Giorno QN “Cemento Inutile, il rimedio c’è” 4 luglio 2015 Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici
Pres. Assoedilizia

A “I volti della Terra”, dibattito sull’ecologia svoltosi durante il National Day della Santa Sede ad Expo, il cardinale Gianfranco Ravasi ha denunciato che sono andati desertificati nell’ultimo anno 4 milioni di ettari di terreno. Il fenomeno è dovuto in gran parte a cause naturali, ma l’uomo ci mette del suo: ad esempio tagliando e bruciando foreste per ricavarne terreno da coltivare che dopo lo sfruttamento viene abbandonato; oppure ricoprendolo di cemento.
Il tema è tra quelli affrontati da Papa Francesco nella nuova enciclica ” Laudato si’ “, dedicata al rapporto dell’uomo con la natura ed agli squilibri ambientali, sociali ed economici che costituiscono il più grave problema che l’umanità dovrà affrontare.
In questa lettera il Papa invoca una “conversione ecologica”.

Sul nostro fronte italiano, i dati che ci riguardano: secondo il rapporto 2015 di Ispra lo scorso anno abbiamo sottratto al verde oltre 20.000 ettari di suolo, portando il totale a 2.100.000 ettari, il 7% del territorio nazionale. Liguria, Lombardia e Veneto sono le regioni più antropizzate, Monza detiene il record di comune con più cemento e infrastrutture, oltre il 50% della superficie.

La Lombardia è peraltro la regione con il maggior numero di abitanti – sfiora i 10 milioni, più abitanti di Paesi come Svizzera e Austria per citare solo i più vicini – ed è ricca di insediamenti industriali e commerciali che ne fanno la locomotiva economica d’Italia: però le sue infrastrutture (strade e ferrovie in primis) sono ben al di sotto delle necessità. Perciò spesso si è costretti a scegliere tra sviluppo e territorio a differenza di altre regioni dove la cementificazione ha altre origini, tra le quali la speculazione.

C’è però un settore che consente un risparmio negli abusi, ed è quello delle costruzioni. Quasi tutte le grandi città vedono diminuire il numero degli abitanti, il che vuol dire abbandono di abitazioni: a Milano si parla di decine di migliaia di alloggi vuoti anche se nessun censimento attendibile è stato effettuato.

Resta comunque il fatto che è possibile recuperare ampi spazi costruiti e inutilizzati. Sempre a Milano si calcola che ci siano oltre 1.100.000 metri quadrati di uffici vuoti, per non parlare di mansarde e di piani seminterrati, che potrebbero essere resi abitabili. Le amministrazioni locali dovrebbero perciò rendere più agevoli trasformazioni d’uso e ristrutturazioni. Liberalizzando le cosiddette opere interne. Ad esempio in grandi appartamenti occupati magari da una sola persona che vedrebbe con piacere la possibilità di ricavare un altro alloggio da affittare o mettere in vendita.

L’impegno contro il cemento inutile dipende principalmente dall’azione del Governo: per ora si registra solo l’assicurazione del ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio secondo la quale si costruiranno solo opere utili.

Foto: Achille Colombo Clerici con il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti

Achille Colombo Clerici con Gian Luca Galletti

 

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