Archivio per gennaio 2016

QN Quotidiano Nazionale, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione del 16 gennaio. 2016 – Evasione e nero piaghe d’Italia – Achille Colombo Clerici

gennaio 18, 2016

Secondo fonti ufficiali – Agenzia delle Entrate, Inps, Istat – l’evasione fiscale nel 2015 è stata di 122.200 milioni di euro (180 miliardi secondo l’autorevole Tax Justice Network), pari al 7,4% del Pil.
E’ l’equivalente di 4 robuste manovre finanziarie, e dell’aggiustamento dei conti Inps (34.500 milioni); ovvero di 35 detassazioni di Imu e Tasi sulla abitazione principale in proprietà.

Fanno da pendant i dati della Banca Mondiale secondo i quali il nero in Italia è stimato nell’ordine del 24% del PIL; contro il 16% della Germania, il 14% della Francia, il 12% della Gran Bretagna. Solo il Portogallo ci supera con il 30%.
Uno scandalo che pone l’Italia – come succede usualmente quando si tratta di record negativi – ai  primissimi posti in Europa per questo tipo di inefficienza.

Uno scandalo peraltro autorevolmente denunciato anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno.

Nel maggio del 2014 l’Agenzia delle Entrate ha indicato le aree geografiche ad alta pericolosità fiscale: una sorta di mappatura dell’evasione in Italia.

Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia, Toscana da un lato fra le aree virtuose; la Campania, mezza Puglia e mezzo Lazio, la Calabria e buona parte della Sicilia, fra le aree a rischio.
Purtroppo, in tale situazione, nel nostro Paese si è storicamente ricorsi al criterio che, a detta del mio maestro Enrico Allorio, ha sempre improntato la fiscalità italiana.
In presenza di una elevata quota di evasione endemica, per ottenere il gettito si tenga alto il carico fiscale individuale (ad esempio le aliquote).
L’esito è disastroso per i contribuenti a regime.
Oggi per costoro non sfugge più una virgola al fisco ed il soggiacere ad un sistema calibrato sull’esigenza di “compensare l’evasione” produce un effetto stritolante.

Ma c’è anche un altro criterio di fatto applicato. Un principio inespresso, ma presente nella coscienza di molti politici: in alcune aree del Paese gestiamo il fisco per ottenere un effetto redistributivo della ricchezza.
Principio fuorviante sul piano sociale ed iniquo sul piano individuale: le provvidenze si introducono con provvedimenti mirati e non chiudendo un occhio sull’ irregolarità fiscale.

Foto: Achille Colombo Clerici con il Direttore del Il Giorno Giancarlo Mazzuca

Achille Colombo Clerici con Giancarlo Mazzuca Direttore de Il Giorno

 

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Locazioni Commerciali (negozi ed uffici) Confcommercio Cedolare Secca – Assoedilizia concorda Gennaio 2016

gennaio 14, 2016

A s s o e d i l i z i a

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici:

“Contro la crisi del commercio retail nelle grandi città Confcommercio ha chiesto al Governo l’introduzione della cedolare secca sui canoni di locazione non abitativa.

Riteniamo che questa misura possa veramente concorrere in modo serio alla soluzione del problema in quanto introdurrebbe un fattore di forte calmieramento del costo degli affitti commerciali.

Da un lato l’alleggerimento della pressione fiscale per il locatore e dall’altro il superamento del meccanismo dell’incremento del canone, compresa la rivalutazione Istat, per il conduttore, costituiscono due elementi di freno al rincaro progressivo dei canoni, causa, tra le principali, dell’abbandono o della delocalizzazione delle attività commerciali.

Auspichiamo pertanto che Il Governo introduca quanto prima tale specifica misura fiscale, nell’interesse del settore e dell’intera economia.”

foto presidente 119

 

Grande Brera Milano – Mostra nell’ex chiesa di San Carpoforo in via Formentini a Milano – gennaio 2016 – Istituto Europa Asia informa

gennaio 13, 2016

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

Disegni e plastici in mostra nell’ex chiesa di San Carpoforo in via Formentini a Milano

POLITECNICO E ACCADEMIA PROGETTANO LA GRANDE BRERA

Se la cultura è il petrolio dell’Italia, il giacimento della Grande Brera milanese non è stato ancora trivellato. Se ne parla dalla metà degli anni Settanta, quando l’idea era stata lanciata dal soprintendente Franco Russoli, grande sponsor Giovanni Spadolini che aveva appena istituito il ministero dei Beni culturali e ambientali.

Come un fiume carsico, il tema periodicamente riemerge. Ora con una interessante mostra.  I progetti sviluppati nei corsi di Architettura del Politecnico di Milano per il consolidamento e ampliamento dell’Accademia di Belle Arti di Brera sono in esposizione nell’ex chiesa di San Carpoforo, via Formentini, Milano fino al 20 gennaio prossimo.

La mostra, organizzata dal Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito – ABC e curata da Luca Monica e Sandro Scarrocchia, nasce dalla passione comune ad alcuni docenti della Scuola di architettura del Politecnico per l’Accademia di Brera. Gli spazi del suo insegnamento, del suo patrimonio d’arte, della sua vita – in una parola la sua architettura – rappresentano un tema perfetto per progetti di ricerca e didattici nel concreto del dibattito attuale.

I disegni e i plastici in mostra sperimentano diverse tipologie e si applicano a più luoghi tra loro integrati: sia alla sede storica, rivalutando il carattere di “Museo-Laboratorio” proprio dell’Accademia; sia a un ampliamento esterno con le potenzialità per un nuovo “Campus delle Arti”.

I progetti reinterpretano il Palazzo di Brera nel suo insieme e nelle sue relazioni con la Contrada. Il “Campo di Brera” viene riconosciuto nella sua configurazione fondata sul sistema delle corti e delle gallerie che sono assimilabili a vie coperte e piazze porticate, in un dialogo senza soluzione di continuità con via Brera, via Fiori Oscuri, lo Strettone.

L’integrazione tra le diverse istituzioni presenti a Brera si rende credibile nella prospettiva di articolare le sedi della didattica dell’Accademia attraverso l’ampliamento nel “Campus delle Arti”, attuabile con il recupero dell’ex-“Quartiere delle Milizie” adiacente al Parco Sempione e al Palazzo della Triennale.

La valorizzazione delle corti del Palazzo, il recupero degli spazi ipogei e la riconfigurazione dell’aula, originariamente unitaria, di Santa Maria di Brera, rende praticabile l’ipotesi che l’Accademia trovi gli ambienti appropriati alle attività di museo-laboratorio volte allo studio e all’esposizione delle proprie raccolte.

L’Orto Botanico – stanza a cielo aperto – si consolida con il giardino di Palazzo Citterio e trova un nuovo fondale nel percorso espositivo di connessione con Palazzo Brera, che disegna il cosiddetto pratone lungo il confine ovest.

Questi i progetti: Campo di Brera; La “graziosa invenzione” della Gipsoteca nel futuro di Brera; Brera Scalo Farini e, collegato, Per Campus Brera un nuovo modello teresiano; Scalo Farini Milano; Il Tempio crematorio del Cimitero Monumentale, conoscenza e valorizzazione del manufatto.

In occasione dell’inaugurazione si è svolto un dialogo sull’insegnamento di arte e architettura coordinato da Stefano Pizzi e Angelo Torricelli. Sono intervenuti Giuseppe Bonini, Roberto Casiraghi, Lorenzo Degli Esposti, Stefano Della Torre, Marco Dezzi Bardeschi, Roberto Favaro, Giorgio Fiorese, Gabriella Guarisco, Giovanni Iovane, Anna Mariani, Franco Marrocco, Tiziana Tacconi, Francesca Valli.

Foto: il presidente IEA Achille Colombo Clerici con la figlia Malu

Achille Colombo Clerici con la figlia Malu

 

 

CINA – Ispi Gennaio 2016 – L’economia cinese ed i suoi problemi – Franco Bruni – Filippo Fasulo – IEA Istituto Europa Asia informa

gennaio 12, 2016

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

Gli esperti dell’ISPI indicano le principali cause del travaglio dell’economia della Cina
CONTAGIO DALL’ INSTABILITA’ GLOBALE E LOTTA AI VERTICI DELLA POLITICA

Lo spettro agitato da molti commentatori negli anni passati di un rallentamento dell‘economia cinese si manifesta dall‘estate 2015, sollevando numerosi interrogativi sia sulla tenuta della stessa struttura economica, sia sul sistema politico e sulle aspirazioni globali di Pechino.

I timori derivano, infatti, dalla consapevolezza che il crollo delle borse cinesi sia il sintomo di problemi strutturali che il paese deve risolvere per garantire lo sviluppo economico.

Il presidente Xi Jinping ha avviato dal 2013 un piano di trasformazione dell‘economia, ma ora si trova a dover affrontare crescenti resistenze all‘interno del partito da parte di coloro che temono di perdere rendite politiche ed economiche.

Se la Cina saprà risolvere questa crisi il partito comunista avrà dato prova di essere in grado di perpetuare il suo China Model caratterizzato da stabilità politica e crescita economica.

Anche sul piano internazionale, l‘integrazione economica e commerciale di Pechino con il resto del mondo proietta su scala globale gli effetti del rallentamento della crescita cinese.

Secondo Franco Bruni, vicepresidente dell’ISPI e professore ordinario di Teoria e politica monetaria internazionale, all’Università Bocconi di Milano, la modernizzazione e l’apertura dell’economia cinese si stanno scontrando con due avversità. Da un lato la scarsa modernizzazione politica, dall’altro l’instabilità dell’economia e della finanza globali. La modernizzazione dell’economia e della finanza cinesi non può che avvenire gradualmente.

Ma richiede che l’arbitrio dirigista della politica non interferisca con snodi delicati del sistema. In particolare, alla banca centrale e ai regolatori finanziari la politica deve dare un mandato chiaro e garantire più indipendenza nell’eseguirlo. Altrimenti le loro azioni rimarranno discontinue e incoerenti.

Il loro compito è difficile in un Paese con fenomenali problemi di transizione strutturale come la Cina.

A Londra e New York si sollevano ora dubbi sulla loro competenza: ma il problema non è la preparazione bensì la scarsa trasparenza e indipendenza loro consentite da una politica che evolve troppo piano rispetto all’economia.

Oltre a quello interno fra economia e politica c’è il contrasto esterno fra una Cina che si apre di più all’Occidente, e un Occidente che stenta a guidare la propria crescita, che è squilibrata e instabile, dove la cooperazione fra le politiche economiche è inadeguata e la finanza fragile.

La crescita cinese è stata sostenuta con troppo credito, generando bolle speculative in borsa e nell’edilizia.

Forse che non è successo qualcosa di molto simile in Occidente? In parte sono proprio l’espansività e i tassi d’interesse praticamente a zero delle politiche monetarie statunitense, inglese, giapponese e, più recentemente, anche europea, a sospingere la Cina verso crescite imprudenti di moneta e credito.

La Cina fatica a riconvertire il suo sviluppo dalle esportazioni ai consumi interni. Non ha forse un problema analogo la Germania?

La Cina genera incertezza sul cambio con atti di svalutazione competitiva. E gli Usa, e il dollaro?

Se la Cina apre di più ai movimenti internazionali di capitali entra oggi in un mare disordinato e in burrasca, dove non c’è coordinamento e dove gli altri Paesi emergenti, come Brasile, Cile, Turchia, India, da tempo soffrono e protestano per l’instabilità che devono subire dal fatto che le politiche della Fed americana non tengono conto delle conseguenze mondiali che ne derivano.

Le spesso goffe esitazioni, che da anni stanno rinviando la normalizzazione dei tassi d’interesse in Usa, sono uno degli elementi che oggi creano volatilità sui mercati e rendono più difficile la politica monetaria ovunque, anche in Cina.

Se c’è la guerra delle valute non è certo colpa dei cinesi.

Le dimensioni e l’evoluzione dell’economia cinese sono ormai tali che la cooperazione con Pechino è cruciale per la crescita stabile dell’economia mondiale.

Una crescita che richiede dappertutto due aggiustamenti difficili: la riduzione dei debiti, pubblici e privati, cresciuti ovunque troppo; la riallocazione delle risorse e la ri-regolazione dei mercati per favorire modelli di crescita più coerenti con l’evoluzione tecnologica, gli sviluppi demografici, l’ecologia, l’integrazione e il rimescolamento globale delle culture e dei mercati.
Sono sforzi giganteschi, dove ogni Paese ha la sua parte da fare ma che non avranno successo senza un concerto internazionale più ambizioso.

Ai complicati passi della Cina il mondo non deve guardare con ostile scetticismo, magari accompagnato dall’opportunismo furbesco che si chiede come sarà possibile fare a meno del suo crescere al 10% annuo. È urgente un’offensiva diplomatica che la coinvolga e ci coinvolga di più tutti, perché la nostra interdipendenza sta diventando elevatissima e imprescindibile.

Filippo Fasulo, ISPI Research Fellow, pone l’accento su un’altra fondamentale caratteristica del travaglio cinese. Che riassume nella frase: la borsa cinese va in crisi e si porta via le certezze sull’efficacia del modello cinese e sulla forza della leadership di Xi Jinping. Se la legittimità del governo di Pechino si basa sull’assunto che il Partito comunista cinese è la migliore garanzia per lo sviluppo economico, i dati sul rallentamento dell’economia diventano una minaccia per la stabilità del governo.
Il tema portante è che il modello di crescita economica non assicura più i risultati degli scorsi tre decenni ed è necessario operare una profonda riforma. Questa evidenza è al centro delle dichiarazioni dei dirigenti cinesi, tanto che le riforme erano l’obiettivo della riorganizzazione – avvenuta nel 2013 – della macchina decisionale cinese, ora sotto la guida di una super-commissione per le riforme guidata dallo stesso Xi Jinping. La trasformazione dell’economia cinese da investimenti ed export verso una maggiore dipendenza dai consumi interni è stata definita – già nel maggio 2014 dallo stesso segretario del Pcc – fondamentale per il “New normal”, un tipo di crescita a ritmi inferiori, ma di maggiore qualità. Tuttavia un’impresa del genere ha bisogno di un forte consenso all’interno del Partito, soprattutto perché devono essere messe in discussione rendite economiche a favore di alcuni membri della dirigenza. È anche per questa ragione che Xi Jinping ha contestualmente lanciato una campagna anti-corruzione senza precedenti che ha colpito importanti membri del Partito, dell’esercito e delle imprese di stato.
Xi Jinping, avendo accentrato su di sé molto potere, è ora in rotta di collisione con quelle forze politiche ed economiche al vertice del paese da almeno due decenni. Tuttavia, l’elemento più preoccupante per il lungo periodo è che la soluzione prospettata per l’economia cinese – trasformazione e graduale transizione verso un mercato finanziario più aperto – risulta essere per lo meno un processo più lungo di quanto preventivato. Risolvere i problemi di sovraccapacità generatisi anche con gli stimoli statali del 2008-2009 è un processo che non può essere completato in pochi mesi. Allo stesso modo, i piani di creazione di mercati favorevoli in Asia centrale e meridionale, come previsto dalla Nuova Via della Seta – una soluzione per trovare sbocchi produttivi e commerciali –, non possono che avere un orizzonte pluriennale.
D’altro canto, l’eventuale fallimento della riforma finanziaria ed economica metterebbe in dubbio l’assunto che il regolatore cinese, selezionato attraverso un complicato procedimento che aspira a definirsi meritocratico ed efficiente, sia effettivamente in grado di condurre la Cina alla svolta economica di cui ha bisogno per crescere, ovvero rappresenti il pilastro su cui si fonda il suo sistema politico.

La crisi, dunque, è il sintomo che la battaglia di Xi per trasformare la Cina è ancora lunga e che nel suo percorso riformista i nemici sono aumentati.

Foto: Achille Colombo Clerici Presidente IEA

Presidente

 

Decreto Legislativo 4 luglio 2014, n. 102 “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE. (14G00113)”

gennaio 11, 2016

Testo del decreto:
D lgs 4 luglio 2014 n 102 (48 pagg )

QN Quotidiano Net, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione del 9 gennaio 2016 “Quanto costa l’inquinamento” Achille Colombo Clerici

gennaio 11, 2016

In tempi di misure anti-inquinamento e di politiche ecologiche, si è sviluppata la green economy che, in questa temperie di crisi, ha assunto una valenza economica sempre più anticiclica.

Il suo fondamento sta nella Direttiva del 23 gennaio 2008, e successivi aggiornamenti, con la quale la Commissione Europea fissava gli obiettivi di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 20%, i consumi energetici del 20%, nonché di soddisfare il 20% del fabbisogno energetico con le energie rinnovabili, entro il 2020.

Ed il settore edilizio è tra i più coinvolti in questa manovra, con il target del 27% e del 30% di risparmio energetico rispettivamente nel settore residenziale ed in quello industriale.

Per ottemperare ai parametri europei fissati anche ai fini del rispetto delle soglie di attenzione dell’inquinamento atmosferico, i proprietari si sono visti imporre o ‘suggerire’, da leggi nazionali o da normative locali talvolta travalicanti lo stesso portato delle prescrizioni comunitarie, una serie di interventi che alla resa dei conti, come abbiamo constatato in questi giorni, si sono dimostrati dei palliativi.

Hanno realizzato, in oltre un decennio, rottamazioni di caldaie ancora efficienti, trasformazioni degli impianti da gasolio a metano, rifacimenti degli infissi, installazioni di contacalorie e di valvole di termoregolazione, certificati energetici, cappotti termici per gli immobili.
L’efficientamento degli edifici esistenti è una bella parola, ma comporta ingenti spese per i proprietari immobiliari.

E l’impressione è che ci sia una grossa sproporzione fra i costi individuali ed i benefici pubblici, visto che siamo ancora al punto di partenza, anche in quelle città nelle quali tutte queste misure sono state da tempo applicate.

foto presidente 135

Legge di stabilità: nota illustrativa e quadro agevolazioni fiscali – a cura di Confedilizia

gennaio 11, 2016

Legge di stabilità 2016, le norme di maggiore interesse per il settore immobiliare

a cura di CONFEDILIZIA

Confedilizia riassume le principali disposizioni della legge di stabilità 2016 (legge 28.12.’15, n. 208), di interesse generale e specifico della proprietà immobiliare. La legge è in vigore dall’1 gennaio 2016.

Interventi sulle clausole di salvaguardia
(art. 1, commi 5-7)
Si interviene sulle cosiddette clausole di salvaguardia, vale a dire su quelle norme con le quali – a partire dal 2011 – sono stati di volta in volta previsti in modo differito aumenti di imposte la cui efficacia veniva condizionata al mancato recupero di corrispondenti risorse attraverso, in particolare, il riordino delle agevolazioni fiscali. Ora, viene eliminata la clausola prevista dalla legge di stabilità per il 2014 e vengono rinviati dal 2016 al 2017 gli aumenti di Iva e accise previsti dalla clausola contenuta nella legge di stabilità per il 2015.

Comodato
(art. 1, comma 10)
Viene eliminata la norma che attribuiva ai Comuni – ai fini dell’Imu – la facoltà di considerare direttamente adibita ad abitazione principale, a determinate condizioni, l’unità immobiliare concessa in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado. In sostituzione di essa, viene introdotta una disposizione che prevede – ai fini dell’Imu e della Tasi – la riduzione a metà della base imponibile per le unità immobiliari, escluse quelle delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzino come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato. Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Il soggetto passivo attesta il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione Imu.

 

Imposte immobiliari di Bolzano e Trento
(art. 1, comma 12)
Con decorrenza dal periodo di imposta 2014, le imposte locali immobiliari istituite dalle Province autonome di Bolzano e Trento – così come avviene per l’Imu – sostituiscono, per la componente immobiliare, l’Irpef e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati, fatto salvo l’assoggettamento a Irpef del 50% del reddito (rendita catastale aumentata di un terzo) degli immobili ad uso abitativo non locati situati nello stesso comune nel quale si trova l’immobile adibito ad abitazione principale.

Esenzione Imu terreni agricoli
(art. 1, comma 13)
L’esenzione dall’Imu prevista per i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina si applica sulla base dei criteri individuati dalla circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14.6.’93. Sono, inoltre, esenti dall’Imu i terreni agricoli: a) posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione; b) ubicati nei comuni delle isole minori; c) a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

Eliminazione Tasi “prima casa”, del proprietario e dell’utilizzatore
[art. 1, comma 14, lettere a) e d)]
Sono escluse dalla Tasi le unità immobiliari “destinate ad abitazione principale dal possessore nonché dall’utilizzatore e dal suo nucleo familiare, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9”, vale a dire: abitazioni di tipo signorile (A/1); abitazioni in ville (A/8); castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici (A/9).
Nel caso in cui il detentore utilizzi l’unità immobiliare quale abitazione principale, il “possessore” versa la Tasi nella percentuale stabilita dal Comune nel regolamento relativo al 2015 ovvero – in caso di mancato invio della delibera alle Finanze entro il 10 settembre 2014 e nel caso di mancata fissazione della percentuale – nella misura del 90%.
Per le unità immobiliari, adibite ad abitazione principale, delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, risulta applicabile il seguente regime:
– Imu tra il 2 e il 6 per mille (aliquota di base pari al 4 per mille, riducibile o elevabile)
– Tasi con aliquota dell’1 per mille, ma limite massimo Imu-Tasi pari al 6 per mille
– possibilità di arrivare al 6,8 per mille da parte dei Comuni che abbiano previsto per il 2015, e che confermino nel 2016 (cfr. successivo comma 28) l’utilizzo della maggiorazione dello 0,8 per mille per le unità immobiliari interessate

Base imponibile Tasi
[art. 1, comma 14, lettera b)]
Viene chiarito che la Tasi – così come già l’Imu – non si applica:
a) alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;

b) ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
c) alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
d) a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia (e similari).

Tasi per immobili imprese costruttrici
[art. 1, comma 14, lettera c)]
Per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati, l’aliquota della Tasi è pari all’1 per mille, ma i Comuni possono aumentarla sino al 2,5 per mille ovvero diminuirla sino all’azzeramento.

Niente Imu per cooperative edilizie studenti
(art. 1, comma 15)
Sono escluse dall’Imu le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica.

Eliminazione Ivie “prima casa”
(art. 1, comma 16)
L’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (Ivie) non si applica “al possesso dell’abitazione principale” e delle relative pertinenze e alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, “ad eccezione delle unità immobiliari che in Italia risultano classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9” (da leggersi nel senso che tali immobili in Italia risulterebbero inquadrabili in tali categorie), per le quali si applica l’aliquota nella misura ridotta del 4 per mille e la detrazione, fino a concorrenza del suo ammontare, di 200 euro rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.

Imu per gli “imbullonati”
(art. 1, commi 21-24)
La determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare, censibili nelle categorie catastali dei gruppi D ed E, è effettuata, tramite stima diretta, “tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità, nei limiti dell’ordinario apprezzamento”. Sono esclusi dalla stima diretta macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo.
Gli intestatari catastali di tali immobili possono presentare atti di aggiornamento per la rideterminazione della rendita catastale degli immobili già censiti nel rispetto dei criteri sopra indicati. Limitatamente all’anno di imposizione 2016, per gli atti di aggiornamento presentati entro il 15.6.’16, le rendite catastali rideterminate hanno effetto dall’1.1.’16.

Soppressa l’Imu secondaria
(art. 1, comma 25)
Viene soppressa la norma – mai divenuta efficace a causa di ripetuti rinvii – del decreto legislativo sul federalismo fiscale che prevedeva l’istituzione dell’imposta municipale secondaria, che avrebbe dovuto sostituire la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, il canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni, il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari.

Blocco aumenti tributi regionali e locali
(art. 1, comma 26)
Per l’anno 2016 è sospesa l’efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali nella parte in cui prevedano aumenti dei tributi e delle addizionali attribuiti alle Regioni e agli enti locali (eccetto la tassa sui rifiuti) rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per l’anno 2015. La sospensione non si applica per gli enti locali che deliberano il predissesto o il dissesto.

Commisurazione tassa rifiuti
(art. 1, comma 27)
È prorogata per gli anni 2016 e 2017 la modalità di commisurazione della tassa sui rifiuti (Tari) da parte dei Comuni sulla base di un criterio medio-ordinario (ovvero in base alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte) e non dell’effettiva quantità di rifiuti prodotti (c.d. metodo normalizzato). E’ inoltre differito al 2018 (rispetto al 2016) il termine a decorrere dal quale il Comune deve avvalersi, nella determinazione dei costi del servizio, anche delle risultanze dei fabbisogni standard.

Maggiorazione Tasi 0,8 per mille
(art. 1, comma 28)
Per l’anno 2016, limitatamente agli immobili non esentati, i Comuni possono “mantenere” – con espressa deliberazione del Consiglio comunale – la maggiorazione della Tasi di cui al comma 677 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2014, nella stessa misura applicata per l’anno 2015.
Vi è quindi la possibilità di disporre la maggiorazione dello 0,8 per mille da parte dei Comuni che nel 2015 abbiano utilizzato tale maggiorazione per immobili soggetti dal 2016 alla Tasi, e cioè: abitazioni principali delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9; altri immobili.

Termine approvazione delibere comunali
(art. 1, comma 49)
Si dispone – per salvare un centinaio di delibere ritardatarie – che il termine per l’approvazione da parte dei Comuni dei bilanci e, quindi, delle delibere su tributi come Imu e Tasi, fissato al 30 luglio 2015 (salvo che per alcuni Comuni), “deve intendersi riferito al 31 luglio 2015, in quanto ultimo giorno del mese di luglio”.

Riduzione Imu-Tasi immobili “locati a canone concordato”
(art. 1, commi 53-54)
“Per gli immobili locati a canone concordato”, l’Imu e la Tasi sono ridotte del 25%.
Il testo della norma permette di considerare interessate a questo sgravio tre tipologie di contratti di locazione:
a) i contratti agevolati, della durata di 3 anni più 2 di rinnovo;
b) i contratti per studenti universitari, di durata da 6 mesi a 3 anni;
c) i contratti transitori (di durata da 1 a 18 mesi), se stipulati nei Comuni nei quali il canone deve essere stabilito dalle parti applicando gli Accordi territoriali (aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Catania; Comuni confinanti con tali aree; altri Comuni capoluogo di provincia).
La norma dispone che l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal Comune, “è ridotta al 75 per cento”. La conseguenza è che la riduzione di un quarto dell’Imu e della Tasi si applica all’imposta dovuta sulla base delle aliquote fissate per il 2015 dai singoli Comuni. Ciò, in virtù della disposizione (di cui al citato comma 26) che vieta alle amministrazioni locali, per quest’anno, di modificare in aumento le aliquote stabilite per il 2015.

Estensione aliquota Registro al 2 per cento
(art. 1, comma 55)
L’aliquota del 2 per cento dell’imposta di registro si applica anche alle compravendite di abitazioni per le quali l’acquirente sia, al momento del rogito, già proprietario di un immobile acquistato con le agevolazioni “prima casa”, a condizione che quest’ultimo immobile sia alienato entro un anno dalla data dell’atto.

Detrazione Irpef acquisti da imprese costruttrici
(art. 1, comma 56)
Ai fini Irpef, si detrae dall’imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, il 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’Iva in relazione all’acquisto, effettuato entro il 31.12.’16, di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B, cedute dalle imprese costruttrici delle stesse. La detrazione è pari al 50% dell’imposta dovuta sul corrispettivo d’acquisto ed è ripartita in dieci quote costanti nell’anno in cui sono state sostenute le spese e nei nove periodi d’imposta successivi.

Esenzione atti esecutivi di piani fondiari
(art. 1, comma 57)
Tutti gli atti e i provvedimenti emanati in esecuzione dei piani di ricomposizione fondiaria e di riordino fondiario promossi dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e dalle Comunità montane sono esenti dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale e di bollo.

Registro per edilizia convenzionata
(art. 1, comma 58)
L’imposta di registro in misura fissa e l’esenzione dalle imposte ipotecarie e catastali si applicano agli atti di trasferimento della proprietà delle aree che rientrano negli interventi di edilizia convenzionata (aree produttive e aree su cui insistono abitazioni economiche e popolari), indipendentemente dal titolo di acquisizione della proprietà da parte degli enti locali.

Sanzioni locazioni
(art. 1, comma 59)
Viene modificato – in modo a dir poco confuso – l’art. 13 della legge n. 431/’98 sulle locazioni abitative in tema di patti contrari alla legge. In particolare, si introduce l’obbligo, a carico del locatore, di registrare il contratto entro il termine perentorio di 30 giorni, stabilendosi, altresì, che entro i successivi 60 giorni ne dovrà essere data “documentata comunicazione” al conduttore e all’amministratore di condominio (“anche ai fini dell’ottemperanza agli obblighi di tenuta dell’anagrafe condominiale” di cui all’art. 1130, n.6, cod. civ.); si prevede la possibilità di adire, da parte del conduttore, l’Autorità giudiziaria nel caso di mancata registrazione nel predetto termine; si àncora la determinazione da parte del giudice del canone dovuto (nel giudizio che accerta l’esistenza del contratto di locazione) al “valore minimo” definito per i contratti agevolati ovvero (ricorrendone i presupposti) per gli studenti universitari.
Sempre all’art. 13 della citata l. n. 431/’98 viene introdotta poi una previsione (invero di dubbia costituzionalità) che stabilisce – per i conduttori che avevano registrato locazioni per le quali entro il termine stabilito dalla legge (30 giorni) tale adempimento non era avvenuto e, conseguentemente, avevano ottenuto un contratto libero (4+4) con canone pari al triplo della rendita catastale – che l’indennità di occupazione da corrispondere nel periodo che va dal 7.4.’11 (data di entrata in vigore della previsione che introduceva la sanzione del triplo della rendita catastale in difetto di registrazione nei termini) al 16.7.’15 (data di pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale che bocciava, per la seconda volta, detta sanzione) sia – nuovamente – pari al triplo della rendita catastale.

Proroga detrazioni ristrutturazioni, risparmio energetico e acquisto mobili
(art. 1, commi 74, 75 e 88)
Vengono prorogate – con alcune novità – le detrazioni relative ad interventi di ristrutturazione di immobili, di risparmio energetico nonché per l’acquisto di mobili. Il quadro completo e aggiornato delle agevolazioni è riassunto in separata tabella.

Leasing immobiliare
(art. 1, commi 76-84)
Viene prevista l’ipotesi che, con un contratto di locazione finanziaria (leasing), una banca o un intermediario finanziario iscritto all’albo di cui all’art. 106 del testo unico bancario (d.lgs. n. 385/’93) si obblighi, in cambio del pagamento di un canone periodico, ad acquistare o a far costruire un immobile da adibire ad abitazione principale dell’utilizzatore, il quale, alla scadenza del contratto, potrà acquistare la proprietà del bene ad un prezzo prestabilito. In caso di risoluzione del contratto per inadempimento dell’utilizzatore, il concedente avrà diritto alla restituzione del bene e sarà tenuto a versare all’utilizzatore “quanto ricavato dalla vendita o da altra collocazione del bene avvenute a valori di mercato, dedotta la somma dei canoni scaduti e non pagati fino alla data della risoluzione, dei canoni a scadere attualizzati e del prezzo pattuito per l’esercizio dell’opzione finale di acquisto”. L’eventuale differenza negativa dovrà essere corrisposta dall’utilizzatore.
Per il rilascio dell’immobile, potrà farsi ricorso al procedimento di convalida di sfratto: con la possibilità, quindi, per il concedente, di avvantaggiarsi dei tempi più brevi che questa procedura offre rispetto all’ordinaria procedura di rilascio.
A coloro, poi, che si trovino in difficoltà nel pagamento del canone, per intervenuta cessazione del rapporto di lavoro (salvo si tratti di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa) è concesso il diritto alla sospensione del pagamento dei corrispettivi periodici per non più di una volta e per un periodo massimo non superiore a 12 mesi. Al termine di questo periodo di sospensione (che non deve comportare “l’applicazione di alcuna commissione o spesa di istruttoria” e che deve avvenire “senza richiesta di garanzie aggiuntive”) il pagamento dei corrispettivi anzidetti dovrà riprendere secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto, salvo diverso accordo eventualmente intervenuto fra le parti.
Dal punto di vista fiscale – per gli acquisti che interverranno tra l’1.1.’16 e il 31.12.’20 – all’utilizzatore spetterà una detrazione Irpef del 19%, da calcolare per un importo non superiore a 8.000 euro annui (quanto ai canoni periodici) e a 20.000 euro (quanto al prezzo del riscatto). Tale detrazione è riservata, però, agli acquirenti di abitazione principale (o a tale destinazione adibita entro un anno dalla sua consegna e in ogni caso non rientrante nelle categorie A/1, A8 e A9) che siano persone fisiche di età inferiore a 35 anni con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro all’atto della stipula del contratto di leasing. Per coloro che hanno un’età superiore, i benefici sono ridotti della metà. Tali soggetti non devono essere titolari di diritti di proprietà su immobili a destinazione abitativa.
Un altro sconto è previsto in sede di acquisto da parte della banca o da parte dell’intermediario finanziario: l’imposta di registro sarà dell’1,5% qualora per l’utilizzatore si tratti di “prima casa” (esclusi gli immobili A/1, A/8 e A/9). Le imposte ipotecaria e catastale saranno applicate nella misura fissa di 50 euro ciascuna. In sede di riscatto, infine, l’utilizzatore verserà le ordinarie imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna.
È inoltre prevista l’applicazione dell’imposta di registro del 9% per le cessioni, da parte degli utilizzatori, di immobili abitativi, ridotta all’1,5% in caso di ricorrenza delle condizioni previste per l’acquisto della “prima casa” (esclusi gli immobili A/1, A/8 e A/9).

Assegnazione agevolata immobili a soci
(art. 1, commi 115-120)
Le società in nome collettivo, in accomandita semplice, a responsabilità limitata, per azioni e in accomandita per azioni che, entro il 30.9.’16, assegnano o cedono ai soci beni immobili non strumentali, possono applicare le disposizioni di seguito riassunte a condizione che tutti i soci risultino iscritti nel libro dei soci, ove prescritto, alla data del 30.9.’15, ovvero che vengano iscritti entro il 30.1.’16, in forza di titolo di trasferimento avente data certa anteriore all’1.10.’15. Le medesime disposizioni si applicano alle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni e che entro il 30.9.’16 si trasformino in società semplici.
Sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati o, in caso di trasformazione, quello dei beni posseduti all’atto della trasformazione, e il loro costo fiscalmente riconosciuto, si applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap nella misura dell’8% ovvero del 10,5% per le società considerate non operative in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento dell’assegnazione, cessione o trasformazione. Le riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione dei beni ai soci e quelle delle società che si trasformano sono assoggettate ad imposta sostitutiva nella misura del 13%.
Per gli immobili, su richiesta della società e nel rispetto delle condizioni prescritte, il valore normale può essere determinato in misura pari a quello risultante dall’applicazione all’ammontare delle rendite risultanti in catasto dei moltiplicatori determinati con i criteri e le modalità previsti dal primo periodo del comma 4 dell’articolo 52 del testo unico dell’imposta di registro. In caso di cessione, ai fini della determinazione dell’imposta sostitutiva, il corrispettivo della cessione, se inferiore al valore normale del bene, è computato in misura non inferiore ad uno dei due valori.
Il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote possedute dai soci delle società trasformate va aumentato della differenza assoggettata ad imposta sostitutiva. Il valore normale dei beni ricevuti, al netto dei debiti accollati, riduce il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote possedute.
Per le assegnazioni e le cessioni ai soci, le aliquote dell’imposta proporzionale di registro eventualmente applicabili sono ridotte alla metà e le imposte ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa.
Le società che si avvalgono delle disposizioni sopra riassunte devono versare il 60% dell’imposta sostitutiva entro il 30.11.’16 e la restante parte entro il 16.6.’17.

Esclusione immobili da impresa individuale
(art. 1, comma 121)
L’imprenditore individuale che alla data del 31.10.’15 possedeva beni immobili strumentali, può, entro il 31.5.’16, optare per l’esclusione dei beni stessi dal patrimonio dell’impresa, con effetto dal periodo di imposta in corso alla data dell’1.1.’16, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap nella misura dell’8% della differenza tra il valore normale di tali beni ed il relativo valore fiscalmente riconosciuto.

Estensione termini accertamento
(art. 1, commi 130-132)
Vengono allungati di un anno i termini per l’accertamento dell’Iva e delle imposte sui redditi: dal 31 dicembre del quarto anno al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione (in caso di omessa presentazione, il termine sarà quello del 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata).

Canone Rai in bolletta
(art. 1, comma 152-164)
Viene introdotta la presunzione di possesso di un apparecchio televisivo – con il conseguente obbligo di pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo per uso privato – in presenza di un contratto per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica. Il canone è, in ogni caso, dovuto una sola volta in relazione agli apparecchi detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica. Il pagamento del canone – ridotto a 100 euro – avverrà in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate. Vengono poi dettate disposizioni applicative.

Rivalutazione beni e terreni
(art. 1, commi 887-897)
Vengono prorogati di un anno i termini per la rivalutazione di quote e terreni da parte delle persone fisiche, elevando all’8% l’aliquota della relativa imposta sostitutiva. Si prevede poi, a favore delle società di capitali e degli enti residenti sottoposti a Ires, la possibilità di effettuare la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31.12.’14, attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva con aliquota del 16% per i beni ammortizzabili e del 12% per i beni non ammortizzabili; per l’affrancamento del saldo attivo della rivalutazione è fissata un’imposta sostitutiva del 10%.

Uso del contante nelle locazioni
(art. 1, comma 902)
È abrogata la norma che prevedeva che i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, fossero corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l’importo, “in forme e modalità che escludano l’uso del contante e ne assicurino la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore”.

Credito di imposta videosorveglianza
(art. 1, comma 982)
Per le spese sostenute da persone fisiche non nell’esercizio di attività di lavoro autonomo o di impresa ai fini dell’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o allarme, nonché per quelle connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali, è riconosciuto un credito d’imposta ai fini dell’imposta sul reddito, nel limite massimo complessivo di 15 milioni di euro per l’anno 2016.
Con successivo decreto saranno definiti i criteri e le procedure per l’accesso al beneficio in questione e per il suo recupero in caso di illegittimo utilizzo.

 

LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE, ACQUISTO MOBILI, INTERVENTI DI RISPARMIO ENERGETICO E ANTISISMICI

sulla base della legge di stabilità 2016 

 RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE

(detrazione Irpef)

 Oggetto dell’agevolazione
§Per le singole unità immobiliari residenziali: interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia
§  Per le parti comuni di edifici residenziali: interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia
§  Realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, eliminazione di barriere
architettoniche, bonifica dall’amianto, opere per evitare infortuni domestici, interventi per prevenire atti illeciti, cablatura edifici ecc.

 Importo massimo della spesa su cui calcolare la detrazione
§  dal 26.6.2012 fino al 31.12.2016 = 96.000 euro
§  dall’1.1.2017 = 48.000 euro

Misura della detrazione (dall’imposta lorda)
§  dal 26.6.2012 fino al 31.12.2016 = 50%
§  dall’1.1.2017 = 36%

 

  

 ACQUISTO MOBILI E GRANDI ELETTRODOMESTICI

(detrazione Irpef)

 Oggetto dell’agevolazione
§  Acquisto di mobili e di “grandi elettrodomestici” (es.: frigoriferi e lavastoviglie) di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), per apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, “finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”

 Importo massimo della spesa su cui calcolare la detrazione
§  a) dal 6.6.2013 fino al 31.12.2016 = 10.000 euro (le spese di cui alla presente misura sono computate, ai fini della fruizione della detrazione d’imposta, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni Irpef)
§  b) dall’1.1.2016 fino al 31.12.2016 = 16.000 euro delle spese documentate per l’acquisto di mobili ed arredo per l’abitazione principale a favore delle giovani coppie (costituenti un nucleo familiare composto da coniugi o da conviventi more uxorio, da almeno tre anni, in cui uno dei due non abbia superato i 35 anni) “acquirenti di unità immobiliare da adibire ad abitazione principale”. Tale beneficio non è cumulabile con la misura di cui al punto a).

Misura della detrazione (dall’imposta lorda)
§  dal 6.6.2013 fino al 31.12.2016 = 50%
§  dall’1.1.2016 fino al 31.12.2016 = 50% (acquisto mobilio giovani coppie)

 

 

INTERVENTI PER IL RISPARMIO ENERGETICO

(detrazione Irpef/Ires)

 Oggetto dell’agevolazione
§  Interventi finalizzati alla riqualificazione energetica degli edifici
§  Dall’1.1.2016 sono detraibili anche le spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti

Importo massimo della detrazione
§  dal 6.6.2013 fino al 31.12.2016 = interventi per la riduzione del fabbisogno energetico di edifici esistenti: 100.000 euro; interventi riguardanti pareti, finestre (compresi gli infissi) su edifici esistenti: 60.000 euro; installazione di pannelli solari: 60.000 euro; sostituzione di impianti di climatizzazione invernale: 30.000 euro
§  dall’1.1.2017 = si applicano le regole ed i limiti sugli interventi relativi alle ristrutturazioni edilizie

Misura della detrazione (dall’imposta lorda)
§  dal 6.6.2013 fino al 31.12.2016 = 65%
§  dall’1.1.2017 = 36%

 

 

INTERVENTI PER IL RISPARMIO ENERGETICO PARTICOLARMENTE RILEVANTI

(detrazione Irpef/Ires)

 Oggetto dell’agevolazione
§  Interventi di risparmio energetico riguardanti parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 (condominio) e 1117-bis (supercondominio) del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio

Importo massimo della detrazione
§  dal 6.6.2013 fino al 31.12.2016 = interventi per la riduzione del fabbisogno energetico di edifici esistenti: 100.000 euro; interventi riguardanti pareti, finestre (compresi gli infissi) su edifici esistenti: 60.000 euro; installazione di pannelli solari: 60.000 euro; sostituzione di impianti di climatizzazione invernale: 30.000
§  dall’1.1.2017 = si applicano le regole ed i limiti sugli interventi relativi alle ristrutturazioni edilizie

Misura della detrazione (dall’imposta lorda)
§  dal 6.6.2013 fino al 31.12.2016 = 65%
§  dall’1.1.2017 = 36%

Cessione crediti ai fornitori
Per le spese sostenute dall’1.1.2016 al 31.12.2016 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, i soggetti che si trovano nella “no tax area” (pensionati, dipendenti e autonomi), in luogo della detrazione dall’imposta lorda, possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato i predetti interventi, con modalità da definire con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di stabilità 2016.

 

 

INTERVENTI ANTISISMICI

(detrazione Irpef)

Oggetto dell’agevolazione
§  Specifici interventi su edifici (adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive) ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità

Importo massimo della spesa su cui calcolare la detrazione
§  fino al 31.12.2016 = 96.000 euro
§  dall’1.1.2017 = 48.000 euro

 Misura della detrazione (dall’imposta lorda)
§  fino al 31.12.2014 = 65%
§  dall’1.1.2015 al 31.12.2016 = 50%
§  dall’1.1.2017 = 36%

 

Fonte: Confedilizia