Il GIORNO QN Rubrica Assoedilizia “Quel valore da difendere” – edizione del 21 febbraio 2015 – Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici

Il GIORNO QN Rubrica Assoedilizia “Quel valore da difendere”- edizione del 21 febbraio 2015

La crisi immobiliare colpisce non solo i valori della casa (circa 2.000 miliardi di diminuzione di valore dell’intero patrimonio immobiliare italiano), le compravendite, ridotte alla metà in pochi anni, le nuove costruzioni,ormai al lumicino; ma anche il vasto settore dell’indotto della più importante attività economica del Paese.
Delle 94.000 imprese artigiane che hanno chiuso i battenti dal 2009 al 2014 passando da 1.446.000 a 1.375.5000 unità (dati del centro studi Cgia di Mestre) oltre il 54 per cento   riguarda attività legate al comparto immobiliare: edili, lattonieri, posatori, elettricisti, idraulici, manutentori caldaie, falegnami, mobilieri, stuccatori, marmisti etc.

La Lombardia sta pagando il prezzo più alto: quasi 12.000 imprese in meno, seguita da Emilia Romagna e Veneto (circa 10.000). Calcolando una media di 2-3 addetti per impresa, sono centinaia di migliaia le famiglie in gravi difficoltà.

Ma c’è anche una perdita che non è possibile tradurre in cifre.

Le piccole e piccolissime imprese rappresentano non solo il più importante settore di produzione e di occupazione della Lombardia e del Paese, ma anche un fattore di mantenimento di una tradizione di mestieri trasmessi da padre a figlio, da anziano a giovane, e quindi di cultura; fonte di fascino e di attrattività per il turismo, soprattutto per gli stranieri.
Tema questo quanto mai attuale alla vigilia di EXPO.

E’ quindi interesse generale opporsi a un sistema normativo-burocratico miope e controproducente che penalizza le piccole imprese e non favorisce l’attività artigianal-commerciale legata alla logica dell’economia della famiglia.

Miriadi di permessi necessari per aprire un’attività commerciale, innumerevoli norme e scadenze da rispettare, interventi assurdamente penalizzanti del sistema tributario del quale, se pure è accettabile ed anzi auspicabile un sempre maggior impegno contro l’evasione, diventa difficile capire certe logiche.

E’ assolutamente prioritario intraprendere un’azione di riduzione del carico burocratico e fiscale sulle piccole imprese, utilizzando una frazione rilevante delle risorse derivanti tanto dalla lotta all’evasione, quanto dalla riduzione dei costi e degli sprechi nella amministrazione della cosa pubblica. E avviare con l’intervento dello Stato una attività di sostegno forte delle attività artigianali esistenti. Non basta l’intervento di promozione e di incentivazione delle start up. E’ regola aurea: primo non disperdere la ricchezza esistente e secondariamente crearne di nuova.

In un mondo globalizzato che mette in vendita gli stessi prodotti da Hong Kong a New York, l’opera “fatta a mano” godrà di un favore sempre maggiore nella preferenza dei consumatori: difendiamolo.

foto presidente 131

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