Archivio per dicembre 2014

Il 73,4% delle famiglie italiane è proprietario della abitazione in cui vive. – Dati Istat 2013 – Effetti distorti sulla fiscalità comunale e statale. – Assoedilizia

dicembre 31, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Milan Italy

 

Secondo i dati dell’Annuario Istat del 2013, il 73,4% delle famiglie è proprietario della abitazione in cui vive.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“La fiscalità comunale.

Poiché i servizi comunali sono e saranno ormai finanziati esclusivamente dalla fiscalità immobiliare, il dato sopra riferito significa che quasi tre quarti delle famiglie italiane godono degli stessi senza pagarli o pagandoli in modo molto ridotto (attraverso la Tasi che vale circa  un decimo dell’Imu).

Il sistema è distorsivo.

Per evitarne le distorte conseguenze, l’esenzione Imu per l’abitazione principale andrebbe realizzata non direttamente attraverso il mancato versamento al comune, ma indirettamente, mediante una detrazione dalle imposte erariali.

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Imposte erariali

Il dato significa inoltre che oltre il 50% del patrimonio abitativo italiano è passato, negli anni, da un regime di soggezione fiscale (anche ai fini della imposizione sui redditi; se quasi tutti gli italiani vivono in casa di proprietà vuol dire che pochi vivono in affitto e si è ridotto il gettito Irpef-Ires dalle locazioni) ad un regime di esenzione fiscale.

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I dati fiscali Internazionali

A proposito poi dei dati statistici internazionali riguardanti l’imposizione fiscale sugli immobili, stilati dagli enti internazionali (Ocse, Eurostat), essi non “fotografano” il grado di incidenza del carico fiscale sul settore immobiliare, bensì rappresentano solo il rapporto tra il gettito fiscale ed il PIL.
Per determinare il grado di incidenza occorre introdurre una variabile, cioè l’entità degli immobili che concorrono a formare il gettito.
Ed è chiaro che in Italia, con una quota di immobili assoggettati alle imposte di gran lunga inferiore a quella di altri Paesi europei, chi paga, paga doppio.
Altro che poco più della media europea.”

Foto: Achille Colombo Clerici con il Vice Direttore della Agenzia delle Entrate Gabriella Alemanno

Achille Colombo Clerici con il Vice Direttore dell'Agenzia delle Entrate Gabriella Alemanno

Accertamenti di nuove rendite conseguenti a riclassamenti catastali. – Milano 2014 – Achille Colombo Clerici al Corriere della Sera del 30 dicembre 2014

dicembre 30, 2014

A s s o e d i l i z i a
Property Owners Association Milan Italy

Dichiarazioni del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici in sede di intervista al Corriere della Sera pubblicata il 30 dicembre 2014:

“E’ notizia che in Milano sono in fase di notificazione avvisi di accertamento di nuove rendite catastali conseguenti a riclassamenti di unità immobiliari ricadenti nell’area compresa tra via Monte Napoleone, Corso Matteotti, via S. Pietro all’Orto, via Verri, via S. Andrea, via Bagutta.

Tali notificazioni probabilmente si esauriranno entro il 31 dicembre, in modo tale che gli effetti fiscali, consistenti nel costituire base imponibile per ogni tipo di tassazione, si producano a partire dal 1 gennaio 2015.

Si tratta evidentemente di revisioni di classamento richieste dal Comune di Milano in base all’art. 3, comma 58, legge 662/1996, per difetto di congruità rispetto a quello dei fabbricati simili, oggetto di revisione generale per microzone, attuata in forza dell’art. 1, comma 335, della legge 311/2004.
L’attribuzione del nuovo classamento e della relativa rendita è stata eseguita sulla base dei principi dell’estimo comparativo, richiamati nel RDL 652/1939 (legge n. 1249/1939) e nel DPR n. 154/1988 e di quanto previsto dall’art.11, comma 1, del DL n. 70/1988, convertito dalla legge 154/1988, con riferimento all’epoca censuaria 1988-89.

Si prende atto che mediamente si tratta di un aumento che si aggira attorno al raddoppio delle rendite.

L’operazione catastale trova la sua ragione nella considerazione che il “precedente classamento delle unità in oggetto risultava incoerente con quello attribuito ad altre unità limitrofe similari, aventi caratteristiche analoghe… intrinseche ed estrinseche (tipologia edilizia, posizione nel fabbricato, dotazioni impiantistiche, servizi)”; unità oggetto a suo tempo della revisione catastale per microzone.

Questa operazione e l’assunto da cui muove testimoniano, una volta di più, della fondatezza della posizione critica di Assoedilizia a proposito della revisione catastale per microzone effettuata dal Comune e dall’ Agenzia del Territorio negli anni 2008 e 2009.

Allora si disse: “è iniquo e   fuorviante basarsi sul sistema delle microzone, che comprendono immobili simili, e discriminare rivalutando in una zona e non nell’altra. Bisogna estendere la revisione catastale a tutto il territorio comunale e, sulla base del principio dell’invarianza del gettito, abbassare le aliquote delle diverse imposte”.

Così non è stato.

Nel frattempo e son passati 6 anni, chi ha ricevuto gli accertamenti ha cominciato a pagare imposte più che raddoppiate sin dal 2009.
ICI, IMU, Tasi, ma anche imposte di registro nelle compravendite, imposte successorie e sulle donazioni, accertamenti di congruità Irpef.

Non solo, ma dato il funzionamento del catasto “a macchia di leopardo”, non solo le aliquote non son state abbassate, ma dal 2012 alle rendite così rivalutate son stati pure applicati (somma iniquità)  i coefficienti moltiplicatori introdotti dal governo dei professori per far pagare tutti coloro che eran rimasti indenni e con antiche rendite.

E’ chiaro come tale modo di procedere non vada assolutamente bene.

Anzi, crea un forte allarme: perché se esso si ripeterà in sede di revisione generale conseguente alla attuanda riforma catastale, avremo delle nefaste sorprese.

Si sente dire comunemente: per ultimare la riforma catastale ci vorranno almeno 5 anni.
Il problema sta nel fatto che alcuni casi arriveranno primi alla meta, altri dopo ed altri mai.

Rivalutazione si, rivalutazione no a seconda delle zone, dei comuni, delle regioni; non sarà mai il momento di introdurre i correttivi pur previsti dalla legge, né sul piano legislativo (rimodulazione del sistema delle aliquote da parte della legge), né sul piano amministrativo (riduzione nella fissazione pratica delle aliquote da parte dei comuni). Chi rimarrà coinvolto verrà stritolato.”

foto presidente Venezia 5

 

Libero Quotidiano del 28 dicembre 2014 “Se lo Stato non riduce gli sprechi si accanirà ancora sulle nostre case.” di Achille Colombo Clerici

dicembre 29, 2014

A s s o e d i l i z i a

Achille Colombo Clerici

La spesa pubblica corrente cresce continuamente: negli ultimi otto anni è aumentata del 17%, qualcosa come 20,9 miliardi complessivi, pari a 4,1 miliardi all’anno di media.
Sospinta al rialzo, si sente dire, ma vorremmo esser smentiti, da 60 mila centri di spesa; come se la Fiat avesse 2 mila uffici acquisti in funzione.
Parallelamente gli investimenti pubblici, che generano crescita economica, si contraggono di circa 5 miliardi all’anno: più o meno, per fare un parallelismo, di quanto l’Italia “contribuisce al netto” a mantenere l’ Unione Europea.

Nel frattempo continua il gioco a rimpiattino tra Stato e Comuni.
Il primo riduce di anno in anno i trasferimenti a questi ultimi, dichiarando però che nel 2015 non ci saranno aumenti della Tasi.

I Comuni, per parte loro, metton le mani avanti e, per bocca del presidente dell’Anci, ammoniscono il Governo    chiedendo a gran voce che sia loro garantito per il 2015 un gettito fiscale non inferiore a quello del 2014.
Insomma, ciascuno tende a voler spendere, magari più dell’anno prima.

Sulla base di dati elaborati dall’Istituto Europa Asia relativamente al 2013, le entrate generali pubbliche in Italia sono pari al 47,5% del Pil, mentre la spesa complessiva pubblica è pari al 50,6%. In Germania, per avere idea delle differenze, si tratta del 45,1%, contro il 45%

Se osserviamo il quadro delle spese da tenere sotto gli occhi, possiamo avere una vaga idea del mare magnum rappresentato dal problema in generale e dei mille e mille rivoli attraverso i quali questo mare si sta ingrossando.

La spesa primaria corrente dello Stato è di 670 miliardi all’anno.
Questo importo si suddivide in 160/170 miliardi pagati dallo Stato datore di lavoro; 380 versati dallo Stato generoso, quali contributi a famiglie ed imprese; e 130 per beni e servizi.
La ricetta per operare i necessari tagli è nota agli addetti ai lavori: riduzione dei centri di spesa, efficientamento generale e soppressione degli enti inutili.

Per la voce beni e servizi – compresa la spesa sanitaria – occorre procedere ad una congrua riduzione di quantità e prezzi.
Si sta procedendo in tal senso?
L’impressione è che l’operazione sia estremamente ardua, soprattutto per la resistenza di un apparato che rema contro.

Ma, è mai possibile che il Paese si impantani su questa impasse?

Se non si tagliano le spese superflue e inutili, dal punto di vista tecnico la manovra più semplice ed immediata per il Governo (nel tempo si recupererà l’evasione fiscale, si farà la lotta alla economia illegale e criminale, si procederà alla valorizzazione ed alla dismissione dei beni pubblici) per far quadrare i conti e per rispettare il fiscal compact non rimarrebbe che alzare ancora le tasse, con un ulteriore effetto depressivo per l’economia.
Un circolo vizioso, insomma.

Per l’anno prossimo, giacché siamo in tempo di auguri, un bel taglio alla dispersione delle nostre risorse finanziarie pubbliche è quanto di meglio possiamo auspicare, ma ancor meglio pretendere.
A cominciare dagli sprechi delle pubbliche amministrazioni, che valgono, secondo una stima di Assoedilizia, una decina di miliardi all’anno.

foto presidente 92 

Il Giorno ediz. 27 dicembre 2014 “Battaglie di civiltà” Achille Colombo Clerici

dicembre 29, 2014

A s s o e d i l i z i a

“IL GIORNO” articolo pubblicato il 27 dicembre 2014

Achille Colombo Clerici

Può sembrare un tema di relativa importanza, in un momento in cui ben altre preoccupazioni incombono. Ma si tratta di un aspetto sempre più rilevante del vivere civile quotidiano che interessa tutti noi: si tratta dell’identificazione delle biciclette attraverso targhe personalizzate e microchip. Non per animosità verso l’uso della bici, che altamente apprezziamo. Ma per tutelare i pedoni investiti da avventati conducenti che sfrecciano sui marciapiedi, nelle isole e sulle strisce pedonali (una anziana signora è morta investita da una bici a Milano). Ciclisti che quasi sempre scappano lasciando, al malcapitato travolto, l’onere delle cure e dell’ospedale. E per tutelare gli stessi possessori delle biciclette, vittime di furti (un milione all’anno secondo il Registro italiano bici) e senza possibilità di assicurarsi.

Sono sempre più numerosi gli appelli in tal senso di pubblici amministratori (alcuni Comuni, in assenza di una legislazione nazionale, hanno deciso il “fai da te”), di politici, di giornalisti: lo stesso sindaco Pisapia si è dimostrato sensibile al problema.
E’ per Assoedilizia un’amara soddisfazione trovare finalmente al suo fianco persone impegnate in una piccola battaglia di civiltà.
Ricordiamo quando, diversi anni or sono, abbiamo per primi avanzato la proposta della targa, sia per responsabilizzare il ciclista, sia per limitare i numerosi furti delle due ruote.   Fummo attaccati e beffeggiati soprattutto dall’associazione dei ciclisti organizzati milanesi che si mobilitarono anche in chiassose pubbliche manifestazioni. La stessa cosa avvenne quando criticavamo le imprese dei graffitisti selvaggi, gli stessi a cui – sostenevamo – poco importava l’arte murale, ma importava aggredire la città e le sue case. Oggi le città italiane sono piene di muri imbrattati, meta di “artisti” provenienti da mezzo mondo, attirati dall’assenza di adeguati sistemi di contrasto. Ben vengano quindi, anche a proposito delle targhe per le bici, queste resipiscenze che fanno giustizia delle gratuite accuse di oscurantismo che ci furono a suo tempo rivolte: quando invece il nostro obiettivo era, ed è sempre, il rispetto della legalità, l’amore per la città e la tutela dei diritti del vivere civile.

Evidentemente non compete alle amministrazioni comunali emanare leggi in materia; ma sono molto utili i solleciti dell’opinione pubblica, e in particolare di sindaci, consiglieri regionali e comunali, per sensibilizzare il legislatore. D’altronde un mezzo di trasporto (non succede anche per i carretti che pure sono molto più lenti?) deve essere munito di targa quando circola per la pubblica via. E per quanto riguarda le associazioni dei ciclisti –  l’appunto è rivolto a quella componente minoritaria che contesta – più meritoriamente dovrebbero proporre ad alcuni dei propri iscritti corsi di educazione stradale. E magari di educazione civica.

Ambrosetti 2014 foto presidente

“Impianti termici da adeguare” – Adeguamento impianti riscaldamento – Libretto impianti – “Il Giorno” edizione 20 dicembre 2014

dicembre 22, 2014

A s s o e d i l i z i a

Achille Colombo Clerici

Il Decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, in attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE.
Esso introduce, in sede nazionale, l’obbligo di installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione entro il 31/12/2016 ed incide sulla determinazione delle spese energetiche nei condomini dotati di sistema di contabilizzazione, stabilendo, in conformità alla direttiva UNI 10200 alla quale rimanda in via obbligatoria, la inapplicabilità dei “coefficienti correttivi”.
Su questo punto sarebbe necessario un ripensamento, in quanto la norma prevarrebbe sul contenuto delle delibere assembleari pur basate sulla considerazione di specifiche ed oggettive situazioni.
Tale obbligatorietà è addirittura sanzionata economicamente per chi ripartisca le spese in modo difforme da quello previsto dalla direttiva stessa.

Segnalo che, in forza del DPR 74/2013, gli impianti termici per la climatizzazione o per la produzione di acqua calda sanitaria devono essere muniti del “Libretto di impianto” per la climatizzazione ed il controllo dell’efficienza energetica.
Con il Decreto dirigenziale 11 giungo 2014 n. 5027, la Regione Lombardia ha approvato i nuovi modelli del libretto impianti, in vigore dal 15 ottobre 2014, che devono contenere una serie di informazioni e dati, come chiarito con il decreto dirigenziale 7 luglio 2014 n. 6518.
In particolare, la targa dell’impianto, i dati catastali dell’edificio, l’ attestato di prestazione energetica (ACE/APE) ove presente, il punto di riconsegna del combustibile (PDR), il punto di riconsegna dell’ energia elettrica (POD).
Inoltre il decreto dirigenziale contiene  disposizioni in materia di procedure per l’acquisizione e la visualizzazione dei dati nel Catasto unico regionale degli impianti Termici (CURIT); modalità operative per la gestione del processo di targatura degli impianti termici, e per l’ operatività del Centro Assistenza Impianti Termici (CAIT); sanzioni per il mancato rispetto dell’obbligo di installazione dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore; patentino per la conduzione degli impianti termici.
Significativa è la individuazione del responsabile dell’impianto (di riscaldamento e di climatizzazione) il quale è l’occupante dell’abitazione  a qualunque titolo.
Quindi il proprietario nel caso di abitazione principale in proprietà e il conduttore in caso di locazione.

foto presidente 104

Il Giorno 20.12.2014

Aspesi Assemblea a Milano – Federico Filippo Oriana nuovo presidente – Intervento del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

dicembre 18, 2014

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Milan Italy
Informa

 

Succede a Franco Minardi De Michetti che ha condotto per tre anni l’associazione

ORIANA NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE DI ASPESI

Colombo Clerici: “L’uscita del Paese dalla crisi legata alla ripresa dell’economia immobiliare”

Si è tenuta lunedì 15 dicembre l’assemblea ordinaria dei soci di Aspesi-associazione tra società di promozione e sviluppo immobiliare che ha eletto nuovo presidente nazionale l’avv. Federico Filippo Oriana, approvandone il programma proposto. L’assemblea ha inoltre designato l’avv.  Antonio Campagnoli, presidente di Fiabci Italia, a vicepresidente nazionale, confermando gli altri vicepresidenti in carica e Oriana nella posizione di amministratore delegato-ceo dell’associazione.

Nella relazione il presidente nazionale uscente Franco Minardi De Michetti ha sintetizzato l’attività svolta da Aspesi in un contesto particolarmente difficile che così si può riassumere: la crisi è terminata, la ripresa è attesa.

Gualtiero Tamburini presidente di Federimmobiliare, ha puntato il dito contro il caos e l’eccesso di tassazione immobiliare, causa importante della crisi del settore, conseguenza dell’errata convinzione, partita dal governo Monti, che la casa godesse, nel contesto europeo, di una situazione di “privilegio” fiscale. Sulla stessa linea ma inserendo la denuncia nel più ampio quadro del rapporto economia immobiliare-economia del Paese l’intervento del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “Da tempo diciamo, più di recente accompagnati da Confindustria, da Abi e da autorevoli economisti, che ai fini della crescita economica, necessaria alla ripresa del Paese, occorre il rilancio dell’edilizia in quanto in grado di trascinare molti altri comparti economici e produttivi. Rilancio che si ottiene soprattutto con il sostegno al mercato immobiliare ed all’investimento in immobili del risparmio delle famiglie.   Se non si procede ad una defiscalizzazione generale che rigeneri la fiducia e riavvii la ripresa degli investimenti in edilizia da parte dei milioni di risparmiatori italiani;  se non si evitano provvedimenti demagogici e controproducenti, tirando in ballo ad ogni piè sospinto patrimoniali ed imposte successorie; se non si imbriglia la riforma del Catasto che spaventa  (perché basata sul principio: prima pagate, poi verificheremo se è equo) non si darà slancio alla ripresa dell’edilizia né, tanto meno, si uscirà dalla recessione.

Foto: da sin. Achille Colombo Clerici e Federico Filippo Oriana

Achille Colombo Clerici, Federico Filippo Oriana

Variazioni colturali AGEA 2015

dicembre 17, 2014

Elenco Comuni interessati dalle Variazioni colturali AGEA 2014