Biblioteca Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano – Inaugurazione dopo i Restauri – IEA informa

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Inaugurata la Biblioteca del Conservatorio G. Verdi di Milano

OLTRE 500.000 UNITA’ BIBLIOGRAFICHE HANNO UNA SEDE MODERNA

“Quando arrivai al Conservatorio di Milano tre anni fa – ricorda la presidente Maria Grazia Mazzocchi – trovai 450.000 euro messi a disposizione dalla Provincia di cui non si sapeva cosa fare. Fu una salutare esperienza per me che arrivavo dall’imprenditoria privata”.  Con l’aiuto del professore e architetto Alberico Barbiano di Belgiojoso, figura storica della architettura, la soluzione per impiegare l’ingente somma fu però trovata: restaurare la Biblioteca e l’area adiacente. Non si poteva pensare ad un migliore utilizzo.

Lo hanno spiegato all’inaugurazione avvenuta alla presenza di un folto e selezionato pubblico gli stessi Mazzocchi e Belgiojoso con il direttore Alessandro Melchiorre e molti degli attori dell’impresa. Ché tale può essere definito il traslocare oltre 500.000 unità bibliografiche, di cui circa 50.000 manoscritti e 30.000 volumi di argomento musicale, nonché circa 400 testate di periodici musicali – messi in fila farebbero 4 chilometri  – consentendo al contempo la frequentazione durante lavori durati tre anni. E approntando, in un edificio secolare che ancora recava tracce dei bombardamenti dell’ultima guerra (dai sotterranei, invasi da rovine e calcinacci, sono stati recuperati pezzi di antichi strumenti musicali poi restaurati), moderne e agibili scaffalature, uscite di sicurezza, una illuminazione particolare, sistema antincendio e quant’altro.

E’ stata colta l’occasione per realizzare un collegamento permanente tra la Biblioteca e la Sala Verdi, con l’obiettivo di creare un piccolo Museo della Musica di cui Milano è priva; istituita una sala di lettura e mensa. Ed altro ancora. Il tutto in totale – anche se talvolta non semplice – collaborazione con Soprintendenza e Comune.

Nata con il Conservatorio nel 1808 in un ex convento, la Biblioteca si è successivamente sviluppata grazie alla lungimiranza delle successive amministrazioni – in primis francese e austriaca – che la ritennero costantemente risorsa fondamentale per la didattica, per la formazione musicale degli allievi e per l’aggiornamento dei docenti, nonché sede di conservazione dei documenti musicali prodotti dalla Scuola.

E’ passato alla storia il fatto che il primo nucleo della Biblioteca fosse costituito dai 12 magnifici volumi in-folio dei Principes Elémentaires de Musique, ovvero dai metodi per i vari strumenti, per lo studio del Canto e dell’armonia, usati presso il Conservatoire di Parigi, e donati da Eugenio de Beauharnais al Conservatorio milanese nel 1809.

Un anno prima Giovanni Ricordi fondò la sua casa editrice musicale e cominciò a pubblicare i metodi adottati o scritti dagli stessi docenti del Conservatorio.  Per quanto riguarda l’aspetto conservativo dei documenti della Biblioteca, risale al 7 marzo 1808 una norma firmata dal Viceré secondo la quale “Si tiene nella Biblioteca di Musica del Conservatorio una copia di qualunque composizione, che venga fatta dagli Alunni”, norma a tutt’oggi vigente seppur limitata alle composizioni degli esami di diploma.

 

Alle acquisizioni si aggiunsero poi nel corso dei decenni le numerose donazioni, comprendenti anche fondi documentari prodotti dalle attività di personaggi variamente legati alla musica, e le seguenti accessioni:

la cessione alla Biblioteca del Conservatorio di tutte le copie di musica ricevute per diritto di stampa dalla Biblioteca Nazionale Braidense e dalla Biblioteca Universitaria di Pavia fino al 1850;

il fondo musicale gonzaghesco della Cappella di Santa Barbara di Mantova (circa 1850), che stava per essere venduto ma venne intercettato dalla polizia austriaca;

il deposito del fondo Noseda (1889), 12.000 volumi e stampe di Napoli;

il fondo segnato Partiture Teatrali Manoscritte, formatosi grazie al provvedimento del 31 gennaio 1816, in vigore fino al 1856, che stabilì che i copisti dei teatri dovessero consegnare alla Biblioteca del Conservatorio una copia di tutte le opere scritte per i teatri regi milanesi della Scala e Canobbiana.

La semplice cerimonia si è conclusa con una esibizione al pianoforte di un allievo del Conservatorio, Francesco Granata.

Foto archivio:
Il presidente di IEA Achille Colombo Clerici con Francesco Saverio Borrelli già presidente del Conservatorio

Presidente con Saverio Borrelli

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