QN, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione “Banca e Finanza, Le linee della UE” 26 marzo 2016 Achille Colombo Clerici

La politica dell’Europa in tema di banche e finanza appare improntata all’ obiettivo primario di creare dei compartimenti stagni tra moneta fiduciaria e crediti finanziari fiduciari, in modo tale da evitare che le difficoltà ed una eventuale crisi del settore possano in qualche modo ripercuotersi sugli stati e sulle monete.

Certo è che l’Europa mostra una grande preoccupazione di realizzare questo obiettivo.

Dopo l’abrogazione, avvenuta nel 1999, del Glass Steagall Act negli Usa, che ha permesso di fondere le banche commerciali con le banche di credito, queste nuove megabanche hanno dato luogo ad un enorme aumento della erogazione del credito. Nel 2000 entra in vigore l’euro, come moneta unica europea. Si innesca un processo di globalizzazione dei flussi finanziari, con una massiccia immissione di liquidità da parte delle banche centrali. In sintesi, si instaura un mercato globale con la pecca di avere però all’ interno alcuni stati senza regole.

Quando si parla dell’entità dei titoli derivati in possesso delle banche nel mondo le cifre divengono astrali. Si sente parlare di qualcosa come 700mila miliardi. Se così fosse non ci sarebbe più alcuna aderenza alla realtà. Si tratta infatti di un valore pari a dieci volte il Pil globale ed a tre volte quel valore che verosimilmente si può attribuire a tutti gli immobili presenti sul nostro pianeta.

Questo potrebbe spiegare perché l’Unione Europea, per regolamentare le crisi delle banche  infarcite di derivati ed oberate da crediti deteriorati, abbia emanato nel 2014 la direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive), che introduce in tutti i paesi europei regole armonizzate per prevenire e gestire le crisi delle banche, quindi del sistema finanziario, sotto il controllo diretto della Bce.
Ed abbia disciplinato anche il cosiddetto bail in, il “salvataggio interno” che potrebbe toccare anche i depositi.

Ma l’ Unione “suggerisce” anche un meccanismo di vendita degli immobili residenziali dati in garanzia che è in grado, per il sistema bancario,  di accelerare gli incassi degli attivi e di diluire la pressione delle passività.

Una duplice azione, quella dell’Europa, in grado di rallentare gli effetti della crisi sulle banche ed evitare il peggio in caso di default degli istituti del mondo finanziario.

Rimane ancora inattuato, tuttavia, l’altro pilastro del sistema a livello europeo: quello della garanzia per i depositi.

Il nostro Stato, poi deve fare i conti con l’ art. 47 della Costituzione che considera l’attività bancaria come di interesse pubblico e richiama la tutela del risparmio privato, ma anche il favore verso l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione.

foto presidente 144

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