“Tutta la verità sulla ripresa”. Il Giorno QN del 23 maggio 2015 – Achille Colombo Clerici

A s s o e d i l i z i a

Tutta la Verità sulla ripresa. Il Giorno QN del 23 maggio 2015 – Achille Colombo Clerici

Alcune settimane fa abbiamo parlato della fiducia delle imprese nella ripresa economica, già a partire dal 2015.

Ripresa che sarebbe in atto, secondo la comunicazione proveniente dal Governo e, soprattutto, secondo i dati Istat e della Borsa che segna un + 20% da inizio anno. Non vede la ripresa invece la maggior parte degli italiani, almeno secondo la ricerca effettuata da Eumetra: il 57% ritiene che di qui ad un anno l’economia subirà un peggioramento o che, comunque, “rimarrà negativa come ora” (un anno fa però i pessimisti erano il 73%).

Particolarmente scettici i più anziani (ma pure tra i giovani la maggioranza è pessimista), i residenti al Sud e i ceti socialmente più marginali: disoccupati, casalinghe, pensionati. Dal punto di vista dell’orientamento politico, i votanti per il Pd sono fortemente (74%) ottimisti sul futuro, quelli degli altri partiti assumono la posizione opposta.

Se dalle previsioni sulla situazione economica complessiva del Paese si passa a quelli sulla propria situazione personale, il quadro si fa lievemente meno fosco. La maggioranza relativa (49%) appare comunque negativa sul futuro. Ma la quota di chi intravvede un miglioramento della condizione propria e della propria famiglia è lievemente maggiore (46%) di quella che prevede un’analoga prospettiva per il Paese nel suo insieme. Si tratta di un fenomeno noto: da sempre, gli italiani tendono ad esprimere un atteggiamento più positivo sulla propria condizione economica (“io comunque me la cavo”) rispetto a quella dell’Italia nel suo complesso.

Occorre sottolineare che l’atteggiamento dei cittadini verso il futuro dell’economia costituisce un fattore essenziale per la ripresa. Un orientamento positivo, infatti, stimola i consumi interni, la cui caduta è stata negli ultimi anni il problema principale del Paese. Invece (dati Banca d’Italia) da dieci anni in Lombardia – da sempre al primo posto dell’economia italiana e punto di riferimento della sua evoluzione – i depositi bancari aumentano, gli impieghi diminuiscono. Confermando che, almeno fino ad oggi, si accumula il fieno in cascina perché non c’è il bestiame, metafora dell’economia, a consumarlo.

Achille Colombo Clerici Venezia 2

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