“La ripresa parte dal turismo” Il Giorno QN del 11 aprile 2015 Achille Colombo Clerici

Il turismo 2015 in Italia si apre con un bilancio positivo che si rafforzerà notevolmente con Expo e con l’anno giubilare.

Favorevole anche la prospettiva dei rapporti di cambio dell’euro con il franco svizzero ed il dollaro.

Secondo l’ultimo rapporto del Wttc (World Travel & Tourism Council) crescerà dell’1,7% (più 1,4% i posti di lavoro) superando di molto il +0,7% previsto per l’economia italiana. Lo scorso anno l’industria turistica ha contribuito al Pil per 162,7 miliardi di euro e 2,5 milioni di posti di lavoro. Confermando così che l’economia turistica contribuisce in misura significativa al benessere economico e all’occupazione. Quello del turismo infatti è l’unico settore che può progredire anche in tempi in cui crolla la produttività, perché il suo sviluppo non è in alcun modo legato ai limiti di capacità di assorbimento da parte del mercato, come avviene per la produzione dei beni durevoli. Tuttavia, questa crescita non si verifica  “sua sponte”, ma necessita degli adeguati interventi, soprattutto nel campo dell’organizzazione degli asset e delle risorse umane.

Il ragionato ottimismo viene confermato dal positivo andamento delle feste pasquali. E sono stati gli stranieri (in particolare gli americani agevolati dall’euro debole), a trainare la ripresa (presenze più 3% rispetto al 2014), grazie anche al potenziamento dei voli internazionali e intercontinentali e dei collegamenti ad alta velocità.  Secondo l’Enit, nel corso della primavera ci attendiamo una crescita sostenuta da India, Corea, Emirati Arabi, Cina, Usa e Canada con meta importante le città d’arte, comprese quelle minori, grazie a un ricco calendario di mostre ed eventi che hanno attirato e attireranno molti visitatori – connazionali e stranieri – amanti del binomio cultura-enogastronomia. Tornando al bilancio di Pasqua, bene anche le località montane, termali, i laghi (record a Limone sul Garda, + 56%) e le mete religiose. Minore l’affluenza sulle spiagge per la festività “bassa” e le non sempre ottimali condizioni meteorologiche: comunque, 1,5 milioni di presenze. Nel complesso, si è messo in movimento un italiano su quattro (12,6 milioni di persone); mentre tra gli stranieri primi i francesi. Seguono per presenza i tedeschi, gli inglesi e gli spagnoli. Cosa ci si aspetta da Expo e da Giubileo.  Per il primo evento, da 15 a 20 milioni di presenze; per il secondo il parametro sono i dati del 2000: 25 milioni di pellegrini-turisti che hanno speso circa 70 miliardi di euro. Difficilmente si raggiungerà un exploit simile: ma si tratterà comunque di un consistente apporto, sia ai valori dello spirito, sia ai valori più materiali.

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