglio 2014 – Assoedilizia e Federlombarda Edilizia

luglio 16, 2014

A s s o e d i l i z i a
e
Federlombarda Edilizia
Federazione Lombarda della Proprietà Edilizia

 

 

INFORMANO

Il 14 luglio è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto 14.05.2014, predisposto dal Ministro delle Infrastrutture di concerto con quello dell’Economia, sulla morosità incolpevole.

Il Decreto introduce novità che fanno chiarezza sulla portata del D.L. n. 102/13 e relativa legge di conversione con modifiche n. 124/13, consentendo di superare le non poche questioni poste da tale testo legislativo.

Dopo avere stabilito che per quest’anno il Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, da ripartirsi tra regioni e province autonome, è pari a venti milioni di euro, il D.M. dà la definizione di “morosità incolpevole” come  situazione “sopravvenuta” di impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a causa della perdita o della consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare e ne indica in modo specifico le possibili cause: perdita di lavoro per licenziamento, accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro, cassa integrazione che limiti notevolmente la capacità reddituale, mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici, la cessazione di attività libero professionali o di imprese registrate derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente, la malattia grave o infortunio o decesso  di un componente del nucleo familiare che ha comportato o la riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità di impiego di parte notevole del reddito per rilevanti spese mediche o assistenziali.

Il contributo, che può essere concesso nella misura massima di euro ottomila, deve essere destinato a sanare la morosità incolpevole “accertata”. Esso spetta ai soli richiedenti che abbiano i seguenti requisiti, da accertarsi da parte del Comune:  reddito I.S.E. non superiore ad euro trentacinquemila o reddito da regolare attività lavorativa con un valore I.S.E.E. non superiore ad euro ventiseimila, che siano destinatari di atti di intimazione di sfratto, che siano titolari di contratti di locazione ad uso abitativo regolarmente registrati e ivi risiedano da almeno un anno (sono escluse le categorie catastali A1, A8 e A9), che abbiano cittadinanza italiana o in un Paese europeo o siano in possesso di titolo di soggiorno.

Inoltre i richiedenti (o un componente del nucleo familiare) non devono essere titolari di diritti reali su immobili ubicati nella provincia di residenza fruibili e idonei alle esigenze del nucleo familiare.

La presenza di un ultrasettantenne, un minore, un invalido accertato almeno al settantaquattro per cento o persona in carico ai servizi sociali o alle ASL costituisce titolo preferenziale ai fini della concessione del contributo.

Il D.M. coinvolge in modo inequivoco la Proprietà nell’erogazione del contributo: esso infatti viene concesso dal Comune agli inquilini destinatari di provvedimento di rilascio esecutivo per morosità incolpevole che o sottoscrivano con il proprietario dell’alloggio un nuovo contratto di locazione a canone concordato o che, a causa della ridotta capacità economica, non siano in grado di versare il deposito cauzionale in sede di stipula di un nuovo contratto di locazione (in tal caso è previsto l’obbligo per i Comuni di stabilire le modalità affinché il contributo venga erogato contestualmente alla consegna dell’alloggio) o, infine, agli inquilini per il ristoro, anche parziale, dei proprietari degli alloggi i quali siano disponibili a consentire il rinvio dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio.

I Comuni devono adottare misure atte a comunicare alle Prefetture – Uffici territoriali del Governo l’elenco dei richiedenti che abbiano i requisiti per accedere al contributo “per le valutazioni funzionali all’adozione delle misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto”.

La comunicazione riguarda dunque i soli richiedenti cui il contributo sia assegnato, ai fini della programmazione della disponibilità della forza pubblica e senza facoltà di esame di singoli casi.

Non vi è dunque alcuna attribuzione ai Prefetti del potere di graduazione sfratti, nemmeno attraverso la graduazione dell’intervento della forza pubblica, che deve essere programmata in linea generale in funzione della disponibilità con riferimento a un dato periodo.

 

Sforza Fogliani e Colombo Clerici 2

Pubblicazione in Gazzetta del decreto “Morosità incolpevole”

luglio 15, 2014

Si segnala che il decreto ministeriale in materia di “morosità incolpevole” è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 14.7.2014 ed è in vigore da tale data.

Per scaricare l’estratto della Gazzetta Ufficiale contentente il testo del decreto cliccare:
decreto morosità incolpevole

 

 

 

 

 

 

 

Nicolò Paganini – Carro, Festival Paganiniano XIII Edizione – Istituto Europa Asia

luglio 14, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
Istituto Europa Asia IEA Europe Asia Institute

 

Ieri sera nella piazza della Chiesa della cittadina ligure
AL VIA IL FESTIVAL PAGANINIANO DI CARRO (LA SPEZIA)
Colombo Clerici (Assoedilizia e Istituto Europa Asia) apprezzamento per l’iniziativa

Il Comune di Carro (La Spezia) e la Pro Loco Nicolò Paganini danno il via, per il tredicesimo anno consecutivo, al festival che è diventato ormai un appuntamento fisso per residenti turisti e appassionati del genere, voluto da un gruppo di amanti della musica tra cui Carlo Scognamiglio, economista e politico, già ministro e Presidente del Senato.

Iniziato ieri sera il Festival Paganiniano che proseguirà fino a giovedì 14 agosto con otto concerti in programma e che ospiterà musicisti italiani e internazionali che si ispirano a Niccolò Paganini.

All’iniziativa Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, riconosce “rilevanti meriti culturali, sociali e turistici, rappresentando un fattore di forte richiamo vitalizzante un territorio di boschi e valli tra i più belli e più selvaggi d’Italia.”

“Lo sforzo che ogni anno deve fare il Comune e i volontari della Pro Loco locale per rendere possibile tale miracolo è veramente imponente – spiega il sindaco Antonio Solari –. La Chiesa, il sagrato e la piazza San Lorenzo diventano nelle tre serate del Festival qualcosa di unico a livello di particolarità artistica e paesaggistica.   Le luci sceniche e il contesto rendono tale luogo un palcoscenico incantevole”.

Nel ringraziare tutti i volontari della Pro Loco e anche l’Associazione “Amici del festival”, presieduta da Giorgio Basile, che si dedica a promuovere fuori dal territorio la manifestazione, il sindaco annuncia che a partire dal 2015 ci saranno novità a livello di collaborazioni con importanti partners locali e nazionali, per rendere ancora più competitiva la manifestazione.

Attorno all’Associazione si riunisce un nutrito gruppo di esponenti della cultura, dell’arte e dell’economia italiana, alcuni dei quali, seguendo l’idea di Marcello Staglieno, hanno stabilito in Carro la propria residenza estiva, restaurandovi antiche magioni, riportate in tal modo alla vita e sottratte ad un destino di sicuro oblio.

“A settembre, finita la 13° edizione, incontrerò tutte le parti coinvolte nel progetto, e metteremo in sinergia le forze attuali con le novità che mi riservo di preannunciare – aggiunge Solari –. In questi anni il Comune ha investito risorse e ha creduto in un progetto nato nel 1982 e rimasto per circa due decenni chiuso in un cassetto, per poi ripartire nel 2001 grazie alla volontà della gente che ha visto in esso un eccezionale strumento per promuovere il territorio.

Quando finalmente otterremo i finanziamenti per il restauro della casa del nonno paterno del famoso musicista potremo usufruirne per un insieme di attività educative, formative e turistiche”.
Ecco il programma completo del festival.

Sabato 19 luglio – Framura – Castagnola, Chiesa di San Lorenzo, ore 21: A capriccio, con fantasia: Paganini e Schumann Trio Modigliani. Mauro Loguercio, violino ; Francesco Pepicelli, violoncello; Angelo Pepicelli, pianoforte.  Musiche di N. Paganini e R. Schumann

Domenica 20 luglio –  Bonassola, Chiesa di Santa Caterina
Morte e resurrezione, ore 21: le due anime di Fryderyk Chopin Guido Bottaro, pianoforte; Pierdomenico Sommati e Anselmo Cerriana, violini; Giuseppe Ambrosini, viola; Alberto Pisani, violoncello; Danilo Grandi, contrabbasso.
Musiche di F. Chopin.

Sabato 26 luglio- Carro, Piazza della Chiesa, ore 20,45:
Recital per violino e pianoforte
Stefan Milenkovich, violino; Srebrenka Poljak, pianoforte.
Musiche di C. Debussy, M. Ravel, G. Gershwin/Heifetz, N. Paganini, P. Cajkovskij, C.Saint-Saens.

Sabato 2 agosto – Beverino Castello, Piazza Revellini , ore 21:
Duo violino e violoncello. Giulio Plotino, violino; Giovanni Scaglione, violoncello.
Musiche di N. Paganini, G. Cassadò, E. Schulhoff, M. Ravel.

Mercoledì 13 agosto – Varese Ligure, piazza Fieschi, ore 21:
Duo violoncello e pianoforte
Massimo Anfossi, pianoforte; Giulio Glavina, violoncello.
Musiche di A. Vivaldi, L. v. Beethoven, R. Schumann, S. Rachmaninoff, F. Chopin, C. Saint-Saens

Sabato 14 agosto – Carro, Piazza della Chiesa, ore 20,45:
Orchestra Sinfonica Sanremo. Dirige Andrea Barizza
Hyeyoon Park, violino solista.
Musiche di N. Paganini, L. v. Beethoven.

Il concerto di chiusura di sabato 14 agosto è preceduto, alle 18.30, dalla consueta Conversazione paganiniana a Casa Nasca, a ridosso del sagrato della chiesa dedicata a San Lorenzo, dove si svolgono i concerti.

Quest’anno Roberto Iovino, docente di storia della musica al Conservatorio Paganini di Genova, critico musicale del Corriere Mercantile e di Repubblica, affronta il tema Teatri Storici di Liguria: un patrimonio da rivalutare, in occasione della mostra Teatri Storici di Liguria, visitabile, presso il Museo Diocesano di Brugnato, fino a mercoledì 20 agosto (giorni di apertura: prefestivi e festivi; orario: 15-19).

A disposizione del pubblico un servizio di bus navetta con partenza e ritorno La Spezia. Inoltre a Carro, prima dei concerti, viene offerto un drink di benvenuto a cura della Proloco Nicolò Paganini.

foto festival

 

“Affitto volano dell’agricoltura” Il GIORNO, QN, Resto del Carlino, La Nazione – Rubrica di ASSOEDILIZIA Achille Colombo Clerici – Casa Città Società – pubblicato il 12 luglio 2014

luglio 14, 2014

A s s o e d i l i z i a

Con la nuova tassazione dei terreni agricoli potrebbe venire meno l’equilibrio che regola da tempo il rapporto tra proprietari e affittuari con effetti notevolmente negativi per l’economia agricola. Al proposito, non si possono sottovalutare le considerazioni della Proprietà Fondiaria.

Il trattamento fiscale differenziato tra le due categorie di operatori agricoli, per cui l’Imu è pagata dal proprietario che affitta in misura quasi doppia rispetto allo stesso che conduce direttamente il fondo (come coltivatore diretto imprenditore agricolo professionale) suscita notevoli perplessità. La convinzione viene dalla logica. Secondo l’analisi della Proprietà Fondiaria, che ha il polso dei contratti di affitto stipulati in Italia, i rischi sono: o l’aumento del canone dell’affittanza agraria perché il costo dell’Imu finisce per scaricarsi sullo stesso o la decisione, da parte del proprietario, di gestire direttamente la terra. Anche in questo secondo caso l’esito non sarà positivo, perché si toglieranno dal mercato superfici che invece possono contribuire a rafforzare la maglia poderale delle imprese. Il ruolo dell’affitto, come volano dello sviluppo dell’agricoltura italiana, è stato sottolineato anche dall’ultimo censimento Istat che ha certificato una quota di circa il 40% di superficie agricola in affitto, con picchi, per esempio in Lombardia, di oltre il 50 per cento.  Ed è proprio grazie all’affitto che l’agricoltura italiana è riuscita a passare dalla dimensione media di poco più di 5 ettari per azienda ai quasi 8, con una notevole spinta anche alla competitività sul piano internazionale.
In Italia si va riducendo il numero delle aziende agricole di piccole dimensioni. Sopravvivono le aziende di dimensioni medio-grandi, meglio strutturate ed organizzate, che risultano comunque più competitive a livello europeo.
Spesso grandi fondi sono concessi in affitto da generazioni: con interventi, come quello sul trattamento fiscale differenziato, si va a penalizzare lo strumento normativo che ha ridato fiducia al rapporto tra proprietari e affittuari,  svilendo il ruolo di chi la terra la possiede: proprio in una fase storica che vede una forte sinergia tra coloro che concedono la terra in affitto e gli agricoltori, che in tal modo sono in grado di condurre fondi agricoli di adeguata dimensione  fondiaria ed economica.
Tanto da far registrare in questi ultimi anni un incremento dei contratti di affittanza agraria di oltre il 15%.

 

Foto: Achille Colombo Clerici con Ugo Dozzio Cagnoni presidente della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria

Achille Colombo Clerici con Ugo Dozzio Cagnoni Presidente Associazione Proprietà Fondiaria

Giorno Rubrica Agricoltura

 

 

Maestri del Paesaggio e del Giardinaggio a Bergamo – “International Meeting of the Landscape and Garden” – Arketipos

luglio 14, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
Istituto Europa Asia IEA
Europe Asia Institute

 

Presentata da Arketipos la manifestazione (6-21 settembre 2014)

A BERGAMO I MAESTRI INTERNAZIONALI DEL PAESAGGIO E DEL GIARDINAGGIO

Benessere della mente, del corpo, dell’individuo e della collettività. “I Maestri del Paesaggio – International Meeting of the Landscape and Garden”, tra le manifestazioni più significative al mondo in tema di paesaggio, torna ad animare Bergamo Alta dal 6 al 21 settembre 2014.

Healing Landascape è il tema dell’edizione 2014 che – come spiega Giulio Senes, docente e ricercatore presso la Facoltà di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e Direttore del Corso di Perfezionamento in Healing Gardens –  “vuole approfondire il tema del verde come fonte di benessere (cioè “healing”).

I “benefici” del verde sono molteplici e afferiscono a tutte e tre le “sfere” della definizione di salute dell’OMS: fisico, mentale, e sociale.

La scelta del tema segue il percorso intrapreso nella passata edizione: “Feel the water”, continuando l’avvicinamento al tema di Expo 2015: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

Attraverso la cura di orti e giardini, l’uomo attira a sé il potenziale energetico delle piante, lasciando fluire liberamente stati d’animo e pensieri, secondo quel bisogno recondito che gli antichi chiamavano: bio-filia.

Si ripartirà, infatti, dal giardino dei semplici, ovvero varietà vegetali con virtù medicamentose, nato nel periodo medioevale e conservato dai monaci nei secoli, per arrivare fino a noi come un vero e proprio dono della natura.

Per due settimane, eventi itineranti, seminari, workshop, appuntamenti culturali e enogastronomici, mostre, aperitivi del paesaggio e concorsi racconteranno un mondo diverso, più verde, conducendo il pubblico in un alveo di benessere e architettura green.

Manifesto del paesaggio urbano sarà, anche quest’anno l’allestimento temporaneo di Piazza Vecchia, per l’occasione ribattezzata Piazza Verde, che porta la firma internazionale di Peter Fink  in team con Lucia Nusiner e Maurizio Quargnale.

La rosa di relatori dell’edizione 2014 include le più autorevoli firme tra Paesaggisti, Garden Designers, Landscape Architects selezionati e invitati da Arketipos per questa quarta edizione: da Stig L. Andresson a Fergus Garrett, da Marco Bay a Peter Fink, progettista del nuovo volto di Piazza Verde. E ancora: Pablo Georgieff, Mikyoung Kim, Luciano Giubbilei, Ugo Morelli, Ulf Nordfjell e molti altri.

E le occasioni per confrontarsi con tali maestri del paesaggio saranno davvero tantissime, grazie ai Workshop, ai Seminari e agli Aperitivi del Paesaggio.

Per la prima volta, inoltre, in occasione della IV edizione dell’International Meeting del 20-21 settembre, Arketipos coinvolgerà il Best in Show 2014 Luciano Giubbilei per un tête a tête con Fergus Garrett, notissimo capo giardiniere di Great Dixter. I due verranno intervistati dalla direttrice della rivista britannica Gardens Illustrated, Juliet Roberts e dal pubblico presente in teatro.

Attesa la Summer School a cui parteciperanno sedici studenti provenienti da tutto il mondo, supervisionati dai Visiting Professor, Andy Sturgeon e Gianni Pettena.

“Saranno giorni di fermento artistico e creativo per promuovere, diffondere e valorizzare la cultura del paesaggio e l’ambiente della nostra città – sottolinea l’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile della Regione Lombardia Claudia Terzi –

Ma a coinvolgere i giovani e gente di ogni età, penseranno anche le iniziative Green Fashion e Green Food e gli Chef del Paesaggio in collaborazione con il Gruppo Editoriale L’Espresso e D Repubblica, nel primo caso in co-working con l’Istituto Europeo Del Design, Maliparmi e Martinelli Ginetto spa per spingere i creativi emergenti a confrontarsi in un contest di Textile design e di Fashion/Accessories Design; nel secondo caso lavorando con Le Tavole di Bergamo Alta per selezionare la ricetta di un primo piatto green che meglio tradurrà le eccellenze territoriali rivisitate in chiave nature, aggiudicandosi il titolo di Ricetta Madrina della Manifestazione.

Altra novità attesissima è Green Design, iniziativa che rinnova il rapporto con Mondadori e le testate Grazia Casa e Interni per riscoprire le unicità di Città Alta attraverso prodotti outdoor di design.

Tra le novità del 2014 la mostra organizzata in collaborazione con GAMeC, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e Allianz Bank, dedicata al fotografo Long Chin – San (Zhejiang 1892-1995) dal titolo “Long Chin San-Mario Finazzi.

“La nuova amministrazione – sottolinea Leyla Ciagà, assessore all’Ambiente, al Verde Pubblico e alle Politiche energetiche del Comune di Bergamo – sostiene in modo convinto la rassegna I Maestri del Paesaggio”.

“La manifestazione – sottolinea il presidente di Arketipos, Maurizio Vegini,  che insieme al Comune la organizza – ha portato a Bergamo centinaia di migliaia di visitatori, centinaia di partecipanti all’International Meeting, relatori internazionali di prestigio e un’attenzione europea senza precedenti”.

La manifestazione, oltre che dal Comune di Bergamo, è patrocinata da Regione Lombardia, EXPO 2015 e da numerose associazioni nazionali e internazionali.

Foto: Achille Colombo Clerici pres. Assoedilizia e Istituto Europa Asia

foto presidente Duomo 2

 

 

Piero Fassino, Marco Doria – Convegno GENOVA E TORINO: ESPERIENZE A CONFRONTO – Palazzo Meridiana Genova, Davide Viziano presidente – Assoedilizia e IEA Istituto Europa Asia

luglio 14, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Italy
e
Istituto Europa Asia
IEA
Europe Asia Institute

 

di Antonio Armano
Genova 9 giugno 2014

“Sono uno di quelli cui non dispiace passare per moderato. Ma quando c’è di mezzo la burocrazia divento giacobino… Durante la rivoluzione francese sono state tagliate 1800 teste. Ecco: non importa se è stata tagliata qualche testa di troppo… Importa che la rivoluzione francese abbia cambiato la storia. Una rivoluzione richiede radicalità”.

Un Piero Fassino insolitamente massimalista ha preso parte ieri, mercoledì 9 luglio, presso il Palazzo della Meridiana a Genova, all’incontro intitolato “Genova e Torino, esperienze a confronto”, insieme al sindaco del capoluogo ligure Marco Doria, e ai rispettivi assessori all’urbanistica Stefano Lo Russo e Stefano Bernini. L’incontro era organizzato dall’associazione Amici del palazzo della Meridiana, presieduta da Davide Viziano.

Fassino ha ricordato che quando era ministro ogni provvedimento subiva rallentamenti insopportabili nel momento in cui si passava dalla verticalità decisionale alla orizzontalità burocratica. E cioè quando il provvedimento passava alla fase della conferenza di servizi tra i funzionari di diverse competenze.
Da allora, nonostante tutti i proclami, non è cambiato molto. Il sindaco di Torino ha rivelato diffidenza nei confronti dei tentativi fatti sinora per risolvere il problema della burocrazia: “Quando sento parlare di semplificazione amministrativa sono sempre molto scettico. So per esperienza che quando si è tentato di semplificare una norma ce ne siamo ritrovate tre al posto di una”.

Genova e Torino, due città a confronto: entrambe fortemente segnate dall’industria e con la necessità di reinventarsi, ridefinire il proprio ruolo. “A Genova la presenza industriale è stata forte, ma dopo le deindustrializzazione la città ha iniziato a cambiare volto” ha detto Marco Doria. “È molto più bella di prima, di quarant’anni fa, ma ha bisogno di un nuovo dinamismo. (Genova mi piace, come pure Torino, mentre Milano non mi piace). Una volta si puntava sulla quantità, oggi ci vuole la qualità. Occorre, come si dice, costruire sul costruito, puntare sul riuso. Un esempio positivo è stato il recupero del porto antico, una grande operazione compiuta utilizzando i fondi dell’Expo del ’92. Un altro esempio è la riqualificazione dell’area siderurgica di Cornigliano. Bisogna avere lungimiranza mentre in passato prevaleva la logica della redditività di breve periodo. Si costruiva molto ma senza badare a infrastrutture e servizi, senza pensare al territorio”.

Hi-tech, alta velocità, ricerca, formazione scolastica universitaria, cultura, fiere, turismo: le parole d’ordine del rilancio, le nuove linee guida per la riqualificazione urbana accomunano Torino e Genova. E non solo. Riguardano anche altre città. La domanda rivolta ai sindaci è dunque la seguente: la ricetta oggi è sempre la stessa, ma può funzionare per tutti? “Si tratta – ha detto Fassino – di una concezione polifunzionale del tessuto urbano”. Oggi nessuna città può permettersi di rispondere a una sola vocazione: “Ci vuole una pluralità di vocazioni ma con una regia unica. Torino è stata una factory-town, una città-azienda. Negli anni ’80-90 ha perduto 350mila abitanti e ha dismesso 10 milioni di mq di aree industriali. Ma si è rimessa in moto investendo sull’economia della conoscenza: ricerca, università, cultura, turismo. Ha saputo diversificarsi, cambiare. Questo non significa che abbia abbandonato la vocazione industriale e il mercato delle auto. Anzi. La Fiat-Chrysler è tuttora al centro del sistema produttivo torinese e le aziende dell’indotto automobilistico non hanno chiuso i battenti. Oggi lavorano per diversi committenti. Per Nissan o Toyota o altri. E bisogna essere più bravi, rispetto a quando si ha un solo committente. Le grandi città posseggono gli anticorpi per reagire al declino. Ma sono gli amministratori pubblici che devono farsi carico delle responsabilità di orientare le iniziative private, secondo un progetto di lungo periodo stimolando gli investimenti”.

È apparso altresì fondamentale cogliere l’opportunità che deriva dalla città-metropolitana. Non puoi sostenere la sfida globale se non metti in campo sinergie in un contesto più ampio di quello municipale. Oggi la sfida globale si gioca fra territori, ciascuno dei quali ha una pluralità di vocazioni. Per agganciare la ripresa bisogna competere con aree metropolitane come Parigi, Londra, Berlino, per restare all’Europa. Torino e Genova potrebbero integrarsi maggiormente se fossero collegate dall’alta velocità ferroviaria, come già accade tra Milano e Torino. Occorre una regia, bisogna fare le scelte giuste. “Caso emblematico quello di Detroit e Pittsburgh” ha detto l’assessore all’urbanistica di Torino, Stefano Lorusso. “Detroit, da capitale dell’auto che era, è decaduta. Pittsburgh, capitale delle acciaierie, ha saputo riconvertirsi nel settore del biomedico. Perché è stata accompagnata nella fase di riconversione”.

 

Foto: Il presidente di Assoedilizia e di IEA Achille Colombo Clerici, ieri a Genova presenziava al Convegno.

foto presidente 92

 

 

“Contare” il calore pesa troppo – Articolo pubblicato su Casa 24 Plus (Il Sole 24 Ore) del 10.7.2014

luglio 10, 2014

“Contare” il calore pesa troppo – Termoregolazione obbligatoria ma a volte l’intervento costa più dei risparmi ottenuti

Sole 24 Ore 10.7.2014

 

 

Svizzera Italia DELEGATO PER I RAPPORTI TRANSFRONTALIERI ITALO-SVIZZERI – Cantone Ticino – Consiglio di Stato Bellinzona – Francesco Quattrini nuova figura istituzionale

luglio 9, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
Istituto Europa Asia IEA Europe Asia Institute

 

 

Istituito dal Consiglio di Stato di Bellinzona

UN DELEGATO PER I RAPPORTI TRANSFRONTALIERI ITALOSVIZZERI

Il plauso di Colombo Clerici: “Una figura istituzionale in grado di agevolare i rapporti tra le due comunità

I rapporti transfrontalieri tra Italia e Svizzera, che vuol dire principalmente tra Canton Ticino e Lombardia, sono in una fase delicata, in particolare a seguito del controverso referendum elvetico di febbraio che pone limiti alla presenza di lavoratori stranieri, che sono in prevalenza italiani.

Perciò  il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha creato una nuova figura istituzionale, il Delegato del Cantone per i rapporti transfrontalieri, nella persona di Francesco Quattrini.

Secondo il comunicato ufficiale, questa decisione conferma gli orientamenti già indicati dal Governo nelle Linee direttive e Piano finanziario per la Legislatura 2012/2015, e mira a replicare – anche verso sud – la positiva esperienza maturata in questi anni con l’introduzione della figura di un Delegato per i rapporti confederali nella persona di Joerg De Bernardi.

Il nuovo Delegato si occuperà in particolare di rappresentare gli interessi del Cantone nei confronti delle Regioni confinanti, e – in collaborazione con le autorità federali – con le istituzioni della vicina Penisola.

Sul piano delle pubbliche relazioni, parteciperà a gruppi di lavoro e iniziative di carattere transfrontaliero, con l’obiettivo di migliorare l’immagine del Cantone e di sostenere le iniziative pubbliche e private che mirano a favorire, intensificare e consolidare gli interessi e la presenza ticinese in Italia e, in particolare, nelle regioni confinanti.

Dal punto di vista amministrativo, fornirà consulenza al Governo e all’Amministrazione cantonale – in stretta collaborazione con il Delegato per i rapporti confederali – per tutto ciò che riguarda le relazioni fra Svizzera e Italia.

Commento positivo del Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici: “Un rinnovato plauso all’efficienza politica e al pragmatismo elvetici – ha detto – per avere deciso di istituire questa specifica figura-funzione in grado di intervenire, al loro sorgere, sugli inevitabili problemi che si presentano periodicamente tra le due comunità, ticinese e lombarda, nonostante tanti solidi e secolari legami. Al Delegato Francesco Quattrini i migliori auguri di buon lavoro”.

Francesco Quattrini (Locarno, 1971) ha ottenuto la licenza in scienze politiche e sociali nel 1995 all’Università di Losanna.

Dal 2001 è attivo in seno al Dipartimento federale degli affari esteri, dove ha lavorato al Centro di politica e sicurezza internazionale e alla Divisione sicurezza umana, ricoprendo le cariche di Capo sezione politica dei diritti umani (2010/11) e Capo sezione politica di pace per l’Africa e l’America latin (dal 2011).

Tra il 2007 e il 2010 è stato consigliere e sostituto del capo missione all’Ambasciata svizzera di Bogotà, in Colombia.

È domiciliato a Minusio, sposato e padre di due figli.

Achille Colombo Clerici Svizzera