Il Giorno QN 07-02-2015 “Il potere degli impuniti”. (A.Colombo Clerici)

di Achille Colombo Clerici*

IL POTERE DEGLI IMPUNITI

Le nostre città stanno diventando arene di maleducazione, di prepotenze, di prevaricazioni, di violenza piccola e grande. In centro come in periferia.

Ma è soprattutto in centro, dove si registra il maggior numero di persone e di attività, che il malessere urbano si manifesta: volantinaggio selvaggio, muri deturpati dalle scritte, biciclette che scorazzano sui marciapiedi e nelle isole pedonali, traffico impazzito, auto parcheggiate ovunque, anche sui binari del tram, e inciviltà nella circolazione stradale, mendicanti importuni.
Malesseri antichi cui si è aggiunto, di recente, l’assordante rumore degli amplificatori che esaltano le strimpellate dei cantori da strada.

Le forze dell’ordine si dichiarano impotenti a contenere il degrado, anche se è loro preciso dovere farlo; chiedono la collaborazione dei cittadini per denunciare e segnalare. In tal caso il cittadino, oltre ad assumere il ruolo di sceriffo che non gli compete si espone alle ritorsioni di chi ha denunciato.

Perché c’è la quasi certezza di un’impotenza pubblica contro il molestatore.

Le città-Babilonia generano insicurezza e quindi tensione, aggressività.

La maleducazione, addirittura la violenza, vengono propagandate attraverso la miriade di telefilm d’importazione e sono diventate simbolo di forza e di sicurezza, l’educazione ridotta a manifestazione di debolezza.

L’evidenza di questo capovolgimento di valori è dimostrata dal comportamento sguaiato di molti giovani e giovanissimi, i più fragili psichicamente, che non trovano nella famiglia e nella scuola, sempre più permissive, equilibrati punti di riferimento.

Padri e madri sono pronti a giustificare qualsiasi cosa facciano i figli: “sono ragazzate, gli altri fanno di peggio”.

Anche i politici, i pubblici amministratori non sembrano dar buon esempio. A parte i casi di malversazione dei fondi pubblici, essi appaiono più impegnati a disperdere in mille rivoli dalle fioriere, alle sagre paesane e ai fuochi d’artificio le scarse risorse che potrebbero più utilmente essere utilizzate per rafforzare la presenza sul territorio della polizia urbana a tutela dei cittadini perbene.

Stiamo perdendo il senso del vivere in comunità, del rispetto dei diritti del nostro vicino. Nessuno insegna ormai che la parola libertà è un valore fino a che non lede la libertà di un altro.

*Presidente Assoedilizia

foto presidente 103

 

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