Archivio per Maggio 2016

Enrico Morando – Due nuove misure per la crescita economica allo studio da parte del Governo – Incontro a Milano

Maggio 23, 2016

A s s o e d i l i z i a
Informa

Due interessanti misure anticicliche allo studio da parte del Ministero dell’economia.
– Abbattimento dell’imposizione diretta per investimenti “dormienti” nelle PMI
– Bonus fiscale per interventi energetici sugli edifici: costo ‘detraibile’ dalla spesa per il servizio.

Milano 24 maggio 2016

Nel corso di un incontro svoltosi a Milano, presente il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici,  il Viceministro dell’Economia Enrico Morando, nell’ambito di un’ampia esposizione tesa ad illustrare l’azione del Governo nella presente congiuntura economica e le logiche sottese ai rapporti con l’Europa ( che il Governo italiano si adopera per spostare dalla concezione del consolidamento dei conti come obiettivo a quella della crescita economica come obiettivo e del consolidamento come limite ), ha illustrato  due nuove misure volte alla crescita della nostra economia, attualmente allo studio da parte del Governo; misure valutate  di grande interesse da Assoedilizia.

La prima è una detassazione dei redditi prodotti dai nuovi investimenti, “dormienti” esemplificativamente per almeno 3 anni, del risparmio delle famiglie impiegato nel finanziamento delle PMI.

La ratio del provvedimento nasce dalla considerazione che il finanziamento della nostra economia è troppo “bancocentrico” ed è quindi opportuno, in linea con i parametri europei, introdurre delle misure che favoriscano forme di finanziamento da parte del mercato, in aggiunta a quelle del sistema bancario.

*    *    *

La seconda consiste in una nuova idea per favorire gli interventi edilizio-impiantistici volti all’efficientamento energetico di molti edifici condominiali.

Soprattutto quando si tratti di immobili di scarsa qualità realizzati negli anni ’60 ed abitati da famiglie a basso reddito, è frequente il caso che, pur in presenza del bonus fiscale, non ci sia interesse da parte dei condomini a compiere gli interventi,  perché il reddito delle singole famiglie è incapiente in rapporto alla entità della prevista detrazione fiscale del 65 % della spesa, pur diluita in 10 anni.

L’idea è quella di favorire la formazione di operatori che siano in grado, a seguito dell’intervento di efficientamento,(attraverso un meccanismo finanziario analogo alla cartolarizzazione n.d.r.), di sostituirsi al singolo condomino nel pagamento della spesa per il riscaldamento, per un determinato arco temporale.

Insomma, la detraibilità avverrebbe, non sul piano fiscale, bensì sul piano dei costi di funzionamento dell’impianto, dai quali il condomino verrebbe sollevato.

Lo Stato incassa l’Iva, incrementa il Pil, riqualifica il tessuto urbano delle città, riduce l’inquinamento atmosferico.

Il condomino migliora la qualità dell’edificio, aumenta il valore della sua proprietà, risparmia nelle spese di riscaldamento e ammortizza il costo dell’intervento “detraendolo” attraverso il meccanismo della esenzione dalla relativa spesa per un certo numero di anni.

Foto: il Viceministro Enrico Morando con il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

Enrico Morando e Achille Colombo Clerici

QN Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione ed. 21 maggio 2016 – “Quel pasticcio sugli sfratti” Achille Colombo Clerici

Maggio 23, 2016

In tema di escomio degli immobili l’atteggiamento dello Stato è del tutto schizofrenico. Si favorisce l’interesse parapubblico delle banche alla liberazione degli immobili venduti per soddisfare i crediti in sofferenza, mediante una radicale semplificazione della procedura esecutiva, e si penalizzano, in fase di sfratto, i proprietari privati che vogliono liberare gli immobili dagli inquilini insolventi.

Il decreto legge n.59/2016 salva banche, emanato dal Governo in data 3 maggio scorso ha infatti semplificato le procedure per gli immobili venduti coattivamente dalle banche, a fronte dell’insolvenza dei proprietari. Bastano una notifica ed una perizia e la vendita si compie.

Ma, d’altro lato, caso-pilota a Milano che potrebbe estendersi ad altre parti d’ Italia, le massime istituzioni (Prefettura, Questura, Corte d’Appello, Comune, Ordine degli Avvocati, Sindacati inquilini – Assoedilizia che rappresenta la proprietà edilizia non è stata convocata, con grave violazione dei principi di democraticità) hanno firmato un protocollo d’intesa in data 27 aprile scorso, in base al quale, come primo atto, l’ Ufficio Esecuzioni UNEP presso la Corte d’Appello ha emanato il 28 aprile, una Direttiva il cui esito è quello di dilazionare tutti gli sfratti, abitativi e commerciali, ivi compresi quelli per morosità.

Si tratta di una sorta di nuova procedura irta di complicazioni con annessa graduatoria degli sfratti, che si sostanzia nell’effetto di dilatare i tempi di esecuzione delle procedure stesse, attraverso un ampliamento dei termini e contestualmente l’introduzione di una serie di attività e di adempimenti legali di carattere defatigatorio, che comporteranno tra l’altro anche un aggravio di costi per il proprietario che agisce in giudizio.

La misura è particolarmente gravosa nei casi di morosità dei conduttori commerciali, perché i proprietari continueranno a pagare le tasse anche senza percepire i canoni di locazione, non potranno liberare l’immobile e non avranno dallo Stato alcuna compensazione del danno.

Manca infatti per questa fattispecie un meccanismo analogo a quello previsto per la morosità incolpevole nell’ipotesi di locazioni abitative.

L’Ordine degli Avvocati, che in prima battuta aveva espresso apprezzamento per i principi della direttiva dell’Ufficio esecuzioni, ora – verificatone l’effettivo contenuto – ne ha chiesto la revoca.

Presidente

Sfratti: la Direttiva Unep della Corte d’ Appello di Milano, Assoedilizia critica – Il Protocollo firmato presso la Prefettura di Milano viola i principi di democraticità

Maggio 18, 2016

A s s o e d i l i z i a
Associazione della Proprietà Edilizia
Milano

Sfratti: la Direttiva Unep della Corte d’ Appello di Milano, Assoedilizia critica – Il Protocollo firmato presso la Prefettura di Milano viola i principi di democraticità.

In materia di escomi di immobili l’atteggiamento dello Stato è del tutto schizofrenico. Si favorisce l’interesse parapubblico delle banche alla liberazione degli immobili venduti per soddisfare i crediti in sofferenza, mediante una radicale semplificazione della procedura esecutiva, e si penalizzano,  in fase di sfratto, i proprietari privati che vogliono liberare gli immobili dagli inquilini insolventi.

Il decreto legge salva banche n.59/2016  emanato dal Governo in data 3 maggio scorso ha infatti semplificato le procedure di escomio degli immobili venduti coattivamente  dalle banche, a fronte dell’insolvenza dei proprietari. Bastano una notifica ed una perizia e la vendita si compie.

Parallelamente, caso-pilota a Milano che potrebbe estendersi ad altre parti d’ Italia, le massime istituzioni (Prefettura, Questura, Corte d’Appello, Comune, Ordine degli Avvocati, Sindacati inquilini – Assoedilizia che rappresenta la proprietà edilizia non è stata convocata) hanno firmato un protocollo d’intesa in data 27 aprile scorso, in base al quale, come primo atto, l’ Ufficio Esecuzioni UNEP presso la Corte d’Appello ha emanato il 28 aprile, come primo atto, una Direttiva il cui esito è quello di dilazionare tutti gli sfratti, abitativi e commerciali, ivi compresi quelli per morosità.

Si tratta di una sorta di nuova procedura irta di complicazioni con annessa graduatoria degli sfratti, che si sostanzia nell’effetto di dilatare i tempi di esecuzione delle procedure stesse, attraverso un ampliamento dei termini e contestualmente l’introduzione di una serie di attività e di adempimenti di natura defatigatoria che comporteranno tra l’altro anche un aggravio di costi per il proprietario che agisce in giudizio.

La misura è particolarmente gravosa nei casi di morosità dei conduttori commerciali, perché i proprietari continueranno a pagare le tasse anche senza percepire i canoni di locazione, non potranno liberare l’ immobile e non avranno dallo Stato alcuna compensazione del danno.

Manca infatti per questa fattispecie un meccanismo analogo a quello previsto per la morosità incolpevole nell’ipotesi di locazioni abitative.
L’Ordine degli Avvocati, che in prima battuta aveva espresso apprezzamento per i principi della direttiva dell’Ufficio esecuzioni, ora – verificatone l’effettivo contenuto – ne ha chiesto la revoca.

Assoedilizia denuncia, in ogni caso, la grave violazione dei principi di democraticità, intervenuta a seguito della sua mancata preventiva consultazione nella fase propedeutica sfociata nel protocollo d’intesa.

Foto: Achille Colombo Clerici Presidente di Assoedilizia

Presidente

Graziano Delrio Ministro Infrastrutture – Piano edilizia sociale e misure di incentivazione del recupero edilizio – Milano 16 aprile 2016

Maggio 18, 2016

A s s o e d i l i z i a

Associazione della Proprietà Edilizia  Milano
Informa

Il tema casa al centro dell’incontro tra il ministro del Rio e il candidato sindaco Sala

FONDI PER RECUPERARE MIGLIAIA DI ALLOGGI PUBBLICI INAGIBILI
AI PRIVATI AGEVOLAZIONI SOSTANZIALI SE ABBATTONO E RICOSTRUISCONO

Il tema casa è stato al centro della mattinata milanese del ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio che ha incontrato nella Camera del Lavoro di Piazzale Segesta Giuseppe Sala, Candidato sindaco, il senatore Franco Mirabelli, i cooperatori della Cascina Cotica e il Comitato Quartiere San Siro ed altri esponenti del settore, tra i quali il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.

“Il governo – ha detto il ministro –  metterà a disposizione delle Regioni 500 milioni, di cui 260 entro il 2016, per la riqualificazione degli alloggi popolari che oggi non sono occupati o perché fatiscenti oppure perché non rispondenti alle recenti normative urbanistiche.  Di questi, 85 milioni circa toccheranno alla Lombardia”. Calcolando che la ristrutturazione di un alloggio popolare costa attorno ai 20.000 euro, si prevede che nel giro di un paio d’anni verranno posti in condizione di essere assegnati circa 4.000 alloggi, l’equivalente di un “piano casa” di antica memoria.

Ha aggiunto Beppe Sala: “Se eletto, proverò a vendere una parte del patrimonio pubblico (azioni Sea e A2a) per trovare altri soldi da investire nelle case popolari. L’obiettivo è di arrivare a 6mila alloggi recuperati”.

Un piano, quello spiegato da Delrio nell’incontro organizzato dai Democratici per Milano, che verrà monitorato costantemente: “Sul sito del ministero mostreremo i soldi trasferiti a ogni Regione e quanto ognuna di esse trasferirà ai Comuni; e quanti alloggi si stanno recuperando man mano in base ai finanziamenti”.

Ma c’è anche un capitolo interessante i proprietari privati. Prevede l’esenzione dagli oneri di urbanizzazione per chi demolisce e ricostruisce palazzi fatiscenti, usando soluzioni di risparmio energetico, preservando il verde e garantendo di poter utilizzare la stessa cubatura dello stabile abbattuto.

Foto: da sin. Il Ministro Graziano Delrio e Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

Graziano Delrio e Achille Colombo Clerici

QN Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione “Che paradosso i Fondi sprecati” Ediz. 14 maggio 2016 – Achille Colombo Clerici

Maggio 16, 2016

Quanti euro versiamo all’Europa e quanti ne riceviamo? Evidentemente il vantaggio (o meno), di far parte di una grande comunità di Paesi e di un sistema di economie, non può essere valutato ragionieristicamente con il criterio del dare e avere.

Ma è comunque interessante guardare alle cifre.

Ogni Paese contribuisce al bilancio europeo con l’1% del pil nazionale: così ogni anno si modificano le uscite, e quindi anche le entrate. L’Italia è il terzo contribuente netto dell’Ue assieme alla Gran Bretagna (precedute da Germania e Francia), con il 12% del totale

Le risorse versate dall’Italia all’Ue sono aumentate dai 14 miliardi di euro del 2007 agli attuali 17 miliardi, mentre gli accrediti effettuati dall’Unione nel periodo si sono aggirati intorno ai 10 -12 miliardi all’anno, determinando così un consistente saldo a nostro svantaggio di. Oltre. 5 miliardi all’anno. Sono 11 i Paesi che versano più di quanto ricevono. Per avere una panoramica più soddisfacente è però opportuno riferirsi a un periodo più lungo di tempo. Dal 2000 al 2014 l’Italia ha versato (cifre arrotondate) 210.500 mln e ricevuto 151.600 mln.: un credito per noi di quasi 59.000 mln pari a quasi 1.000 euro per abitante.

Ma sui milioni ricevuti bisogna calcolare quanto siamo riusciti a spendere in quanto questi soldi non vengono attribuiti a babbo morto allo Stato, ma sono assegnati a sostegno di progetti co-finanziati (parte dall’Ue parte dall’Italia), progetti che devono essere elaborati e presentati all’Unione.

Ebbene sull’elaborazione dei progetti non andiamo affatto bene, e riusciamo a stento a raggiungere l’80% medio. Fino a qualche mese fa non erano ancora stati certificati 9,3 miliardi di finanziamenti europei, dei quali 6,6 in capo alle Regioni e 2,7 miliardi di competenza dello Stato centrale.

Ebbene, ancora una volta si conferma l’inadempienza di alcune amministrazioni regionali, con i relativi comuni al seguito; soprattutto al Sud, fatta eccezione per la Puglia. Nella poco commendevole classifica spiccano Sicilia e Campania che sono riuscite a “spendere” meno del 70% dei fondi europei; al vertice degli utilizzi Liguria, Friuli-Venezia Giulia, la provincia di Trento, Marche e Veneto e, come detto, la Puglia mediamente con ben oltre il 90%.

Foto: Achille Colombo Clerici con il direttore de Il Giorno Giuliano Molossi

Achille Colombo Clerici con il direttore de Il Giorno Giuliano Molossi

 

Codice degli Appalti Nuovo – Incontro all’Associazione Democratici di Milano – Stefano Esposito e Franco Mirabelli – Maggio 2016

Maggio 16, 2016

A s s o e d i l i z i a
Associazione della Proprietà Edilizia Milano

Informa

Incontro all’Associazione Democratici di Milano sul nuovo Codice degli Appalti

ESPOSITO E MIRABELLI: SEMPLICITA’ E TRASPARENZA PER RIDURRE LA CORRUZIONE

ll nuovo Codice degli Appalti entrato in vigore il 19 aprile 2016 è stato illustrato all’incontro organizzato dall’ Associazione Democratici per Milano in collaborazione con l’associazione Impegno & Libertà e con il Gruppo PD in Consiglio di Zona 1 dal relatore della riforma Sen. Stefano Esposito Vice Presidente della Commissione Lavori Pubblici, che ha introdotto i lavori con il Sen. Franco Mirabelli, Capogruppo PD in Commissione Parlamentare Antimafia.

Sono intervenuti;

–  l’Avv. Adolfo Mario Balestreri, specializzato in Diritto Amministrativo e consulente Legale di aziende;
– Ivan Barbieri, Ecopolis;
– Luciana Dambra, Fabrizio Barini e Rosario Pantaleo, candidati PD al Consiglio Comunale di Milano;
– Avv. Ada Lucia De Cesaris, Consulente di Diritto Amministrativo;
– Angela Fioroni, Segretaria Regionale di Legautonomie della Lombardia;
– Prof. Mauro Renna, Ordinario nell’Università Cattolica e Avvocato amministrativista.

– Ha coordinato Arianna Censi, Candidata PD al Consiglio Comunale di Milano.

Esposito, che ha definito il provvedimento legislativo ispirato a regole chiare per garantire legalità e trasparenza, quindi meno corruzione, ha spiegato come il testo della norma sia il risultato di un lungo processo di mediazione che, accanto a “tratti rivoluzionari”, ha lasciato tuttavia in eredità alcuni punti critici, da risolvere anche attraverso la presentazione di proposte di modifica. Questi i punti qualificanti.

Si è passati dai quasi 800 articoli del vecchio regolamento e del vecchio codice ai circa 220 attuali.

In secondo luogo è stato eliminato il regolamento, che era un elemento di pesantezza dal punto di vista burocratico.

Al suo posto sono state previste una serie di linee guida più agili che l’Anac (Autorità nazionale anti-corruzione) ha già iniziato a stilare.

Gli altri vantaggi sono l’aver ridato centralità alla qualità del progetto rispetto al mero dato dei costi, ed aver messo in campo tutti gli strumenti disponibili per ridurre al minimo i rischi di corruzione.

Il passaggio alla soft law, affidata in prima battuta a linee-guida varate dallo stesso ministero delle Infrastrutture su proposta dell’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, è sicuramente la novità di maggiore impatto fra gli architravi del nuovo sistema.

In estrema sintesi: rispetto alla versione iniziale, nella versione definitiva:

1) è stato inserito il tetto del 30% al subappalto,
2) non è stato previsto il riferimento obbligatorio al DM Parametri,
3) non sono state abbassate le soglie per il massimo ribasso e la procedura negoziata, che sono rimaste ferme a un milione di euro.  Inoltre, aggiudicazione con l’offerta economicamente più vantaggiosa; divieto di appalto integrato; limite del 30% al subappalto; cancellazione dell’incentivo del 2% ai progettisti interni alla Pubblica Amministrazione.

Foto: il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici con Giuseppe Sala

Achille Colombo Clerici con Giuseppe Sala

Assoedilizia e ArchxMi-Associazione Architetti per Milano –Seminario sul PGT e sul Regolamento Edilizio del Comune di Milano

Maggio 12, 2016

A s s o e d i l i z i a
Associazione della Proprietà Edilizia
Milano

I N V I T O

 

 

SEMINARIO

Assoedilizia e ArchxMI su due strumenti normativi destinati a incidere sul ruolo della città in Europa

PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO E REGOLAMENTO EDILIZIO
RIFLESSIONI CRITICHE

Assoedilizia-Associazione Milanese della Proprietà Edilizia e ArchxMi-Associazione Architetti per Milano organizzano per mercoledì 25 maggio 2016 ore 17, presso la sede di Assoedilizia in Milano, Via Meravigli 3, un seminario sul tema “Riflessioni critiche sul Piano di Governo del Territorio e sul Regolamento Edilizio del Comune di Milano”.

Il Piano di Governo del Territorio e il Regolamento Edilizio sono due strumenti normativi che indirizzeranno lo sviluppo urbanistico-edilizio e quindi sociale ed economico di Milano nel ruolo chiave della Città Metropolitana, capace di assicurare la competitività a livello europeo, come avviene per Londra, Parigi, Berlino, di un’area di oltre 3 milioni di abitanti e con una economia pari al 15% del Pil nazionale.

L’Avv. Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia, presenterà l’incontro e coordinerà gli interventi di:

Arch. Prof. Alberico Barbiano di Belgiojoso – Presidente di ArchxMi
Arch. Gianni Zenoni – Vice Presidente ArchxMi
Arch. Gerardo Ghioni – Consigliere ArchxMi
Arch. Susanna Rosellini – Consigliere ArchxMi
Arch. Laura Pertusi – Consigliere ArchxMi
Avv. Luca Stendardi – Consigliere Assoedilizia
Avv. Bruna Vanoli Gabardi – Consigliere Assoedilizia.

La S. V. è invitata

 

Colombo Clerici con Alberico Barbiano di Belgiojoso 1

 

Cesare Lanza, Kafka – “Nel nome di Kafka l’assicuratore” – L’attimo Fuggente Editore – Presentazione del Libro alla M.A.C. Musica Arte Cultura, Fondazione Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi

Maggio 12, 2016

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

La nuova opera del giornalista, scrittore e regista Cesare Lanza

NEL NOME DI KAFKA OTTIMO ASSICURATORE

Siamo a Praga, il 1° novembre 1907. Un ventiquattrenne come tanti, con il sogno di diventare uno scrittore, iniziava la sua carriera da assicuratore presso la sede ceca delle Assicurazioni Generali.

Di quel lavoro ne aveva bisogno, perché si sa che non è facile vivere dei proprio sogni – soprattutto se il sogno in questione è scrivere.  Ma sin dal primo giorno di lavoro affronta quell’impiego con una serietà ed una dedizione talmente grandi da eccellere, diventando per quella stessa compagnia “indispensabile”.

Il nome dell’ “instancabile, assiduo e ambizioso” assicuratore (così scriverà di lui un superiore in una lettera) è Franz Kafka e passerà alla storia come uno dei più grandi letterati del XX secolo.

Insieme a Platone ed a Machiavelli, Kafka è l’unico letterato-filosofo ad aver lasciato, per antonomasia, l’impronta del proprio nome legata ad un atteggiamento della natura umana.

Se molti ignorano il lato professionale della vita di Kafka, proprio alla sua poliedricità Cesare Lanza ha dedicato il libro “Nel nome di Kafka l’assicuratore” – L’attimo Fuggente Editore, 22 euro, presentato a Milano con la partecipazione di personalità del mondo culturale, politico e imprenditoriale, tra cui il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, Maurizio Lupi, Luigi Corbani, Paolo Pillitteri.

Ciò che di Kafka ha affascinato l’autore è “il vissuto breve ed infelice (…), spezzato tra un rigoroso senso del dovere e la necessità di scrivere, ma anche dedicato a mansioni che spesso si considerano distanti da personalità del suo calibro creativo, come appunto quella di assicuratore coscienzioso e attivo”.

Ciò che si percepisce dallo scritto di Lanza è che, proprio come molti altri scrittori e poeti – possiamo ricordare Balzac, Dickens, Bukowski, Poe, Neruda solo per citarne alcuni ma l’elenco è vastissimo – Kafka accettò un lavoro impiegatizio pur di arrivare a fine mese, dedicando alla sua passione principale, ovvero la scrittura, solo i ritagli di tempo. Ma Kafka, a differenza dei suoi celebri colleghi, nonostante facesse germogliare in sé ben altre ambizioni, ha sempre preso con estrema serietà il suo impiego alle Generali, applicandosi con coscienza e dimostrando che nella vita bisogna sempre crearsi un piano B.

Per Lanza, Kafka non è stato che “un esempio di come le cose funzionerebbero meglio in ogni Paese se ognuno facesse bene il proprio lavoro, anche se non è il mestiere che ha sempre voluto fare”.  Già perché in fondo è facile essere bravi a fare qualcosa per cui sentiamo di essere nati; ma applicare la stessa dedizione e lo stesso impegno anche a ciò che facciamo per puro dovere, non è né scontato né da tutti. È questo che Cesare Lanza ha tanto apprezzato e ha voluto così ben raccontare nel suo libro.

Cesare Lanza e Achille Colombo Clerici

Giuliano Molossi Direttore de “Il Giorno” – Incontro con Achille Colombo Clerici – Visita del Presidente di Assoedilizia al nuovo Direttore

Maggio 11, 2016

A s s o e d i l i z i a
Associazione della Proprietà Edilizia
Milano

 

Incontro tra il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici e il nuovo direttore de Il Giorno Giuliano Molossi

COLLABORAZIONE PER LO SVILUPPO DI MILANO E DELLA REGIONE ALLA VIGILIA DI SVOLTE EPOCALI

Il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia ha incontrato il nuovo direttore de Il Giorno Giuliano Molossi nella modernissima sede, appena inaugurata dall’arcivescovo cardinale Angelo Scola in corso Buenos Aires 54 a Milano.

Molossi ha salutato Colombo Clerici quale “prima personalità in visita al quotidiano” che si è radicato profondamente nella realtà milanese e lombarda dove è il secondo quotidiano più venduto.

Il presidente dei proprietari immobiliari ha ricordato come una informazione libera e attenta anche ai cosiddetti “fatti minori” rappresenti un fondamentale elemento per lo sviluppo della comunità.

Ma non soltanto di grandi temi si è parlato, perché Molossi e Colombo Clerici hanno scoperto amici e ricordi in comune: per citare, Palazzo Ingegnoli era sede della omonima società che sta per compiere 200 anni (è stata costituita nel 1817) famoso punto di riferimento per la Milano bene amante del verde.  L’incontro ha quindi presto abbandonato l’ufficialità per diventare simpaticamente colloquiale.

Informazione e mondo della proprietà edilizia antica e nuova alleati in un momento quanto mai importante per una città ed una regione alla vigilia di svolte epocali.

Foto: Giuliano Molossi e Colombo Clerici

Giuliano Molossi e Achille Colombo Clerici

Giuliano Molossi e Achille Colombo Clerici 2

 

Marco Cappato Candidato sindaco Milano – Incontro in Assoedilizia il 10 maggio 2016

Maggio 11, 2016

A s s o e d i l i z i a
Associazione della Proprietà Edilizia Milano

 

Il Candidato sindaco Marco Cappato incontra Assoedilizia
PER “FARE” A MILANO NON OCCORRE VINCERE LE ELEZIONI

“Non aspettiamo di vincere le elezioni per fare: quando abbiamo condotto le battaglie per i diritti civili, poi diventate leggi, e portato il popolo ai grandi referendum non eravamo certo maggioranza.
Lo stesso vale per Milano dove, sensibilizzando la società civile organizzata e collaborando con essa, ci impegniamo con progetti concreti   per lo sviluppo della città e il miglioramento della qualità di chi ci vive”.

Questo il messaggio lanciato da Marco Cappato, milanese, laureato in Economia alla Bocconi, presidente del Gruppo Radicale-federalista europeo al Comune di Milano e per due volte europarlamentare all’incontro con Assoedilizia accompagnato dall’arch. Francesco Spadaro, esperto del Gruppo sui temi urbanistico-edilizi.

Il presidente dell’associazione dei proprietari immobiliari milanesi Achille Colombo Clerici ha posto in rilievo il valore non solo economico della casa, ma anche sociale e culturale, ricordando il Manifesto per Milano elaborato in occasione delle elezioni per il nuovo sindaco e gli spunti di riflessione in esso contenuti.

Milano, che da oltre un secolo anticipa i cambiamenti del Paese e rappresenta l’aggancio più forte dell’Italia intera all’Europa Unita – e perciò meritevole di una “legge speciale” – deve uscire dalla logica della città centrale per assumere quella di territorio, analogamente a Londra, Parigi, Berlino con le quali deve competere. “La casa è la base della città – ha aggiunto Colombo Clerici – e pertanto deve essere oggetto di una lungimirante politica che incoraggi chi vuole investire in essa, principalmente intervenendo sull’esistente senza occupare nuovo territorio, consentendo di ricavarne un giusta remuneratività.

E nel contempo eliminare una volta per tutte la pluridecennale “emergenza” abitativa dando dignitosi alloggi a chi la casa non può permettersi di acquistarla”.

Una casa, ha aggiunto Cappato, che acquisterà ancor più valore se il contesto ambientale la favorisce con minore inquinamento, più verde, facilità di trasporti, dotazione di servizi. E, nell’ottica di una “grande Milano” la cui influenza va ben oltre i confini amministrativi attuali e futuri, ha citato a titolo di esempio la riqualificazione della rete dei Navigli con al centro la via d’acqua Locarno-Venezia (se realizzata sarebbe la più affascinante d’Europa dal punto di vista culturale e turistico e tra le più importanti dal punto di vista economico).

Spadaro ha illustrato a grandi linee il progetto di riqualificazione, con eventuale cambio d’uso, di 100.000 unità immobiliari non occupate o di difficile collocazione sul mercato per vetustà che veda – senza imposizioni dirigiste – il Comune intervenire in accordo con il proprietario privato. Mentre il consigliere amministratore di Assoedilizia Alessandro Panza di Biumo ha richiamato l’attenzione dell’esponente radicale sui quartieri “difficili” della città.

Per Cappato, niente ghetti ma diffusione capillare delle etnie, delle culture e delle religioni sul territorio in maniera tale che si arrivi a una maggiore conoscenza reciproca e quindi alla tolleranza. Senza trascurare il fermo rispetto delle leggi dello Stato, “dobbiamo – ha concluso –  anche essere in grado di “ascoltare””.

Foto: da sin. Alessandro Panza di Biumo, Marco Cappato e Achille Colombo Clerici

Alessandro Panza di Biumo, Marco Cappato, Achille Colombo Clerici

Alessandro Panza di Biumo, Marco Cappato, Achille Colombo Clerici 2