Regolamento Edilizio Comune Milano – Corriere della sera del 22 settembre 2014 – Intervista al presidente Assoedilizia Achille Colombo Clerici

A s s o e d i l i z i a

Il Comune di Milano, con alcune norme del Regolamento edilizio (adottato dal Consiglio Comunale ed attualmente all’esame della Giunta per le controdeduzioni alle osservazioni presentate dagli interessati entro il 7 agosto scorso) incide sui diritti di proprietà ed entra in materie di competenza legislativa, travalicando i limiti del proprio potere normativo.

Alcune norme superflue e onerosissime per i proprietari.

* * *

 

Assoedilizia ha presentato osservazioni al Regolamento Edilizio adottato dal Consiglio Comunale di Milano, toccando solo alcune norme che incidono illegittimamente sul contenuto del diritto di proprietà (in quanto relative a materie di competenza della legge e non di un regolamento ) e che impongono obblighi costosi e superflui.

– Così, la norma che impone l’obbligo del libretto di fabbricato;

– quella che fissa la presunzione di disuso (una norma “spauracchio” non immediatamente precettiva, una dichiarazione di intenti)

– la norma che finisce per imporre l’obbligo del collaudo statico ad immobili che per legge son già stati sottoposti a tale verifica.

– la liberalizzazione dell’uso degli spazi comuni (cortili) per il deposito delle biciclette che determina situazioni che potrebbero presentare problemi per la sicurezza dei condomini stessi.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

«Ci sono quattro punti sui quali siamo abbastanza critici.

A – L’obbligo del fascicolo del fabbricato, che serve solo a procurare spese a favore dei tecnici che lo redigeranno: un obbligo dichiarato più volte illegittimo dalla giurisprudenza amministrativa e costituzionale, e recentemente oggetto di una impugnativa alla Corte Costituzionale, da parte del Governo Renzi, della legge della Regione Puglia che lo ha di nuovo introdotto.

B – L’obbligo di collaudo statico degli edifici ogni 50 anni e comunque entro un quinquennio dall’entrata in vigore del regolamento, degli immobili aventi più di 50 anni di anzianità: con la sanzione, in caso di inadempienza, della inagibilità dell’immobile e quindi della sua non commerciabilità.

Una norma che, a parte gli evidenti problemi di attuabilità se si vorranno fare dei collaudi a regola d’arte ed efficaci, comporterà ingenti e costose  operazioni tecniche.

Quando poi, nella storia della nostra città non si son mai verificati crolli di edifici, se non per esplosioni di gas o per lavori edilizi realizzati in cantieri viciniori.

Sul piano legislativo peraltro esiste già l’obbligo del collaudo (oltre che per le opere nuove) a seguito della realizzazione di importanti lavori di ristrutturazione.

C – L’ obbligo di opere manutentive per la riqualificazione degli immobili, e la presunzione di disuso se si tratta di immobili inutilizzati per oltre 5 anni per più del 90% con la sanzione del mutamento di destinazione a favore dell’ uso pubblico.

D) la norma che liberalizza il parcheggio delle biciclette nei cortili privati, la quale viola i principi della libera disponibilità dei beni anche ai fini della sicurezza.»

Foto archivio: Achille Colombo Clerici con il vice Direttore del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi

Achille Colombo Clerici con Giangiacomo Schiavi

 

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