“La cultura non si omologa” QN, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione 24 ottobre 2015 – Achille Colombo Clerici

“La cultura non si omologa”. QN, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione 24 ottobre 2015 – Achille Colombo Clerici

Dalla lista del patrimonio mondiale di 125 Paesi, elaborata dall’UNESCO, risulta che l’Italia è il Paese che detiene il maggiore patrimonio culturale del mondo, in termini di monumenti, musei, chiese, monasteri, palazzi e castelli, ma anche di beni paesistici e paesaggistici. Seguono Spagna, Francia, Germania, Repubblica Popolare Cinese.

Il ruolo di leadership attribuitoci ci convince che i valori della nostra cultura, della nostra civiltà, non possano essere sacrificati sull’altare di una omologazione che discende anche da politiche unitarie del governo europeo, spesso improntate a visioni che trascurano le nostre peculiarità.

In Italia si registra da qualche anno un progressivo venir meno di tradizionali attività, competenze, capacità nei diversi campi dell’artigianato, dell’arte, della agro ed enogastronomia, della creatività.  Anche questi valori concorrono, insieme ai beni culturali sul territorio a costituire il patrimonio italiano “da presentare” al mondo intero a fini culturali ed a fini turistici e commerciali.

Un’affermazione che si va diffondendo in certi ambienti: se un’attività, un’azienda non sono competitive è meglio che chiudano.

Se volgiamo il discorso in termini di mera competitività economica, condanniamo alla estinzione tutte le attività artigianali tradizionali che contribuiscono alla ricchezza dell’Italia, portando il Paese verso un livellamento al basso.

Inoltre, una nazione non è un semplice sistema economico: ma è un insieme di realtà, oltre che economiche, morali, storico e socio-culturali, caratteriali (mentalità) che non vanno coartate, ma assecondate e messe a profitto.

E’ bene quindi che nel dibattito che riguarda l’atteggiamento politico/amministrativo verso tutto quanto è la vera ricchezza nazionale si cominci ad introdurre la categoria concettuale dei beni turistici: nell’intento di promuovere anche l’insieme delle attività, delle tradizioni, delle funzioni, dei beni culturali materiali ed immateriali, in grado di determinare l’ attrattività del luogo e dell’ambiente.

presidente Venezia maggio 2015

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