Fisco Immobili – Il Giorno QN del 14 marzo 2015 – Quella Fiscalità a tre velocità – Achille Colombo Clerici

A s s o e d i l i z i a

Fisco Immobili – Il Giorno QN del 14 marzo 2015 – Quella Fiscalità a tre velocità – Achille Colombo Clerici

Quando si parlava di federalismo, all’evidenza si poneva la “questione settentrionale” imperniata in buona sostanza sul riscontro del residuo fiscale pro capite: equivalente al saldo per abitante, fra quanto lo Stato centrale preleva a titolo di imposte erariali, al lordo della fiscalità locale, e quanto lo Stato stesso “spende” per ogni cittadino in termini di spese correnti, trasferimenti agli enti locali ed investimenti.

Stando ai dati ufficiali, le Regioni del Nord danno oltre 100 miliardi di euro all’anno sul piano della solidarietà al resto del Paese, versando quindi allo Stato molto di più di quanto ricevano. Il risultato fotografa una realtà nota da tempo.

La Lombardia, ad esempio, registra un residuo fiscale annuo positivo pari a 53,9 miliardi di euro, 5.511 euro a persona, neonati compresi.  Seguono il Veneto (18,2 mld il saldo positivo, 3.733 euro pro capite), terza l’Emilia Romagna (17,8 mld, si piazza però al secondo posto con 4.076 euro pro-capite), il   Piemonte (10,5 mld, per abitante 2.418 euro), la Liguria (1 mld pari a 701 euro pro capite).

Nonostante sia più contenuto rispetto al dato riferito alle realtà del profondo Nord, anche il residuo fiscale di tutte le Regioni del Centro è sostanzialmente positivo. La Toscana ha un saldo di 8,3 miliardi di euro, il Lazio di 7,3, le Marche di 2,5 e l’Umbria di 1,1 miliardi. Le Regioni meridionali, presentano tutte un residuo fiscale negativo: vale a dire, ricevono di più di quanto versano. La Sicilia, ad esempio, ha il peggior saldo tra tutte le 20 Regioni d’Italia in termini assoluti: -8,9 miliardi di euro, che si traduce in un dato pro capite pari a -1.782 euro. Calabria, -4,7 mld (-2.408 euro pro-capite). Sardegna a -4,2 miliardi (- 2.566 euro ogni residente). Campania a -4,1 miliardi (-714 euro per ciascun abitante). Puglia a -3,4 miliardi di euro (- 861 euro pro-capite).

E’ senz’altro giusto che i più ricchi aiutino i più poveri. Principio di solidarietà adottato ovunque, si tratti di persone, Regioni o Stati.  A cominciare dagli Usa, anche se nell’Unione Europea, patria del welfare, il principio dell’aiuto tra Stati zoppica.

Ma non è giusto che la politica dei tagli lineari colpisca in eguale misura Regioni virtuose e Regioni meno virtuose che spesso registrano le più consistenti evasioni fiscali.

In ogni caso, penalizzare le Regioni dove si pagano le tasse più alte facendo mancare risorse per i servizi pubblici – trasporti, scuole, sanità, servizi sociali – significa innescare tensioni sociali e, in fin dei conti, penalizzare l’intero Paese che subisce complessivamante un calo di competitività.

E comunque la gestione amministrativa della fiscalità a due o tre velocità, a seconda delle diverse aree del Paese, non si giustifica più.

Colombo Clerici intervento

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