Locarno Festival Internazionale del Cinema Edizione Agosto 2014 IL FESTIVAL DEL FILM DI LOCARNO, PARDO D’ORO – 67 anni di storia del Cinema – Istituto Europa Asia

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Italy
e
Istituto Europa Asia IEA Europe Asia Institute

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Aperto il 6 agosto, si conclude il 16. Presentati 274 film provenienti da 47 Paesi

IL FESTIVAL DEL FILM DI LOCARNO, POPOLARE E RAFFINATO

Achille Colombo Clerici: “E’ la rassegna, tra le più importanti d’Europa, che maggiormente porta sullo schermo i grandi problemi del mondo di oggi.”

Si è aperto il 6 agosto e proseguirà fino al 16 il 67° Festival del film di Locarno che costituisce la più importante manifestazione cinematografica elvetica ed una delle più importanti d’Europa.

È riconosciuto come festival competitivo dalla Federazione internazionale delle associazioni dei produttori di film (Fiapf) insieme ai Festival di Venezia, Cannes, Berlino. La Rassegna quest’anno festeggia i 67 anni: un monumento di storia del Cinema.
Assegna annualmente il Pardo d’oro.

Una sua particolarità è l’uso della Piazza Grande di Locarno come sala di proiezione, una delle più grandi del mondo con uno degli schermi cinematografici più grandi d’Europa (26 metri di lunghezza e 14 di altezza), che consente la visione ad una platea di 8.000 spettatori.

Fra le personalità presenti all’incontro al Monte Verità di venerdì scorso, che si sono complimentati con il Presidente del Festival Marco Solari, citiamo: Alain Berset, Ministro svizzero della cultura, Manuele Bertoli, Ministro della cultura del Canton Ticino, Gianrico Corti, Presidente del Parlamento ticinese e 1° cittadino del Cantone, I Sindaci di Ascona, Locarno e Lugano, Raymond Loretan, Presidente della Televisione svizzera e Maurizio Canetta, Direttore della Radio e Televisione della Svizzera Italiana. Erano presenti molte personalità del mondo della cultura, della politica, dell’economia ticinese e del mondo diplomatico, fra cui: Massimo Baggi, Marco Cameroni, Giampiero Casagrande, Raffaella Castagnola, Gianfranco Cotti, Alberto Dall’acqua, Michele de Lauretis, Diego Erba, Paolo Jannuzzi, Domenico Lucchini, Giorgio Noseda, Luigi Pedrazzini, Francesco Quattrini, Remigio Ratti, Sergej Roic, Sandro Rusconi, Diego Scacchi.

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Il Presidente del Festival, Marco Solari, commenta: “Alta qualità artistica e tecnica, efficienza operativa, rigore finanziario, sono la base del nostro lavoro quotidiano. Questa è la combinazione che colloca Locarno tra i festival internazionali che contano. Dobbiamo però essere vigili in merito alle strutture che devono sapersi continuamente rinnovare”

Scrive il direttore artistico Carlo Chatrian: il Festival accoglie e fa dialogare registi affermati ed emergenti, attori riconosciuti e volti nuovi. Così è anche il programma della Piazza Grande che spazia da commedie corali a film drammatici, dal cinema indipendente americano a quello realizzato dalle major. In dieci giorni lo spettro delle proposte cerca di raccontare la varietà del mondo contemporaneo, toccando zone calde del presente e ferite impossibili da rimarginare, eterne questioni esistenziali e vicende sepolte nel passato. Festival, libero e coraggioso nelle sue proposte, con grandi ospiti: da Juliette Binoche e Mia Farrow, Armin Mueller-Stahl e Melanie Griffith (protagonista di Thirst, Pardi di domani), Jonathan Pryce e Jason Schwartzman, Giancarlo Giannino e Gianfranco Rosi. Aggiunge Mario Timbal, direttore operativo: nell’attesa che la Casa del cinema diventi realtà, abbiamo dato grande attenzione alle due maggiori sale di proiezione.

All’Auditorium FEVI, con i suoi oltre 3’000 posti, mentre in Piazza Grande viene introdotta a titolo sperimentale un settore con posti numerati,   senza snaturare il carattere spontaneo e conviviale delle proiezioni serali in cui ogni spettatore sceglie il proprio posto liberamente.

Anche gli strumenti di comunicazione che facilitano l’informazione degli spettatori e ne arricchiscono l’esperienza hanno beneficiato di un significativo rinnovamento.

Commenta il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia: “Nella rassegna, tra le piu’ importanti europee, che maggiormente porta sullo schermo i grandi problemi della nostra società e del mondo di oggi, il gioiello, la retrospettiva della Titanus”.

Il Festival si suddivide in ben 10 sezioni: Piazza Grande, Concorso internazionale, Concorso Cineasti del presente, Pardi di domani, Signs of Life, Fuori concorso, Premi speciali, Histoire(s) du cinéma, Retrospettiva Titanus, Open Doors.

Più in particolare: Piazza Grande: 16 film; Concorso internazionale: 17 lungometraggi, di cui 13 in prima mondiale, in competizione per il Pardo d’oro. Concorso Cineasti del presente: dedicato alla scoperta, comprende 15 fra opere prime e seconde. Signs of Life: la nuova sezione indaga i territori di frontiera del cinema, tra nuove forme narrative e innovazione del linguaggio. Fuori concorso: spazio aperto alle opere di maestri del cinema e registi di rilievo internazionale.

Pardi di domani: i concorsi dedicati ai cortometraggi. 
Fino al 16 agosto verranno presentati 274 film – fra lunghi, corto e mediometraggi – provenienti da 47 paesi diversi.

Impossibile riportare l’elenco completo delle opere, degli artisti, dei registi (a conferma, la cartelletta stampa è di 75 pagine): ci limitiamo a citare la partecipazione italiana nelle varie sezioni, esclusiva o in coproduzione, come è tradizione ben rappresentativa della cultura cinematografica del Paese.

Opere: IL GATTOPARDO di Luchino Visconti – Italia/Francia; LA SAPIENZA di Eugène Green – Francia/Italia; PERFIDIA di Bonifacio Angius – Italia; LA SAPIENZA di Eugène Green; LA CREAZIONE DI SIGNIFICATO di Simone Rapisarda Casanova – Canada/Italia; LA BARACCA (The Shack) di Alessandro De Leo e Federico Di Corato;SAN SIRO di Yuri Ancarani – Italia; AMORI E METAMORFOSI (Love and Metamorphoses) di Yanira Yariv- Francia/Italia; SUL VULCANO di Gianfranco Pannone; CLÉO DE 5 À 7 (Cleo dalle 5 alle 7) – Francia/Italia; COPIE CONFORME (Copia conforme) di Abbas Kiarostami – Francia/Italia/Belgio/Iran; UTZ di George Sluizer – Germania/Italia/Regno Unito; GLI INCUBI DI DARIO ARGENTO di Dario Argento.

Il regista Gianfranco Rosi, Leone d’oro a Venezia lo scorso anno con “Sacro GRA”, è presidente del Concorso Internazionale. Nel contesto del festival, altra prestigiosa presenza: Giancarlo Giannini verrà premiato con un Excellence Award.

Tra gli eventi, la retrospettiva della Titanus, fondata nel 1904 da Gustavo Lombardo, la più longeva (e tra le più longeve nel contesto mondiale) case del cinema italiano, presieduta da Guido Lombardo. La retrospettiva – sostenuta per il secondo anno dalla Posta Svizzera, è organizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna, depositaria del Fondo Titanus, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, coeditore del volume, l’Istituto Luce Cinecittà e la Cinémathèque suisse di Losanna – intrecciando film rari e altri già noti ma ugualmente da riscoprire, propone un superamento della biforcazione tra cinema di genere e d’autore, con innesti di film di Freda, Bava, Tourneur, Ulmer, Corbucci, Fizzarotti… in cui si rilanciano quei valori di “mise en scène” di cui Matarazzo è maestro. Tra gli ospiti della retrospettiva Dario Argento, che introduce la proiezione del suo primo lungometraggio, L’uccello dalle piume di cristallo, l’attrice e cantante Rita Pavone, che presenta invece Non stuzzicate la zanzara di Lina Wertmüller, e l’attrice Eleonora Brown, che introduce La Ciociara e Amore mio.

Per l’occasione le Edizioni Sabinae hanno realizzato il volume Titanus. Cronaca familiare del cinema italiano, in collaborazione con il Festival di Locarno e il Centro sperimentale di cinematografia – Cineteca nazionale. La pubblicazione, in versione bilingue italiana e inglese, raccoglie testi di documentazione e critici ed è curata da Sergio M. Germani, Simone Starace e Roberto Turigliatto.

Roman Polanski in cattedra. Il maestro del cinema terrà una lezione pubblica il 15 agosto, accompagnato dall’attrice Emanuelle Seigner, protagonista della sua ultima fatica, Venere in pelliccia, in programma nel palinsesto delle proiezioni. Con l’occasione Polanski riceverà un riconoscimento speciale da parte del festival.

Nella dodicesima edizione di Atelier partecipano quali moderatori Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (Mimis, Italia), grazie alla nuova collaborazione con il TorinoFilmLab.

Il Festival dedica per la quarta volta una giornata, coordinata da Domenico Lucchini, alle realtà formative in ambito cinematografico e audiovisivo presenti nel Canton Ticino. Il programma offre una panoramica sui lavori più recenti prodotti da CISA (Conservatorio internazionale di scienze audiovisive), SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana) e, da SSS_AA (Scuola superiore specializzata di arti applicate). Come consuetudine, inoltre, è invitato anche il CSC (Centro sperimentale di cinematografia).

La rassegna locarnese è anche l’occasione per fare il punto su aspetti diversi della cinematografia, dalle nuove tecnologie all’industria della produzione agli insegnamenti accademici al coinvolgimento dei giovani.

La prima edizione del Festival[2] venne inaugurata il 23 agosto 1946 con la proiezione del film ‘O sole mio di Giacomo Gentilomo nel parco inclinato del Grand Hotel. I film in programma erano quindici. Quattro erano gli italiani, tra cui Roma città aperta di Roberto Rossellini.

Considerato uno dei più antichi festival del cinema insieme a Venezia e Cannes, Locarno ha presentato numerosi film e cortometraggi di registi internazionali come Claude Chabrol, Stanley Kubrick, Paul Verhoeven, Milos Forman, Marco Bellocchio, Glauber Rocha, Raul Ruiz, Alain Tanner, Mike Leigh, Béla Tarr, Chen Kaige, Edward Yang, Alexandr Sokurov, Atom Egoyan, Jim Jarmusch, Spike Lee, Gregg Araki, Catherine Breillat, Abbas Kiarostami, Gus Van Sant, Pedro Costa, Fatih Akin, Claire Denis e Kim Ki-Duk.

 

Foto: Achille Colombo Clerici con Franco Masoni Fontana, foto d’archivio

Achille Colombo Clerici con Franco Masoni Fontana

 

Piazza Grande

 

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