Immobili Fisco – IL GIORNO Quando il fisco fa paura. 6 dicembre 2014 – Assoedilizia Achille Colombo Clerici

A s s o e d i l i z i a

“Il Giorno” Ed. 6 dicembre 2014 – Quando il Fisco fa paura.

Achille Colombo Clerici

Adottare misure depressive dell’economia, quali sono gli inasprimenti fiscali, significa far deperire un Paese. L’economia decresce, le entrate fiscali diminuiscono, i problemi si inaspriscono per carenza di mezzi finanziari necessari ad affrontarli e rischiano di esplodere, lo Stato si ritrae gradatamente dai suoi compiti istituzionali, storicamente fronteggiati con le risorse fiscali, e cerca di scaricarli sui contribuenti quali oneri fiscali indiretti.

Lo Stato sopporta un onere annuo di circa 3,5 miliardi per le calamità naturali? Qual modo migliore per alleggerirsi che quello di istituire una bella polizza assicurativa obbligatoria a carico degli immobili. Non si tratta forse di una forma indiretta di costo fiscale? Altri 6 miliardi che, ovviamente, si aggiungerebbero ai 3,5 già acquisiti al bilancio statale.

Qualche giorno addietro, presentando il XIX Rapporto del centro Einaudi, l’economista Mario Deaglio ha riaffermato quanto da tempo diciamo assieme a Confindustria, ad Abi e ad autorevoli economisti: ai fini della crescita economica, necessaria alla ripresa del Paese, occorre   il rilancio dell’edilizia in quanto in grado di trascinare molti altri comparti economici e produttivi.

Ma occorre intendersi bene su cosa fare per rilanciare questa benedetta edilizia. Perché “edilizia” non significa solo appalti di opere pubbliche o costruzione di nuovi edifici; ma vuol dire soprattutto sostegno al mercato immobiliare ed all’investimento in immobili del risparmio delle famiglie.

A questo proposito vorrei richiamare l’attenzione su una delle componenti fondamentali del sistema-mercato, della quale si ha l’impressione che i nostri governanti non tengano conto: la componente psicologica. Il mercato, in altri termini, non risponde solo a regole tecniche o a formule matematiche. Ma risponde principalmente alla componente rappresentata dal sentimento e dalla fiducia degli operatori.

Se non si procede ad una defiscalizzazione generale che rigeneri la fiducia e riavvii la ripresa degli investimenti in edilizia da parte dei milioni di risparmiatori italiani;  se non si evitano provvedimenti demagogici e controproducenti, tirando in ballo ad ogni piè sospinto patrimoniali ed imposte successorie; se non si imbriglia la riforma del Catasto che spaventa  (perché basata sul principio: prima pagate, poi verificheremo se è equo) non si darà slancio alla ripresa dell’edilizia ne’, tanto meno, si uscirà dalla recessione.

foto presidente 128

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