Archivio per giugno 2016

Dati dell’Agenzia delle Entrate sulle locazioni

giugno 10, 2016

Tabella 1- Mercato ORDINARIO TRANSITORIO

Tabella 2- Mercato ORDINARIO LUNGO PERIODO

Tabella 3- Mercato AGEVOLATO STUDENTI

Tabella 4- Mercato AGEVOLATO CANONE CONCORDATO

 

Banca D’ Italia Bankitalia – Rapporto Economia della Lombardia giugno 2016 – Istituto Europa Asia

giugno 9, 2016

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

 

Secondo il Rapporto 2016 della Banca d’Italia

LOMBARDIA, RIPRESA LENTA ED ORA SEGNI DI FRENATA Crescono l’edilizia ed i servizi alle famiglie

L’industria è inchiodata; nel 2016 bene per tecnologie, farmaceutici lusso.
Meglio le PMI

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Avanti adagio, quasi fermi. L’economia lombarda, pur mostrando una vitalità maggiore del resto del Paese (come sempre avviene) con una crescita del Pil pari all’1,1% nel 2015, sta frenando, sia in produzione, sia in investimenti, a causa del rallentamento del commercio internazionale: “Non è un buon segnale – ha detto il direttore della sede locale di Banca d’Italia Giuseppe Sopranzetti alla presentazione dell’annuale rapporto cui è stato invitato il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici – per un’economia vocata all’export come quella lombarda”.

Certo, ci sono indici positivi, il più rilevante dei quali è che la ripresa nella manifattura, sia pur timida, continua dal 2014; che la produzione nelle costruzioni è tornata a crescere e il ciclo immobiliare è ripartito; che la disoccupazione è in calo (lieve, ma è la prima volta dal 2011) e l’occupazione in crescita; che nel terziario l’espansione dell’attività ha accomunato i vari comparti, mentre le attività legate al turismo hanno beneficiato dell’arrivo dei visitatori dell’Esposizione universale.

Inoltre. Nel mercato del credito, la prolungata contrazione in atto dalla primavera del 2012 si è arrestata. La domanda di prestiti ha mostrato segnali di recupero e, per le aziende, è tornata lievemente positiva la componente legata agli investimenti; le condizioni di offerta si sono mantenute distese.

L’andamento complessivo ha beneficiato dell’espansione dei finanziamenti alle famiglie, dopo la stasi del biennio 2013-14.

In linea con l’andamento del mercato immobiliare, le erogazioni di nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni sono sensibilmente aumentate. I finanziamenti al tessuto produttivo hanno visto il ritorno alla crescita dei prestiti alle imprese medio-grandi, a quelle della manifattura e alle società più solide. Ma i crediti indirizzati alle aziende più piccole e a quelle valutate come rischiose sono ancora diminuiti.
Le indicazioni sull’andamento della qualità del credito riflettono i segnali di miglioramento del quadro congiunturale. È proseguito il calo, in atto dalla fine del 2013, del tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti alle imprese mentre la qualità dei prestiti alle famiglie è stabile da circa un triennio.
Le famiglie hanno accresciuto il risparmio finanziario detenuto sotto forma di depositi e di fondi comuni di investimento. È proseguito il processo di riorganizzazione delle banche sul territorio, con la riduzione del numero di sportelli e un aumento del ricorso ai canali digitali. Ma la Lombardia resta “sospesa”. Le indicazioni sul primo trimestre del 2016 mostrano segnali di rallentamento sia nell’industria, sia nei servizi alle imprese. Il sistema produttivo ha risentito della prolungata crisi (meno 9% del Pil dai massimi), con una diminuzione degli investimenti che ha determinato l’invecchiamento dei macchinari installati e ne ha rallentato l’adeguamento alle nuove tecnologie. Sono elementi che possono condizionare le potenzialità di crescita della regione. Le imprese che hanno investito di più, puntando sulla ricerca e adottando tecniche di produzione avanzate, sono infatti quelle che hanno agganciato in modo più evidente la ripresa; e sono le aziende medio-grandi mentre per le piccole la crisi sembra prolungarsi a tempi indefiniti.  In Lombardia le aziende più dinamiche si sono concentrate nei settori a tecnologia alta e medio-alta, mostrando significativi aumenti del fatturato e delle esportazioni rispetto ai valori pre-crisi. Al contrario, le imprese che operano nei comparti tradizionali e che occupano circa la metà degli addetti alla manifattura stentano a recuperare i livelli produttivi, ancora fortemente ridimensionati. Le prospettive occupazionali restano difficili per i più giovani; il loro livello di istruzione universitaria risulta basso nel confronto internazionale, nonostante un’offerta accademica ricca e di qualità, che attrae studenti da fuori regione e trattiene i lombardi.
Qualche indicazione per migliorare la situazione: incrementare le dimensioni aziendali; aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo; offrire più diversificate forme di finanziamento alle imprese.
E qualche critica: le riforme agiscono sul lato dell’offerta mentre non incidono sul lato della domanda interna, ad esempio diminuendo il cuneo fiscale per aziende e dipendenti e quindi offrendo maggiori possibilità di spesa alle famiglie. Fattore principe perché esse avvertano che la situazione è cambiata in meglio e ritorni la fiducia, capace di generare altri consumi.
Alla presentazione del Rapporto hanno inoltre partecipato: Andrea Sironi, rettore dell’Università Bocconi;  Paola Rossi e Massimiliano Rigon della Banca d’Italia di Milano, Divisione analisi e ricerca economica territoriale; Guido Tabellini, professore ordinario Università Bocconi; Giorgio Squinzi, presidente Gruppo Sole 24 Ore e a.d. unico Gruppo Mapei; Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia che ha concluso i lavori.

Foto: da sin. Giuseppe Sopranzetti, Achille Colombo Clerici, Alfio Noto

Achille Colombo Clerici tra il direttore della Banca d'Italia Milano Giuseppe Sopranzetti a sin. ed Alfio Noto, già Direttore della stessa sede Bankitalia

 

Rottamazione dell’edilizia post-bellica priva di qualità – Convegno a Roma Camera dei Deputati, Sala del Mappamondo – Sintesi della relazione di Achille Colombo Clerici Assoedilizia

giugno 9, 2016

A s s o e d i l i z i a
Associazione della Proprietà Edilizia
Milano
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CAMERA DEI DEPUTATI

Sala Mappamondo
Convegno a Roma sul progetto di abbattere e ricostruire edifici vetusti che non conviene riqualificare
Sintesi della relazione di Achille Colombo Clerici Assoedilizia

COLOMBO CLERICI: UNA “ZONA FRANCA” FISCALE PER RILANCIARE L’ECONOMIA E LE CITTA’

“Per far decollare il processo di rigenerazione urbana, vitale per il futuro del nostro Paese, occorre che la relativa area economica rappresenti una “zona franca” fiscale”.

E’ il punto qualificante della relazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici al convegno di Roma “Rottamazione post bellica priva di qualità, il riequilibrio delle aree urbane e il rilancio dell’economia” organizzato dalla Fondazione Fiorentino Sullo che ha analizzato, con l’intervento di esperti e politici, la vetustà del patrimonio immobiliare nel nostro Paese, con conseguenti problematiche dal punto di vista della sicurezza e del risparmio energetico.

Premesso che il settore determinante ai fini della produttività del Paese è quello della industria delle costruzioni edilizie, con tutto il suo indotto, Colombo Clerici ha proseguito affermando che  si deve dunque approntare un sistema complessivo, un ‘pacchetto’ di misure  dalle quali scaturisca un forte interesse economico che motivi ad interagire a tutti i livelli di intervento, dal promotore, al costruttore, all’ intermediario, all’investitore finale.

All’ interno di questo pacchetto debbono ovviamente rientrare, come suggerito dalle diverse parti economiche:
-bonus volumetrici, cioè diritti edificatori premiali;
– abbattimenti di oneri di urbanizzazione e di contributi edificatori;
– esenzioni fiscali (sulla falsariga delle legge Tupini del dopoguerra) per i redditi degli investitori finali Irpef-Irpeg-Irap, senza esclusioni di carattere soggettivo, oggettivo o tipologico;
– agevolazioni per le permute e per la monetizzazione del valore della casa (attraverso la costituzione di godimenti in usufrutto o diritto di abitazione);
– bonus (detrazioni dirette di parte del costo di acquisto) anche per gli investitori a reddito.

L’intervento edilizio di rigenerazione urbana (riqualificazione o sostituzione degli immobili) ha una duplice valenza. Produce in via diretta una attività economica che incrementa il Pil; e rende le nostre città più competitive, anche a livello internazionale, sul piano funzionale e quindi ne potenzia la idoneità ad essere motori di crescita.

Questo tipo di operazione immobiliare permette anche di conciliare la produttività edilizia con il risparmio di suolo, visto che diversamente dovremmo ipotizzare un incremento degli interventi volti alla realizzazione di infrastrutture, oggi di gran lunga la prima causa del consumo del suolo.
Stiamo parlando non semplicemente di una programmazione economica, ma del futuro stesso del nostro Paese.

In vista del presente convegno promosso dalla Fondazione Fiorentino Sullo, Assoedilizia, alla luce della attuale situazione economica e sociale, ha ritenuto fossero necessari un confronto ed una verifica in tempo reale ai maggiori livelli di competenza ed esperienza soprattutto in campo economico. In tale ottica ha promosso una consultazione preliminare con alcuni esperti della materia, docenti nelle Università Politecnico e Bocconi di Milano, che ci supporteranno nell’ulteriore messa a fuoco dei contenuti della proposta.
Seguirà a breve un convegno a Milano sulla medesima tematica.

Il nodo economico è centrale.

Possiamo dire anzitutto che diverso è il caso che si debba intervenire su immobili dall’ assetto proprietario unitario (aree industriali dismesse o blocchi immobiliari uniproprietari che, nell’operazione di recupero, possono e devono assolvere anche ad una funzione di volano abitativo ) dall’ipotesi di intervento su proprietà in comune o condominiale.

La riqualificazione di molte periferie si troverà di fronte proprio a questa fattispecie di intervento che presenterà seri problemi di fattibilità. Il vero scoglio è il condominio.

Si tratta allora di configurare un pacchetto di misure economico/fiscali che permettano di creare un vasto interesse economico nel quale coinvolgere i singoli proprietari.

L’idea che nasce non è dunque quella di ricorrere a misure dirigistiche che impongano ai privati, attraverso normative generali, astratti e aprioristici interventi avulsi dal contesto economico, come si riscontra in alcune impostazioni concettuali. Un esempio ne è la normativa del Regolamento edilizio del Comune di Milano.

Fondamentale risulta viceversa il meccanismo della economicità delle relative operazioni edilizio/urbanistiche, che dev’esser alla base di ogni corretta ed equa impostazione programmatoria, prevista anche legislativamente.

* * *

Nella politica sinora praticata in materia dai vari Governi ci sono a nostro avviso tre pecche:
A) – Si confida troppo nell’azione di operatori di nicchia, individuali e privilegiati, trascurando l’apporto del risparmio diffuso. In altri termini si privilegiano le operazioni, a scapito dei processi.

Dall’azione di operatori del risparmio gestito non ci si può aspettare lo stesso risultato di quello che sarebbe prodotto da un processo generato dall’azione di milioni di risparmiatori autonomi. Mentre l’attenzione del Governo continua ad essere rivolta quasi esclusivamente ai Fondi Immobiliari o finanziari. Ad esempio, nella prossima legge di stabilità il Premier Renzi ha annunciato agevolazioni fiscali per i fondi che investano in immobili pubblici e delle assicurazioni.

B) – Si è puntato esclusivamente sulla produzione edilizia destinata alla vendita , trascurando gli investimenti a reddito, destinati alla locazione. Puntiamo anche a questi.

Quello che manca infatti nel nostro sistema economico è un meccanismo che permetta alle famiglie di fare un investimento diretto in immobili abitativi nuovi, per ritrarne un reddito libero mediante la locazione.

Se vogliamo generare l’interesse per il condomino alla rottamazione della propria casa dobbiamo creare le condizioni per permettere a milioni di potenziali risparmiatori dell’edilizia di diventare operatori nel processo di riqualificazione delle nostre città.

L’ unico esempio di misura di incentivazione prevista è il bonus per l’acquisto di immobili nuovi da locare con contratto agevolato.  Una bella misura, ma inefficace su larga scala. Infatti, il contratto di locazione a canoni concordati costituisce certamente un meccanismo virtuoso sul piano sociale, ma non altrettanto sul piano economico.

C) – Ci si muove su una linea di pregiudizi che non permette di sostanziare adeguate condizioni di convenienza economica, in grado di promuovere i processi.

Quando nel secondo Dopoguerra si trattava di fronteggiare la ricostruzione ed i vasti fenomeni migratori interni con cospicua dotazione di abitazioni (citiamo pure il piano Fanfani che produsse 500mila abitazioni popolari ) fu la legge Tupini, che prevedeva l’esenzione venticinquennale dalle imposte sui redditi immobiliari per le nuove costruzioni, a  produrre 5 milioni di abitazioni.

Ovviamente il risparmio gestito deve continuare a fare la sua parte.

La via principale per condurre l’operazione su larga scala ed innescare un vasto processo di recupero urbano passa dunque necessariamente attraverso il coinvolgimento del risparmio diffuso, quello cioè gestito direttamente dai milioni e milioni di famiglie italiane. Persone fisiche o giuridiche che siano.

Lo sfavore, o la disattenzione che dir si voglia, nei confronti delle società immobiliari è ingiustificato ed improduttivo, e soprattutto antistorico, nel momento in cui, se oggi è concepibile un qualche nuovo investimento nel campo immobiliare, lo è solo attraverso lo strumento societario e non certo attraverso l’intestazione diretta alla persona fisica. Ed inoltre è opportuno comunque svincolarsi da quella dipendenza psicologica dallo schema delle locazioni agevolate che non è producente sul piano economico.

La combinazione poi di operatore-persona fisica, strumento-locazione agevolata (ci riferiamo al bonus acquisto casa) è quanto di meno economicamente efficace si possa immaginare.

E’ talmente prioritario e strategico per il nostro futuro il discorso della riqualificazione delle nostre città che non si può lesinare in alcunché, o spaccare il capello in quattro in questa programmazione.

Parlando in particolare dell’eventuale esenzione, venticinquennale o ventennale che sia, dalle imposte sui redditi derivanti dalle locazioni degli immobili riqualificati, va detto che essa si realizzerebbe praticamente a costo zero per l’ Erario, poiché non implica problemi di copertura finanziaria, interessando situazioni che ordinariamente già non producono un gettito tributario cui si debba rinunciare.

La ricetta anticipata in apertura non è una certezza, ma è una scommessa.

Sia pure con tutto questo apparato normativo, non è detto ancora che il meccanismo funzioni immediatamente perché, ed è la cosa fondamentale, andrebbero anche
– neutralizzati gli spauracchi fiscali (del genere della riforma catastale oggi in sonno)
– ricreate una mentalità imprenditoriale positiva ed una fiducia nel mercato e nel fisco che oggi  mancano, soprattutto presso le famiglie le  quali, non dimentichiamolo, operano e vogliono continuare ad operare Italia su Italia (a differenza di molti imprenditori, fra quelli che si dichiarano ‘ottimisti’ sull’andamento dell’economia italiana).

Foto:
– da sin Claudio De Albertis, Achille Colombo Clerici, Aldo Loris Rossi
– Gianfranco Rotondi e Renato Brunetta

Da sinistra, Claudio De Albertis, Achille Colombo Clerici, Aldo Loris Rossi

Gianfranco Rotondi e Renato Brunetta

CONVEGNO “La Rottamazione post bellica priva di qualità, il riequilibrio delle aree urbane e il rilancio dell’economia”

giugno 8, 2016

NOTA STAMPA

CONVEGNO “La Rottamazione post bellica priva di qualità, il riequilibrio delle aree urbane e il rilancio dell’economia”

 Si è svolto oggi alla Sala del Mappamondo, presso la Camera dei Deputati, il Convegno sul tema “La Rottamazione post bellica priva di qualità, il riequilibrio delle aree urbane e il rilancio dell’economia” promosso dalla Fondazione Fiorentino Sullo, per ragionare di questioni dibattute da oltre un ventennio, ma a cui non si è avuta la capacità di dare risposte chiare ed efficaci. Si è immaginato di riaprire la discussione su un tema assai delicato quale è quello della Rottamazione o della sostituzione edilizia. Il convegno ha contribuito a rompere gli equilibri immobili e porre le basi per un significativo cambio di passo nel settore dell’edilizia. Ne hanno discusso Achille Colombo Clerici, presidente Assoedilizia, Giuseppe Cappochin, presidente Consiglio Nazionale Architetti, Claudio De Albertis, presidente ANCE, il notaio Andrea Mosca, Gianluca Abbatte, C.N. Notariato, Aldo Loris Rossi, docente di Progettazione Architettonica all’Università di Napoli. Sono inoltre intervenuti: Paolo Caprasecca, presidente Anap associazione amministratori di condominio, Daniele Leoni, responsabile Ufficio Urbanistica del Comune di Roma. Molto apprezzato l’intervento del presidente Renato Brunetta. Ha introdotto e moderato i lavori Silvio Sarno, CEO Calcestruzzi Irpini S.p.a.. Una bella idea non è sufficiente a dar vita ad un sistema che funzioni: burocrazia, cultura imprenditoriale, attività legislativa, risorse economiche e corruzione sono alcune delle variabili da considerare. Il mercato delle costruzioni non fa certo eccezioni. E’ noto che la crescita dimensionale degli insediamenti urbani, sarà tra le altre, la nuova variabile da tenere in considerazione: determinerà sensibilmente la crescita economica, così come i livelli di investimenti e competitività. Non tenere conto che le aree urbane hanno superato di gran lunga le aree rurali e che la dimensione media degli insediamenti urbani sta via via crescendo, sarebbe un errore imperdonabile. La ripresa non ha ancora investito il mercato delle costruzioni e mancano evidentemente all’appello interventi e investimenti strutturali che consentano di invertire la tendenza. Il comparto della riqualificazione degli immobili residenziali in questi anni di crisi è stato l’unico settore che ha mostrato una tenuta dei livelli produttivi, rappresentando il 70% del fatturato del settore edilizio. Occorre cambiare rotta e le leve del cambiamento sono le città: va stimolato un ripensamento del paesaggio urbano, promuovendo la rigenerazione del costruito, l’edilizia sostenibile, la tutela dell’ambiente, favorendo l’economica circolare e quindi il riuso di ogni materiale attraverso misure fiscali e urbanistiche. Nel settore dell’edilizia occorre un nuovo approccio culturale che parta dalla presa di coscienza che la condizione del patrimonio abitativo nazionale è degradata, che le periferie sono spesso invivibili, che i centri storici vengono abbandonati dai residenti, che la vera “spending review” da fare è prima di tutto quella energetica e che la garanzia del debito pubblico è il risparmio degli italiani, la cui metà è proprio in immobili. E’ certo che ci sia tanto da fare. La burocrazia di certo non aiuta se è vero che la World Bank pone l’Italia al 153° posto su 180 Stati rispetto all’efficienza dei tempi per la burocrazia nel settore edilizio. Il grande capitolo della progettazione è tema cruciale che non può essere sottovalutato. Bisogna imparare a progettare e a competere per poter avere accesso ai fondi europei e per farlo è bene iniziare da casa propria. Ovviamente anche il sistema produttivo deve fare la sua parte: l’impresa deve tornare al centro del processo di costruzione facendosi promotrice di un nuovo modo di costruire di qualità. Per farlo bisogna fare un passo in avanti e aprire le porte ai nuovi strumenti digitali come il BIM, giustamente inserito nel nuovo codice dei contratti pubblici. Ma un piano per la rigenerazione urbana che abbia dignità non può far altro che fondarsi sul “superamento del tabù della demolizione e ricostruzione”. Come ben suggerisce il CNAPP; “conviene davvero abbattere qualche muro, cancellando così anche i nefasti risultati della pianificazione scorretta degli anni Sessanta, realizzando contestualmente scuole, asili, negozi e centri culturali”. E’ vero che “in Europa si trovano molti esempi di brutte periferie demolite e ricostruite come nuovi quartieri urbani integrati” ma i costi in Italia sono ancora troppo alti. E’ chiaro che occorra un piano nazionale di trasformazione urbana che preveda l’intervento pubblico ma è altrettanto evidente che la sola pubblica amministrazione da sola non può riuscire nell’intento. Occorrono azioni diffuse e mirate e il privato deve essere messo nelle condizioni di poter fare la propria parte. E’ davvero possibile innescare una profonda riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato del Paese e la strada indicata quest’oggi è la strada da scegliere. Il cambiamento si programma e costruisce e questo, soprattutto in edilizia, ha tempi lunghi che vanno quanto mai ristretti.

Convegno Rottamazione

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Convegno rottamazione 4

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“Rottamazione edilizia” – Sole 24 Ore del 7 giugno 2016 – Convegno alla Camera dei Deputati

giugno 8, 2016

Convegno a Roma. Verso un ddl

“Rottamazione per rifondare i condomìni”
Saverio Fossati

Demolire gli edifici in cemento danneggiato e a rischio, per ricostruirli. Spostando temporaneamente o definitivamente i condòmini con forti incentivi economici.

Ci sta provando un gruppo di esperti del settore immobiliare, per avviare una riforma che dovrebbe prendere il via dal convegno organizzato dalla Fondazione Fiorentino Sullo che si tiene oggi a Roma, presso la Sala del Mappamondo della Camera dei deputati.

Il convegno, intitolato «Manifesto per la rottamazione post bellica priva di qualità, riequilibrio delle aree urbane e il rilancio dell’economia» serve a raccogliere le idee che verranno poi formalizzate in un disegno di legge, che verrà presentato da Gianfranco Rotondi, co-presidente della fondazione:
“Abbiamo voluto questo convegno perché si rifletta sui rischi di questo materiale: a Roma i crolli sono frequenti ma non di edifici del XIX e XX secolo che vedono sopraelevazioni anche a strati.
Mentre abbondano edifici in cemento vecchio, di cattiva qualità o con ferro corroso.
In Europa il rinnovamento edilizio galoppa, in Italia no”.
Ma intorno all’idea si stanno interrogando già in parecchi, anche per risvegliare l’agonizzante mercato immobiliare senza sprecare suolo. Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, evidenzia che “Oltre il 22% degli edifici risulta in stato di conservazione mediocre o pessimo; in molti casi, invece di ristrutturare, risulta più conveniente abbattere e ricostruire. E produrre in via diretta una attività economica che incrementi il Pil e renda le nostre città più competitive”.

Secondo Alberico Barbiano di Belgiojoso, architetto e urbanista, presidente di Archxmi “Nel caso di sostituzione integrale con spostamenti dei residenti la cosa può essere attuata attraverso “case parcheggio” o anche definitivamente, con “aree volano” in prossimità, che possano innescare il ciclo, il che può avvenire più facilmente in periferia, dove ci sono aree industriali dismesse adatte alle funzione di “volano”.Ma in molti casi non va utilizzata la “rottamazione” quanto piuttosto il miglioramento delle condizioni edilizie ed urbane”.

Per Giampio Bracchi, docente di Tecnologie dell’informazione per l’impresa al Politecnico di Milano “Occorre creare incentivi per chi deve cambiare casa rendendo comunque interessante l’investimento ai costruttori”.

Carlo Angelo Menni pensa che “In considerazione dei notevoli investimenti in gioco è necessario che l’operatore abbia garanzia di esenzioni fiscali sugli immobili costruiti si può richiamare la vecchia legge Tupini e una piena libertà di locazione”.

Giuseppe Franco Ferrari, docente di Diritto pubblico comparato alla Bocconi, crede che questa azione “Necessiti comunque di massicci finanziamenti, dalle bonifiche delle aree agli incentivi per chi se ne debba andare”.

Foto: Gianfranco Rotondi e Achille Colombo Clerici

Gianfranco Rotondi e Achille Colombo Clerici (2)

 

« Una nuova idea di detraibilità» . QN IL GIORNO, Il Resto del Carlino, La Nazione del 4 giugno 2016 – Achille Colombo Clerici

giugno 6, 2016

Imperativo per il Governo: misure anticicliche per il rilancio della produttività.

Nel corso di un incontro a Milano  il Viceministro dell’Economia Enrico Morando, nell’ambito di un’ampia esposizione tesa ad illustrare l’azione del Governo nella presente congiuntura, ha anticipato due nuove misure volte alla crescita della nostra economia, attualmente allo studio.

La prima e’ una detassazione dei redditi prodotti dai nuovi investimenti, ‘dormienti’ per almeno 3 anni, del risparmio delle famiglie impiegato nel finanziamento delle PMI.

La ratio del provvedimento nasce dalla considerazione che il finanziamento della nostra economia risulta essere troppo ‘bancocentrico’ ed è quindi opportuno, in linea con i parametri europei, introdurre misure che favoriscano l’afflusso di risorse finanziarie da parte del mercato, in aggiunta a quelle del sistema bancario.

La seconda consiste in una idea per favorire gli interventi edilizio-impiantistici volti all’efficientamento energetico di molti edifici condominiali.

Soprattutto quando si tratti di immobili di scarsa qualità realizzati negli anni ’60 ed abitati da famiglie a basso reddito, è frequente il caso che, pur in presenza del bonus fiscale, non ci sia interesse da parte dei condomini a compiere gli interventi,  perché il reddito delle singole famiglie è incapiente in rapporto alla entità della prevista detrazione fiscale del 65 % della spesa, pur diluita in 10 anni.

L’idea è quella di favorire la formazione di operatori che siano in grado, a seguito dell’intervento di efficientamento, di sostituirsi, per un certo numero di anni, al singolo condomino nel pagamento della spesa per il riscaldamento.

Insomma, la “detraibilità” avverrebbe non sul piano fiscale, bensì sul piano dei costi di funzionamento dell’impianto, dai quali il condomino verrebbe sollevato. Lo Stato incassa l’Iva, incrementa il Pil, riqualifica il tessuto urbano delle città, riduce l’inquinamento atmosferico.

Il condomino migliora la qualità dell’edificio,  aumenta il valore della sua proprietà, risparmia nelle spese di riscaldamento e ammortizza il costo dell’intervento “detraendolo” attraverso il meccanismo della esenzione dalla relativa spesa per un certo numero di anni.

Insomma, ben vengano provvedimenti di tal genere, affinché non si paghino maggiori tasse.

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Foto: Colombo Clerici con il Viceministro Enrico Morando

SCADENZARIO TRIBUTARIO GIUGNO 2016

giugno 3, 2016

CONFEDERAZIONE ITALIANA PROPRIETA’ EDILIZIA

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SCADENZARIO GIUGNO 2016

Festa della Repubblica Italiana 2 giugno 2016 – Cerimonie di Como e Lugano – Prefetto di Como e Console Generale d’Italia a Lugano

giugno 3, 2016

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

La Festa della Repubblica Italiana a Como e Lugano

QUANDO IL PRIMO VOTO A SUFFRAGIO UNIVERSALE CAMBIO’ LA STORIA D’ITALIA

Achille Colombo Clerici ricorda in territorio elvetico il ruolo della Svizzera in favore di chi si batté per la riconquista dei valori universali di libertà e di democrazia.

Nell’Aula Magna del Politecnico di Como (anziché in piazza Cavour, come previsto inizialmente, causa maltempo) si è svolta, con grande partecipazione – invitato il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici – ,  la manifestazione celebrativa del 70° Anniversario della proclamazione della Repubblica.
Ad accogliere le rappresentanze dei comuni della provincia lariana e delle forze armate il prefetto Bruno Corda e il sindaco di Como Mario Lucini.
Nell’occasione è stato celebrato anche il 70° anniversario del voto alle donne che, nel 1946, per la prima volta furono chiamate a partecipare alle consultazioni amministrative e al Referendum istituzionale, nonché all’elezione dell’Assemblea Costituente.

Corda ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel quale si esaltano “i valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e rispetto dei diritti di ognuno e dei popoli che sono, ancora oggi, il fondamento della coesione della nostra società ed i pilastri su cui poggia la costruzione dell’Europa. Dalla condivisione di essi nasce il contributo che il nostro Paese offre con slancio, convinzione e generosità alla convivenza pacifica tra i popoli ed allo sviluppo della comunità internazionale”.

Sempre nel solco del rafforzamento del legame tra le Istituzioni e le giovani generazioni, sono avvenuti interventi di Faustina Clerici sul ruolo delle donne in politica e di un rappresentante della Consulta provinciale degli studenti.
Durante la cerimonia sono state consegnate, agli insigniti residenti nella provincia, le Onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”, le Onorificenze “Stelle al Merito del Lavoro” e le “Medaglie della Liberazione”.
Tale distinzione onorifica, che vanta l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica, è stata conferita dal ministro della Difesa il 25 aprile 2016 ai partigiani, agli ex internati nei lager nazisti, nonché ai combattenti inquadrati nei reparti regolari delle Forze armate. E’ stata inoltre consegnata una copia della Costituzione ad alcuni neo diciottenni di Como.

Al termine della cerimonia ha avuto luogo un concerto musicale eseguito dalla Filarmonica cittadina “Alessandro Volta”.

Nel pomeriggio in Piazza Duomo sotto il Broletto, la Banda Baradello ha eseguito alcuni brani per la cittadinanza.

Anche  al Consolato Generale d’Italia a Lugano, Sala Cattaneo, si è celebrata la Festa della Repubblica.

Il Console Generale d’Italia a Lugano, Ministro Marcello Fondi, nel suo intervento di saluto, ricordando l’importante presenza dei nostri connazionali nel Ticino ( 120 mila italiani ), ha riportato il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed  ha ringraziato, riportando le parole del Premier Matteo Renzi, il Governo ed il popolo  svizzeri per l’impegno profuso nella realizzazione della direttrice ferroviaria AlpTransit-Gottardo, che avrà un decisivo rilievo nel collegamento tra l’Europa centrale ed il Mediterraneo.
Presenti alla cerimonia il Prefetto di Como Bruno Corda, con la Consorte, il Sindaco di Lugano, il vice Sindaco di Campione d’Italia, l’Associazione Carlo Cattaneo nelle persone del Presidente Giancarlo Dillena e dell’emerito Paolo Grandi, Lino Terlizzi, Marcello Foa’.

Invitato all’evento il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici che così ha commentato: “La
celebrazione della ricorrenza  della Festa della Repubblica in una terra che vede una forte ed operosa presenza di nostri connazionali significa rinnovare e rinsaldare i rapporti
 
della comunità italiana con la madrepatria; e, nel contempo, rinvigorire le relazioni di amicizia, istituzionali, culturali, economiche tra i due Paesi.

E’ l’occasione anche per ricordare l’importante ruolo svolto dalla Svizzera in favore di chi, negli anni bui della guerra, si batteva per la riconquista dei valori universali di libertà e di democrazia che tanto ci premevano e ci premono”.
Foto:

– Colombo Clerici con Bruno Corda

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– Colombo Clerici con Marcello Fondi

– Colombo Clerici con Marcello FondiAchille Colombo Clerici con il Console Generale d'Italia a Lugano Ministro Marcello Fondi.

Giovanni Spadolini “Per Milano, Omaggio a Giovanni Spadolini” – Presentazione Libro di Alessandro Papini

giugno 1, 2016

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Presentato il libro “Per Milano. Omaggio a Giovanni Spadolini” con l’intervento del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni

L’ATTUALITA’ DEI “10 PUNTI” DEL PARTITO DELLA DEMOCRAZIA

Colombo Clerici: La sua amicizia con il Canton Ticino e l’Associazione culturale Carlo Cattaneo

“ Ho conosciuto Giovanni Spadolini a Roma nel 1992 alla mia prima esperienza in Parlamento e mi sono sentito, davanti a lui, come un allievo di fronte al maestro” ha esordito il presidente della Regione Lombardia   Roberto Maroni alla presentazione del libro di Alessandro Papini “Per Milano. Omaggio a Giovanni Spadolini”. Proseguendo: “Allora, come oggi, i suoi principi liberaldemocratici costituiscono  il riferimento di una vasta area moderata che non trova rappresentanza politica. Sono necessari non solo un ricambio generazionale, ma di visione  del futuro e di capacità di gestire la comunità”. E su questo tema Maroni ha avuto gioco facile: la Lombardia risulta, dalle cifre, la regione meglio gestita d’Italia, l’unica con deficit zero, con il rapporto dipendenti pubblici-abitanti più basso, con servizi di eccellenza a cominciare dalla Sanità, anche se questo primato risale almeno al Dopoguerra.  I suoi modelli, tipo il costo standard di taluni presidi sanitari, consentirebbero al Paese di risparmiare 10 mld di euro, pari all’Irap e ai ticket.
E proprio alla buona gestione della Sanità – le Usl locali vanno gestite da organi tecnici non da partiti, mentre per le stesse Usl il pareggio di bilancio deve diventare obbligatorio a pena di commissariamento – si riferiscono due dei 10  punti del programma di Giovanni Spadolini per Milano elaborato nel 1985 ma ancora oggi attualissimo, in occasione della candidatura a consigliere comunale di Milano, ha ricordato Franco De Angelis, figura storica dei repubblicani milanesi.
L’indicazione spadoliniana è di un “Partito della Democrazia”, si legge nel libro, che rappresenti e sia “interprete privilegiato dell’Italia tecnica e professionale, quella che produce e che lavora, che rischia in proprio e che respinge gli schemi classisti al pari delle seduzioni dell’assistenzialismo o del corporativismo”. Nel ricostruirne la genesi Spadolini lo collocava “esattamente a metà strada tra Giovanni Amendola, l’animatore inconfondibile dell’Unione Democratica Nazionale, ed Ugo La Malfa, che aveva portato nel vivo della lotta politica italiana la posizione di una forza democratica e laica, riformatrice e non socialista. Passando attraverso il generoso tentativo di socialismo liberale di Carlo Rosselli, la ricomposizione in chiave storiografica della dicotomia tra repubblicanesimo e socialismo abbozzata dal Nello Rosselli di “Mazzini e Bakounine”.
Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, ha richiamato il forte rapporto che lo statista, uomo di cultura e storico, ha avuto con la Svizzera, in particolare con il Canton Ticino, che festeggiano proprio in questi giorni l’inaugurazione della Galleria ferroviaria di base del San Gottardo, e con l’associazione culturale Carlo Cattaneo che ne fu propugnatrice.
L’opera che fa parte del progetto AlpTransit, ricorda Colombo Clerici, consentendo trasporti più capaci e veloci sull’asse Rotterdam-Genova, “darà luogo ad una vera rivoluzione nell’assetto della fornitura di merci all’Europa stessa, potenziando il porto di Genova.
“Proprio come avvenne con l’apertura della antica Galleria del Gottardo, nel 1882, che aprì le porte ad un interscambio, oltre che di beni economici, di tecnologia, di scienza, di capitale umano e di mentalità.
“Nel secondo Dopoguerra, con lo stemperarsi nel tempo delle motivazioni ideali e il progressivo affermarsi delle logiche economiche, i rapporti tra italiani e ticinesi si erano irrigiditi ed alla fine degli anni ’80 del secolo scorso risultavano alquanto improntati a diffidenza e arroganza reciproche.
“Fu merito degli amici ambasciatore Franco Besomi (Console Generale svizzero a Milano dal 1991 al 1997), del successore, il console generale Marco Cameroni (1997-2005) e di un manipolo di illuminati italiani, convinti dell’importanza del ruolo che il confinante Paese aveva svolto e poteva ancora svolgere nella storia d’ Italia, se da allora si cominciò a lavorare congiuntamente per un nuovo corso culturale nei rapporti reciproci tra le nostre due comunità.
“Tra questi illuminati italiani spiccava Giovanni Spadolini, che il sindaco di Lugano Giorgio Giudici in una lettera al direttore de “La Stampa” di Torino Carlo Rossella ( in risposta ad un articolo critico verso la città ticinese ” Lugano specchietto per i giapponesi”) nel 1997 non esitò a definire grande amico ed estimatore di Lugano e del Canton Ticino.
“Egli fu tra i sostenitori convinti della Associazione culturale Carlo Cattaneo di Lugano, alla cui costituzione presi parte insieme al nostro ambasciatore Salvatore Zotta, allora console nella città ticinese e ad un drappello di milanesi. Fu da lì che nacque l’importante sostegno italiano al progetto Gottardo, che oggi finalmente trova il suo coronamento storico”.

Foto d’archivio: da sin. Colombo Clerici, Roberto Maroni, Massimo Baggi Console di Svizzera a Milano

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Rottamazione edifici – Convegno Roma Camera dei Deputati sala Mappamondo – Ministro Graziano Delrio – Fondazione Fiorentino Sullo – COMST

giugno 1, 2016

A s s o e d i l i z i a
Property Owners’
Association Italy

 

Convegno a Roma, Camera dei Deputati-Sala Mappamondo, martedì 7 giugno, con la presenza del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio

ROTTAMAZIONE EDILIZIA PER RIQUALIFICARE LE  CITTA’

Il dato di fondo è la vetustà del patrimonio immobiliare nel nostro Paese, con conseguenti problematiche dal punto di vista della sicurezza e del risparmio energetico. Le condizioni di manutenzione degli oltre 30 milioni di abitazioni esistenti (dati arrotondati del Censimento 2011) indicano che oltre il 22% degli edifici risulta in stato di conservazione mediocre (19,9%) o pessimo (2,2%); nel complesso si tratta di quasi 3 milioni di edifici parte dei quali malamente costruiti soprattutto nell’immediato dopoguerra (altre allora erano le priorità) con evidenti necessità di riqualificazione. In molti casi, invece di ristrutturare, risulta più conveniente abbattere e ricostruire.

Una pratica in uso nei Paesi più avanzati, dalla Germania agli Stati Uniti, ma che in Italia – dove l’80% vive in case di proprietà o assimilabili – presenta problemi di non facile soluzione.

Se ne parla martedì 7 giugno prossimo a Roma, ore 10, Camera dei Deputati-Sala Mappamondo, in un convegno dal titolo “Rottamazione post bellica. Edilizia priva di qualità –  Il riequilibrio delle aree urbane e il rilancio dell’economia” organizzato dalla Fondazione Fiorentino Sullo. I lavori sono aperti da Silvio Sarno ceo della Calcestruzzi Irpini cui seguirà la relazione del prof. Aldo Loris Rossi pioniere del concetto di “rottamazione edilizia”. Quindi gli interventi di Giuseppe Cappochin presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia, Claudio De Albertis presidente Ance. Alla sezione tecnica si affiancherà quella giuridica con le relazioni di Gianluca Abbate del c.n. Notariato e Andrea Mosca notaio. Concluderà i lavori il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio.

Gli edifici “moderni” hanno una vita che è valutata mediamente in 70 anni; così come un’automobile o un elettrodomestico non sono eterni. Quando sono a fine vita vanno “rottamati”. Le norme italiane non solo non aiutano questo processo di sostituzione ma di fatto lo impediscono. Il convegno è la piattaforma dal quale scaturirà un progetto di legge di iniziativa parlamentare.

Foto: Colombo Clerici con il Ministro Graziano Delrio

Colombo Clerici con Graziano Delrio