Archivio per novembre 2014

Polizza anticalamità, Assicurazione obbligatoria per gli Immobili – Novembre 2014

novembre 19, 2014

A s s o e d i l i z i a

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“La Polizza assicurativa obbligatoria per gli immobili, suscita serie perplessità, perché a ben vedere, sul piano sostanziale risolve ben poco, mentre presenta un costo individuale e sociale molto rilevante.

Caricare i circa 40 milioni di unità residenziali e complementari del costo obbligatorio della assicurazione, significa onerarle in misura dai 5 ai 6 miliardi di premi assicurativi annui, in una fase economica di grave crisi del settore immobiliare ed in una prospettiva di trattamento fiscale non certo favorevole, nella quale qualsiasi una previsione d’incentivazione attraverso forme di defiscalizzazione, seppur auspicabile, potrebbe risultare nell’immediato irrealistica e velleitaria.

Lo abbiamo potuto constatare in particolare in occasione della stretta fiscale sugli immobili intervenuta nel 2011/2012, con la riduzione della deduzione forfetaria dei costi di produzione del reddito locativo.

Quindi, una prospettiva di defiscalizzazione, allo stato dei fatti, irrealistica e velleitaria nell’immediato, tanto per il nuovo prodotto edilizio, quanto per il patrimonio immobiliare già destinato a produrre reddito.

Prendere in considerazione solo il rischio-terremoto e trascurare gli altri rischi legati alle diverse calamità naturali (quali inondazioni, esondazioni, frane, smottamenti) o legati agli eventi catastrofali per l’uso del gas dei quali ricorre una casistica quasi quotidiana, significherebbe lasciare il problema irrisolto.

Per converso, includere questa copertura nella garanzia, a parte la questione del presumibile aumento dei costi, significherebbe fornire allo Stato se non l’alibi, quanto meno una via di uscita per venir meno al compito istituzionale legato alla tutela, alla salvaguardia, alla sicurezza del territorio attraverso stanziamenti, come storicamente è avvenuto sia pure in maniera disorganica ed insufficiente, di adeguati investimenti. Quando lo Stato già percepisce imposte per assolvere a questo compito.

Sarebbe in altri termini il colpo di grazia al Bel Paese.

D’ altro lato, poiché il sistema assicurativo, soprattutto considerando l’entità delle catastrofi ambientali degli ultimi anni, potrebbe non essere in grado di fronteggiare autonomamente indennizzi di tale portata, lo Stato si ridurrebbe comunque a far da riassicuratore delle compagnie di assicurazione; i costi fatti uscire dalla porta rientrerebbero dalla finestra.

In ogni caso ritengo che, sul piano dell’equità e della ragionevolezza costituzionale, qualsiasi forma di chiamata diretta, in via obbligatoria, dei cittadini a concorrere nell’onere di fronteggiare le calamità naturali (siano esse solo i fenomeni tellurici o anche gli altri fenomeni naturali) rappresenti una forma larvata ed indiretta di ulteriore imposizione tributaria. “

Foto archivio: Achille Colombo Clerici con il Presidente dell’AIBA Carlo Marietti Andreani

Achille Colombo Clerici con Carlo Marietti Andreani

CambiaItalia, Libro di Andrea Sanvito – Circolo Filologico Milano – Giancarlo Pagliarini

novembre 17, 2014

Istituto Europa Asia IEA Europe Asia Institute

CambiaItalia, libro di Andrea Sanvito, giovedì 20 al Filologico di Milano

PAGLIARINI: BUROCRAZIA IN ITALIA COME NELLA CINA DI 3000 ANNI FA

“Al suo primo giorno di lavoro il neoministro del Bilancio Giancarlo Pagliarini – scriveva sul Corriere della Sera del 9 maggio 2013 l’economista Francesco Giavazzi –  dopo aver letto un documento della Ragioneria generale dello Stato disse: “Bisogna rifare il bilancio dello Stato da zero. Se continuano a scriverlo così, solo la Ragioneria generale lo capisce e solo loro decideranno”.

Pagliarini riprende la denuncia contro la burocrazia giovedì 20 novembre, ore 19,30, al Circolo Filologico di via Clerici 10, Milano, dove Andrea Sanvito presenta il libro CambiaItalia:  dieci interviste per capire se e come migliorare il nostro Paese.

Intervengono inoltre:

Paolo Bertaccini, coordinatore del premio Giorgio Ambrosoli;
i giornalisti Oscar Giannino e Alessandra Mieli;
il sociologo Francesco Morace;
l’ex deputato e membro della Commissione Esteri Dario Rivolta;
il segretario della Fiom-Cgil Lombardia Mirco Rota.

E’ stato invitato il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Nella sua intervista Giancarlo Pagliarini afferma: “Il discorso è duplice, sulla forma e sulla sostanza. Sulla forma, è la burocrazia ad usare i suoi termini incomprensibili e quindi invece di dire “abrogato l’articolo 18 comma 26 eccetera, eccetera”, dovrebbe scrivere in modo che tutta la gente normale sia in grado di capire. E questa è una scelta precisa di chi gestisce il potere, che dispiega i suoi effetti da lungo tempo, affinché i cittadini non capiscano come stanno le cose per poter poi godere di discrezionalità nel fare le interpretazioni autentiche e tutte quelle balle lì. La burocrazia vuole mantenere il potere anche attraverso l’uso di un linguaggio incomprensibile, così che le scritture cavillose delle leggi si possano interpretare secondo convenienza, per favorire chi ti sta simpatico, oppure qualcuno del tuo partito o di un gruppo di persone a te vicino; all’opposto per bloccare qualcuno di diversa appartenenza. La burocrazia è sempre stata così, anche in Cina tremila anni fa”.

Il gruppo lirico Idea Voce allevierà gli impegnativi temi della serata. Si tratta di quattro professioniste entrate, seppur in tempi diversi, a far parte dell’organico del Teatro Alla Scala, nel quale tutt’oggi svolgono la loro attività.  Abituate a cantare insieme quotidianamente a fianco dei più grandi professionisti mondiali del repertorio classico–lirico e a stare sul palcoscenico guidate da registi teatrali di fama internazionale, hanno sviluppato una profonda intesa professionale, la quale, affiancata ad uno spiccato talento per il divertimento e la trasgressione teatrale e ad una forte comunicatività, le ha spinte verso la costituzione di un gruppo vocale stabile.

foto presidente venezia 4

Carlo Cattaneo Lugano, Associazione – Ambasciatore Bénédict de Tscharner, Incontro a Palazzo dei Congressi, Lugano

novembre 17, 2014

Istituto Europa Asia IEA Europe Asia Institute
Comunica

 

Incontro con l’Ambasciatore Bénédict de Tscharner organizzato a Lugano dall’Associazione Carlo Cattaneo

DIALOGO TRA EUROPA E SVIZZERA

L’Associazione “Carlo Cattaneo” con il Patrocinio del Comune di Lugano e del Consolato Generale d’Italia a Lugano ha organizzato la conferenza “Dialogo tra Europa e Svizzera.

Incontro con l’Ambasciatore Bénédict de Tscharner” mercoledì 26 novembre 2014 alle ore 18 presso il Palazzo dei Congressi di Lugano.

Con la partecipazione dell’Avvocato Franco Masoni e del Professor Remigio Ratti e con l’intervista all’Ambasciatore de Tscharner di Giancarlo Dillena.

Invitato il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Nel corso dei prossimi due-tre anni – è questo il pensiero dell’Ambasciatore de Tscharner – saremo chiamati a determinare in modo chiaro una linea di condotta sul nostro modo di essere in Europa, dove ci siamo già sotto molteplici aspetti: economico, politico, culturale e sociale.

Preoccupa perciò il fatto che oggi non si possa più pronunciare la parola Europa e pensare al continente in cui ci troviamo senza dover fare affrettate scelte di campo perché, assillati, si tende a perdere la visione del medio-lungo termine.

Un dialogo tra Europa e Svizzera è necessario.

Prima ancora di lanciarsi in controversie su specifici aspetti occorre riflettere su come darsi una strategia tendente a una relazione strutturata, coerente e duratura con le istituzioni di questa Europa sempre in costruzione, al fine di trovare pienamente, nello spazio europeo, il posto che ci compete.

Programma della serata

18.00 Brevi presentazioni della serata e dell’ospite da parte dell’Avv. Franco Masoni, presidente onorario dell’Associazione Carlo Cattaneo e del Prof. Remigio Ratti, membro di comitato

18.15 Riflessioni introduttive dell’Ambasciatore Bénédict de Tscharner (in lingua francese)

18.30 L’ospite risponde alle domande rivoltegli dal direttore del Corriere del Ticino, Giancarlo Dillena

19.00 Domande del pubblico

19.20 Chiusura

L’Ambasciatore de Tscharner nasce a Trub, nel Canton Berna. Inizia la sua lunga carriera come segretario centrale dell’Unione Svizzera Europea a Basilea e negli anni a seguire continua ad occupare ruoli diplomatici spaziando tra Germania, Bruxelles e Londra.

A Berna rimane dal 1976 al 1985, come Ministro Plenipotenziario prima e come Ambasciatore in seguito.

Nel 1980, sempre a Berna, viene nominato Delegato del Consiglio Federale per gli accordi commerciali.

Dal 1985 all’86 ricopre il ruolo di Commissario/Segretario Generale per la XXVma Conferenza Internazionale della Croce Rossa.

A partire dal 1987 fino al 2002 è stato Ambasciatore a Bruxelles (presso la Comunità Europea), Vienna (presso l’OSCE) e Parigi.

Fino al 2013 ha occupato il ruolo di Presidente della Fondazione per la Storia degli Svizzeri nel Mondo (Museo de Château de Penthes a Ginevra) tenendo contemporaneamente diversi corsi per la “Geneva School of Diplomacy and International Relations”, a l’”Institut universitaire de hautes études internationales et de développement (IHEID)” e alla “Hochschule St.Gallen, Fortbildungsstude KMU”. È inoltre autore di molte pubblicazioni sulla storia e la diplomazia.

Foto: Franco Masoni Fontana con Achille Colombo Clerici

 Achille Colombo Clerici con Franco Masoni Fontana

Immobili Fisco – Local Tax, Imposta Unica Comunale – “Insolite imposte, soliti noti” – IL GIORNO 15 NOV. 2015 – Achille Colombo Clerici

novembre 17, 2014

A s s o e d i l i z i a

Achille Colombo Clerici

I Comuni premono per ottenere dallo Stato il riconoscimento di entrate tributarie sempre maggiori. Lo Stato fa il pesce in barile: un bel riassetto alla fiscalità immobiliare, magari con la scusa di accorpare alcune imposte o di razionalizzare il complesso e farraginoso sistema impositivo del settore; ed i contribuenti risparmiatori-investitori negli immobili si trovano un bell’aumento di tasse. Si parlava di esenzione Imu per la prima casa: sacrosanta. Ideale sarebbe stato realizzarla attraverso la detrazione del relativo carico dalle imposte erariali. La si è realizzata bypassando il versamento al comune. Conseguenze: reintroduzione, poi nuova esenzione. Risultato, il carico di quell’imposta si è più che raddoppiato, ed i servizi comunali li paga solo la metà degli immobili italiani ed un terzo delle abitazioni.

Nuova esigenza di razionalizzare il sistema: Imu sì, Imu no. Service-tax, rivoluzione copernicana, no anzi TUC, no meglio IUC: la questione non era solo terminologica in quanto si trattava di capire chi alla fine avrebbe pagato.

Sbucano la Tasi e la Tari e finalmente è chiaro a chi tocca di pagare. Sempre a quelli. Insomma, altri due miliardi di imposte a carico del “mercato immobiliare”.

Il premier Renzi non perde occasione per sottolineare come la fiscalità immobiliare, che crea confusione e disguidi per i contribuenti, abbia bisogno di esser riordinata e ipotizza di riunire già attraverso la legge di stabilità, IMU, Tasi, Tosap, tassa affissioni e tassa sui passi carrai in un’unica Local Tax; e di trasferire allo Stato il gettito della addizionale comunale Irpef. Ridda di richieste; escludiamo gli inquilini e lasciamo i Comuni liberi di giostrare con la determinazione delle aliquote. Il giudizio elettorale sarà un freno. Nient’affatto: i contribuenti-elettori, con il gioco delle esenzioni e delle deduzioni introdotte, sono stati resi indifferenti al “grosso” del prelievo fiscale comunale.

In questo quadro di prospettive, le dichiarazioni del primo ministro, calando peraltro in un contesto di revisione catastale in corso e di voci e smentite su patrimoniale ed imposte successorie, producono preoccupazione ed allarme nei risparmiatori-investitori immobiliari.

Perché il problema non è quello di far pagare un solo tributo invece di cinque, ma resta semmai quello di non far pagare ad un solo contribuente quanto pagavano in cinque.

Magari con una “cresta” ulteriore del fisco.

foto presidente 90

Il Giorno 15.11.2014

 

Paolo Giuggioli Avvocato – Cordoglio di Assoedilizia – Scomparsa

novembre 14, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

 CORDOGLIO DI ASSOEDILIZIA PER LA SCOMPARSA DELL’AVV. PAOLO GIUGGIOLI

Il presidente Achille Colombo Clerici, i vice presidenti, i componenti il Consiglio Direttivo, il Segretario generale di Assoedilizia Associazione della Proprietà Edilizia, consulenti e collaboratori, partecipano con profondo cordoglio al lutto della famiglia per l’improvvisa scomparsa dell’avvocato Paolo Giuggioli, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano e dell’Uppi-Unione piccoli proprietari, figura storica dell’Avvocatura milanese ed italiana, ricordandone le preclari doti di umanità, di integrità morale , di alto senso di professionalità e l’antico e  costante rapporto di amicizia.

Foto:
Paolo Giuggioli e Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici e Paolo Giuggioli

Local Tax, Legge di stabilità – Libero Quotidiano del 14 novembre 2014 – “Quando lo Stato cambia le tasse, di solito spunta una fregatura”

novembre 14, 2014

A s s o e d i l i z i a

Achille Colombo Clerici*

I comuni premono per ottenere dallo Stato il riconoscimento di entrate tributarie sempre maggiori.
La Stato fa il pesce in barile: un bel riassetto alla fiscalità immobiliare, magari con la scusa di accorpare alcune imposte o di razionalizzare il complesso e farraginoso sistema impositivo del settore ed i contribuenti risparmiatori-investitori negli immobili si trovano un bell’aumento di tasse.

Essi hanno però la memoria dell’elefante: ricordano decenni e decenni di riforme fiscali peggiorative della loro posizione tributaria, e ricordano anche vicende più recenti.

Si parlava di esenzione Imu per la prima casa: sacrosanta.

Ideale sarebbe stato realizzarla attraverso la detrazione del relativo carico dalle imposte erariali.
La si è realizzata in altro modo, eliminando il pagamento al comune; ma nessuno si è mai chiesto chi ne avrebbe pagato il conto.

I fatti sono noti: reintroduzione dell’imposta, aumento delle basi imponibili, poi nuova esenzione.
In soldoni, il carico di quell’imposta si è più che raddoppiato, ed i servizi comunali li paga solo la metà degli immobili italiani ed un terzo delle abitazioni.
Nuova esigenza di razionalizzare il sistema, sembrandone eccessive le conseguenze.
Tira e molla per più di sei mesi, con il fiato dell’Europa quotidianamente sul collo.
Imu sì, Imu no, Tares, Service-tax, rivoluzione copernicana, no anzi TUC, no meglio IUC: la questione non era solo terminologica in quanto si trattava di capire chi alla fine avrebbe pagato.
Sbucano la Tasi e la Tari e finalmente è chiaro a chi tocca di pagare. Sempre a quelli.
Insomma, altri due miliardi di imposte a carico del “mercato immobiliare”.

I Comuni imperterriti, non hanno fatto una piega. Hanno continuato a chiedere, forti del principio dell’invarianza del gettito che, introdotto nell’ordinamento per una pseudo-tutela dei contribuenti, a questo punto si è trasformato nella elastica “bandiera” dei comuni: chiedere in più senz’altro, chiedere in meno mai.

Il premier Renzi in questi giorni, girando l’Italia, non perde occasione per sottolineare come la fiscalità immobiliare abbia bisogno di esser riordinata.

Tutte queste imposte creano confusione e disguidi per i contribuenti. A Milano, all’assemblea dell’Anci-Comuni Italiani, ha avanzato l’ipotesi che, già attraverso la legge di stabilità, si possano riunire IMU, Tasi, Tosap, tassa affissioni e tassa sui passi carrai in un’unica Local Tax; e si possa trasferire allo Stato il gettito della addizionale comunale Irpef.
Una bella rimescolata di carte.
Ed è subito cominciato il balletto delle pretese.
Gli inquilini vanno esclusi dalla Tasi; quest’ultima deve “pesare” di più, in termini di aliquota.
Si lascino i comuni liberi di giostrare con la determinazione delle aliquote. Come se il giudizio elettorale potesse rappresentare una remora, per gli amministratori comunali, al rincaro delle tasse. Quando ormai la maggiorparte dei contribuenti-elettori locali è stata resa, con il gioco delle esenzioni e delle deduzioni introdotte, indifferente al “grosso” del prelievo fiscale comunale.

In questo quadro di prospettive, le dichiarazioni del primo ministro, calando peraltro in un contesto di revisione catastale in corso e di voci e smentite su patrimoniale ed imposte successorie, vengono prese dai risparmiatori-investitori negli immobili con grande preoccupazione, se non con allarme.

Perché il problema non è quello di far pagare un solo tributo invece di cinque, ma resta semmai quello di non far pagare ad un solo contribuente quanto pagavano in cinque.
Magari con una “cresta” ulteriore del fisco.

* Presidente di Assoedilizia

foto presidente 91

Libero 14.11.2014

 

 

Riforma Catasto Agenzia Entrate – “Revisione degli estimi catastali” Convegno Urban Promo 2014, Milano Triennale – Assoedilizia

novembre 13, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

Relazione sugli aspetti tecnici della revisione, svolta da Gabriella Alemanno al recente convegno di Milano

RIFORMA DEL CATASTO, I DUBBI DI ASSOEDILIZIA SU INVARIANZA DI GETTITO E CONSEGUENTE EQUITA’

Colombo Clerici: “Manca un adeguato sistema di salvaguardia dei contribuenti. E sarà molto difficile valutare e sindacare l’operato degli Uffici e dei Comuni, in sede sia di attribuzione dei valori, sia di valutazione dell’invarianza del gettito, ai fini degli opportuni correttivi.”

di Benito Sicchiero

Per i risparmiatori nel mattone la riforma del Catasto – nocciolo, il passaggio dal conteggio dei vani a quello dei metri quadrati –  annunciata da decenni ed entrata nella fase attuativa con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri dell’istituzione di 106 Commissioni censuarie per valutare più di 62 milioni di unità immobiliari, rappresenta la linea del Piave per la difesa dei propri risparmi nella casa bombardata dalle tasse.

Pertanto le affermazioni degli autorevoli relatori  al recente convegno milanese sulla  “Riforma degli estimi catastali” – il Vice Direttore della Agenzia delle Entrate Gabriella Alemanno, il Direttore Centrale dell’Osservatorio del Mercato immobiliare e Servizi estimativi Gianni Guerrieri,  il Responsabile dell’Area Servizi Valutazioni Immobiliari Mauro Iacobini e il Responsabile dell’Ufficio sviluppo tecnico-scientifico Arturo Angelini della medesima Agenzia – non hanno tranquillizzato i proprietari di casa, scottati da precedenti esperienze.

Parole come “invarianza di gettito”, “equità”, “comprensibilità sociale” vengono a ragione – o sperabilmente a torto – viste quali cortine per nascondere le conseguenze della riforma, cioè aumenti che, secondo i nostri esperti, potranno ammontare ad oltre il 200%.

In sintesi. Dice Alemanno: “Vogliamo che sia una grande riforma, che è indispensabile per eliminare lo scollamento oggi esistente tra valore catastale e valore reale dell’immobile, talvolta fonte di iniquità, attraverso le valutazioni operate dalle Commissioni censuarie.

Una riforma incentrata sulla comprensibilità sociale, accanto all’invarianza di gettito, perché riforme così importanti devono essere fatte con il consenso sociale, con il contributo dei Comuni, delle associazioni, dei professionisti: il valore patrimoniale dovrà rispettare la realtà immobiliare italiana, che deve rimanere un punto di forza per il nostro Paese».

Ha quindi aggiunto: “Calcoliamo la durata della riforma in 5 anni, poi toccherà alla politica adottare le decisioni che riterrà più opportune, anche ai fini dell’invarianza del gettito, che rimane un problema eminentemente politico”.

E Guerrieri: “Non ci sarà più un catasto di redditi, ma un catasto di redditi e di valori. Si deve arrivare a un Catasto che riprenda una credibilità dal punto di vista dell’equità: quindi c’è anche un obiettivo di trasparenza.

Sarà fondamentale una collaborazione con i Comuni, che detengono gran parte delle informazioni sul catasto. L’invarianza di gettito può essere costruita in due modi, o su base nazionale o su base comunale: in quest’ultimo caso dobbiamo fare attenzione, perché gran parte del principio di equità verrebbe meno”.
Ha concluso Angelini: “Ci sono quasi 5.000 Comuni (sugli 8100 totali) dove, nell’ultimo triennio, sono state effettuate meno di 100 compravendite. Su questa base mancano le grandi quantità di dati che sono il presupposto per un serio approccio statistico.

La soluzione è quella di allargare gli ambiti territoriali, accorpando alcune delle attuali 30.000 microzone”.

Osserva il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “Manca un adeguato sistema di salvaguardia dei contribuenti a regime. Se aumentano le basi imponibili devono “contestualmente” diminuirsi le aliquote. A tal proposito, rimaniamo scettici sull’efficacia del meccanismo dell’invarianza del gettito, contemplata nella riforma del Catasto, come strumento di salvaguardia del contribuente singolo.
Sul piano generale, l’impostazione duale, in cui da un lato appartiene allo Stato l’impianto normativo  (pensiamo alla riduzione delle aliquote delle diverse imposte – ricordiamo la vicenda della revisione per microzone e quella dei moltiplicatori del Governo Monti applicati anche alle rendite aggiornate) e d’altro lato  ai Comuni ed agli Uffici spetta l’impianto applicativo, ed in parte anche normativo, impedirà di fatto che possa intervenire quella contestualità tra verifica degli effetti e introduzione dei correttivi necessaria ad evitare pericolose sfasature.

Altro fattore che impedirà tale contestualità è rappresentato dal probabile funzionamento a macchia di leopardo (azione condotta dall’ Agenzia e dai Comuni) della attuazione della revisione.
Mentre si continua ad incentrare l’attenzione sulla fiscalità comunale, ricordiamo che i nuovi valori catastali si applicheranno anche ai fini di tutta la fiscalità erariale (trasferimenti, successioni, donazioni, imposte dirette).

Quanto al merito della verifica della invarianza a livello comunale dobbiamo dire che il sindacato, da parte dei cittadini, sulle verifiche compiute dai Comuni, è pressoché impossibile perché entrano in gioco delle variabili assai difficili da valutare.

A fronte di incrementi del gettito delle imposte patrimoniali comunali, a parte il recupero della evasione e la nuova produzione edilizia che potrebbero esser monitorate (comunque, sfido chiunque nel riuscire a contrastare le conclusioni comunali)  risulta assai arduo poter verificare l’incidenza dello strisciante e continuo processo di riqualificazione edilizia del patrimonio immobiliare, che dà luogo ad un ovvio incremento del gettito, per via dell’automatismo dell’aggiornamento catastale.

E comunque abbiamo visto a quali risultati conduce la combinazione dell’imposta unica, applicata a differenti categorie di beni, con il gioco delle esenzioni e delle agevolazioni.

Emblematica la vicenda dell’ esenzione Imu, e della Tasi. Risultato, due miliardi di tasse in più a carico del mercato immobiliare.

Per questi motivi temiamo che possa darsi luogo ad una escalation fiscale incontrollabile ed ingovernabile a carico dei soliti noti.

E’ comunque in re ipsa che, per verificare e poi introdurre correttivi, sia necessario disporre di conti e cifre.
E guai dunque per i contribuenti le cui tasse concorrano a formare quei conti e quelle cifre!”

Foto:
– Achille Colombo Clerici e Gabriella Alemanno

Achille Colombo Clerici e Gabriella Alemanno

Sunia, Solidarietà Assoedilizia per aggressione subita – Novembre 2014

novembre 12, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy

Dopo l’assalto teppistico mentre era in corso un’assemblea antioccupazioni abusive

SOLIDARIETA’ DI ASSOEDILIZIA AL SUNIA, SINDACATO INQUILINI

Assoedilizia, attraverso il suo presidente Achille Colombo Clerici, esprime la più completa solidarietà alle vittime dell’aggressione teppistica alla sede del Pd di Milano dove era in corso una riunione organizzata dal Sunia, Sindacato degli inquilini, di residenti nelle case popolari, contro le occupazioni abusive.

“L’assalto – afferma Colombo Clerici – indigna ancor più perché ha coinvolto persone per lo più anziane. Ma di per sé preoccupa perché testimonia la tensione crescente sul fronte sensibile della casa, cui i decisori nazionali e gli amministratori locali tentano – finora senza grande successo – di dare una risposta adeguata.

Assoedilizia aveva denunciato da tempo il rischio di arrivare a episodi come quello accaduto; e per una efficace politica della casa l’associazione dei proprietari immobiliari continua a offrire proposte, dati e informazioni, collaborazione”.

foto presidente 103

Agenzia Entrate – Convegno “Riforma degli estimi catastali. Lineamenti attuativi della legge delega” Urban Promo 2014 alla Triennale Milano

novembre 11, 2014

A s s o e d i l i z i a

A margine del Convegno “Riforma degli estimi catastali. Lineamenti attuativi della legge delega” – Urban Promo 2014 alla Triennale Milano – CONVEGNO al quale prendono parte il Vice Direttore della Agenzia delle Entrate Gabriella Alemanno ed il Direttore Centrale dell’Osservatorio del Mercato immobiliare e Servizi estimativi della medesima Agenzia Gianni Guerrieri.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Manca un adeguato sistema di salvaguardia dei contribuenti a regime.
Se aumentano le basi imponibili devono contestualmente diminuirsi le aliquote.

A tal proposito, rimaniamo scettici sull’ efficacia del meccanismo dell’invarianza del gettito, contemplata nella riforma del Catasto, come strumento di salvaguardia del contribuente singolo.

Sul piano generale: l’impostazione duale, in cui allo Stato appartiene l’impianto normativo (pensiamo alla riduzione delle aliquote delle diverse imposte – ricordiamo la vicenda della revisione per microzone e quella dei moltiplicatori del Governo Monti applicati anche alle rendite aggiornate) ed ai comuni-Agenzia delle Entrate l’impianto applicativo, impedirà di fatto che possa intervenire quella contestualità tra verifica degli effetti e introduzione dei correttivi necessaria ad evitare pericolose sfasature.

Altro fattore che impedirà tale contestualità è rappresentato dal probabile funzionamento a macchia di leopardo (azione condotta dall’ Agenzia e dai Comuni) della attuazione della revisione.

Quanto al merito della verifica a livello comunale dobbiamo dire che il sindacato, da parte dei cittadini, sulle verifiche compiute dai comuni, è pressoché impossibile perché entrano in gioco delle variabili assai difficili da valutare.

A fronte di incrementi del gettito delle imposte patrimoniali comunali, a parte il recupero della evasione e la nuova produzione edilizia che potrebbero esser monitorate ( comunque, sfido chiunque nel riuscire a  contrastare le conclusioni comunali )  risulta assai arduo poter verificare l’incidenza dello strisciante e continuo processo di riqualificazione edilizia del patrimonio immobiliare, che dà luogo ad un ovvio incremento del gettito, per via dell’automatismo dell’aggiornamento catastale.

E comunque abbiamo visto a quali risultati conduce la combinazione dell’imposta unica, applicata a differenti categorie di beni, con il gioco delle esenzioni e delle agevolazioni.
Emblematica la vicenda dell’esenzione Imu, e della Tasi.
Risultato, due miliardi di tasse in più a carico del “mercato immobiliare”.

Per questi motivi temiamo che possa darsi luogo ad una escalation fiscale incontrollabile ed ingovernabile a carico dei soliti noti.”

foto presidente 90

Banca d’ Italia, Cirgis Convegno – Milano Sede Bankitalia – “Economia criminale” – Relazioni Ignazio Visco e Giorgio Santacroce

novembre 10, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
e
Istituto Europa Asia IEA.   Europe Asia Institute

 

di Benito Sicchiero

Forti reazioni al convegno di Banca d’Italia-Cirgis sull’economia criminale

RICICLAGGIO, FALSO IN BILANCIO, PRESCRIZIONE BREVE, EVASIONE FISCALE, BLOCCANO LA RIPRESA DEL PAESE

A commento della relazione Visco, Achille Colombo Clerici: “Se l’economia legale sopporta una gravosissima pressione fiscale ed in questo momento di crisi fa fatica a sopravvivere, ciò è dovuto anche all’enorme dimensione dell’economia illegale: concorrente sleale che, rimanendo alla macchia, si sottrae a oneri fiscali e sociali.”

 *     *     *

Permane l’eco delle parole – e delle cifre – pronunciate dal Governatore della Banca di Italia Ignazio Visco al convegno “Contrasto all’economia criminale, precondizione per la crescita economica” organizzato dalla stessa Banca di Italia a Milano in collaborazione con Fondazione Cirgis-Centro Internazionale Ricerche Giuridiche  Iniziative Scientifiche: 16 miliardi di euro – il 15 per cento del totale – i flussi di investimento esteri in Italia persi tra il 2006 e il 2012 a causa del fenomeno, la cui dimensione complessiva e’ stata stimata dalla Commissione “Corruption Control”, che fa capo alla  Banca Mondiale, qualcosa come il 10 % del Pil.

Per inquadrare questo fenomeno, nella sua complessità, bisogna anche citare: gli oltre 500 miliardi evasi in un ventennio dei quali si recupera, ben che vada, solo il 4/5%, pur impegnando 50.000 persone nella lotta e negli accertamenti; i tassi di interesse più alti di 30 punti per le aziende localizzate nelle regioni “a rischio”; i premi delle assicurazioni (a Napoli il triplo della media europea) per colpa delle frodi; la durata dei processi civili, anche 11 anni per una sentenza di primo grado. Non è finita. Nel corso del 2013 l’Unità di informazione finanziaria (Uif) ha ricevuto oltre 64.000 segnalazioni di operazioni sospette (dalle 12.500 del 2007), soprattutto da parte di banche e intermediari finanziari, per un importo complessivo di circa 84 miliardi di euro; si prevede che nell’anno in corso le segnalazioni superino le 70.000 unità. Tutti elementi che non rappresentano certo fattori attrattivi per gli stranieri che vogliano investire in Italia. Anche per quelli che vogliono investire nel mattone.

In Campania, Sicilia e Calabria i gruppi internazionali specializzati in sviluppi immobiliari retail – centri commerciali e supermercati –  hanno già pagato pesanti scotti.

Per questa situazione Visco ha messo sotto accusa le istituzioni italiane, per la loro mancanza nell’approntare efficaci strumenti di contrasto alla criminalità organizzata e non, soprattutto economica, sollecitando una rapida approvazione della legge sull’antiriciclaggio. E’ difficile giustificare il ritardo che ha pesato su questo fronte – il reato di antiriciclaggio esiste da tempo perfino nella legislazione vaticana – e che appare emblematico di una curiosa legislazione che obbliga i dipendenti degli istituti bancari e finanziari a segnalare operazioni sospette: e il risvolto paradossale della non punibilità di chi occulta in proprio i proventi di un reato, dedicandosi in prima persona a quell’operazione di “lavaggio e pulitura” del denaro sporco che consente di nasconderne l’origine e di rendere invisibili le tracce della sua reale provenienza.

Se chi copre cariche istituzionali deve misurare le parole, il “semplice” cittadino può elaborare altre considerazioni.  Da molto tempo – da sempre? – noi italiani addebitiamo le nostre difficoltà, la nostra diversità rispetto ai cittadini dei Paesi più avanzati che continuamente invidiamo e rincorriamo, a fattori esterni: dalla “perfida Albione” all’euro. In realtà buona parte dei nostri problemi (così come i nostri notevoli pregi) viene da noi stessi: dall’evasione fiscale al disprezzo delle norme. La politica, che vive di consenso, cioè di voti elettorali, deve fare i conti con i sentiments più diffusi. Per questo si è arrivati alla modifica del falso in bilancio e alla prescrizione breve che, in pratica, si traduce nella certezza di libertà dei colletti bianchi disonesti. Anche qui un dato. Rispetto alla decina di detenuti per reati finanziari in Italia, la Germania ne conta parecchie centinaia. E non perché in Germania ci siano più disonesti che da noi.

Ha detto Giorgio Santacroce, primo presidente della Corte Suprema di Cassazione: “C’è una differenza siderale di approccio che distingue l’Italia da tutti gli altri Paesi del mondo riguardo a temi gravi e urgenti come la lotta alla criminalità organizzata, la logica del profitto selvaggio e il decadimento morale e culturale del Paese, che toccano da vicino chi ha ruoli di responsabilità nella vita politica e sociale e nella Chiesa”. I capitali mafiosi entrano in “compartecipazione” con aziende pulite, amministrazioni locali, banche. Investono in ristoranti, pizzerie, bar, locali della “movida”, compro-oro, gioco d’azzardo liberalizzato. Ad oltre un anno di distanza dall’entrata in vigore della legge Severino, solo 38 prefetture su 105 avevano provveduto a stilare gli elenchi delle imprese per gli appalti puliti. E’ impressionante che, nei territori a maggior rischio di infiltrazione mafiosa nelle sue tradizionali declinazioni (mafia, camorra, ‘ndrangheta) le white list manchino quasi del tutto o contengano un numero molto al di sotto delle ditte effettivamente coinvolte nei cantieri della ricostruzione.

Al convegno, aperto dal saluto del direttore della Banca d’Italia di Milano Giuseppe Speranzetti, alla presenza del Prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca, hanno partecipato Luigi Rovelli, presidente della Suprema Corte di Cassazione; Giovanni Canzio, presidente della Corte d’Appello di Milano; Francesco Greco, procuratore aggiunto del Tribunale di Milano; Dario Velo, ordinario di Economia e Gestione Imprese nell’Università di Pavia. Ha concluso i lavori Giuseppe Aglialoro, segretario generale internazionale del Cirgis.

Presente un folto pubblico costituito da esponenti del mondo istituzionale, presidenti e rappresentanti di Istituti bancari e finanziari, economisti, operatori economici.

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– Giuseppe Sopranzetti, Achille Colombo Clerici, Alfio Noto

Achille Colombo Clerici tra il direttore della Banca d'Italia Milano Giuseppe Sopranzetti a sin. ed Alfio Noto, già Direttore della stessa sede Bankitalia