Archivio per aprile 2016

Assocastelli Assoedilizia – Presentazione della fondazione – SAR principe Emanuele Filiberto di Savoia – Aprile 2016

aprile 18, 2016

A s s o e d i l i z i a

Incubatore dell’iniziativa Aspesi, presente Assoedilizia

NASCE ASSOCASTELLI PER RILANCIARE IL PATRIMONIO STORICO-MONUMENTALE PRIVATO

L’Italia è considerato il Paese con il più importante patrimonio architettonico e artistico del mondo. Gran parte di esso è rappresentato da castelli (oltre 3.000), palazzi e ville storico-monumentali.

Un patrimonio immobiliare e artistico, storico e culturale spesso non sufficientemente valorizzato, soprattutto all’estero, per richiamare turisti; e molto costoso da mantenere in condizioni strutturali adeguate.

Per questi motivi è nata Assocastelli Associazione della Proprietà di Castelli, Palazzi e Ville d’Italia, alla quale hanno aderito circa 150 nobili ed aristocratici italiani.  La nuova realtà, che si pone come una influente lobby e come centro di coordinamento di attività di promozione culturale ed economica nel settore immobiliare e turistico, rappresenta soprattutto una iniziativa che intende sostenere operativamente la creazione di una innovativa piattaforma multimediale (i progetti si chiamano Guest Book e Regal Shop) alla quale verrà affidata la gestione delle attività commerciali e ricettive che vengono svolte nelle strutture associate.

Incubatore della nuova iniziativa è Aspesi, l’Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare guidata da Federico Filippo Oriana. Presidente di Assocastelli è stato nominato Ivan Drogo Inglese, manager di importanti società nonché presidente dell’Istituto Benedetto XV (proprietario di immobili a Genova e a Roma) e infine anche alla guida della Commissione Finanza di Aspesi.

Ad affiancarlo il Vice Presidente Alessandro Calvi di Bergolo (alla cui famiglia appartiene il Castello di Piovera); nel Consiglio Direttivo siedono, tra gli altri, Giacomo Cattaneo Adorno (immobiliarista genovese e proprietario del castello di Gabiano), Aldo Cichero (noto designer di yacht di lusso e proprietario del castello di Morsasco), Ruggeromassimo Jannuzzelli (proprietario del castello di Montesegale e dell’azienda Moto Morini), Roberto Jonghi Lavarini (immobiliarista milanese e proprietario di immobili storici in Val d’Aosta), Giuseppe Lupis Rogges (imprenditore nel settore sanitario e proprietario di un castello a Bari) e ovviamente Federico Filippo Oriana, Presidente di Aspesi.

Alla presentazione ufficiale di Assocastelli avvenuta a Milano coordinata dal presidente Ivan Drogo Inglese, era presente il principe Emanuele Filiberto di Savoia. Sono intervenuti Federico Filippo Oriana presidente di Aspesi, Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia, Antonio Campagnoli presidente di Fiabci e Pietro Bembo presidente di Cobaty Italia.

Foto d’archivio: Achille Colombo Clerici e Federico Filippo Oriana

Achille Colombo Clerici, Federico Filippo Oriana

Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia
395974_293926774043828_1478002043_n

 

“Bancari Cinesi” Articolo di Corrado Sforza Fogliani presidente di Assopopolari – 12 aprile 2016 – Istituto Europa Asia

aprile 12, 2016

   Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

 

Corrado Sforza Fogliani

BANCARI CINESI, abiti su misura e cravatte di buon gusto

Pechino è oggi  un’altra New York. Ma in meglio, con grattacieli – più moderni – che sono opere d’arte. I ciclomotori sono tutti elettrici, ma lo smog (prodotto per la gran parte dalle industrie di stato costruite, anche relativamente poco tempo fa, alle porte della capitale) supera spesso di 6 volte il limite consentito d’attenzione in Europa. Appena fuori dall’aeroporto, per non sbagliare, chi ti accoglie ti consegna subito una mascherina.

E’ comunque un Paese entusiasta. Che si cura poco della politica, ma crede nel proprio futuro, avendo – perlomeno nelle città – un buon tenore di vita (chi ha visitato la Cina 30-40 anni fa, non crede ai propri occhi). Nello stesso tempo, però, molti – se possono – vengono in Europa, affascinati dal nostro umanesimo.

Si infittiscono, addirittura, i corsi per imparare il latino, i professori italiani sono ricercati e ammirati; ma insegnano latino anche statunitensi, austriaci e belgi.

Nello stesso tempo, i dirigenti (specie delle banche) sono perfetti occidentali, abiti su misura e cravatte di buon gusto. Tutti presentano, anzitutto, il loro bigliettino da visita, porgendolo rigorosamente con due mani. Nella “città proibita” (al posto della corte imperiale e, più recentemente, della moglie di Mao Tse Tung) sciamano frotte di turisti provenienti da ogni parte della Cina, ma anche – in buon numero –  stranieri, che nella via dello shopping acquistano preziosi (e deliziosi) ciondoli certificati come parte di antichi vasi di ceramica recuperati già rotti o rottisi nel recupero.
Il futuro, intanto, è in crescita: nel nuovo Piano quinquennale il Pil è stimato in aumento del 6 per cento all’anno.

Come Assopopolari si è appurato che sono presenti quattro principali categorie di banca: le banche di proprietà interamente statale; le banche commerciali, prima statali e poi trasformate in società per azioni (dove comunque il governo centrale è il principale stakeholder); le banche locali, con  principali azionisti le amministrazioni provinciali e comunali; infine le banche commerciali, istituite dopo la riforma bancaria e nella quale la presenza pubblica è minore. Fra le banche locali sono attualmente comprese le banche rurali cooperative e le cooperative rurali di credito; per esse, è in atto un ampio processo di radicale trasformazione. Nel settembre 2010, la CBRC (China Banking Regulatory Commission) ha annunciato che le banche nazionali avrebbero potuto acquistare il 100% delle cooperative di credito rurale esistenti, e gli investitori privati e stranieri fino al 20%.

Alla fine del 2010, risultavano presenti 223 banche cooperative rurali e 2.646 cooperative di credito rurale. Tali realtà bancarie forniscono servizi solo per la popolazione rurale. Le Cooperative di Credito Rurale sono istituti tra loro indipendenti, in cui tutti i soci possono comprare azioni (tuttavia, generalmente ciò avviene sotto il controllo delle amministrazioni locali).

Nel settore, vivissimo interesse per il sistema delle Popolari straniere. Le sole banche rurali avevano in portafoglio (fino a poco tempo fa) attività per un totale di 1.300 miliardi di euro e ciò rappresentando l’11,2% delle attività bancarie complessive del Paese e svolgendo un ruolo importante per la crescita e lo sviluppo delle zone rurali.

Anche nel settore bancario, insomma, grandi trasformazioni. Al passo coi tempi (della Cina).

Corrado Sforza Fogliani
Presidente di Assopopolari

Foto: Corrado Sforza Fogliani con il pres. di EUROPASIA Achille Colombo Clerici

Sforza Fogliani e Colombo Clerici 2

 

Gianroberto Casaleggio – Cordoglio di Assoedilizia per la scomparsa

aprile 12, 2016

   A s s o e d i l i z i a

Gianroberto Casaleggio – Cordoglio di Assoedilizia per la scomparsa

Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, Associazione della Proprieta’ Edilizia, in uno con i Vice Presidenti, i Consiglieri ed il  Segretario Generale partecipa con profondo cordoglio ed e’ vicino al figlio Davide nel lutto per la scomparsa del

Dott. Gianroberto Casaleggio

Milano, 12 aprile 2016

foto presidente 144

Manfredi Landi di Chiavenna – “Federico Landi, un principe, uno Stato” – Archivio di Stato Milano – Libro di Riccardo De Rosa – IEA informa

aprile 12, 2016

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute
Informa

 

Illustrato all’Archivio di Stato di Milano uno straordinario personaggio specchio dell’Italia del Seicento

FEDERICO LANDI, UN PRINCIPE UNO STATO

Un personaggio affascinante, Federico Landi. Ha 400 anni ma sembra un contemporaneo, anche grazie all’abilità con la quale lo storico Riccardo De Rosa, autore della biografia “Un Principe uno Stato” l’ha presentato all’Archivio di Stato di Milano. Con lui il presidente di Archeion-Amici dell’Archivio di Stato di Milano Andrea Terreni e Giuseppe Conti, direttore del Centro Studi della Valle del Ceno. Tra le personalità presenti Manfredi Landi di Chiavenna, discendente di Federico, Ermanno e Paola Winsemann Falghera Bassi, Luisa Ponzani Soresina, Lorenzo Leonardi di Casalino, Antonio Fusi Rossetti, Roberto Luigi Meloni, Marco Soresina, Italo Cammarata (Presidente emerito di Archeion), Guido Zavattoni.

Federico Landi, dicevamo. Figlio della sua epoca, seppe destreggiarsi con grande abilità tra i colossi europei – Spagna e Francia – e i principi italiani rivali (se fossero stati uniti l’Italia non sarebbe diventata terreno di conquista) fino a creare uno Stato, lo Stato Landi, appunto (1590-1650). Viene definito personaggio complesso e dalle mille sfaccettature, colto (la sua imponente biblioteca lo seguiva durante gli spostamenti nelle diverse residenze) intrigante ed ancora capace a distanza di quattro secoli di attirare su di sé empatia ed interesse. Coinvolto in molte vicende legate non solo alla storia italiana, ma anche europea, fu Commissario per i Feudi Imperiali, tutore del futuro Principe di Monaco, Onorato II, e delle sue due sorelle, riuscendo sempre, seppur nel mezzo di una situazione politica sempre più agitata e convulsa, a mantenere equidistanza, serietà e consapevolezza del proprio ruolo, lasciando dietro di sé un rimpianto ed un ricordo che nelle Valli di Taro e Ceno perdura intatto ancora oggi.

De Rosa, appassionato studioso della storia di questa famiglia, ha raccolto in vari anni di ricerche documentazione in larga parte inedita in archivi italiani, spagnoli e francesi. Lo Stato Landi prese il nome dall’omonima famiglia che lo amministrò e comprendeva il marchesato di Bardi, il principato di Borgotaro, la contea di Compiano e la baronia di Pieve di Bedonia.

I topografi secenteschi individuavano nelle mappe con questo nome quella parte Nord-Ovest dell’Appennino che includeva le vallate del Ceno e del Taro.

La famiglia piacentina Landi resse questi territori dal 1257 al 1682: nel 1551 l’imperatore Carlo V li annoverò tra i feudi imperiali mediati e gli statuti del 1599 li definirono formalmente “Stato dei feudi imperiali Landi”.

Andrea III Doria Landi, erede della principessa Maria Polissena, ultima della stirpe, cedette, nel 1682, i principati all’antico rivale duca di Parma Ranuccio II Farnese in cambio di 124.714 ducatoni.

L’insieme dei feudi appartenenti alla medesima dinastia furono altresì ricordati nel suddetto modo anche nei casi dello Stato Pallavicino (Busseto e Cortemaggiore), Stato Rossi, Stato Borromeo e Stato Fieschi. Sottolineata inoltre la “milanesità” del principe che ebbe a Milano ben tre residenze e stabilì proficui rapporti con le maggiori famiglie: D’Adda, Trivulzio, Borromeo per citare.

Foto: Manfredi Landi di Chiavenna con il presidente di IEA Achille Colombo Clerici

Colombo Clerici con Manfredi Landi di Chiavenna (2)

 

 

Lettera ricevuta dal Cav. del Lav. Arch. Pietro Santarelli in tema di fiscalità immobiliare

aprile 12, 2016

Principali criticità che affliggono il settore dell’edilizia abitativa ed alcuni interventi che potrebbero stimolare  la ripresa.

 BUROCRAZIA

Nonostante siano stati attuati dei provvedimenti, anche recenti, tesi a snellire le procedure degli iter autorizzativi di carattere urbanistico ed ambientale, il disagio per il settore continua.

E’ necessario che il Governo proceda in maniera più decisa nella lotta alla burocrazia agendo su alcuni punti fondamentali.

*Semplificazione

  • snellimento delle procedure relative al c.d. Piano Casa;
  • riduzione degli enti territoriali (Provincie, Comuni, Comunità montane, Consorzi Bonifica ed Industriali, ecc.)  anche mediante accorpamenti;
  • adottare semplificazioni sui vigenti Testi Unici per l’Edilizia e per l’Ambiente per una più puntuale applicazione delle disposizioni.

*Compiti ed attività dei dirigenti pubblici

  • rafforzamento dei poteri decisionali degli amministratori locali (sindaci ed assessori per contrastare inerzia ed interpretazioni di legge ostative da parte dei dirigenti;
  • individuazione dei criteri oggettivi nella valutazione dei beni architettonici ed ambientali per  uniformare l’operato delle Soprintendenze, ed evitare l’eccessiva discrezionalità che ancora oggi si riscontra nelle loro decisioni in  merito alla legittimità degli interventi edilizi;
  • conseguentemente un’equa ripartizione dei poteri decisionali tra tutte le rappresentanze istituzionali all’interno delle Conferenze dei Servizi volta ad evitare l’esercizio unilaterale dei diritto di veto da parte delle Soprintendenze stesse.

*Certezza del diritto

E’ necessario che i provvedimenti legislativi inerenti il nostro settore abbiano un orizzonte di lungo periodo, così da evitare che l’avvicendarsi dei vari governi incida ogni volta su norme e procedure già stabilite. Ciò consentirebbe alle imprese di pianificare i propri investimenti con maggiore certezza e consapevolezza delle proprie potenzialità.

Tale aspetto assume una notevole importanza per il settore edile, dove gli investimenti richiedono lunghi tempi di attuazione e risorse finanziarie rilevanti che le imprese devono poter impiegare in un contesto normativo certo ed affidabile. Come sempre l’imprenditore assume il “rischio d’impresa” ma, nel contempo, ha diritto ad operare nell’ambito di un sistema legislativo stabile in cui le modifiche possano essere introdotte senza condizionare gli investimenti già in atto.

FISCALITA’

*IMU

 Il  D.L. 102/2013  ha introdotto l’esenzione per i soli fabbricati ultimati e destinati alla vendita. Le aree edificabili dunque continuano ad essere assoggettate ad IMU. Ma èdi tutta evidenza che tale imposta non rappresenta altro che una “patrimoniale” che colpisce la materia prima delle imprese edili:

Anche qui occorre poi tenere in debito conto l’eccessiva discrezionalità concessa ai Comuni nella determinazione dei valori venali delle aree stesse. Valori che ignorano i periodi di crisi e che nella maggior parte dei casi sono la causa dei numerosi contenziosi.

Accade così che in una fase di congiuntura ancora negativa, le imprese esitano ad intraprendere investimenti sulle loro aree, ma si vedono comunque costrette a versare una “patrimoniale annua” calcolata sui valori minimi stabiliti unilateralmente dai Comuni che quasi mai riflettono la realtà.

E frequente sono i casi sia di aree che, pur conservando la destinazione edificabile e la conseguente imponibilità, per decenni rimangono nel c.d. “retino” del PRG senza concreta possibilità di sviluppo edilizio a causa dei ritardi nell’attuazione dei piani; sia di aree che, nell’ambito della ridefinizione del PRG, perdono “d’ufficio” la destinazione edificabile dopo aver contribuito per moltissimi anni ad incrementare le casse degli enti locali.

E’ fondamentale quindi che l’IMU sulle aree edificabili venga eliminata o che, quantomeno, venga rivisto il concetto di edificabilità così da tassare solo quelle dotate di strumento attuativo . Così facendo anche gli stessi enti locali verrebbero maggiormente responsabilizzati in ordine all’attuazione dei piani per legittimare l’imposizione.

Non solo, se si vuole tornare a favorire l’investimento immobiliare deve essere rivista  anche la tassazione IMU-TASI per i cittadini che ad oggi, sulle seconde case, incide complessivamente oltre l’1% annuo (…!) costituendo una vera e propria imposta “patrimoniale” che allontana sempre di più l’investimento di risparmi privati nel settore edilizio.

*Imposizione indiretta

 Rappresenta spesso l’elemento che scoraggia l’investimento immobiliare  del privato, evidenziando una contraddizione tra le norme poste in essere per incentivare il recupero del patrimonio edilizio da un lato e la pretesa di elevati oneri fiscali (IVA, registro ed ipotecarie) sulle compravendite dall’altro.

Come se non bastasse, alcuni dei più recenti interventi normativi hanno generato una concorrenza finora assente, tra imprese e privati venditori; infatti chi oggi si trovi ad acquistare la “prima casa” da un privato deve versare l’imposta di registro del 2% calcolata sul valore catastale. Ma se lo stesso immobile vene acquistato presso l’impresa che lo ha realizzato l’imposta dovuta (IVA) sale al 4% del prezzo di vendita.

Per meglio chiarire con un semplice esempio: se la “prima casa” viene acquistata presso l’impresa costruttrice al prezzo di € 500.000, l’IVA dovuta sarà pari a  20.000 euro; se lo stesso immobile viene acquistato da un altro privato l’imposta di registro sarà pari  mediamente a circa 3-4.000 euro. Se poi il discorso si sposta sull’acquisto delle seconde case il divario si accentua ancora di più.

Ora, noi tutti operatori del settore concordiamo sulla necessità di rivalutare il patrimonio esistente attraverso adeguati interventi di recupero e ristrutturazioni in grado di assicurare elevati standard di qualità, anche in termini di risparmio energetico, ma il nostro agire come imprenditori non può essere ostacolato ponendoci in concorrenza anche con il mercato dei privati.

Le più recenti iniziative legislative che hanno introdotto delle agevolazioni per l’acquisto di immobili (rent to buy, immobili concessi in affitto per almeno otto anni,ecc.) non possono essere giudicate soddisfacenti né dimostrano una reale effettiva volontà di far ripartire il settore, che avrebbe bisogno di altre e più incisive agevolazioni, quali:

  • riduzione del 50% dell’aliquota IVA vigente sull’acquisto delle seconde case (10%);
  • equiparazione dell’aliquota IVA prevista per la prima casa (4%) a quella prevista per le stesse vendite soggette ad imposta di registro (2%);
  • (riguardo a questi due primi punti è apprezzabile lo sforzo del Governo con la recente Legge di Stabilità che ha disposto la detrazione fiscale della metà dell’Iva pagata sull’acquisto di nuove abitazioni in classe A e B, ma tale misura non può essere limitata ai soli acquisti compiuti entro il 2016).
  • imposizione sull’abitato ai fini IVA in base alla rendita catastale e non al prezzo di vendita dell’immobile così come  previsto nelle transazioni tra privati;
  • eliminazione delle imposte ipotecarie e catastali sulla cessione di immobili strumentali;
  • riduzione del 50% dell’aliquota IVA sulla cessione di immobili strumentali (22%).

MERCATO DEL CREDITO

L’attuale crisi del mercato immobiliare è di fatto accentuata dalla stretta creditizia in atto.

Se da un lato sono riprese le concessioni di mutui in favore dei privati, non altrettanto sta avvenendo nei confronti delle imprese edili per lo sviluppo delle loro iniziative.  E’ infatti ancora presente una forte differenza del sistema bancario nei confronti del nostro settore, che si traduce nella concreta difficoltà per le imprese di ottenere i necessari finanziamenti. E’ pertanto auspicabile un deciso intervento da parte del Governo teso a rimuovere questa “impasse” che frena la ripresa degli investimenti in campo edilizio.

Ritengo che i suggerimenti sopra esposti siano indispensabili per favorire la ripresa economica e lo sviluppo del comparto edilizio, che con il suo rilevante indotto rappresenta da sempre il volano di tutte le attività produttive.

 Ascoli Piceno, marzo 2016

 

PIME Pontificio Istituto Missioni Estere – “Giuseppe Castiglione (1688-1766) artista milanese alla corte dei Qing” – Progetto PIME Milano – IEA Istituto Europa Asia informa

aprile 11, 2016

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

 

Progetto del PIME di Milano e del Centro di cultura Italia Asia

GIUSEPPE CASTIGLIONE, IL SUO TEMPO LA SUA STORIA

E’ in pieno svolgimento il progetto “Giuseppe Castiglione (1688-1766) artista milanese alla corte dei Qing” promosso dalla Biblioteca del Centro Pime, in collaborazione con il Centro di cultura Italia Asia e con il patrocinio del Comune di Milano in occasione del 250° anniversario della morte dell’artista (per informazioni tel. 02.43822305, email segreteriabiblioteca@pimemilano.com). Si tratta di una serie di incontri di approfondimento sotto la direzione scientifica di Gianni Criveller, che vedono alternarsi presso le sale del Pime alcuni tra i maggiori studiosi specialisti della materia.

L’incontro di apertura è avvenuto giovedì 7 con una trattazione dal titolo “Giuseppe Castiglione: il suo tempo, la sua storia” introduzione di Gianni Criveller, Pime di Hong Kong e interventi di Giuseppina Merchionne, Università Cattolica di Milano “La Cina del XIII secolo, la Cine di Giuseppe Castiglione”; e di Isabella Doniselli Eramo, Biblioteca PIME “Giuseppe Castiglione e il Fondo Giulia Marzotto Caotorta nella Biblioteca Pime di Milano”.

Giovedì 21 aprile ore 18, sempre presso il Centro Missionario Pime di via Mosè Bianchi 94, Milano “Giuseppe Castiglione artista gesuita a Pechino” con interventi di Gianni Criveller “Giuseppe Castiglione nelle vicende missionarie in Cina” e di Francesco Vossilla e Carlo Cinelli, Società di Studi Giuseppe Castiglione-Lang Shining (Firenze) “Accomodamento creatività missionaria di Castiglione e Moggi nelle chiese e nei palazzi di Pechino”.

Il 5 maggio ore 18 con il titolo “Giuseppe Castiglione, il dialogo con immagini” relazioni di Marco Musillo, Kunsthistorische Institut (Firenze) “Giuseppe Castiglione, un artista tra due mondi; Isabella Doniselli Framo, Biblioteca Pime “I cavalli nella pittura di Castiglione e nella tradizione cinese”.

Il 7 maggio ore 16 “Giuseppe Castiglione in Cina. Pittore imperiale, umile servo”, film documentario di p. Jerry Martinson; presenta p. Angelo S. Lazzarotto, Pime Milano.

A questi eventi si aggiungono con svolgimento al Museo Popoli e Culture: il 14 aprile, ore 18, “La Cina di Giuseppe Castiglione”, visita guidata alle collezioni del Museo; e il 16 aprile ore 15,30 “Il cavallo di Cina e altri animali alla Corte dei Qing”, laboratorio per bambini e famiglie.

Giuseppe Castiglione (Milano, 19 luglio 1688 – Pechino, 16 luglio 1766) è artista milanese, ai suoi tempi molto quotato ed apprezzato. Missionario in Cina, svolge la sua opera di pittore di corte con gli imperatori Kangxi (r. 1662-1722), Yongzheng (r. 1723-1735) e Qianlong (r. 1736-1796), realizzando un’interessantissima azione di incontro tra culture e di scambio tra tradizioni pittoriche diverse. Nella Grande Cina è ancora oggi ben noto ed è citato in autorevoli manuali di storia dell’arte, con il suo nome cinese: Lang Shining (Uomo della pace). Sue opere sono conservate nei Musei di Taiwan e Pechino, alcune si trovano a Parigi e negli USA. A Milano, città che gli ha dato i natali e dove si è formato anche artisticamente, pochi lo ricordano.

Nella foto: il Presidente dell’Istituto Europa Asia, Avv. Achille Colombo Clerici

Presidente Venezia aprile 2016 3

QN, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione, “I costi alti delle Regioni” ed. 9 aprile 2016 Achille Colombo Clerici

aprile 11, 2016

Un dipendente regionale su tre è di troppo. Ne basterebbero 54.000 invece di 78.000, con un risparmio di 2 miliardi e mezzo di euro. Quando le Regioni vennero istituite nel 1970 gli obiettivi dichiarati erano: lontani da Roma minore burocrazia, decentramento per rispondere meglio alle esigenze locali, maggiore efficienza e trasparenza.  Con pochissime lodevoli eccezioni si assiste al loro sostanziale fallimento istituzionale e politico.  La stessa Lombardia che vanta il 23% del personale in meno della media nazionale pagato il 6% in meno ed eroga servizi mediamente superiori, sovente conquista le prime pagine per le vicende giudiziarie.

Pesa in particolare sul cittadino la spesa pubblica di molte Regioni (cui si aggiungono enti territoriali quali Province, Comuni, Comunità Montane, Consorzi di Bonifica e Industriali ecc.) che comprende il mantenimento di sedi distaccate a Roma, a Bruxelles ed in altre importanti città del mondo quasi fossero altrettante ambasciate, cui l’istituzione fa fronte anche imponendo crescenti addizionali delle imposte sul reddito. La spesa regionale ammonta a 232 miliardi secondo l’ultimo dato a disposizione, mentre il passivo ascende a 63 miliardi; mille euro per ogni italiano. Ed il Lazio, con metà della popolazione della Lombardia, spende 10 miliardi in più: 40 contro 30.

La spesa regionale è in buona parte dovuta alle nuove competenze, in particolare sanità, assistenza sociale e trasporti. Ma non solo.

Senza dire del fatto opinabile che il contribuente paghi due tributi, l’uno con aliquota nazionale, l’altro con aliquota regionale, va osservato che il risultato è spesso negativo. Lo si vede nella Sanità che costringe ad emigrare molte migliaia di malati da talune regioni ad altre meglio dotate per strutture e per qualificazione del personale.

Per non parlare degli sprechi: è nota la storia – purtroppo vera – della siringa che in una regione del Sud Italia costa tre volte più che al Nord.

Mentre l’emergenza abitativa è triplicata, passando da 650.000 a oltre 1,7 milioni di famiglie in difficoltà da quando di casa se ne occupano le Regioni.

Ma ci sono altre negatività. Prendiamo il turismo, la principale “industria invisibile” del Paese. Sul settore l’Italia che per arte, paesaggi, cultura, monumenti, enogastronomia non ha pari al mondo, perde colpi rispetto ad altri Paesi meno qualificati. Perché la promozione del turismo è compito delle Regioni le quali, invece di coordinarsi in un’unica offerta nazionale, si fanno all’estero concorrenza l’una con l’altra. Attraverso le “ambasciate” di cui sopra.

Nella foto: il Presidente di Assoedilizia, Avv. Achille Colombo Clerici

Presidente Venezia aprile 2016 2

Archivio di Stato Venezia – Visita dell’Istituto Europa Asia – Aprile 2016

aprile 11, 2016

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

 

“La Repubblica di Venezia: una lezione di democrazia in uno stato retto da aristocratici”

Guidata dal presidente Achille Colombo Clerici, è stata ricevuta dal direttore Raffaele Santoro

DELEGAZIONE DELL’ ISTITUTO EUROPA ASIA IN VISITA ALL’ ARCHIVIO DI STATO DI VENEZIA

Una delegazione dell’Istituto Europa Asia, guidata dal presidente Achille Colombo Clerici, ha visitato l’Archivio di Stato di Venezia, ricevuta dal direttore Raffaele Santoro.

Il vicedirettore Michela Dal Borgo ha accompagnato gli ospiti nella visita, commentando con molta competenza e passione.

L’ Archivio di Stato venne istituito nel 1815 con il nome di Archivio generale veneto nella sede dei Frari, un antico convento dei Francescani che si presenta con una struttura edilizia realizzata attorno a due chiostri cinquecenteschi di vastissima dimensione; in uno dei quali si trova un pozzo d’acqua dolce anticamente accessibile al popolo veneziano che vi veniva ad attingere l’acqua, considerata allora un bene pubblico. La gente vi stazionava. Il chiostro ovviamente non cessava di restare un luogo sacro ed una lapide datata 4 marzo 1607 ammonisce sul divieto di giochi e di linguaggi osceni e blasfemi, comminando la pena della prigione ed anche una sanzione pecuniaria di trecento lire.

Tra il 1817 e il 1822 furono trasferite nel nuovo Istituto le carte prodotte nell’arco di un millennio dagli uffici della Serenissima, fin dalle origini conservate a Palazzo Ducale, nelle Procuratie marciane o nei palazzi di Rialto, che in età napoleonica erano state trasportate in tre sedi distinte:
– gli archivi politici, che costituivano il nucleo principale, nella scuola grande di S. Teodoro,
– i giudiziari nel convento di S. Giovanni Laterano;
– i demaniali o fiscali (finanziari) in un palazzo a San Provolo.

Ad essi si aggiunsero, negli anni successivi, anche gli archivi prodotti nel periodo napoleonico e dai governi austriaci.

Dopo il 1866, vi affluiscono gli archivi prodotti dagli uffici dello Stato italiano che risiedono a Venezia.
Il patrimonio, che si snoda per circa 80 km di scaffalatura, è costituito da oltre 800 fondi, all’interno dei quali si trovano talvolta centinaia di altri archivi, come avviene nel caso delle corporazioni di mestiere, delle confraternite e dei notai.

Il numero dei fondi è destinato pertanto ad aumentare, mano a mano che procede la schedatura di queste fonti all’interno del sistema informativo.

L’articolazione dei fondi riflette ancora, in gran parte, il modo in cui le carte erano organizzate in seno agli uffici che le producevano.

A questa struttura si è poi sovrapposta l’attività di ordinamento, inventariazione e conservazione svolta all’interno dell’Archivio di Stato nel corso di quasi due secoli.

Di grandissimo valore è la lezione di democrazia che si ricava dalla “lettura”, attraverso i documenti raccolti nell’Archivio, della storia della Repubblica di Venezia, questo stato retto  da aristocratici.

Un esempio illuminante è rappresentato dal controllo, al fine di impedire arricchimenti illeciti, della consistenza dei patrimoni delle famiglie dogali dopo la scadenza del mandato amministrativo al doge.

Negli Atti del Maggior Consiglio Venezia del ‘500, le delibere recavano l’indicazione dei votanti de parte (a favore), de non (contrari) e non sinceri (astenuti).

Prova di democrazia sono le norme per la formazione dei Collegi giudicanti nei Tribunali della Repubblica, il Consiglio dei Dieci, gli Inquisitori.

Di particolare interesse le norme liberali contenute nelle “Mariegole” che, dal Trecento in poi, raccoglievano le regole delle corporazioni e delle confraternite.

E documenti autografi di Galileo Galilei, che presenta il cannocchiale ai ricchi mercanti veneziani, di Elisabetta Prima d’Inghilterra, in italiano  (Elizabetha dei G r a Angliae, Amorevolissima ) Palazzo di Grinuicy, 21 marzo 1585.

Nella foto: il Presidente dell’Istituto Europa Asia, Avv. Achille Colombo Clerici

Presidente Venezia aprile 2016

QN, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione 2 aprile 2016 – “Il turismo dinamico ” Achille Colombo Clerici

aprile 4, 2016

La nuova conferma è arrivata dalle vacanze di Pasqua: il turismo in Italia è in ripresa – 8 o 9 milioni di viaggiatori – sia pure all’insegna del contenimento dei costi, anche se Pasqua “bassa”, “ponte” corto, condizioni climatiche non sempre ideali rendono improponibile il confronto con lo scorso anno (per un bilancio realistico bisognerà attendere il ponte del 25 aprile).

Mentre il timore del terrorismo sembra avere colpito i viaggi all’estero (meno 10-15%) e le grandi città europee (in Italia Milano e Roma che segna un calo di oltre 4 punti).

Mete preferite quelle tradizionali: mare, seguono le località d’arte con lunghe file ai musei e la montagna, che con la neve tardiva recupera parte delle perdite di inizio stagione dovute alle anomale temperature; e soprattutto la campagna, dove, alla ricerca di tranquillità e di buon cibo, negli agriturismi spesso si è registrato il tutto esaurito (più 15%). Sono le rilevazioni di Cescat-Centro studi casa ambiente e territorio di Assoedilizia.

In Liguria (aumento sia in numero che in giornate di presenza) come a Napoli (con Sorrento, le isole, la Costiera Amalfitana e Salerno) e in Puglia   si festeggia.

A Mantova, capitale italiana 2016 della cultura, sembra di essere tornati agli anni pre-crisi.

Ma anche in Trentino come in Sicilia e Sardegna, sul litorale adriatico, a Como, Trieste, Arezzo, Torino, Bologna, insomma un po’ dovunque nelle città medie e piccole il sentiment degli operatori è improntato ad un ragionato ottimismo.  Colpisce, nel lento ma costante modificarsi delle abitudini degli italiani, la sempre più accentuata preferenza verso località che abbinano alla bellezza del paesaggio e al fascino dei monumenti offerte enogastronomiche di qualità, iniziative promozionali, organizzazione di eventi, rapporti ottimali tra qualità e prezzo, efficienza e completezza dei servizi.

Si va gradatamente affermando un nuovo modo di fare turismo teso a procurare riposo e svago, ma anche a soddisfare interessi forti legati ad hobbies o a pratiche sportive ovvero ad aspirazioni di partecipazione e di presenza: un turismo senz’altro più dinamico di quello tradizionale.

Conoscere, vivere emozioni, partecipare sono dunque le grandi spinte che alimentano l’interesse turistico di questa epoca, soprattutto nei giovani.

Foto: Il refettorio di San Clemente a Venezia

Presidente Venezia 2