Archivio per maggio 2015

Questore Luigi Savina – Milano, Premio Panettone Oro alla Virtù Civica – Maggio 2015 Assoedilizia

maggio 12, 2015

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’  Association Italy

Da una delegazione di comitati e associazioni per i fatti dei primi di Maggio

IL PREMIO VIRTU’ CIVICA-PANETTONE D’ORO AL QUESTORE DI MILANO

Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “Una testimonianza della stima dei milanesi alle Forze dell’Ordine”

La grande manifestazione di riscossa civica di Milano del 3 maggio – che ha visto scendere nelle strade sconvolte molte migliaia di cittadini i quali hanno cancellato i danni causati da poche centinaia di teppisti criminali – non sarebbe stata possibile senza la ferma e responsabile gestione dell’ordine pubblico da parte delle forze dell’ordine durante gli assalti dei black bloc del 1° Maggio.

Sotto la direzione del questore di Milano Luigi Savina, la turba che ha tentato di sconvolgere la città (“Milano brucia” era il loro messaggio) è stata contenuta.

Per questo una delegazione composta da Achille Colombo Clerici, Carlo Montalbetti, Salvatore Crapanzano. Mario Furlan ed altri in rappresentanza di associazioni e comitati che promuovono il Premio alla Virtù Civica-Panettone d’Oro (Coordinamento Comitati Milanesi, Assoedilizia, Ciessevi, City Angels, Comieco, Legambiente, Amici di Milano, Rotary, Saveria Antiochia Osservatorio Antimafia) ha consegnato oggi il riconoscimento a Savina, ringraziandolo per quanto fatto dalle forze dell’ordine e sottolineando l’indispensabile collegamento tra polizia e cittadinanza attiva quale terapia vincente  per garantire la sicurezza e la qualità della vita democratica.

Questa la motivazione: “Per il contributo dato in questi anni alla crescita democratica e civile dell’area milanese, anche evitando che durante i tumulti del Primo Maggio un folto gruppo di teppisti criminali arrecasse maggiori danni alla Città e ai Cittadini di Milano.” Alla premiazione erano presenti rappresentanti di Prefettura, Carabinieri, Polizia Locale, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco “meritevoli alla pari della Polizia di Stato – ha sottolineato Savina – della gestione dell’ordine pubblico. Il Premio è anche loro”.
Colombo Clerici: “E’ la conferma che Milano ripone fiducia e stima nelle sue forze dell’ordine. Milano, una città che da sempre anticipa il Paese, nelle tensioni ma anche nella riscossa. Quanto hanno fatto i milanesi dopo i disordini rappresenta una svolta nel rifiuto dell’aggressione e nella attiva risposta ad essa. Un esempio per tutte le città d’Italia”.

Foto Archivio: Achille Colombo Clerici con il Questore Luigi Savina

Achille colombo Clerici con il Questore Luigi Savina

Stelle al Merito 2015 – Milano, Lombardia – Cerimonia al Teatro dal Verme – Assoedilizia e Istituto Europa Asia ISTEURASIA

maggio 11, 2015

ASSOEDILIZIA – Property Owners’ Association Italy
e
ISTITUTO EUROPA ASIA – ISTEURASIA – EUROPE ASIA INSTITUTE

Al Teatro Dal Verme di Milano dal Prefetto Francesco Paolo Tronca

CONSEGNATE LE STELLE AL MERITO DEL LAVORO

Colombo Clerici: “Le Stelle al Merito trasmettono alle nuove generazioni i valori fondanti sui quali si basa lo spirito della Nazione”

I valori civili e sociali oltreché economici del lavoro sono stati più volte richiamati nel corso della cerimonia per la consegna delle Stelle al Merito del Lavoro ai milanesi, che hanno onorato la città e se stessi.
La Stella al Merito del Lavoro è una decorazione della Repubblica Italiana che riprende e perpetua l’analoga decorazione istituita durante il Regno d’Italia.

Viene conferita dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del Lavoro, a cittadini italiani, lavoratori dipendenti, distintisi per singolari meriti di perizia, laboriosità e buona condotta morale.
La decorazione comporta il titolo di Maestro del Lavoro.

Al Teatro Dal Verme erano rappresentati migliaia di anni di impegno professionale: comprensibile pertanto l’emozione dei premiati e dei familiari, molte le parole di circostanza pronunciate dalle autorità, a cominciare dal Prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca; parole che hanno avuto il grande merito di riportare l’attenzione sui valori concreti dell’uomo.

Per circa 40 volte la parola lavoro è citata nella Costituzione: lavoro che è un diritto indissolubilmente connesso alla dignità della persona umana.
Oltre il 40% dei giovani ed oltre il 50% delle donne sono oggi privati di questa dignità.
Significativo, in proposito, lo specifico richiamo in tal senso contenuto nel discorso di Papa Francesco in occasione della festa del Lavoro.

Commenta Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia: “Le Stelle al Merito trasmettono alle nuove generazioni i valori fondanti sui quali si basa lo spirito della Nazione”.

Foto archivio: Il Prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca ed il presidente ISTEURASIA Achille Colombo Clerici con Patrizia Signorini e Claudia Buccellati

Prefetto Tronca, Colombo Clerici, Patrizia Signorini, Claudia Buccellati

Articolo di fondo del Sole 24 Ore dell’ 8 maggio 2015 a firma di Stefano Simontacchi – “Strategia Fiscale ultima Chiamata” – Assoedilizia informa

maggio 8, 2015

La situazione di crisi economica ha evidenziato la necessità di ripristinare una visione strategica della politica fiscale del nostro Paese (cosa che manca da decenni). Ora il contestuale verificarsi di condizioni economiche favorevoli (l’indebolimento dell’euro, la riduzione dei tassi di interesse dovuta al quantitive easing e la riduzione del prezzo del petrolio) apre uno spiraglio perché il nostro Paese possa efficacemente adottare una strategia fiscale di medio lungo termine. Per fare pianificazione strategica bisogna prima definire un obiettivo e poi indentificare le azioni che consentono di perseguirlo. Gli obiettivi da porsi in questo momento sono almeno tre: riformare il contesto (contesto); attrarre investimenti da parte delle imprese (sviluppo); ridurre l’evasione di massa (legalità diffusa).

Contesto. La modifica del contesto strutturale è condizione sine qua non perché si possano attuare efficacemente interventi normativi in tema di sviluppo e legalità diffusa. Le priorità di intervento in tal senso sono quattro.

Presidio internazionale. L’Italia ha sempre sottostimato l’importanza di presidiare adeguatamente i ruoli più rilevanti negli organi europei e nelle principali organizzazioni internazionali (a esempio, l’Ocse). In uno scenario sempre più regolato a livello globale dobbiamo essere partecipi del cambiamento in atto, influenzandolo proattivamente e non, invece, subirlo sistematicamente a vantaggio di altri Paesi.

Norme chiare coerenti e certe. Prima di intervenire con leggi nuove è necessario rivedere in modo sistematico la normativa esistente. Il nostro Paese, a differenza dei Paesi più avanzati, non ha un codice tributario. La normativa fiscale è dispersa in migliaia di provvedimenti caratterizzati da un linguaggio spesso poco chiaro e incoerente (non a caso sono 600mila i ricorsi giacenti presso le commissioni tributarie nel 2014). Appare quindi evidente l’esigenza di un profondo processo di analisi, revisione e sistematizzazione del corpo normativo esistente finalizzato alla creazione del codice tributario unico che sia caratterizzato da un contenuto chiaro e coerente.

Questo passo è imprescindibile se si vuole dare veramente inizio a una nuova era nel rapporto tra cittadini, imprese e fisco.

Riforma dell’agenzia delle Entrate. La politica fiscale deve mirare a un orizzonte di medio-lungo periodo garantendo stabilità, credibilità e certezza del diritto. Oltre alla revisione delle norme, diventa centrale il ruolo che si intende attribuire all’amministrazione finanziaria (agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza) e la natura che si vuole dare al rapporto tra questa e il contribuente, che deve fondarsi sulla reciproca collaborazione e fiducia. L’agenzia delle Entrate è già oggi, formalmente, il punto di contatto tra il sistema tributario e i contribuenti, ma il rapporto deve evolvere definitivamente in direzione di una partnership con cittadini e imprese che operano in Italia, attraverso una funzione di supervisione consultiva nell’adempimento tributario, proseguendo nel percorso intrapreso mediante l’istituto del ruling internazionale e il regime di adempimento collaborativo. L’agenzia ha già dimostrato di sapere svolgere efficacemente questo ruolo, ma affinché possa completare questo percorso bisogna rimuovere due rilevanti ostacoli. Innanzitutto, la politica non può porre all’Agenzia obiettivi di recupero di evasione fiscale. Quest’anno l’obiettivo di incasso derivante dalla lotta all’evasione fiscale è aumentato a 15 miliardi di euro. È inevitabile che questo condizioni l’operato dell’Agenzia, traducendosi nell’applicazione di misure di contrasto all’evasione di tipo esclusivamente repressivo e non preventivo. Una politica fiscale di tipo repressivo obbliga l’Amministrazione ad adottare indirizzi operativi che inaspriscono ulteriormente l’attività di accertamento, con una conseguente crescita del contenzioso fiscale e della percezione di incertezza che scoraggia gli investimenti nazionali ed esteri.

In secondo luogo, serve un intervento urgente per garantire una gestione efficiente e meritocratica dell’Agenzia: i ruoli dirigenziali devono essere assunti da figure che oltre a essere tecnicamente preparate devono avere una attitudine al cambiamento sopra descritto nel rapporto fisco-contribuente. La recente sentenza della Corte Costituzionale rischia di avere l’effetto di privare l’Agenzia di alcune delle figure più qualificate, così inficiando un percorso di cambiamento che è stato intrapreso e che non possiamo permetterci di ricominciare da zero.

Riforma giustizia tributaria. Altro elemento fondamentale è rappresentato dalla necessità di effettuare un intervento migliorativo sulla giustizia tributaria, finalizzato, tra l’altro, alla riduzione dei tempi del contenzioso fiscale (9 anni per un giudizio definitivo contro i 3 anni dell’Olanda) e a garantire la specializzazione dei giudici tributari che ne possa favorire un percorso di crescita e valorizzazione.

Sviluppo. La strategia fiscale in tema di sviluppo deve essere funzionale alla politica industriale del Paese che deve identificare le aree prioritarie di intervento. Il conseguimento di tale obiettivo presuppone un processo di semplificazione e innovazione della normativa fiscale (bisogna avere più coraggio nella competizione globale) al fine di renderla più idonea alle esigenze di investitori italiani e stranieri, favorendo anche il processo di internazionalizzazione del nostro Paese. A titolo meramente esemplificativo si segnalano quattro aree di intervento.

Nell’attuale economia della conoscenza, la competitività e la creazione del valore delle imprese sono per lo più riconducibili ai beni immateriali. Se si vuole recuperare competitività, diventa dunque fondamentale incentivare la creazione e la localizzazione in Italia di tali beni. A questo fine il patent box è determinante ma parimenti importante è alzare le soglie del credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo, nonché prevedere ulteriori incentivi.
I gruppi multinazionali sono organizzazioni complesse che prevedono hub/cluster di riferimento. L’Italia deve competere per ottenere la localizzazione in Italia di tali centri direzionali, operando su più livelli: reddito di impresa, reddito delle persone fisiche e passive income. Non bisogna ovviamente dimenticare tutte le norme non fiscali che in modo sistemico vanno coordinate per conseguire tale obiettivo (a esempio, il sistema dei visti per gli expatriates e il rilancio della ricerca universitaria).
Per quanto attiene le Pmi, ha senso prevedere un pacchetto di procedure semplificate e di incentivi alle aggregazioni. Si potrebbe anche studiare una soluzione di progressività della tassazione del reddito di impresa già adottata da altri paesi.
È comprovato da svariate analisi economiche come l’Africa rappresenterà l’area del mondo a più forte sviluppo nei prossimi decenni. Non a caso, tutte le maggiori multinazionali hanno allo studio strategie di penetrazione di tale mercato.
Questa è forse l’ultima occasione per l’Italia per svolgere un ruolo di leadership nel contesto economico globale. I paesi dell’Europa del Sud – e l’Italia in particolare – hanno infatti un indubbio vantaggio competitivo rispetto ad altri paesi del mondo, da ricondursi a rapporti politico-culturali che affondano le radici nel passato. Ciò vale sia per i paesi dell’area del Mediterraneo (oggi con problemi socio-politici importanti) sia per i paesi dell’area Sub-Sahariana.

L’Italia ha l’occasione di sfruttare tale vantaggio e deve farlo non solo sviluppando il più possibile le relazioni commerciali con i paesi africani, ma soprattutto puntando a diventare l’hub preferenziale per gli investimenti esteri in Africa. Ciò ci consentirebbe di attirare risorse nel nostro paese e probabilmente anche di competere con altri Paesi come Regno Unito e Paesi Bassi per diventare anche hub per l’Europa. In particolare un’opportunità strategica sarebbe riuscire a diventare l’hub degli investimenti cinesi in Africa (intervenendo, tra l’altro, sulla convenzione bilaterale Italia-Cina).

Legalità diffusa. I dati ufficiali stimano l’economia sommersa (non quella illegale) in oltre 250 miliardi di euro con un gettito evaso di oltre 100 miliardi di euro. Le stime dicono che una grande maggioranza dell’evasione (e quindi del recupero da effettuare) sia ascrivibile a lavoratori autonomi e piccole imprese. E’ solo riportando la legalità diffusa a questo livello che si possono recuperare efficacemente e velocemente risorse per il sistema, al fine di abbassare il livello impositivo.
Il patto con i cittadini deve prevedere quale contraltare a un fisco riformato e “user friendly”, senso civico e legalità. Da un lato vanno inasprite le sanzioni per chi evade e dall’altro vanno concesse deduzioni e detrazioni sulla maggioranza delle spese (così forzando l’emersione del reddito del prestatore).

Infine, siamo il fanalino di coda nel ranking dei Paesi che utilizzano moneta elettronica. È necessaria una ulteriore stretta all’utilizzo del contante, riducendo la soglia massima ed eliminando le banconote di taglio superiore ai 50 euro. Se entro un periodo prefissato i pagamenti elettronici fossero ancora marginali, non resterebbe che prendere provvedimenti più drastici.

Foto: Stefano Simontacchi con il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

Ambrosetti 2014 con Stefano Simontacchi

E-Commerce – Casaleggio Associati, Rapporto 2015 presentato a fine Aprile – Istituto Europa Asia informa

maggio 8, 2015

Istituto Europa Asia IEA
Europe Asia Institute

 

Secondo il rapporto di Casaleggio Associati

L’E-COMMERCE CRESCE, MA L’ITALIA RESTA LONTANA DALL’EUROPA

La crescita dell’e-Commerce nel 2014 è più sostenuta rispetto a quella, deludente, dell’anno prima, ma l’Italia resta indietro sull’Europa: sono i risultati del rapporto “e-Commerce in Italia 2015″ di Casaleggio Associati. Il fatturato 2014 è stato pari a 24,2 miliardi di euro, +8% sul 2013, con un trend quindi positivo, pur in un contesto di economia generale stagnante. Tuttavia l’e-Commerce in Europa viaggia ad un’altra velocità, l’Italia vale circa un decimo del mercato britannico, ma ha una crescita percentuale simile, il che vuol dire che in termini assoluti rimane sempre più staccata.

Insieme alla Gran Bretagna, sono Germania e Francia i Paesi i cui sono maggiormente operativi i circa 700mila negozi di e-Commerce europei, che ora utilizzano economie di scala per espandersi in altri mercati, fra cui quello italiano. Che è appetibile, visto che ci sono 40 milioni di persone che hanno accesso a internet (3% nel 2013), di cui 27,8 milioni anche da smartphone e 10,2 milioni da tablet (la crescita del Mobile è al 20,4%). Meno brillanti, invece, i dati sulla diffusione, considerando che siamo 17esimi nel mondo per persone con accesso alla rete ma 66esimi per penetrazione.

Luci e ombre per quanto riguarda la banda larga, che è al 95% in xDSL e non fibra ottica (contro il 72% di media europea), limitando quindi la possibilità di accedere a contenuti e servizi già realtà all’estero (ad esempio il mercato del film on demand). Comunque, le connessione con banda larga sono cresciute al 62,7%, dal 59,7% dell’anno precedente. Gli italiani che hanno acquistato online per uso privato sono il 34,1%. Il settore che registra la maggior crescita è quello dei centri commerciali (come Amazon o eBay), +50% in termini di fatturato, seguito dalla moda, +30%. In crisi l’elettronica di consumo, -4%. In termini di fetta di mercato, continua a dominare il tempo libero (49%), grazie soprattutto a gochi online, seguito da turismo (30%), assicurazioni, 7%.

Le previsioni 2015 vedono in crescita soprattutto i marketplace, +40%, seguiti da moda, +30%, turismo, +20%, casa e arredamento, +20%. Alimentare ed editoria sono visti in progresso del 16%, le assicurazioni del 14%, salute e bellezza del 12%, tempo libero del 5%, mentre l’elettronica di consumo scende del 5%. Il settore rappresenta un’opportunità per le PMI anche in vista degli obiettivi europei al 2020 di portare almeno un terzo delle piccole e medie imprese UE sull’e-Commerce.

Foto: Achille Colombo Clerici pres. IEA

Foto presidente 134

Archivio Stato Milano Mostra contratto Vergine delle Rocce “Io Lionardo” – Luciana Baldrighi Il Giornale” ed. del 5 maggio 2015

maggio 5, 2015

A s s o e d i l i z i a
Property Ownwers’ Association Italy
e
Istituto Europa Asia IEA

 

Da: Il Giornale del 5 maggio 2015
MOSTRE
L’apertura prevista nei mesi di Expo

Anche l’Archivio di Stato svela il «suo» Leonardo

In cantiere un’esposizione dei tesori custoditi in via Senato: sotto i riflettori l’unico autografo del Genio di Vinci

di Luciana Baldrighi

“Io, Lionardo da Vinci, in qualità di testimone, come sopra sotto scrivo…”.

È l’unica firma al mondo di Leonardo da Vinci con la “i” al posto della “e” e redatta con la formula “magistro fiorentino in Milano”, conservata all’Ambrosiana apposta in calce al contratto per la realizzazione del celebre dipinto “LaVergine delle Rocce” (25 aprile 1483), davanti al notaio insieme ai committenti, i fratelli Evangelista e Giovanni Ambrogio De Predis.

Nel documento sono descritti minuziosamente tempi e modalità di esecuzione dell’opera, compresi gli abiti dei personaggi e i colori. Il compenso fu di 800 lire, circa 136mila euro di oggi.
Una bella notizia arriva ora da Paola Caroli e Alba Cosimo, direttrice e direttrice vicario dell’Archivio di Stato di Milano, organo istituzionale del Ministero peri Beni Culturali, che annunciano una mo sta in occasione di Expo 2015 su Leonardo da Vinci a Milano al tempo del duca Ludovico il Moro che sarà allestita all’Archivio di Stato in via Senato, organizzata da Asmi (Association for the Study of Modem Italy) dal titolo «Io, Lionardo da Vinci…”.

Nelle sale restaurate e affrescate della ex Sovrintendenza Archivistica per la Lombardia, si potranno ammirare quattro importanti capo lavori di Leonardo: “La Vergine delle Rocce” e la relativa commissione, documenti, note di ingegneri e architetti ducali tra cui Bramante e Leonardo stesso, la lettera di Ludovico il Moro al marchesino Stanga con un “Memoriale delle cose che si hanno da fare”. Al quinto capoverso si parla di Leonardo e del Cenacolo di SantaMaria delle Grazie (1497, luglio-Milano) e il “privilegio” di Ludovico il Moro in favore di Santa Maria delle Grazie ( dicembre 1497 Milano).

Tra i patrocinatori ci sono Assoedilizia, Amici di Milano, l’Istituto Europa-Asia, la Società Storica Lombarda, Asages, Associazione Archivi Gentilizi e Storici, Dimore Storiche Lombardia, Camillo Paveri Fontana e un comitato di famiglie milanesi. Spiega Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia: “Anche se nato in Toscana e morto in Francia, Leonardo può essere definito milanese. Qui ha vissuto a lungo e ha realizzato quasi tutte le sue opere più importanti. Leonardo è l’italiano che all’estero meglio rappresenta il nostro Paese, come risulta da una ricerca dell’Istituto Europa-Asia. Una figura su cui puntare per promuovere l’Italia nel mondo. Già gli americani acquisirono un suo importante Codice perché il Comune non aveva allora il denaro per comperarlo”.

Leonardesco è il disegno del cavallo in bronzo davanti all’Ippodromo e l’Ambrosiana ha nel «fondo»la Raccolta vinciana donata dall’architetto Luca Beltrami che tanto si adoperò per questa città.

Il Museo di scienze naturali Leonardo da Vinci contiene un gran numero di disegni, scritti e modelli degli studi architettonici e ingegneristici del Genio. L’iniziativa prevede un itinerario culturale e turistico che si snoda attraverso la città da Palazzo delle Stelline e gli Orti, dove Leonardo aveva bottega fino alla cerchia dei Navigli e alle abbazie dell’hinterland.

Se sipensa che Leonardo era mancino e scriveva da destra verso sinistra, con un tocco artistico e una grazia unica, c’è da dire che è un vero e proprio miracolo. I suoi studi e la messa in opera dimacchine da guerra per la difesa della nostra città insieme a strutture pirotecniche e giochi d’acqua per fare divertire gli ospiti alla Corte di Ludovico il Moro.
Tra le perle, “La Dama dell’ermellino”, regalato a Cecilia Gallerani, amica e amante del Duca che le era affezionato al punto da regalarle Palazzo Carminati ora sede della Consob.
Oggi il proprietario è austriaco e prestò il quadro a Milano in occasione di un evento, per poi riprenderselo.
Chissà che non riappaia nell’ espo sizione all’Archivio di Stato…
Non mancherà un link sul sito dell’Archivio in arabo, cinese, giapponese, spagnolo, inglese e russo.

Foto: Achille Colombo Clerici con Manfredi Landi di Chiavenna pres. Asages

Achille Colombo Clerici con Manfredi Landi di Chiavenna

 

Graffiti Selvaggi Processi al Tribunale di Milano – Invito a costituirsi parte civile – Assoedilizia – Milano 2015

maggio 5, 2015

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Italy

 

Milano, da maggio a fine anno circa 200 imputati a processo a per graffiti selvaggi

INVITO ASSOEDILIZIA
COLOMBO CLERICI: DANNEGGIATI, COSTITUITEVI PARTE CIVILE

E’ l’appello rivolto dal presidente di Assoedilizia ad amministratori di condominio e a singoli proprietari di casa

Da maggio alla fine dell’anno, si celebreranno presso il Tribunale di Milano processi a carico di circa 200 persone per vandalismo; in quanto graffitari  identificati e denunciati dal nucleo speciale di polizia urbana per avere imbrattato palazzi della città, con sgorbi e “graffiti selvaggi”. Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici invita amministratori di condominio e singoli proprietari, che abbiano ricevuto come parte lesa le comunicazioni dei processi, a costituirsi parte civile:

“Per almeno due motivi – precisa Colombo Clerici – di ordine morale e materiale in quanto aggraverebbe il “carico morale ed economico dell’azione penale, anche in conseguenza del risarcimento dei danni per la ripulitura degli edifici”.

Foto Archivio: visita ai graffiti selvaggi

Colombo Clerici con Vittorio Sgarbi

 

 

FAI Fondo Ambiente Italiano – “Via Lattea” Campagna Lombarda, Milano Piazza Duomo – Fondazione Pistoletto – Lombardia per Expo – IEA

maggio 4, 2015

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’ Association Italy
e
Istituto Europa Asia IEA
Europe Asia Institute

 

Oggi riparte la manifestazione dedicata alla campagna lombarda

FAI: inaugurata Via Lattea 2015

Commenta Achille Colombo Clerici: “La missione del FAI è non solo un nobile impegno culturale, ma anche un importante volano per il turismo interno e internazionale”

Dopo il successo delle scorse quattro edizioni torna oggi l’appuntamento con Via Lattea, la manifestazione ideata e organizzata dal FAI in collaborazione con Expo Milano 2015, che invita a riscoprire il patrimonio di natura e cultura a km zero della campagna lombarda: cascine, abbazie millenarie, vie d’acqua, mulini e borghi storici, da conoscere e proteggere.

L’inaugurazione di Via Lattea è un giorno di festa, aperto dalla presentazione in Piazza del Duomo del Terzo Paradiso – La Mela Reintegrata, opera di Michelangelo Pistoletto, a cura di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e realizzata in collaborazione con il FAI, donata alla città in occasione di Expo Milano 2015. L’opera rappresenta l’armonia possibile tra natura e artificio, la stessa armonia che Via Lattea mira a recuperare riavvicinando Milano ai suoi dintorni agricoli. La presentazione è stata anticipata da una suggestiva performance collettiva: oltre 150 balle di paglia sono state disposte intorno alla Mela a creare il simbolo del Terzo Paradiso.

L’opera, che sarà poi collocata definitivamente in Piazza Duca d’Aosta, sarà in Piazza del Duomo fino al 18 maggio: in questo periodo sono presenti i volontari FAI, Apprendisti Ciceroni e Mediatori Artistico Culturali che ne spiegano il significato ai visitatori.

Inoltre saranno proposti due incontri di approfondimento in presenza dell’artista, organizzati da Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e FAI in collaborazione con Master MAMA Bocconi: il 6 maggio Etica ed estetica tra arte e impresa e il 13 maggio Moda e design tra arte e natura, entrambi presso l’Università Bocconi di Milano.

Tanti altri eventi arricchiscono la giornata tra Piazza del Duomo, il Castello Sforzesco e il Parco Sempione: i voli vincolati in mongolfiera, i laboratori di aquiloni, una divertente caccia al tesoro, il mercato a km zero con 70 agricoltori delle cascine lombarde, il laboratorio di produzione di formaggi e pane, le visite guidate e i tour in bici.

Quest’anno durante i 6 mesi di Expo saranno riproposti, grazie al fondamentale supporto di oltre 600 volontari FAI, 8 circuiti ciclo-pedonali organizzati nelle precedenti edizioni: itinerari a tappe adatti a tutti che permetteranno di esplorare aree di grande interesse paesaggistico e culturale, attraversando navigli, fiumi e canali così da creare una vera e propria strada delle acque della Lombardia, dai fiumi Adda e Oglio al Naviglio della Martesana, dal fiume Olona al Naviglio Grande.

Via Lattea è un progetto quinquennale organizzato dal FAI con Expo 2015, con il sostegno della Camera di Commercio di Milano e con il Patrocinio di Comune di Milano, Città Metropolitana di Milano, Parco Agricolo Sud Milano, Regione Lombardia, in collaborazione con Confagricoltura Lombardia, Coldiretti Lombardia, Copagri e FIAB onlus. E’ un Evento Expo in città realizzato grazie al prezioso contributo di Ferrarelle, che in qualità di main sponsor rinnova la consolidata amicizia con il FAI. FAI ringrazia inoltre Intesa Sanpaolo, Riso Scotti Snack e Consorzio Tutela Grana Padano e, come sponsor tecnici del progetto, ATM e Piacere Terra.

L’evento giunge a pochi giorni dai festeggiamenti per il 40° anniversario del FAI. Il 28 aprile 1975 Giulia Maria Mozzoni Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli fondano ufficialmente il FAI-Fondo Ambiente Italiano, Fondazione senza scopo di lucro nata da un’idea di Elena Croce sull’esempio del National Trust inglese. I numeri raccontano una storia di successi: 52 beni in tutta Italia di cui 30 aperti regolarmente al pubblico, più di 5 milioni di metri quadrati di paesaggio protetto, oltre 60 mila metri quadrati di edifici, 120 mila iscritti e donatori attivi, 117 delegazioni, 68 Gruppi FAI, e 62 Gruppi FAI Giovani, 580 mila visitatori nei Beni del FAI nel 2014, oltre 650 mila i visitatori nei siti aperti per l’ultima edizione delle Giornate FAI di Primavera.

Il FAI, ed è questa la sua missione, con il contributo di tutti, cura in Italia i luoghi speciali per le generazioni presenti e future, promuove la conoscenza e il godimento per l’ambiente, il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione, vigila sulla tutela del patrimonio culturale.

“La salvaguardia, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale del nostro Paese, missione del FAI – commenta il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici– adottate con la formula della stretta collaborazione tra pubblico e privato, rappresentano non solo un nobile impegno culturale, ma anche un forte volano per l’intera economia legata al turismo interno e internazionale”.

Il vertice del FAI: Presidente Onorario Giulia Maria Mozzoni Crespi; Presidente Andrea Carandini; Vice Presidenti Anna Gastel e Paolo Baratta; Vice Presidente Esecutivo Marco Magnifico; Direttore Generale Angelo Maramai.

Foto archivio: Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia con Luigi Orombelli pres. Società Storica Lombarda

Achille Colombo Clerici con Luigi Orombelli

” Arriva la ripresa, tanti ci credono” Il Giorno 1 maggio 2015 – Assoedilizia

maggio 4, 2015

Achille Colombo Clerici

“Arriva la ripresa, tanti ci credono” Il Giorno 1 maggio 2015 – Assoedilizia

Da sempre l’economia italiana ha il suo asse portante nelle piccole e medie imprese: perciò, in questo periodo di aurora della ripresa, particolarmente interessante è sapere come la pensano i nostri piccolo-medi imprenditori. Ci ha pensato TIP Tamburi Investment Partner che ha affidato un sondaggio alla società specializzata Eumetra, con risultati sorprendenti. Li sintetizziamo. Regna l’ottimismo, oggi e per il prossimo anno, che va dal 63% di ottimismo per il Paese, all’83% per la propria azienda (ma questo è un classico). Un po’ meno per l’occupazione, che comunque raggiunge il 52% dei pareri. Gli ostacoli alla ripresa? Burocrazia (90%), eccessiva fiscalità (70%), incertezza del diritto (50%) e corruzione (39%).

Alla ripresa contribuiscono maggiormente i fattori interni all’impresa (85%), cioè innovazione, export, capacità finanziaria, management, mentre il “made in Italy” influisce solo per il 54%. I fattori esterni quali cambio euro-dollaro, costo del petrolio, bassi tassi di interesse e riforme incidono meno dei fattori interni, 78%. Al primo posto fra gli elementi propulsori ci sono comunque gli incentivi fiscali (86%) che, relativamente utili per favorire il lavoro giovanile (46%), sono importanti non solo per le attività all’interno dei confini nazionali, ma anche per incrementare le esportazioni.

Due altri preconcetti da sfatare: la “gelosia” del piccolo imprenditore che non affiderebbe volentieri la gestione dell’azienda a un manager esterno; e i difficili rapporti con gli istituti di credito. Nel primo caso non solo il 94%  è convinto che un buon manager possa sviluppare ulteriormente l’azienda, ma addirittura il 67 % ritiene che tali figure siano numerose e di buona qualità. I rapporti con le banche: se sono migliorabili per il 46% degli intervistati, per il 52% sono soddisfacenti.  Anzi, per l’81% sono molto o abbastanza importanti per aggregare e consolidare le imprese.

Se è vero, quindi, che nel sistema industriale-produttivo italiano fanno difetto le imprese di grandi dimensioni e che con le imprese di piccole dimensioni è più difficile fare progresso e  vincere la sfida della competitività, ciò non dipende tanto dalla cultura degli imprenditori che riconoscono non solo tale necessità, ma anche i motori dello sviluppo (in primis ricerca e innovazione); ma dalla mancanza di una vera e propria politica industriale che faccia crescere in numero ed in dimensione le grandi imprese, anche come via per dare ulteriore impulso al sistema delle piccole e medie aziende, cui bisogna continuare ad assicurare pieno sostegno.

Foto presidente 134