Il Giorno ediz. 27 dicembre 2014 “Battaglie di civiltà” Achille Colombo Clerici

A s s o e d i l i z i a

“IL GIORNO” articolo pubblicato il 27 dicembre 2014

Achille Colombo Clerici

Può sembrare un tema di relativa importanza, in un momento in cui ben altre preoccupazioni incombono. Ma si tratta di un aspetto sempre più rilevante del vivere civile quotidiano che interessa tutti noi: si tratta dell’identificazione delle biciclette attraverso targhe personalizzate e microchip. Non per animosità verso l’uso della bici, che altamente apprezziamo. Ma per tutelare i pedoni investiti da avventati conducenti che sfrecciano sui marciapiedi, nelle isole e sulle strisce pedonali (una anziana signora è morta investita da una bici a Milano). Ciclisti che quasi sempre scappano lasciando, al malcapitato travolto, l’onere delle cure e dell’ospedale. E per tutelare gli stessi possessori delle biciclette, vittime di furti (un milione all’anno secondo il Registro italiano bici) e senza possibilità di assicurarsi.

Sono sempre più numerosi gli appelli in tal senso di pubblici amministratori (alcuni Comuni, in assenza di una legislazione nazionale, hanno deciso il “fai da te”), di politici, di giornalisti: lo stesso sindaco Pisapia si è dimostrato sensibile al problema.
E’ per Assoedilizia un’amara soddisfazione trovare finalmente al suo fianco persone impegnate in una piccola battaglia di civiltà.
Ricordiamo quando, diversi anni or sono, abbiamo per primi avanzato la proposta della targa, sia per responsabilizzare il ciclista, sia per limitare i numerosi furti delle due ruote.   Fummo attaccati e beffeggiati soprattutto dall’associazione dei ciclisti organizzati milanesi che si mobilitarono anche in chiassose pubbliche manifestazioni. La stessa cosa avvenne quando criticavamo le imprese dei graffitisti selvaggi, gli stessi a cui – sostenevamo – poco importava l’arte murale, ma importava aggredire la città e le sue case. Oggi le città italiane sono piene di muri imbrattati, meta di “artisti” provenienti da mezzo mondo, attirati dall’assenza di adeguati sistemi di contrasto. Ben vengano quindi, anche a proposito delle targhe per le bici, queste resipiscenze che fanno giustizia delle gratuite accuse di oscurantismo che ci furono a suo tempo rivolte: quando invece il nostro obiettivo era, ed è sempre, il rispetto della legalità, l’amore per la città e la tutela dei diritti del vivere civile.

Evidentemente non compete alle amministrazioni comunali emanare leggi in materia; ma sono molto utili i solleciti dell’opinione pubblica, e in particolare di sindaci, consiglieri regionali e comunali, per sensibilizzare il legislatore. D’altronde un mezzo di trasporto (non succede anche per i carretti che pure sono molto più lenti?) deve essere munito di targa quando circola per la pubblica via. E per quanto riguarda le associazioni dei ciclisti –  l’appunto è rivolto a quella componente minoritaria che contesta – più meritoriamente dovrebbero proporre ad alcuni dei propri iscritti corsi di educazione stradale. E magari di educazione civica.

Ambrosetti 2014 foto presidente

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