Casa Carità – XI Anniversario della Fondazione – Cerimonia Novembre 2015

La Casa della carità, a conclusione del suo undicesimo anno di vita, guarda al nuovo decennio con una riflessione aperta al contributo di tutta la città sulle sfide che l’ospitalità impone e sulla necessità di continuare a promuovere diritti in un contesto sempre più complesso e difficile.

Questo il senso dell’incontro intitolato “Praticare l’ospitalità, promuovere i diritti”, che si è svolto nell’auditorium della Fondazione, alla presenza della vice sindaco di Milano Francesca Balzani, di Livia Pomodoro, presidente del Milan Center for Food Law and Policy, di monsignor Gianni Zappa, assistente unitario Azione Cattolica Ambrosiana e dello scrittore e giornalista Piero Colaprico.

“Sentiamo il bisogno di approfondire il binomio, per noi inscindibile, ospitalità-diritti”, ha spiegato don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione. “Vogliamo interrogarci su come portare avanti ogni giorno un’azione sociale che sia davvero promotrice dei diritti delle persone più fragili e in difficoltà; ciò che il Cardinale Martini chiamava “sapienza della carità”, e infatti ha voluto che qui facessimo l’Accademia della carità.

Le periferie chiedono diritti, non assistenza. Tre temi sono cruciali: la salute (quella mentale in particolare), l’assistenza legale e la qualità dell’accoglienza. In un frangente storico in cui rischia di prevalere la mera gestione, l’assistenzialismo o, a volte, l’affarismo interessato, ci sembra una riflessione importante e necessaria”.

Nei suoi undici anni di attività, ha ricordato don Colmegna, “la Casa della carità ha accolto nella sua sede 2.736 persone (le ultime quattro arrivate nello stesso giorno della celebrazione) di 95 nazionalità differenti: dalle famiglie sfrattate ai migranti in difficoltà, da persone con problemi di salute mentale a uomini e donne che hanno vissuto per strada, da mamme sole con bambini a minori stranieri non accompagnati, a richiedenti asilo e rifugiati”.

A questi numeri si aggiungono anche i 1.200 profughi provenienti da Siria, Eritrea, Nigeria e altri Paesi che sono stati accolti, nelle ultime due estati, grazie alla collaborazione tra la Fondazione e le parrocchie di Affori e Bruzzano, a Milano.

Nei primi undici mesi del 2015, la Casa della carità ha accolto e accompagnato in percorsi di autonomia 220 tra uomini, donne e bambini e ha seguito i 130 abitanti degli appartamenti gestiti dalla Fondazione a Milano.

Inoltre, sono state 819 le persone che hanno usufruito gratuitamente dello sportello legale (tra cui più di 600 tra richiedenti asilo e rifugiati), oltre 2.000 sono state le visite mediche effettuate dallo staff sanitario, mentre le visite psichiatriche e le sedute di psicoterapia sono state circa 800.

Foto archivio: Don Virginio Colmegna con Achille Colombo Clerici di Europasia

Presidente e Don Colmegna

 

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