Riforma Catasto Agenzia Entrate – “Revisione degli estimi catastali” Convegno Urban Promo 2014, Milano Triennale – Assoedilizia

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

Relazione sugli aspetti tecnici della revisione, svolta da Gabriella Alemanno al recente convegno di Milano

RIFORMA DEL CATASTO, I DUBBI DI ASSOEDILIZIA SU INVARIANZA DI GETTITO E CONSEGUENTE EQUITA’

Colombo Clerici: “Manca un adeguato sistema di salvaguardia dei contribuenti. E sarà molto difficile valutare e sindacare l’operato degli Uffici e dei Comuni, in sede sia di attribuzione dei valori, sia di valutazione dell’invarianza del gettito, ai fini degli opportuni correttivi.”

di Benito Sicchiero

Per i risparmiatori nel mattone la riforma del Catasto – nocciolo, il passaggio dal conteggio dei vani a quello dei metri quadrati –  annunciata da decenni ed entrata nella fase attuativa con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri dell’istituzione di 106 Commissioni censuarie per valutare più di 62 milioni di unità immobiliari, rappresenta la linea del Piave per la difesa dei propri risparmi nella casa bombardata dalle tasse.

Pertanto le affermazioni degli autorevoli relatori  al recente convegno milanese sulla  “Riforma degli estimi catastali” – il Vice Direttore della Agenzia delle Entrate Gabriella Alemanno, il Direttore Centrale dell’Osservatorio del Mercato immobiliare e Servizi estimativi Gianni Guerrieri,  il Responsabile dell’Area Servizi Valutazioni Immobiliari Mauro Iacobini e il Responsabile dell’Ufficio sviluppo tecnico-scientifico Arturo Angelini della medesima Agenzia – non hanno tranquillizzato i proprietari di casa, scottati da precedenti esperienze.

Parole come “invarianza di gettito”, “equità”, “comprensibilità sociale” vengono a ragione – o sperabilmente a torto – viste quali cortine per nascondere le conseguenze della riforma, cioè aumenti che, secondo i nostri esperti, potranno ammontare ad oltre il 200%.

In sintesi. Dice Alemanno: “Vogliamo che sia una grande riforma, che è indispensabile per eliminare lo scollamento oggi esistente tra valore catastale e valore reale dell’immobile, talvolta fonte di iniquità, attraverso le valutazioni operate dalle Commissioni censuarie.

Una riforma incentrata sulla comprensibilità sociale, accanto all’invarianza di gettito, perché riforme così importanti devono essere fatte con il consenso sociale, con il contributo dei Comuni, delle associazioni, dei professionisti: il valore patrimoniale dovrà rispettare la realtà immobiliare italiana, che deve rimanere un punto di forza per il nostro Paese».

Ha quindi aggiunto: “Calcoliamo la durata della riforma in 5 anni, poi toccherà alla politica adottare le decisioni che riterrà più opportune, anche ai fini dell’invarianza del gettito, che rimane un problema eminentemente politico”.

E Guerrieri: “Non ci sarà più un catasto di redditi, ma un catasto di redditi e di valori. Si deve arrivare a un Catasto che riprenda una credibilità dal punto di vista dell’equità: quindi c’è anche un obiettivo di trasparenza.

Sarà fondamentale una collaborazione con i Comuni, che detengono gran parte delle informazioni sul catasto. L’invarianza di gettito può essere costruita in due modi, o su base nazionale o su base comunale: in quest’ultimo caso dobbiamo fare attenzione, perché gran parte del principio di equità verrebbe meno”.
Ha concluso Angelini: “Ci sono quasi 5.000 Comuni (sugli 8100 totali) dove, nell’ultimo triennio, sono state effettuate meno di 100 compravendite. Su questa base mancano le grandi quantità di dati che sono il presupposto per un serio approccio statistico.

La soluzione è quella di allargare gli ambiti territoriali, accorpando alcune delle attuali 30.000 microzone”.

Osserva il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “Manca un adeguato sistema di salvaguardia dei contribuenti a regime. Se aumentano le basi imponibili devono “contestualmente” diminuirsi le aliquote. A tal proposito, rimaniamo scettici sull’efficacia del meccanismo dell’invarianza del gettito, contemplata nella riforma del Catasto, come strumento di salvaguardia del contribuente singolo.
Sul piano generale, l’impostazione duale, in cui da un lato appartiene allo Stato l’impianto normativo  (pensiamo alla riduzione delle aliquote delle diverse imposte – ricordiamo la vicenda della revisione per microzone e quella dei moltiplicatori del Governo Monti applicati anche alle rendite aggiornate) e d’altro lato  ai Comuni ed agli Uffici spetta l’impianto applicativo, ed in parte anche normativo, impedirà di fatto che possa intervenire quella contestualità tra verifica degli effetti e introduzione dei correttivi necessaria ad evitare pericolose sfasature.

Altro fattore che impedirà tale contestualità è rappresentato dal probabile funzionamento a macchia di leopardo (azione condotta dall’ Agenzia e dai Comuni) della attuazione della revisione.
Mentre si continua ad incentrare l’attenzione sulla fiscalità comunale, ricordiamo che i nuovi valori catastali si applicheranno anche ai fini di tutta la fiscalità erariale (trasferimenti, successioni, donazioni, imposte dirette).

Quanto al merito della verifica della invarianza a livello comunale dobbiamo dire che il sindacato, da parte dei cittadini, sulle verifiche compiute dai Comuni, è pressoché impossibile perché entrano in gioco delle variabili assai difficili da valutare.

A fronte di incrementi del gettito delle imposte patrimoniali comunali, a parte il recupero della evasione e la nuova produzione edilizia che potrebbero esser monitorate (comunque, sfido chiunque nel riuscire a contrastare le conclusioni comunali)  risulta assai arduo poter verificare l’incidenza dello strisciante e continuo processo di riqualificazione edilizia del patrimonio immobiliare, che dà luogo ad un ovvio incremento del gettito, per via dell’automatismo dell’aggiornamento catastale.

E comunque abbiamo visto a quali risultati conduce la combinazione dell’imposta unica, applicata a differenti categorie di beni, con il gioco delle esenzioni e delle agevolazioni.

Emblematica la vicenda dell’ esenzione Imu, e della Tasi. Risultato, due miliardi di tasse in più a carico del mercato immobiliare.

Per questi motivi temiamo che possa darsi luogo ad una escalation fiscale incontrollabile ed ingovernabile a carico dei soliti noti.

E’ comunque in re ipsa che, per verificare e poi introdurre correttivi, sia necessario disporre di conti e cifre.
E guai dunque per i contribuenti le cui tasse concorrano a formare quei conti e quelle cifre!”

Foto:
– Achille Colombo Clerici e Gabriella Alemanno

Achille Colombo Clerici e Gabriella Alemanno

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