Archivio per agosto 2014

Capalbio – Giacomo Properzj libro “Breve storia della Grande Guerra”- Presentazione al Frantoio – Giuliano Amato presenta – Istituto Europa Asia

agosto 17, 2014

Istituto Europa Asia
IEA
Europe Asia Institute

 

Il libro di Giacomo Properzj presentato in agosto a Capalbio

LA GRANDE GUERRA COME UN (TRAGICO) ROMANZO

La Prima guerra mondiale (1914-1918) fu davvero una Grande Guerra, per le enormi masse di uomini mobilitati, per la moderna atrocità dei mezzi impiegati e per le conseguenze determinanti che ebbe nel ridisegnare i confini dell’Europa di allora. Non più una guerra ottocentesca fatta di singole battaglie, ma uno stato costante di scontro i cui risultati erano affidati all’organizzazione e alla capacità di produzione industriale dei Paesi coinvolti. Per la prima volta furono utilizzati strumenti che cambiarono radicalmente il modo di combattere, dall’equipaggiamento dei soldati con elmetti in acciaio e maschere antigas all’impiego di armi chimiche, aerei, carri armati, corazzate e sommergibili.

Viene raccontata come in un romanzo nel libro di Giacomo Properzj “Breve storia della Grande Guerra” (editore Ugo Mursia, collana Testimonianze fra cronaca e storia, 176 pagg, 12 euro) che viene presentato in agosto al Frantoio di Capalbio.

Intervengono, oltre all’autore, Giuliano Amato, Mauro Canali, Giacomo Marramao.

Properzj, uomo politico, giornalista, scrittore milanese, distingue due fasi del conflitto: dapprima una guerra di movimento di grandi masse di giovani volontari, lungo un fronte in continua evoluzione; poi, nella primavera del 1915, quando intervenne nel conflitto anche l’Italia, un’estenuante guerra di posizione in trincea con centinaia di migliaia di caduti. Il mondo era in fiamme dall’Oriente all’Occidente e nuove potenze si affacciavano sulla scena, come gli Stati Uniti e il Giappone.

Merita un cenno anche il luogo dove il libro viene presentato.

Capalbio, antico borgo circondato dalla pianura maremmana, per il contesto ambientale in cui si trova e per l’importanza storico-artistica assunta in epoca rinascimentale, è stata soprannominata la piccola Atene. Inoltre il comune è stato premiato con le 5 vele e la prima posizione nella Guida Blu di Legambiente-Touring Club Italiano 2007 per la tutela e la gestione oculata delle sue spiagge, del paesaggio e dell’ambiente circostante.

All’interno delle sue mura si “respira” l’atmosfera dei secoli passati; percorrendo i vicoli, le piazzette, e gli antichi camminamenti, si ha l’impressione di tornare indietro nel tempo. E’ meta di un turismo esigente e frequentata da numerosi personaggi della cultura, dello spettacolo, della politica che possono apprezzare l’arte, la natura, i sapori di un luogo estremamente protetto e salvaguardato.

Nel borgo di Capalbio, sulla torre merlata del castello aldobrandesco (che ancora conserva il pianoforte suonato da Puccini) e dalle sue mura, si ammira un panorama di straordinaria bellezza.
Dal punto di vista naturalistico completano “l’insieme” l’oasi del WWF presso il lago di Burano, il mare, e la lunghissima spiaggia a ridosso di una fitta macchia mediterranea. L’aspetto enogastronomico di Capalbio non è da meno: i suoi vini e la cucina a base di cacciagione sono apprezzati internazionalmente.

Foto: Achille Colombo Clerici Pres. Istituto Europa Asia

foto presidente Chiavari

Comune Di Monza, Murales e Graffiti selvaggi o vandalici – Assoedilizia

agosto 16, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Italy

 

Colombo Clerici sul bando del Comune di Monza per iniziative giovanili di arredo e decoro urbano

PER I GRAFFITISTI 390.000 EURO; PER I PROPRIETARI DI CASA ZERO

La stampa ha recentemente ripreso la notizia che il Comune di Monza nei mesi scorsi ha emesso un bando con un importo di 390.000 euro per coinvolgere i giovani nella progettazione e negli usi degli spazi pubblici urbani attraverso la street art, network sale studio, arte e musica, creazione di nuovi spazi giovanili, promozione della città in vista di Expo 2015.

Una parte consistente degli stanziamenti va a giovani graffitisti che avranno a disposizione muri pubblici – dai sottopassi stradali a facciate di edifici – per esprimere la loro arte.

Commenta il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Coinvolgere i giovani per rendere più gradevole e vivibile la propria città è senz’altro cosa lodevole. Ma sono perplesso sull’approccio pro graffiti. Sul campo, Assoedilizia ha probabilmente l’esperienza più antica d’Italia avendo studiato, proposto, attuato una serie di iniziative tese a contenere il fenomeno dell’imbrattamento selvaggio dei muri, che resta il problema più grave in questo settore.

Per citare, a Milano decenni or sono, ai tempi già della giunta Formentini, proponemmo, e ottenemmo, la disponibilità di una cinquantina di muri pubblici per consentire ai graffitisti di dipingere, risparmiando le abitazioni private. E poi una più che decennale collaborazione con le giunte Albertini e Moratti, in iniziative di carattere social-culturale.

I risultati si sono visti.
L’ imbrattamento di Milano si è continuamente aggravato. Il problema non è costituito dagli artisti del “graffito”, che rispettano le norme del vivere civile, ma da chi queste norme le vuole infrangere.
Per questi vandali l’unica azione efficace è impedire che godano delle loro malefatte, cancellando subito gli sgorbi. Azione che dovrebbe essere svolta da strutture pubbliche con i costi a carico della collettività.

Ma questo talvolta non è possibile. L’onere pubblico ricade quindi sui singoli proprietari dei palazzi cittadini.
Bene sarebbe perciò che il Comune di Monza predisponesse anche incentivi economici a favore dei privati per la ripulitura dei muri invasi dai graffiti vandalici,  se vuole davvero che la città si presenti con il volto pulito all’appuntamento di EXPO, di cui la Villa Reale diventerà sede di rappresentanza”.

Foto: Achille Colombo Clerici, con l’allora assessore Vittorio Sgarbi, in un sopralluogo ai “graffiti vandalici” di Milano.

Colombo Clerici con Vittorio Sgarbi 2

 

Denaro sporco e pagamenti in contanti – “Il Giorno” Rubrica Assoedilizia,”Le tre scimmie da ingabbiare” pubblicata il 15 agosto 2014

agosto 15, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Italy

 

Le tre scimmie dell’economia – proventi economici di attività malavitosa, sommerso ed evasione fiscale – conducono ad un medesimo sbocco. Il denaro sporco: perché lo creano e perché tendono a lavarlo.

Contrastare questo fenomeno è un mezzo senz’altro efficace per combattere la criminalità economica e l’evasione: obiettivo prioritario di qualsiasi governo.

L’illegalità crea infatti condizioni di grande iniquità e di disparità nella società e porta ad un affievolimento di quel senso della legalità che costituisce il presidio della democrazia.

E’ un mondo, quello della illegalità anche economica e della malavita, che compete in modo privilegiato, creando condizioni di concorrenzialità impari, con quanti faticano nell’essere ligi alle leggi  svolgendo il proprio lavoro e vivendo nella società, nella propria città e nella propria casa.

Il rispetto delle leggi impone remore, freni, costi, sacrifici, che il mondo malavitoso non si pone nel proprio operare.

Ma il nero non è una condizione propria ed esclusiva del nostro Paese. E’ un fatto endemico di qualsiasi economia il cui dinamismo non trova una parallela e contestuale capacità di mettersi a regime da parte dei nuovi operatori.

Il nero in Italia, secondo i dati della Banca Mondiale, è stimato nell’ordine del 24% del PIL.
Ma non manca in Germania dove è del 15%, in Francia del 14% , in Gran Bretagna de 12%. Solo in Portogallo è maggiore, cioè del 30%.

La situazione diviene patologicamente grave quando non solo il livello di sommerso è elevato, ma quando per giunta esso tende a crescere e non a decrescere.

E’ quanto avviene allorché, a causa di un elevato livello della pressione fiscale, aumenta la disparità di condizioni di cui dicevo e si genera la tendenza alla fuga dalla irregimentazione. In Italia tale pressione è  giunta ormai al primato mondiale, avendo toccato quasi il 54%.

Il limite all’uso del denaro contante per i pagamenti, attualmente fissato in 1000 euro, è senz’ altro un mezzo efficace per contrastare le tre scimmie. Federalberghi ed altri chiedono di modernizzarne le regole, in particolare quando si tratti di turisti stranieri. Grave è infatti il pregiudizio che ne deriva per il commercio ed il turismo italiani.

Controindicazioni? Minori dei vantaggi, crediamo: quanti potranno esser, infatti, fra le centinaia di migliaia di turisti stranieri che spendono alla grande, quelli, magari “oriundi”, che verranno in Italia per rischiare guai nell’aiutare i nostri nel riciclaggio?

foto presidente 91

Il Giorno 15.8.2014

Borgo Sella di Mosso (Biella) – Festa Annuale – Opera Pia Sella – Settembre 2014

agosto 11, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
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FESTA ANNUALE DEL BORGO SELLA

Si svolge domenica 7 settembre 2014, ad inviti, l’annuale Festa del Borgo Sella, nel Biellese, che vede riunirsi, su iniziativa del presidente Nicolò Sella di Monteluce, esponenti della borghesia, dell’aristocrazia, dell’imprenditoria tra i quali il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Questo il programma:

– ore 16,00 – visita al Parco di Palazzo Sella e alle Collezioni dell’Opera Pia

– ore 17,00 Santa Messa nell’Oratorio – ore 17,45 concerto “Viaggio musicale nell’Europa Barocca”, ensemble festa rustica con strumenti originali, dir. Giorgio Matteoli

–   ore 19,00, rinfresco nei locali dell’Opera Pia.

L’ Opera Pia Sella fu fondata come scuola elementare nel 1799 da don Maurizio Pio Sella.

Oggi la sua missione è di testimoniare e portare nel presente gli intenti educativi, sociali e culturali della Famiglia Sella.

Il fondatore era superiore dell’Ordine delle Missioni (1745-1827), quando alla chiusura e confisca napoleonica dei beni ecclesiastici ritorna al palazzo avito a Sella di Mosso (Biella) per proseguire la sua attività di educatore e vi apre una scuola/collegio/convitto.

Nel 1815 ne edifica la nuova sede. L’istituzione assume la forma giuridica di Opera Pia alla sua morte, quando egli la lascia sua erede universale.

L’Opera Pia viene successivamente arricchita da altri lasciti della famiglia, fra cui l’Oratorio seicentesco antistante il palazzo (lo statuto prevedeva sin dall’inizio un cappellano, con ufficiatura quotidiana per le scolaresche), reliquie, quadri e addobbi.

Nel 1853 sorgono l’asilo infantile e la scuola femminile gestiti dalle Suore Rosminiane, e diventa così uno dei primi ginnasi italiani a fornire istruzione femminile.

Viene eretta Ente morale il 30 agosto 1863.

Le sue aule, che hanno visto molti dei protagonisti della nascente industria biellese assieme a giovani membri della famiglia del fondatore, tra i quali il nipote Quintino, chiudono nel 1986 per mancanza di alunni.

Da allora l’Opera Pia ha sviluppato attività riguardanti cultura, documentazione, aggregazione di giovani ed ha pubblicato diversi volumi riguardanti la sua storia.
Ha restaurato ed esposto nei suoi locali la collezione degli oltre seimila reperti minerali di Quintino Sella, di proprietà dell’ITIS di Biella.

Offre sede permanente alle mostre ”Nati a Mosso” e “Le scuole di Mosso”.

Svolge nella sua sede concerti, mostre di arti figurative, rassegne annuali di poesia, concorsi artistici periodici per giovanissimi.

È anche la sede della Pia Istituzione medico Sella, fondata nel 1854, erede universale del medico filantropo Bartolomeo Sella. Nel 2003 prende il nome di Opera Pia Sella.

Foto: Achille Colombo Clerici con la moglie Giovanna

con la moglie Giovanna

 

 

Federico Orlando – Scomparsa – Cordoglio dell’Istituto Europa Asia e di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici

agosto 10, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
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Achille Colombo Clerici ricorda l’antico amico Federico Orlando, giornalista e politico

UN APPASSIONANTE TEMA COMUNE, LA RINASCITA DEL TURISMO ITALIANO

Benito Sicchiero

“Un giornalista e un politico inflessibile, sempre schierato con i diritti dei cittadini con profondità di pensiero, con finezza, garbo, ironia”.

Così Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, ricorda l’antico amico Federico Orlando, scomparso a Roma all’età di 85 anni. Condirettore del quotidiano Europa dal 2008, Orlando in passato ha diretto anche il Giornale insieme a Indro Montanelli.  I due grandi giornalisti fondarono poi il quotidiano, La Voce, impresa nobile e sfortunata.

Molisano, nato nel 1928 a San Martino in Pensilis in provincia di Campobasso, in precedenza Orlando aveva lavorato al Messaggero e al Giornale d’Italia.

Poi il Giornale, con il tormentato addio che gli ha ispirato il libro Il sabato sera andavamo ad Arcore (Larus, 1995), La Voce e infine Europa. Nel 2002 è tra i fondatori di Articolo 21, associazione di giornalisti a tutela della libertà di stampa.

Orlando era stato anche parlamentare, protagonista di una lunga carriera politica. Dopo una militanza nel Partito Liberale Italiano, nel 1996 fu eletto deputato nelle liste del Pds, Partito Democratico della Sinistra, per poi passare prima all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro e successivamente ai Democratici, il partito con il simbolo dell’asinello fondato da Romano Prodi. Infine, l’adesione prima alla Margherita di Francesco Rutelli, poi ai Radicali. Molte le sigle, immutati i principi liberal che ha sempre propugnato.

Pochi mesi or sono Orlando e Colombo Clerici avevano dialogato su un tema di grande attualità, il turismo in Italia. Sul quotidiano Europa Orlando, rispondendo a un lettore che gli segnalava la chiusura del Grand Hotel Le Palme di Palermo, “un altro pezzo della “nobile Italia (dimenticata definizione di Dante) che se ne va”, ricordava il Grand Hotel quale piccolo crocevia della storia avendovi dimorato personaggi come Wagner (che ivi completò il Parsifal e abbozzo’ “Tempo di Porazzi”: l’ultima composizione del grande genio musicale che la suono’ al pianoforte il giorno prima di morire, l’anno dopo a Venezia ),  Crispi, Lucky Luciano ed avendo ospitato vertici di piccoli e grandi politici che hanno fatto parte della storia d’Italia. E si rivolgeva al presidente di Assoedilizia Colombo Clerici   che in un’intervista a Radio Vaticana ricordava dati e cause della crisi del turismo in Italia, discesa in pochi decenni dal primo al quinto posto nel mondo nonostante resti, sempre nel mondo, la meta preferita.

Se, pur desiderandolo, molti turisti non vengono in Italia, tra le cause andrebbero elencate l’impreparazione degli operatori turistici e la incapacità dei governanti di elaborare una seria politica per il turismo, che è il petrolio italiano.

Condivideva in toto Colombo Clerici che, così rispondendogli, integrava l’analisi: “Caro Federico, ho letto la tua risposta sulla questione del turismo nel nostro Paese; ne parlo perché con l’Istituto Europa Asia, che presiedo, seguo l’argomento da tempo.

Questo, che dovrebbe essere un tema dominante nel dibattito sull’economia italiana, è assolutamente trascurato. Mancano una visione programmatoria generale, una qualsivoglia politica turistica, un qualsivoglia progetto di organico impiego degli asset cultural-artistico-monumental-paesistici di cui siamo ricchi.

Ma tant’è: questo è rimasto il campo del “fai da te” in cui ciascuno si coltiva il proprio orticello, fin che può, contando sul grande volano della storia, della bellezza, della cultura che abbiamo alle spalle e tutt’intorno a noi.

Altri Paesi europei, anche se meno dotati del nostro quanto a ricchezze di beni culturali, sono riusciti ad occupare i gangli vitali della politica turistica continentale, in qualche caso egemonizzando il settore. Da noi i grandi flussi turistici provenienti dai Paesi emergenti, gestiti come sono prevalentemente da Francia e Germania, arrivano marginalmente. Rimane il turismo domestico che oggi risente pesantemente della generale crisi economica. Ma anche la promozione dell’immagine-Italia, da quando si è introdotta la competenza regionale in materia turistica, si è frammentata ed in definitiva risulta grandemente ridimensionata. Non c’è nemmeno un grande tour operator in grado di concludere con l’estero opportuni accordi di collaborazione reciproca.

Che ne sarà degli oltre cento milioni di nuovi turisti che nei prossimi due o tre anni si affacceranno sul mercato turistico internazionale? Quanti ed in che modo riusciremo a “catturarne”? Chi se ne sta occupando? Almeno c’è Expo 2015, con il suo appeal: ben venga e facciamone tesoro, a livello nazionale. Con amicizia Achille”.

foto presidente 105

Locarno Festival Internazionale del Cinema Edizione Agosto 2014 IL FESTIVAL DEL FILM DI LOCARNO, PARDO D’ORO – 67 anni di storia del Cinema – Istituto Europa Asia

agosto 9, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Italy
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Istituto Europa Asia IEA Europe Asia Institute

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Aperto il 6 agosto, si conclude il 16. Presentati 274 film provenienti da 47 Paesi

IL FESTIVAL DEL FILM DI LOCARNO, POPOLARE E RAFFINATO

Achille Colombo Clerici: “E’ la rassegna, tra le più importanti d’Europa, che maggiormente porta sullo schermo i grandi problemi del mondo di oggi.”

Si è aperto il 6 agosto e proseguirà fino al 16 il 67° Festival del film di Locarno che costituisce la più importante manifestazione cinematografica elvetica ed una delle più importanti d’Europa.

È riconosciuto come festival competitivo dalla Federazione internazionale delle associazioni dei produttori di film (Fiapf) insieme ai Festival di Venezia, Cannes, Berlino. La Rassegna quest’anno festeggia i 67 anni: un monumento di storia del Cinema.
Assegna annualmente il Pardo d’oro.

Una sua particolarità è l’uso della Piazza Grande di Locarno come sala di proiezione, una delle più grandi del mondo con uno degli schermi cinematografici più grandi d’Europa (26 metri di lunghezza e 14 di altezza), che consente la visione ad una platea di 8.000 spettatori.

Fra le personalità presenti all’incontro al Monte Verità di venerdì scorso, che si sono complimentati con il Presidente del Festival Marco Solari, citiamo: Alain Berset, Ministro svizzero della cultura, Manuele Bertoli, Ministro della cultura del Canton Ticino, Gianrico Corti, Presidente del Parlamento ticinese e 1° cittadino del Cantone, I Sindaci di Ascona, Locarno e Lugano, Raymond Loretan, Presidente della Televisione svizzera e Maurizio Canetta, Direttore della Radio e Televisione della Svizzera Italiana. Erano presenti molte personalità del mondo della cultura, della politica, dell’economia ticinese e del mondo diplomatico, fra cui: Massimo Baggi, Marco Cameroni, Giampiero Casagrande, Raffaella Castagnola, Gianfranco Cotti, Alberto Dall’acqua, Michele de Lauretis, Diego Erba, Paolo Jannuzzi, Domenico Lucchini, Giorgio Noseda, Luigi Pedrazzini, Francesco Quattrini, Remigio Ratti, Sergej Roic, Sandro Rusconi, Diego Scacchi.

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Il Presidente del Festival, Marco Solari, commenta: “Alta qualità artistica e tecnica, efficienza operativa, rigore finanziario, sono la base del nostro lavoro quotidiano. Questa è la combinazione che colloca Locarno tra i festival internazionali che contano. Dobbiamo però essere vigili in merito alle strutture che devono sapersi continuamente rinnovare”

Scrive il direttore artistico Carlo Chatrian: il Festival accoglie e fa dialogare registi affermati ed emergenti, attori riconosciuti e volti nuovi. Così è anche il programma della Piazza Grande che spazia da commedie corali a film drammatici, dal cinema indipendente americano a quello realizzato dalle major. In dieci giorni lo spettro delle proposte cerca di raccontare la varietà del mondo contemporaneo, toccando zone calde del presente e ferite impossibili da rimarginare, eterne questioni esistenziali e vicende sepolte nel passato. Festival, libero e coraggioso nelle sue proposte, con grandi ospiti: da Juliette Binoche e Mia Farrow, Armin Mueller-Stahl e Melanie Griffith (protagonista di Thirst, Pardi di domani), Jonathan Pryce e Jason Schwartzman, Giancarlo Giannino e Gianfranco Rosi. Aggiunge Mario Timbal, direttore operativo: nell’attesa che la Casa del cinema diventi realtà, abbiamo dato grande attenzione alle due maggiori sale di proiezione.

All’Auditorium FEVI, con i suoi oltre 3’000 posti, mentre in Piazza Grande viene introdotta a titolo sperimentale un settore con posti numerati,   senza snaturare il carattere spontaneo e conviviale delle proiezioni serali in cui ogni spettatore sceglie il proprio posto liberamente.

Anche gli strumenti di comunicazione che facilitano l’informazione degli spettatori e ne arricchiscono l’esperienza hanno beneficiato di un significativo rinnovamento.

Commenta il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia: “Nella rassegna, tra le piu’ importanti europee, che maggiormente porta sullo schermo i grandi problemi della nostra società e del mondo di oggi, il gioiello, la retrospettiva della Titanus”.

Il Festival si suddivide in ben 10 sezioni: Piazza Grande, Concorso internazionale, Concorso Cineasti del presente, Pardi di domani, Signs of Life, Fuori concorso, Premi speciali, Histoire(s) du cinéma, Retrospettiva Titanus, Open Doors.

Più in particolare: Piazza Grande: 16 film; Concorso internazionale: 17 lungometraggi, di cui 13 in prima mondiale, in competizione per il Pardo d’oro. Concorso Cineasti del presente: dedicato alla scoperta, comprende 15 fra opere prime e seconde. Signs of Life: la nuova sezione indaga i territori di frontiera del cinema, tra nuove forme narrative e innovazione del linguaggio. Fuori concorso: spazio aperto alle opere di maestri del cinema e registi di rilievo internazionale.

Pardi di domani: i concorsi dedicati ai cortometraggi. 
Fino al 16 agosto verranno presentati 274 film – fra lunghi, corto e mediometraggi – provenienti da 47 paesi diversi.

Impossibile riportare l’elenco completo delle opere, degli artisti, dei registi (a conferma, la cartelletta stampa è di 75 pagine): ci limitiamo a citare la partecipazione italiana nelle varie sezioni, esclusiva o in coproduzione, come è tradizione ben rappresentativa della cultura cinematografica del Paese.

Opere: IL GATTOPARDO di Luchino Visconti – Italia/Francia; LA SAPIENZA di Eugène Green – Francia/Italia; PERFIDIA di Bonifacio Angius – Italia; LA SAPIENZA di Eugène Green; LA CREAZIONE DI SIGNIFICATO di Simone Rapisarda Casanova – Canada/Italia; LA BARACCA (The Shack) di Alessandro De Leo e Federico Di Corato;SAN SIRO di Yuri Ancarani – Italia; AMORI E METAMORFOSI (Love and Metamorphoses) di Yanira Yariv- Francia/Italia; SUL VULCANO di Gianfranco Pannone; CLÉO DE 5 À 7 (Cleo dalle 5 alle 7) – Francia/Italia; COPIE CONFORME (Copia conforme) di Abbas Kiarostami – Francia/Italia/Belgio/Iran; UTZ di George Sluizer – Germania/Italia/Regno Unito; GLI INCUBI DI DARIO ARGENTO di Dario Argento.

Il regista Gianfranco Rosi, Leone d’oro a Venezia lo scorso anno con “Sacro GRA”, è presidente del Concorso Internazionale. Nel contesto del festival, altra prestigiosa presenza: Giancarlo Giannini verrà premiato con un Excellence Award.

Tra gli eventi, la retrospettiva della Titanus, fondata nel 1904 da Gustavo Lombardo, la più longeva (e tra le più longeve nel contesto mondiale) case del cinema italiano, presieduta da Guido Lombardo. La retrospettiva – sostenuta per il secondo anno dalla Posta Svizzera, è organizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna, depositaria del Fondo Titanus, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, coeditore del volume, l’Istituto Luce Cinecittà e la Cinémathèque suisse di Losanna – intrecciando film rari e altri già noti ma ugualmente da riscoprire, propone un superamento della biforcazione tra cinema di genere e d’autore, con innesti di film di Freda, Bava, Tourneur, Ulmer, Corbucci, Fizzarotti… in cui si rilanciano quei valori di “mise en scène” di cui Matarazzo è maestro. Tra gli ospiti della retrospettiva Dario Argento, che introduce la proiezione del suo primo lungometraggio, L’uccello dalle piume di cristallo, l’attrice e cantante Rita Pavone, che presenta invece Non stuzzicate la zanzara di Lina Wertmüller, e l’attrice Eleonora Brown, che introduce La Ciociara e Amore mio.

Per l’occasione le Edizioni Sabinae hanno realizzato il volume Titanus. Cronaca familiare del cinema italiano, in collaborazione con il Festival di Locarno e il Centro sperimentale di cinematografia – Cineteca nazionale. La pubblicazione, in versione bilingue italiana e inglese, raccoglie testi di documentazione e critici ed è curata da Sergio M. Germani, Simone Starace e Roberto Turigliatto.

Roman Polanski in cattedra. Il maestro del cinema terrà una lezione pubblica il 15 agosto, accompagnato dall’attrice Emanuelle Seigner, protagonista della sua ultima fatica, Venere in pelliccia, in programma nel palinsesto delle proiezioni. Con l’occasione Polanski riceverà un riconoscimento speciale da parte del festival.

Nella dodicesima edizione di Atelier partecipano quali moderatori Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (Mimis, Italia), grazie alla nuova collaborazione con il TorinoFilmLab.

Il Festival dedica per la quarta volta una giornata, coordinata da Domenico Lucchini, alle realtà formative in ambito cinematografico e audiovisivo presenti nel Canton Ticino. Il programma offre una panoramica sui lavori più recenti prodotti da CISA (Conservatorio internazionale di scienze audiovisive), SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana) e, da SSS_AA (Scuola superiore specializzata di arti applicate). Come consuetudine, inoltre, è invitato anche il CSC (Centro sperimentale di cinematografia).

La rassegna locarnese è anche l’occasione per fare il punto su aspetti diversi della cinematografia, dalle nuove tecnologie all’industria della produzione agli insegnamenti accademici al coinvolgimento dei giovani.

La prima edizione del Festival[2] venne inaugurata il 23 agosto 1946 con la proiezione del film ‘O sole mio di Giacomo Gentilomo nel parco inclinato del Grand Hotel. I film in programma erano quindici. Quattro erano gli italiani, tra cui Roma città aperta di Roberto Rossellini.

Considerato uno dei più antichi festival del cinema insieme a Venezia e Cannes, Locarno ha presentato numerosi film e cortometraggi di registi internazionali come Claude Chabrol, Stanley Kubrick, Paul Verhoeven, Milos Forman, Marco Bellocchio, Glauber Rocha, Raul Ruiz, Alain Tanner, Mike Leigh, Béla Tarr, Chen Kaige, Edward Yang, Alexandr Sokurov, Atom Egoyan, Jim Jarmusch, Spike Lee, Gregg Araki, Catherine Breillat, Abbas Kiarostami, Gus Van Sant, Pedro Costa, Fatih Akin, Claire Denis e Kim Ki-Duk.

 

Foto: Achille Colombo Clerici con Franco Masoni Fontana, foto d’archivio

Achille Colombo Clerici con Franco Masoni Fontana

 

Piazza Grande

 

Locazione Turistica Assoedilizia – Rubrica “Il Giorno” pubblicata il 9 agosto 2014

agosto 9, 2014

Per la locazione delle case-vacanza  (sottratta alla disciplina della legge 431/98)  Confedilizia ha stilato un vademecum.

Due i possibili contratti (entrambi in forma scritta): l’uno di medio-lunga durata per il periodo delle vacanza, l’altro il contratto week-end.
Con il primo si regolano la durata della locazione; la disdetta del contratto, l’entità del canone e delle spese accessorie nonché del deposito cauzionale; inoltre l’inquilino dichiara specificamente il motivo turistico e la sua stabile residenza.

Con il “contratto week-end” si loca un immobile per un breve periodo. Anche in questo contratto vi sono la specifica menzione della finalità turistica del conduttore, la clausola sull’entità del canone e del deposito cauzionale nonché la pattuizione forfetaria dei consumi utenze (luce, acqua, gas ecc.). L’inquilino è, inoltre, avvertito che l’appartamento è sprovvisto di biancheria da bagno e da letto e che deve provvedere direttamente al riassetto quotidiano dell’abitazione (ciò, ad evitare che si ricada nella fattispecie dell’attività di affittacamere).

Se la locazione ha durata superiore a 30 giorni, il proprietario deve farne denuncia, entro 48 ore dalla consegna dell’immobile, all’Autorità locale di Pubblica sicurezza o – in mancanza – al Sindaco. Se la locazione è effettuata a favore di un cittadino di un Paese non appartenente all’Unione Europea, la comunicazione all’Autorità di pubblica sicurezza deve essere sempre eseguita, indipendentemente dalla durata.

Sempre se la locazione ha durata superiore a 30 giorni, il contratto deve essere registrato, con onere diviso a metà. L’obbligo di registrazione nasce anche quando tra le stesse parti si sono stipulati diversi contratti per più periodi, che, sommati, superino trenta giorni nell’anno solare.

Sul contratto di locazione deve apporsi una marca da 10,33 euro a carico di entrambi i contraenti.

L’obbligo del pagamento non in contanti del canone locativo, indipendentemente dall’ammontare dello stesso,è stato revocato. Resta in vigore il limite generale dei 1.000 euro, per cui i pagamenti fino a 999 euro in contanti sono ammessi (ovviamente con riferimento all’intera somma dovuta e non a singole tranches di pagamento).

Assoedilizia propone una modalità di pagamento attraverso banche, sportelli postali etc. che agiscano da sostituto d’imposta prelevando, sull’importo del solo canone, come ritenuta a titolo di imposta sostitutiva, una cedolare secca del 10% (sia per le persone fisiche, sia per le società).

Foto: Achille Colombo Clerici con il vice presidente di Assoedilizia Bernardo Negri da Oleggio

Achille Colombo Clerici con Bernardo Negri da Oleggio 2

Il Giorno 9.8.2014

 

Nuovo Regolamento Edilizio Milano, Osservazioni di Assoedilizia – Intervista al Presidente Achille Colombo Clerici su Repubblica del 9 agosto 2014

agosto 9, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association

 OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO EDILIZIO DI MILANO

Intervista su Repubblica del 9 agosto 2014 al Presidente Achille Colombo Clerici

Il Comune incide sui diritti di proprietà ed entra in materie di competenza legislativa.

Alcune norme superflue e costosissime per i proprietari.

Sintesi dell’intervista:

Assoedilizia ha presentato osservazioni al Regolamento Edilizio adottato dal Consiglio Comunale di Milano, toccando solo alcune norme che incidono illegittimamente sul contenuto del diritto di proprietà (la materia è di competenza della legge e non di un regolamento ) imponendo obblighi costosi e superflui.

– Così, la norma che impone l’obbligo del libretto di fabbricato;

– quella che fissa la presunzione di disuso (una norma “spauracchio” non immediatamente precettiva, una dichiarazione di intenti)

– la norma che finisce per imporre l’obbligo del collaudo statico ad immobili che per legge son già stati sottoposti a tale verifica.

– la liberalizzazione dell’uso degli spazi comuni per il deposito delle biciclette, che determina peraltro situazioni che potrebbero presentare problemi per la sicurezza dei condomini stessi.

 foto presidente 48

Repubblica 9.8.2014

Mario Draghi – Incertezza e investimenti – L’incertezza fiscale in campo immobiliare – La revisione del catasto

agosto 8, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Milan Italy

 

Gli italiani non si fidano degli immobili del mercato italiano.
Ogni anno comperano all’estero una città come Pisa.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

«Ha piena ragione Draghi: “l’incertezza scoraggia gli investimenti”.

E nell’assoluta incertezza ci sta precipitando la, tanto caldeggiata dall’Europa, revisione catastale in atto nel nostro Paese, che per anni terrà in sospeso ogni certezza sul carico fiscale che alla fine graverà sugli immobili.

Nei primi sei mesi del 2014 l’investimento dei privati nell’immobile d’impresa si è ridotto a zero.

A confermare le allarmate previsioni di Assoedilizia una fonte autorevole e al di sopra delle parti, Bnp Paribas Real Estate, nella sua recente ricerca sull’Italia, ricerca che pure registra il ritorno degli investitori stranieri, ma non sul residenziale.

Questo il trend dal 2009, quando era già in atto la crisi del settore: 2009, sul totale degli investimenti, 16% dei privati; 11% nel 2010; 14% nel 2011; 16% nel 2012; 6% nel 2013 e, appunto, il clamoroso 0% nel primo semestre di quest’anno.

Questa la percentuale degli investimenti, fatto 100 il totale, da parte di altri operatori: fondi immobiliari italiani, dal 26% del 2009 al 25% del 2014; fondi aperti stranieri dal 17% al 36%; società immobiliari quotate e reits dal 13% al 6%; società assicurative e fondi pensione inalterata (14%); corporate dall’1% al 17%; banche, settore pubblico, fondi sovrani dal 13% al 2%.

 *     *     *

Anche l’immobiliare residenziale, come è ampiamente noto, va male: rispetto al 2006 le compravendite si sono più che dimezzate (da 877.000 compravendite nel 2006 a 407.000 nel 2013) e attorno al 60% di calo denunciano i settori commerciale e terziario.

Alcuni segni di ripresa nel 2014 (più 4% nel residenziale delle grandi città), pur benvenuti perché potrebbero testimoniare un sintomo di miglioramento della recessione, non certamente la ripresa, sono comunque totalmente insufficienti a giustificare una positiva valutazione in termini di inversione di tendenza.

Al proposito non possiamo non rilevare che il dato relativo alle compravendite della prima casa, che non corrispondono ad acquisti per investimento, bensì rappresentano semplici acquisti per il consumo-utilizzo diretto, non è un indicatore significativo.

Maggior peso avrebbe, come indicatore, l’acquisto delle seconde case.
E qui in Italia si riscontra il totale blocco del mercato. Mentre gli italiani ormai comperano annualmente 45.000 seconde case all’estero: l’equivalente di una città come Pisa.

Ciò significa che gli italiani non si fidano del nostro mercato: delle prospettive fiscali e della possibile incidenza del fisco sulla tenuta dei valori immobiliari.»

foto presidente 95

Denaro contante per i pagamenti – Limite di legge – Turisti stranieri

agosto 7, 2014

Istituto Europa Asia
e
Europe Asia Institute

 

Dichiarazione del presidente dell’Istituto Achille Colombo Clerici:

“Le tre scimmie dell’economia, proventi economici di attività malavitosa, sommerso ed evasione fiscale  conducono ad un medesimo sbocco.
Il denaro sporco: perché lo creano e perché tendono a lavarlo.

Contrastare questo fenomeno è un mezzo senz’altro efficace per combattere la criminalità economica e l’evasione: obiettivo prioritario di qualsiasi governo.

L’illegalità crea infatti condizioni di grande iniquità e di disparità nella società e porta ad un affievolimento di quel senso della legalità che costituisce il presidio della democrazia.

E’ un mondo, quello della illegalità anche economica e della malavita, che compete in modo privilegiato, creando condizioni di concorrenzialità impari, con quanti faticano nell’esser ligi alle leggi  svolgendo il proprio lavoro e vivendo nella società, nella propria città e nella propria casa.

Il rispetto delle leggi impone remore, freni, costi, sacrifici, che il mondo malavitoso non si pone nel proprio operare.

Ma il nero non è una condizione propria ed esclusiva del nostro Paese.

E’ un fatto endemico di qualsiasi economia il cui dinamismo non trovi una parallela e contestuale capacità di mettersi a regime da parte dei nuovi operatori.

Il nero in Italia, secondo i dati della Banca Mondiale, è stimato nell’ordine del 24% del PIL.
Ma non manca in Germania dove è del 15%, in Francia del 14% , in Gran Bretagna de 12%.
Solo in Portogallo è maggiore, cioè del 30%.

La situazione diviene patologicamente grave quando non solo il livello di sommerso è elevato, ma quando per giunta esso tende a crescere e non a decrescere.

E’ quanto avviene allorché, a causa di un elevato livello della pressione fiscale, aumenta la disparità di condizioni di cui dicevo e si genera la tendenza alla fuga dalla irregimentazione.

In Italia la pressione reale è ormai giunta al primato mondiale, avendo toccato quasi il 54 %.

Il limite all’uso del denaro contante per i pagamenti, attualmente fissato in 1000 euro, è senz’altro un mezzo efficace per contrastare le tre scimmie .

Tuttavia forse non hanno tutti i torti Federalberghi ed altri che chiedono di modernizzarne le regole, quando si tratti di turisti stranieri.

Grave è infatti il pregiudizio che ne deriva per il commercio ed il turismo italiani.

Controindicazioni? Minori dei vantaggi, crediamo: quanti potranno esser, infatti, fra le centinaia di migliaia di turisti stranieri che spendono alla grande, quelli, magari “oriundi”, che verranno in Italia per rischiare guai nell’aiutare i nostri nel riciclaggio?

Magari in violazione del parallelo regime dell’Iva per stranieri?

foto presidente Venezia Excelsior