“Seconde case”: Basta vessazioni – Il Giorno QN, Il Resto del Carlino, La Nazione – Achille Colombo Clerici pres. Assoedilizia 19 settembre 2015

“La politica delle esenzioni fiscali (abolizione di IMU e TASI) per la prima casa non incide direttamente sull’andamento del settore immobiliare; in altri termini, se non è accompagnata da un parallelo e contestuale alleggerimento del carico fiscale sulle locazioni e sulle compravendite,  non innesca un processo virtuoso per il sostegno del mercato.

Riguarda infatti immobili che non “fanno mercato” essendo sostanzialmente indisponibili. Il mercato è determinato viceversa proprio dalle transazioni economiche aventi ad oggetto immobili disponibili per la compravendita e per la locazione: le cosiddette “seconde case” che sono destinate all’affitto e la nuova produzione edilizia rimangono escluse dalle esenzioni.

Quelle esenzioni, da un lato creano problemi ai Comuni, che tenderanno a scaricare l’onere, per la compensazione del minor gettito, sulle spalle delle seconde case e degli immobili commerciali. Come d’altronde è già puntualmente avvenuto, nonostante le assicurazioni preventive che questo effetto non si sarebbe verificato in virtù di un parallelo aumento dei trasferimenti, già nelle due occasioni precedenti, con le esenzioni dall’ICI e dall’IMU.

Ma il Premier Renzi ha assicurato che a fronte di quelle esenzioni ci sarà “un assegno” per i Comuni di 3,6 miliardi. La tassa sulla casa, ha aggiunto, è diventata una “tassa psicologica”, metafora di un fisco vessatorio ed è quindi una priorità “politica” abolirla.

Siamo d’accordo: la tassa sulla casa, non solo quella sulla prima casa.

D’altro lato le esenzioni, come concepite dal Governo, rappresentano un trascurabile bonus fiscale, che non indurrà certo ad un aumento dei consumi, se non per i contribuenti dai redditi inferiori.

L’effetto finale per il Paese sarà una continua tendenza ad acquistare case come abitazioni in proprietà, per evitare una tassazione che diversamente risulterebbe abnorme e crescente. Condannando l’Italia ad essere sempre più un Paese di prime case, con conseguente sclerosi del mercato immobiliare e della mobilità dell’abitazione.”

foto presidente 133

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