Il Giorno “Figli di un’Europa minore” – Ediz. 16 maggio 2015

di ACHILLE COLOMBO CLERICI*

FIGLI DI UN’EUROPA MINORE

L’ITALIA, assieme a Francia e Germania, è contribuente netto verso l’Unione Europea per un ammontare di circa 5 miliardi all’anno.

Significa che il nostro Paese versa ogni anno all’Europa cinque miliardi in più di quanti ne riceva per contributi e cofinanziamenti.

Negli ultimi anni ha cumulato circa 30 miliardi di disavanzo a sfavore.

Tra le cause si pone il sistema premiale-punitivo che regola i rapporti tra Unione Europea e Stati membri in materia, ad esempio, di agricoltura e di opere infrastrutturali e produttive.

Tale sistema è basato sul principio che chi non riesce a presentare progetti validi viene penalizzato, non riuscendo quindi a usufruire dei finanziamenti europei.

Questo criterio ci danneggia particolarmente.

Non già perché siamo più incapaci degli altri di fare i progetti, ma perché da noi è più complicato farli. Per due ordini di ragioni: uno fisico, morfologica-territoriale, e l’altro culturale.

Giacché il nostro Paese presenta un rapporto insediamenti/territorio molto più elevato della media europea, e quindi la realizzazione di grandi infrastrutture si scontra con il congestionamento dei carichi insediativi sul territorio, e sul piano culturale è tutto innervato di ideologie.

Tutto ciò sfavorisce la realizzazione di qualsiasi tipo di intervento. Ma il nostro “credito” verso l’Unione Europea poggia anche su altri fattori. La localizzazione delle sedi di organi, enti, agenzie europee è elemento di prestigio e insieme economico per le ricadete sul territorio che ne derivano.
Possiamo dire che per l’Italia, quarto Paese dei 28 dell’Ue, l’esito conferma il nostro sottodimensionamento.
Basta guardare la distribuzione di sedi uffici, commissioni, dislocati ovunque tranne che in Italia. In parecchi casi queste sedi, sul piano delle ricadute economiche sul territorio, rappresentano, per le rispettive città, altrettante Expo permanenti.

*Presidente dl Assoedilizia

Scheda:

– Bruxelles (Cons. Ministri, Commissione, Parlamento)
– Lussemburgo (Cons. Ministri, Corte Giustizia, Parlamento, Corte Conti, BEI)
– Strasburgo (Parlamento)
– Francoforte  (Istituto Monetario Europeo)
– Dublino (Condizioni vita e lavoro)
– Copenaghen (Ambiente)
– Londra (Farmaci)
– Alicante (Armonizzazione moneta europea)
– Lisbona (Tossicodipendenze)
– Bilbao (Sicurezza e salute sul lavoro)
– Lussemburgo (sistemi di traduzione ufficiale)
– Italia, Torino (formazione professionale condivisa con Berlino e Tessalonica)
– Parma (sicurezza alimentare)

Foto archivio: da sin. Giangaleazzo Biazzi Vergani, Achille Colombo Clerici, Rosario Alessandrello

Giangaleazzo Biazzi Vergani, Achille Colombo Clerici, Rosario Alessandrello

 

 

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