BREXIT – EBA Autorità bancaria europea ed EMA Agenzia europea del farmaco a Milano – Campagna di opinione: QN Il Giorno del 12 luglio 2016 pag. XV – Intervista a Salvatore Messina

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Il risultato del referendum in Gran Bretagna ha aperto il dibattito sulle opportunità per Milano di aggiudicarsi due enti ospitati a Londra: l’Agenzia europea per il farmaco e l’Autorità Bancaria Europea. Il Giorno sta interpellando rappresentanti del mondo produttivo, esperti di finanza e addetti ai lavori. Dopo il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici, il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, il presidente della Camera di commercio italo-russa e italo-iraniana, Rosario Alessandrello, il presidente onorario della Camera della Moda di Milano, Mario Boselli, il presidente di Kairos Sima, Fabrizio Rindi, il presidente di Intesa San Paolo Privatebanking, Giampio Bracchi, l’ex direttore della Banca d’Italia in Lombardia, Alfio Noto, l’ex ministro, membro del comitato esecutivo dell’Aspen Institute Italia, Lucio Stanca, il managing partner dello studio Bonelli Erede, Stefano Simontacchi,Piero Bassetti, numero uno dell’associazione culturale Globus et Locus, oggi è il turno di Salvatore Messina ex presidente degli uffici lombardi della Banca d`Italia.

“Milano capitale bancaria? Ha i numeri. Ma ora le istituzioni facciano sistema”

di Luca Zorloni

Milano

Salvatore Messina, avvocato, già presidente degli uffici lombardi della Banca d`Italia, Milano è ormai in corsa per aggiudicarsi la sede dell`Autorità bancaria europea, Eba. Secondo lei la città ha le carte in regola per ottenere l`ufficio comunitario?
“Io direi che Milano ha tutti i titoli, però quello che finora ci ha tenuto ai margini è la mancata concertazione tra le volontà che si possono esprimere, a livello ad esempio di governo, ministero dell`Economia e delle Finanze, Bankitalia. Se si va in ordine sparso, si rischia di ottenere poco”.

In pratica, il segreto per vincere questa partita un sistema di gioco di squadra?
“Lo ha dimostralo la storia stessa. Concertazione era un termine che adoperava anche l`ex governatore,
della Banca d`Italia, Carlo Azeglio Ciampi. Una brutta parola quando si tracima dal proprio ruolo, mentre io la intendo nel senso di condividere gli obiettivi. Ed è in questo modo che la partita per l`Eba va giocata.”

In che modo suggerisce di muoversi per poter competere?
“Bisogna evitare i clamori. A stabilire i tempi saranno le modalità con cui ci si muove. Non è facile perché non sono stati fissati i tempi con cui la Gran Bretagna uscirà dall`Unione europea E importante porre il
problema, dimostrare che Milano ha le connotazioni per ospitare un`autorità di livello comunitario”.

Quindi secondo lei il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, non è stato accorto nel pubblicizzare il suo viaggio a Londra proprio in ottica Brexit?
“Se è il risultato di un`azione concertata, ci può stare. Fuge rumores, dicevano gli antichi (rifuggi le chiacchiere, ndr). Le racconto un aneddoto: quando si decise di candidare Sandro Pertini al premio Nobel, ogni giorno si parlava di questa cosa, mentre il protocollo è molto discreto. E così è stato affondato”.

Quali caratteristiche rendono Milano adatta a questo ruolo?
“Ha le infrastrutture di ordine gestionale e logistico. Anche nel periodo peggiore della crisi, Milano non si è mai fermata, è segno del dinamismo della città e dei suoi esponenti pubblici. Lo si vede dagli apprezzamenti raccolti prima e dopo Expo”.

Dal punto di vista bancario? L`autorità non dovrà andare vicino ai grandi gruppi che deve controllare?
“Ora la tecnologia permette di controllare anche in remoto, a chilometri di distanza, ma il posizionamento finanziario di Milano non sfigura certo rispetto ad altre città concorrenti”.

Oltre alla bancaria, possiamo ottenere anche l`Agenzia del farmaco?
“Bisogna stare attenti, valutare gli equilibri internazionali e quali possibilità abbiamo. Io punterei più sull`Eba, che ha un capo di provenienza Bankitalia, poi dobbiamo vedere cosa succede nel gioco delle compensazioni”.

Quale indotto portano queste autorità?
“C`è un indotto di immagine. Molte volte nelle crisi bancarie, oltre a perdere i quattrini, è terribile il danno reputazionale, si perde la fiducia. Quindi il discorso reputazionale è utile per Milano, come città di prim`ordine in Italia e in Europa. E poi c`è un indotto logistico e di posti di lavoro”.

Le città concorrenti: Francoforte e Parigi.
“Francoforte deve avere coraggio a candidarsi per un`altra autorità, sarebbe un ‘eccesso di potere’.
Forse Parigi…”.

L`analisi dell`esperto:
“Portare qui l`Eba? Il grande indotto sarebbe dato dal ritorno d`immagine e reputazione in tutto il mondo. Poi gli affari della logistica e soprattutto i nuovi posti di lavoro”.

Le rivali
In gara per l`Autorità Bancaria Europea ci sono anche Germania e Francia
“Francoforte? Deve avere coraggio per candidarsi a un`altra istituzione, sarebbe ‘eccesso di potere’.
Forse Parigi…”

Foto: Salvatore Messina con Achille Colombo Clerici IEA

Colombo Clerici con Salvatore Messina

 

 

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