Jean Francois Millet – Uomini e donne al lavoro nella pittura di Millet – Mostra dal 9 al 18 marzo nell’Antica Sagrestia di San Marco a Milano – Istituto Europa Asia

Istituto Europa Asia IEA – Europe Asia Institute
e
Associazione AMICI DI MILANO

 

Mostra dal 9 al 18 marzo nell’Antica Sagrestia di San Marco a Milano
UOMINI E DONNE AL LAVORO NELLA PITTURA DI MILLET

“Un dramma avvolto di splendori. Uomini e donne al lavoro nella pittura di Millet” è il titolo della mostra organizzata da Arcidiocesi di Milano-Servizio per la Pastorale sociale e il Lavoro, Rete Manager, Centro Culturale di Milano, Fondazione Vittorino Colombo, Fondo Famiglia Lavoro dal 9 al 18 marzo 2015 nell’Antica Sagrestia di San Marco, piazza San Marco 2, Milano.

Lunedì 9 marzo alle ore 18, nell’Aula Magna in San Marco, incontro di presentazione della mostra. Introduce l’ing. Alberto Sportoletti, presidente dell’Associazione Rete Manager; relatori prof.ssa Mariella Carlotti, curatore della mostra; ing. Paolo Cederle, executive vice president Unicredit; prof. mons. Domenico Sguaitamatti, Ufficio Beni Culturali Diocesi di Milano. Modera don Walter Magnoni, responsabile della Pastorale Sociale, Diocesi di Milano.

Per informazioni: Fausto Bassani, Segreteria Pastorale sociale e Lavoro Arcidiocesi di Milano, tel. 02-8556430 sociale@diocesi.milano.it. E’ possibile donare un contributo libero per il Fondo Famiglia Lavoro della Diocesi. Si ringraziano Fondazione Vittorino Colombo, Sernet, Gi Group.

Nato il 4 ottobre 1814 a Gruchy, un piccolo gruppo di case sulla riva del mare di Normandia, Jean Francois Millet, morto nel 1875 a Barbizon, è considerato uno dei più importanti pittori del realismo francese del secondo Ottocento.

Studia a Cherbourg presso un allievo di Gros fino al 1837, quando, grazie a una borsa di studio, può frequentare i corsi di Paul Delaroche all’Accademia di Belle Arti di Parigi.

 Dopo l’esordio nella ritrattistica, i soggetti dei suoi quadri diventano quasi sempre i contadini che vengono presentati con una intonazione poetica senza qualsiasi intento provocatorio o di polemica sociale. 

 Dopo la rivoluzione del 1848, grazie a una somma stanziata dallo Stato, Millet si trasferisce con la numerosa famiglia a Barbizon nella foresta di Fontainebleau, dove rimarrà, salvo brevi viaggi, fino alla morte nel gennaio del 1875, facendo la fortuna di questo paese che divenne un polo d’attrazione per gli appassionati d’arte di tutto i mondo, specialmente gli americani.

Il quadro che segna la svolta artistica di Jean-François Millet è Il seminatore esposto al Salon del 1850, dove riscuote un autentico successo, soprattutto tra i repubblicani e i critici di sinistra, con vivacissime polemiche dei conservatori.

La vita del popolo riveste una dignità fino ad allora sconosciuta. In quella che può esse definita “epopea dei campi”, l’artista racconta, con partecipazione sincera, la vita dei contadini, conferendo dignità alla fatica del loro quotidiano lavoro, nobilitato da antica sapienza, da riti e tempi prefissati, rispettati religiosamente (Settemuse.it).

Foto: Il presidente dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici

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