EMA Agenzia europea del farmaco ed EBA Autorità bancaria europea a Milano – Campagna di opinione: QN Il Giorno del 7 luglio 2016 pag. 3. Intervista a Lucio Stanca

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“Più chance sull’Agenzia del farmaco. La nostra industria è leader mondiale”
Lucio Stanca: Milano è già città europea, l’area Expo sarebbe adatta

IL RISULTATO del referendum in Gran Bretagna ha aperto il dibattito sulle opportunità per Milano di aggiudicarsi due enti ospitati a Londra: l’Agenzia europea per il farmaco e l’Autorità Bancaria Europea (Eba). II Giorno sta interpellando rappresentanti del mondo produttivo, esperti di finanza e addetti ai lavori. Dopo il presidente di Assoedilizia e di Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici, il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, il presidente della Camera di commercio italo-russa e italo-iraniana,  Rosario Alessandrello, il presidente onorario della Camera della Moda di Milano, Mario Boselli, il presidente di Kairos Sima e già numero uno della Camera di commercio svizzera in Italia, Fabrizio Rindi, il presidente di Intesa San Paolo Private banking, Giampio Bracchi, l’ex direttore della Banca d’Italia in Lombardia, Alfio Noto, oggi è il turno di Lucio Stanca, ex ministro, ex amministratore delegato della società Expo spa e membro del comitato esecutivo dell’Aspen Institute Italia.

di Luca Zorloni

Milano
Lucio Stanca, ex ministro ed ex amministratore delegato della società Expo spa, membro del comitato esecutivo dell’Aspen Institute Italia, Milano può battere Parigi e Francoforte nella competizione per aggiudicarsi la sede dell’Autonffi bancaria europea (Eba), che Londra deve cedere dopo il voto sulla Brexit?
“Certamente bisogna provare a competere. Ci sono due autorità da trasferire da Londra, quella bancaria e quella del farmaco. Io ritengo che su quella bancaria, vista la debolezza del nostro sistema del credito, non abbiamo le carte in regola per fare concorrenza a una sede più forte, mentre sul farmaco abbiamo più chance. Consideriamo che questa seconda ha un volume di 600 dipendenti, contro i 150 della prima, inoltre noi abbiamo un’industria farmaceutica che ha dimostrato di essere leader mondiale, di poter crescere. In questo settore, abbiamo le carte in regola.
Quello che non abbiamo nel settore bancario, lo abbiamo nel farmaceutico”.

È solo questione di mercati?
“Al di là del tema delle competenze e dei settori dell’industria, la domanda è se Milano ha le qualifiche per attirare organismi internazionali.
Io dico sì da tifoso. Sappiamo che Milano ha un numero elevato di scuole internazionali, le università Bocconi e Politecnico hanno attivato corsi in inglese. Le persone che lavorano in queste agenzie hanno famiglie, figli che vogliono far studiare in scuole inglesi ad esempio. Serve un livello di internazionalità nei ristoranti, vivere in un ambiente internazionale facilita la scelta di queste persone. Serve uno sforzo, Milano ha le potenzialità, è già una città europea. E l’indotto di queste sedi può dare una spinta al livello di internazionalità, almeno nella graduatorie europee”.

Ha fatto bene il sindaco Sala ad andare subito a Londra per tastare il polso?
“Ha fatto benissimo, anche se per fare queste scelte ci vorrà qualche anno. Tutte le istituzioni devono fare squadra ed essere credibili”.

L’area Expo è adatta come sede di uffici internazionali?
“Perché no? Anche se mi auguro che si decida prima cosa farne, abbiamo un’area tra le più attraenti e infrastrutturate d’Italia, anche rispettando il 50% dell’estensione a verde c’è spazio per funzioni e uffici diversi, nulla vieta il centro di ricerca e il campo sportivo, anzi, migliorerebbe la qualità della vita.
Tuttavia non mi focalizzerei sulla localizzazione, questo si pone dopo. La prima sfida è essere attraenti”.

Quali sono quindi le attività da fare?
“Serve un programma specifico per attirare più quartier generali delle multinazionali. Perché sono a Lugano? Non solo per un fatto fiscale. Serve un sistema di trasporti, di qualità della vita, di servizi di livello internazionale, competiamo con città molto forti. Serve una politica per aumentare l’insediamento di uffici di multinazionali, da cui dirigere le operazioni per l’Italia e il Sud Europa”.

L’ultima parola, però, tocca a Bruxelles.
“E una decisione frutto di equilibri politici. Noi non abbiamo numerose strutture europee, questa deve essere la battaglia del governo, che deve far valere questo deficit in sede di trattativa, in modo da soddisfare le esigenze legittime dei Paesi. A livello europeo c’è spazio di manovra”.

Un programma specifico
Serve un sistema di trasporti, di qualità della vita e di servizi di livello internazionale.

Referendum choc
Con l’uscita a sorpresa della Gran Bretagna dall’Unione Europea i due enti continentali ospitati da Londra dovranno traslocare.
Partono le manifestazioni di interesse per aggiudicarsi sia l’Autorità Bancaria Europea che l’Agenzia Europea del Farmaco.

Le chiavi del successo
Milano è cresciuta anche grazie all’Expo del 2015.
E proprio l’Esposizione Universale ha dato modo agli altri Paesi di notare i miglioramenti della città. E poi ci sono tutte le infrastrutture necessarie: aeroporti treni ad alta velocità e nuovi tunnel alpini completati o in costruzione.

BREXIT
Attesa per i possibili riscontri positivi per Milano dopo la decisione del popolo britannico di uscire dalla Ue.
Un esito che ha colto di sorpresa prima di tutto molti inglesi.

Ottimista “Bisogna provare a competere», afferma Lucio Stanca che ritiene positivo il viaggio del sindaco Sala a Londra per tastare il polso.

Il Giorno

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